Cocaina

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Cocaina
Kokain - Cocaine.svg
3dModel Cocaine.gif
Nome IUPAC
(1R,2R,3S,5S)-3-(benzoilossi)-8-metil-8-azabiciclo [3.2.1]-octan-2-carbossilato di metile
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C17H21NO4
Massa molecolare (u) 303.353 g/mol
Numero CAS 50-36-2
Numero EINECS 200-032-7
Codice ATC N01BC01
PubChem 5760 CID 5760
DrugBank DB00907
SMILES CN1C2CCC1C(C(C2)OC(=O)C3=CC=CC=C3)C(=O)OC
Proprietà chimico-fisiche
Costante di dissociazione acida (pKa) a 310 K 8,6[1]
Temperatura di fusione 199
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità orale (33%), aspirata (60-80%)
Metabolismo epatico
Emivita 3 ore
Escrezione renale
Indicazioni di sicurezza

La cocaina (benzoilmetilecgonina) è una sostanza stupefacente che agisce come potente stimolante del sistema nervoso centrale, vasocostrittore e anestetico.

È un alcaloide che si ottiene dalle foglie della coca (Erythroxylum coca), pianta originaria del Sud America, principalmente del Perù, della Colombia e della Bolivia.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie di coca sono state usate per secoli dalle popolazioni del Sud America come tonico, contro la fame e come anestetico, specie nel corso di rituali religiosi che prevedevano pratiche sacrificali: una di queste consisteva nella "trapanazione" di sezioni di cranio e la mistura foglie di coca-saliva era usata come anestetico locale.

Quando gli spagnoli conquistarono le Americhe nel 1492, non impiegarono molto a riconoscere le proprietà delle foglie di coca, la cui vendita fu tassata: furono in breve tempo impiegate come tonico, anti fame e antifatica per gli schiavi indios impiegati nelle nuove miniere di argento, portando alla diffusione della professione del coqueros (coltivatore di coca).

L'isolamento del principio attivo delle foglie (cocaina) avvenne nel 1860 da parte di Albert Nieman: da allora è iniziato l'utilizzo moderno della cocaina che venne dapprima sperimentata come anestetico (1879). Nel 1859 fu pubblicato un importante saggio “Sulle virtù igieniche e medicinali della coca e sugli alimenti nervosi in generale” da parte Paolo Mantegazza, un noto scienziato dell'epoca, che ispirò Angelo Mariani nella produzione del "Vin Tonique Mariani" (1862) un vino a base di Barolo e foglie di Coca (dove si raggiungeva una concentrazione di 150–300 mg\l di composto) e che per alcuni decenne ebbe una grande diffusione in tutta Europa fino a quando non fu vietato nei primi del '900. Nel 1866 ad Atlanta, il medico e farmacista John Stith Pemberton, brevettò la formula di un tonico a base di damiana e noci di cola "per signore, e [per] tutti quelli il cui lavoro sedentario provoca prostrazione nervosa" che darà poi origine, nella versione senza cocaina, alla Coca-Cola.

A partire dagli ultimi due decenni dell'Ottocento ebbe ampia diffusione l'uso della cocaina per la disintossicazione dalla dipendenza da morfina, una pratica che lo stesso Sigmund Freud consigliava[2].

La sua popolarità crebbe ulteriormente nell'era vittoriana dove viene nominata anche in diverse opere letterarie (come Sherlock Holmes che si inietta cocaina contro la frustrazione nel non riuscire a risolvere dei casi) e nei primi anni del '900 quando veniva venduta in alcune farmacie come tonico. Durante la seconda guerra mondiale è stata inserita fornita dal regime nazista come stimolante ad alcuni soldati. Sigmund Freud era solito utilizzarla (occasionalmente ed in basse dosi) come antidepressivo.[3][4][5]

Ad oggi è uno dei più diffusi stupefacenti, acquistando spesso l'immagine di uno "status sociale" (forse per via anche del suo costo), conoscendo un aumento specie nei primi anni '90 e poi nei primi anni 2000. È una sostanza controllata ed illegale (ad eccezione di qualche uso medico) che viene venduta in strada sotto forma di polvere con una purezza media del 5-50%.[6]

Il suo nome deriva dal termine Quechua (lingua indios) "Chuca" col suffisso "-ina". Tale suffisso sarà poi utilizzato comunemente per indicare gli anestetici di sintesi.

Modello 3D della molecola di Cocaina

Farmacologia[modifica | modifica wikitesto]

Meccanismo di azione[modifica | modifica wikitesto]

La cocaina agisce principalmente come inibitore del reuptake delle monoammine (dopamina in primis ma anche serotonina e noradrenalina), ciò provoca un loro aumento di concentrazione a livello cerebrale che è causa dei suoi effetti psicoattivi (il rapporto di potenza di inibizione delle monoamine nel cervello di ratti è circa serotonina:dopamina= 2:3, serotonina:norepinefrina= 2:5). Agisce inoltre come antagonista dei canali del sodio (in analogia ad altri anestetici) ed a ciò sono dovute le sue proprietà anestetiche.[7]

Si è vista interagire anche con i recettori 5-HT3 e 5-HT2 della serotonina, in particolare l'antagonismo a questi ultimi sembrano essere implicati nella disinibizione motoria; i recettori sigma oppiodi[8] su cui agisce da agonista (e che sembra giocare un ruolo nella immunosoppressione indotta dalla sostanza) ma anche i recettori NDMA e i D1 della dopamina.[9][10]

L'effetto farmacologico maggiore e meglio caratterizzato a livello del sistema nervoso centrale (SNC) è quello di bloccare il recupero (reuptake) di dopamina nel terminale postsinaptico quando questa viene rilasciata dal terminale del neurone nel vallo intersinaptico; la rimozione della dopamina dal terminale sinaptico avviene per mezzo delle cosiddette proteine di trasporto (Dopamine Active Transporter, DAT) che trasporta il neurotrasmettitore dall'esterno all'interno del neurone. Il risultato è un aumento della quantità di dopamina (e delle altre monoamine per mezzo del blocco delle attività dei rispettivi trasportatori) a livello delle terminazioni sinaptiche dei neuroni dopaminergici del SNC. In particolare, si assiste a un aumento di dopamina nelle sinapsi fra le terminazioni dei neuroni che proiettano dall'area tegmentale ventrale e i neuroni del nucleo accumbens e della corteccia prefrontale mediale.[11][12]

L'inibizione cronica dei processi di reuptake provoca, specie nel lungo termine, l'esaurimento delle riserve di neurotrasmettitore del neurone presinaptico, causando una sorta di affaticamento, che altera la normale risposta fisiologica dei circuiti cerebrali.[13] Tutti questi meccanismi portano ad una serie di adattamenti nella struttura e nella chimica del cervello che sono responsabili degli effetti di astinenza, tolleranza ed effetti collaterali post acuti (sintomi cognitivi e psichiatrici che includono ma non si limitano a depressione ed ansia).[14][15] Questi meccanismi includono tra gli altri il fenomeno della tolleranza inversa, un fenomeno di up-regulation che aumenta la quantità di recettori per la dopamina postsinaptici: la conseguenza è l'aumento di sensibilità del sistema con aumento degli effetti psicotropi positivi e negativi della cocaina. Il craving da cocaina (ricerca ossessiva della sostanza) è invece indotto dal desiderio di evitare le crisi d'astinenza e dalla diminuzione della normale capacità di provare piacere legata ai reward system.

In farmacologia la cocaina è anche considerata un anestetico locale, ottimo per l'anestesia delle mucose e delle vie aeree superiori. Agisce inoltre come potente vasocostrittore diminuendo i sanguinamenti nel corso di interventi chirurgici. Il suo uso in campo anestesiologico è stato tuttavia, per ovvi motivi, fortemente ridotto, a favore di derivati sintetici con effetti sistemici e psicotropi irrilevanti come la novocaina.

Cocaina

Effetti indotti e collaterali[modifica | modifica wikitesto]

A breve termine[modifica | modifica wikitesto]

Gli effetti della cocaina si manifestano in relazione alla modalità di assunzione: molto rapidamente nel caso di somministrazione endovenosa e via via più lentamente con l'inalazione, con l'aspirazione e con la masticazione.

Gli effetti neuropsichiatrici sono estremamente vari:

  • Distorsione cognitiva e delle capacità recettive, sensazione di aumento delle percezioni
  • Accentuazione della reattività fisica e mentale
  • Riduzione dello stimolo di addormentarsi, della fame e della sete
  • Euforia (da cui l'uso passato come antidepressivo e come trattamento dalla tossicodipendenza da oppiacei)
  • Maggiore socievolezza e facilità di relazione
  • Infaticabilità
  • Incremento della libido

Fisicamente può portare a vasocostrizione e anestesia locale, specialmente a livello delle mucose nasale e orale (da cui l'uso passato in odontoiatria); induce inoltre le cellule dei tessuti ad apoptosi cellulare incontrollata. Se assunta inoltre a livello nasale, essa si fissa all'interno delle fosse nasali formando croste, spesso associate a riniti e infiammazioni della mucosa; a livello cardiocircolatorio si presentano tachicardia, aumento della contrattilità del ventricolo sinistro e della pressione arteriosa, con incremento della produzione di adrenalina ed endotelina e diminuzione di quella di ossido nitrico con possibile vasospasmo delle coronarie.

A lungo termine[modifica | modifica wikitesto]

L'utilizzo prolungato crea una forte dipendenza psichica e fisica, che può manifestarsi con importanti crisi d'astinenza. Le manifestazioni neuropsichiatriche possono risultare in irritabilità, sindromi depressive, stati d'ansia, insonnia e paranoia.

L'uso cronico espone inoltre ad aumentato rischio di aterosclerosi, trombosi da aumento dell'aggregabilità piastrinica, infarto miocardico, ipertensione arteriosa e deficit del sistema immunitario. Può portare inoltre a disfunzione erettile con calo della libido e oligospermia.

Inoltre allo svanimento dei suoi effetti, la fine della vasocostrizione a livello nasale causa sanguinamento, con conseguente otturazione delle vie nasali; qualora il soggetto provasse a eliminare tali croste, l'anestesia dovuta alla sostanza gli permetterebbe di danneggiare pesantemente i tessuti nasali mediante l'uso di oggetti anche taglienti, che non cicatrizzerebbero per via della diffusa apoptosi.

L'assunzione per inalazione può portare a gravi danni della mucosa nasale causati dall'apoptosi incontrollata, inducendo nei casi più gravi alla distruzione più o meno diffusa di cartilagini o tessuto osseo, comportando perforazione del setto, perforazione dell'osso palatino, distruzione della punta nasale, collasso del naso.[16]

Overdose[modifica | modifica wikitesto]

Nel sovradosaggio il paziente si presenta agitato e ostile. Possono manifestarsi sintomi neuropsichiatrici, come allucinazioni e convulsioni fino al coma, uniti a tachicardia e aumento della temperatura corporea. La morte può sopraggiungere per infarto miocardico acuto o blocco respiratorio conseguente a paralisi muscolare.

Combinazione con altre sostanze[modifica | modifica wikitesto]

Le combinazioni più conosciute sono principalmente tre:

  • Cocaina e alcool

Le carbossilesterasi, gli enzimi che in presenza di sola cocaina produrrebbero metaboliti inattivi per idrolisi, reagiscono diversamente in presenza di etanolo, in quanto una porzione di cocaina subisce transesterificazione con l'etanolo formando cocaetilene. Il cocaetilene ha effetti simili a quelli della cocaina. Gli effetti si manifestano più velocemente e persistono per più tempo, e la tossicità a carico del SNC, del cuore e del fegato è più elevata. L'alcool rende più difficile controllare i risvolti prettamente psicotropi della sostanza (come ansia, fobia e aggressività).

  • Cocaina ed eroina (speedball)

L'assunzione di cocaina combinata all'eroina è ricercata dal consumatore poiché migliora la fase di down della coca e consente di essere più energici e reattivi durante l'effetto dell'eroina, ma aumenta enormemente il rischio di blocco respiratorio e collasso cardiocircolatorio.

  • Cocaina e polvere da sparo (brown-brown)

Con il nome Brown-brown si intende un mix di cocaina in polvere e polvere da sparo ottenuta generalmente dallo svuotamento di cartucce. Il consumo avviene tramite inalazione, ma l'aggiunta di polvere da sparo genera fumi estremamente irritanti, serve soprattutto a dare al gesto un'aura d'asprezza.

La cocaina può inoltre avere pericolose interazioni quando l'assunzione avviene in concomitanza di terapie medico-farmacologiche di qualsiasi tipo. Ad esempio, assumere cocaina insieme con inibitori della ricaptazione della serotonina pone un notevole rischio di sindrome serotoninergica.

Modalità di assunzione[modifica | modifica wikitesto]

Masticazione delle foglie di coca[modifica | modifica wikitesto]

Al contrario di quanto si pensi comunemente, il consumo di foglie di coca tramite masticazione non produce nessun effetto importante sul comportamento. Infatti l'uso delle foglie per la masticazione è legale nei paesi andini. La popolazione delle Ande è irritata dal fatto che gli stranieri considerino le semplici foglie di coca come una sostanza stupefacente, in quanto l'assorbimento sublinguale diluisce molto l'assorbimento nel tempo. Se assunta in questo modo, i suoi effetti sono più o meno indistinguibili da altri stimolanti, come la caffeina.[senza fonte]

Inalazione della cocaina in polvere[modifica | modifica wikitesto]

È il metodo di gran lunga più diffuso nella società occidentale, descritto peraltro da una variegata iconografia cinematografica e letteraria. La cocaina in polvere viene disposta su una superficie liscia, allineata in strisce quindi, attraverso inalatori o cannucce (è uso diffuso l'utilizzo di banconote arrotolate) viene inalata. Gli effetti sono pronunciati e durano da 20 minuti circa a qualche ora (in base alla quantità e alla purezza della sostanza assunta). L'assorbimento nel sangue avviene attraverso la mucosa nasale, consentendo a eventuali agenti patogeni, se presenti, di infettare l'utilizzatore.

Aspirazione/inalazione dei vapori[modifica | modifica wikitesto]

La cocaina viene depositata su un foglio di alluminio che viene scaldato. Quindi ne vengono inalati i vapori (generalmente tramite una cannuccia). Spesso il braciere di alluminio viene preparato sull'imboccatura di ampolle o bottiglie di vetro (o pvc) che dispongono di un secondo foro in cui inserire la cannuccia o da cui aspirare direttamente i fumi.

Aspirazione dei fumi di Freebase/Crack[modifica | modifica wikitesto]

La cocaina cloridrato non può essere fumata, per questo motivo sono state create le preparazioni Freebase e Crack.

  • Per freebase si intende la forma "base" della cocaina cloridrato, è ovvero la trasformazione della cocaina in sali (solubile in acqua) nell'alcaloide base. Si ottiene dapprima dissolvendo la cocaina cloridrato in acqua. Una volta dissolta in acqua viene aggiunta ammoniaca (o una base forte) per eliminare protoni in eccesso. La soluzione ottenuta in questo modo, però, non è ancora libera da tagli. A questo proposito si aggiunge alla soluzione etere etilico in quanto il freebase è insolubile in acqua ma altamente solubile nell'etere etilico. Questo permette di separare la freebase dal taglio ottenendo quindi, dopo l'evaporazione dell'etere etilico, una freebase quasi del tutto priva di taglio.
    Preparare la freebase è estremamente pericoloso, poiché sono possibili esplosioni o produzioni di fiamme e incendi. Con il termine freebase si indica, più in generale, ogni alcaloide nella sua forma base.
  • Il Crack si ottiene mischiando le dovute dosi di cocaina cloridrato e una base, come il bicarbonato di sodio. Il crack è spesso usato più del freebase in quanto si salta un passaggio (eliminazione del taglio con etere) che ne rende meno pericolosa la preparazione.

Crack e freebase hanno effetti quasi istantanei e molto forti. Causano entrambi alta dipendenza psichica e fisica.

Iniezione endovenosa[modifica | modifica wikitesto]

Iniezione mediante siringa endovena diluendo la cocaina in soluzione acquosa.

Iniezione sottocutanea o intramuscolare[modifica | modifica wikitesto]

Permette un assorbimento più lento e quindi una durata maggiore degli effetti, evitando la tossicità di picco[17]. Tuttavia tale modalità di somministrazione può causare necrosi tissutale, sia a causa di sostanze contenute nel preparato somministrato, sia a causa di batteri che possono contaminare la siringa[18].

Problemi legati all'uso e dipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Grafico comparativo sugli effetti negativi (dipendenza e danni fisici) delle varie droghe. Da notare come la cocaina occupi il secondo posto in assoluto per entrambi i parametri. Fonte: The Lancet

La cocaina causa forte dipendenza psichica in chi ne fa uso. Dopo gli effetti di carattere eccitatorio, infatti, il consumatore di cocaina si sente spossato, stanco e completamente senza energie. Questo lo spinge a ripetere l'assunzione della droga per rivivere il benessere. Tale appagamento viene ricercato sebbene gli effetti negativi a livello psichico, reversibili e no, siano di primaria importanza.

In relazione alla frequenza di assunzione e al contesto psico-ambientale, il soggetto dipendente dal consumo di cocaina modifica nel lungo termine e sempre più radicalmente la coscienza di sé e la percezione delle proprie azioni rispetto all'ambiente. Inoltre, a causa degli effetti della cocaina sia di tipo psicotropo sui freni inibitori, sia di tipo fisiologico sulla libido e sulla capacità erettile negli uomini.

La dipendenza da cocaina, erroneamente ritenuta solo di tipo psicologico, ha anche un importante substrato fisico legato al neuroadattamento del sistema nervoso centrale ai suoi effetti. Gli studi sull'animale mostrano inoltre che le somministrazioni ripetute di cocaina distruggono selettivamente una parte del cervello (fascicolo retroflesso), con ripercussioni di tipo psicopatologico (psicosi, alterazioni della gratificazione). Oltre a questi danni del cervello, l'atto di "sniffare" determina un danneggiamento progressivo dei tessuti interni e dei capillari del naso, con riduzione notevole della capacità olfattiva, può comportare frequenti perdite di sangue dal setto nasale, ulcere, perforazione delle cartilagini, con danni che possono portare alla necessità di interventi di chirurgia plastica. L'iperattivazione dell'apparato cardiovascolare, insieme con la vasocostrizione provocate dalla cocaina, sono causa di infarto e ictus.

La cocaina, però, produce soprattutto danni a livello psichico, il consumo prolungato, infatti, porta a una progressiva modificazione dei tratti della personalità in senso paranoideo: prevale il sospetto, l'irritabilità, la sensazione di trovarsi in un ambiente ostile, fino, talvolta, al delirio paranoide. La cocaina, infatti, blocca il riassorbimento di noradrenalina e dopamina, causando un eccesso della disponibilità di queste sostanze eccitanti, che possono alterare il funzionamento del cervello facendo comparire disturbi spesso non distinguibili da quelli causati da una psicosi. Il cocainomane è convinto di essere spiato, perseguitato, il tono dell'umore è disforico, in certi casi presenta allucinazioni (tipica la percezione di cimici che corrono sulla pelle, le "cocaine bugs" o allucinazioni visive denominate "bagliori della neve").

Frequenti sono gli attacchi di panico e uno stato di profonda depressione, che può durare anche alcune settimane. Ovviamente la reazione può essere influenzata da diversi fattori e sebbene l'uso di questa droga porti quasi sempre a modificare il comportamento del consumatore, si possono notare casi in cui pur non verificandosi attacchi di depressione o di panico, si osserva un'accentuazione di tratti patologici del soggetto stesso.

La cocaina si distingue da altre sostanze psicotrope per l'elevata sensazione di adattamento che induce nel soggetto che l'assume ai ritmi di attività psico-fisica propri della società post-industriale e per il suo enorme grado di diffusione nelle società occidentali. Il traffico di questa sostanza costituisce una voce rilevante dell'economia globale.

Terapia disintossicante[modifica | modifica wikitesto]

L'intervenzione farmacologica per la tossicomania della cocaina ha due fasi: disintossicazione e mantenimento[19][20][21].

La disintossicazione dalla cocaina è praticamente senza rischio sia per chi è ricoverato in ospedale o non lo sia. La bromocriptina riesce a eliminare i sintomi di deprivazione e il desiderio quando viene somministrata per un periodo di sette giorni. La dose iniziale è: bromocriptina 0,5 mg tab 1/2 compressa ridotta per un periodo dai sette ai dieci giorni. Altri farmaci, come modafinil, desipramina o amantadina possono essere usati in sostituzione o in combinazione con bromocriptina.

Dopo la disintossicazione il processo di recupero può essere aiutato da un regime farmacologico; Topiramato 100 mg tid po o Bupropione 150 mg bid po' possono ridurre il desiderio per la cocaina sotto una base di assistenza. Per ridurre gli effetti causati da motivi psicologici o ambientali, baclofene 25 mg tid fino a 50 mg tid è molto efficace.

Avvertenze[modifica | modifica wikitesto]

Miastenia gravis o porfiria: cautela nella somministrazione di cocaina in pazienti affetti da tali patologie.[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Li, K. Zhao, S. Deng, D. W. Landry, Helv. Chim. Acta 82, 85 (1999)
  2. ^ (IT) Stefano Canali, La cocaina: primi studi ed applicazioni - PSICOATTIVO, in PSICOATTIVO, 22 aprile 2016. URL consultato il 22 luglio 2017.
  3. ^ (EN) Rachel A. Goldstein, Carol DesLauriers e Anthony Burda, Cocaine: history, social implications, and toxicity: a review, in Seminars in Diagnostic Pathology, vol. 26, nº 1, 1º febbraio 2009, pp. 10–17, DOI:10.1053/j.semdp.2008.12.001. URL consultato il 2 giugno 2017.
  4. ^ Il Vino Mariani, la cocaina e la Coca Cola, percorsidivino.blogspot.it. URL consultato il 2 giugno 2017.
  5. ^ Andrzej Grzybowski, [The history of cocaine in medicine and its importance to the discovery of the different forms of anaesthesia], in Klinika Oczna, vol. 109, 1-3, 2007, pp. 101–105. URL consultato il 2 giugno 2017.
  6. ^ (EN) EMCDDA | Statistical bulletin 2009: Table PPP-7: Purity of cocaine products at retail level, 2007. Part (i) Minimum, maximum, mean and modal (typical) purity recorded (percentage), su www.emcdda.europa.eu. URL consultato il 2 giugno 2017.
  7. ^ (EN) National Institute on Drug Abuse, How does cocaine produce its effects?. URL consultato il 2 giugno 2017.
  8. ^ (EN) Sigma Receptors Play Role In Cocaine-induced Suppression Of Immune System, in ScienceDaily. URL consultato il 2 giugno 2017.
  9. ^ Leonard L. Howell e Kathryn A. Cunningham, Serotonin 5-HT2 receptor interactions with dopamine function: implications for therapeutics in cocaine use disorder, in Pharmacological Reviews, vol. 67, nº 1, 2015, pp. 176–197, DOI:10.1124/pr.114.009514. URL consultato il 2 giugno 2017.
  10. ^ Javier Lluch, Marta Rodríguez-Arias e María A. Aguilar, Role of dopamine and glutamate receptors in cocaine-induced social effects in isolated and grouped male OF1 mice, in Pharmacology Biochemistry and Behavior, vol. 82, nº 3, November 2005, pp. 478–487, DOI:10.1016/j.pbb.2005.10.003. URL consultato il 2 giugno 2017.
  11. ^ R. A. Wise, Neural mechanisms of the reinforcing action of cocaine, in NIDA research monograph, vol. 50, 1984, pp. 15–33. URL consultato il 2 giugno 2017.
  12. ^ R. A. Wise e M. A. Bozarth, Brain mechanisms of drug reward and euphoria, in Psychiatric Medicine, vol. 3, nº 4, 1985, pp. 445–460. URL consultato il 2 giugno 2017.
  13. ^ William B. Siesser, Benjamin D. Sachs e Amy J. Ramsey, Chronic SSRI Treatment Exacerbates Serotonin Deficiency in Humanized Tph2 Mutant Mice, in ACS Chemical Neuroscience, vol. 4, nº 1, 1º ottobre 2012, pp. 84–88, DOI:10.1021/cn300127h. URL consultato il 2 giugno 2017.
  14. ^ Rebecca L. Cole, Christine Konradi e James Douglass, Neuronal Adaptation to Amphetamine and Dopamine: Molecular Mechanisms of Prodynorphin Gene Regulation in Rat Striatum, in Neuron, vol. 14, nº 4, April 1995, pp. 813–823. URL consultato il 2 giugno 2017.
  15. ^ Eric J. Nestler, The Neurobiology of Cocaine Addiction, in Science & Practice Perspectives, vol. 3, nº 1, 2005-12, pp. 4–10. URL consultato il 2 giugno 2017.
  16. ^ Filmato audio Giovanni Serpelloni, Dipartimento per le politiche antidroga, Lesioni distruttive facciali indotte dall'uso di cocaina (Video completo), su YouTube, 22 giugno 2011. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  17. ^ DRONET Sostanze
  18. ^ Nizzoli e Pissacroia "Trattato completo degli abusi e delle dipendenze", Piccin, 2004, p.800. (Trattato completo degli abusi e delle dipendenze - Umberto Nizzoli - Google Libri)
  19. ^ A.J. Giannini(1990) Un modello biopsichiatrico per riconoscere a tossicomania. Ricerca e Saluté 2(3):4-7.
  20. ^ A.J. Giannini(1991). Cocaina: farmacologia, abuso è dedezione. Ricerca e Salute: 3(4)27-31.
  21. ^ A.J.Giannini (1991). Cocaina: Tolleranza: dipendenza e terapia. Ricerca e Salute. 3(5):41-49.
  22. ^ Moore M.R., McColl K.E.L., University of Glasgow, 1991

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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