Cartello di Cali

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Cartello di Cali
Area di origineCali (Colombia)
Aree di influenzaColombia, America Centrale, Stati Uniti
Periodo1977 - 1998
BossGilberto Rodríguez Orejuela, Miguel Rodríguez Orejuela
Alleaticartello di Sinaloa
cartello di Tijuana
cartello di Juárez
mafia russa
Los Pepes
Rivalicartello di Medellín
cartello di Norte del Valle
Attivitàtraffico di droga
riciclaggio di denaro
estorsione
sequestri di persona
traffico di armi
prostituzione

Il Cartello di Cali (in spagnolo: Cartel de Cali) fu un cartello di droga del sud della Colombia, intorno alla città di Cali.

Secondo alcune stime, al culmine del suo potere il cartello di Cali controllava l'80% delle esportazioni di cocaina dalla Colombia verso gli Stati Uniti. Gilberto Rodríguez fondò il cartello agli inizi degli anni '70 con suo fratello, Miguel Rodríguez, e insieme a "Chepe" Londoño e "Pacho" Herrera.

Negli anni '80 l'organizzazione entrò in guerra con l'altro grande cartello colombiano, il cartello di Medellín, capeggiato da Pablo Escobar. Il cartello si avvalse anche dell'aiuto di un gruppo di vigilanti armati definitosi Los Pepes (acronimo di Popolo Perseguitato da Pablo Escobar), che avevano tutti, come unico scopo, uccidere il boss.

Alcuni inquirenti hanno osservato come il cartello si sia notevolmente frammentato negli ultimi anni e non avesse avuto più lo stesso potere di una volta, a causa dell'inasprimento delle leggi colombiane contro i narcotrafficanti e della sempre maggiore rilevanza che stavano acquistando altri cartelli, prima considerati minori, tra cui il cartello di Norte del Valle.

Il cartello di Cali era orientato su posizioni filo-governative e liberal[1].

Esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) El proceso 8.000, a 20 años del escándalo mayor | ELESPECTADOR.COM, in ELESPECTADOR.COM, 23 aprile 2015. URL consultato il 17 settembre 2017.

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