Psichedelico

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Psichedelico (meno com. psicodelico), dall'inglese psychedelic, è un neologismo coniato dalla parola greca anima, ψυχή (psiche), e manifestare, δήλος (delos), utilizzato per la prima volta nel 1956 da Humphry Osmond in una lettera ad Aldous Huxley per definire le sostanze che "liberano il pensiero dalle sovrastrutture delle convenzioni sociali".

Con il termine psichedelico o enteogeno si indica il cosiddetto allargamento della coscienza causato da una categoria di sostanze caratterizzate da spiccati effetti psicoattivi e capacità di espandere la coscienza o causare spiccate alterazioni sensoriali. I principali psichedelici sono l'LSD, la mescalina, la psilocibina e il DMT.

Le sensazioni psichedeliche[modifica | modifica wikitesto]

Le sensazioni psichedeliche sperimentate durante un Trip (viaggio) sono soggettive e variano in base alla sostanza assunta.

Assumere funghi psicotropi può indurre visioni molte imprevedibili simili a quelle dell' LSD. La più comune è la cosiddetta visione 'drifting', ovvero percepire progressive e graduali distorsioni e trasformazioni degli oggetti su cui il soggetto concentra la propria attenzione. Meno comuni sono le distorsioni della profondità, il capovolgimento dei colori (cielo arancione, alberi viola, terreno azzurro), o la sensazione di percepire la "scia" di alcuni oggetti in movimento. Molti soggetti riferiscono di trattenere a stento le risa e di una generale alterazione della propriocezione, cioè di come il soggetto percepisce se stesso, sia a livello fisico (percezione del proprio corpo) che mentale (percezione della propria identità). Oltre a questo, è frequente vedere colori e contorni in maniera più vivida, e distinguere immagini familiari (o ripetitive trame geometriche) all'interno di trame astratte, come quelle delle nuvole.

Tali visioni e le riflessioni che le accompagnano possono consentire, in modo simile ai sogni, ma in maniera molto più vivida, di avere accesso a ciò che alcuni definirebbero gli aspetti 'subconsci' della propria personalità, dando vita sovente a vere e proprie 'esperienze spirituali'. L'aspetto essenzialmente positivo di queste esperienze 'spirituali' è stato dimostrato da uno studio del 2014 del King's College di Londra, che ha inoltre collegato questa esperienza ad un aumento di attività delle connessioni neurali, che mette in comunicazione "zone del cervello che altrimenti non 'parlerebbero' fra di loro"[1] Uno studio del 2015 del Journal of Psychopharmacology ha dimostrato che gli utilizzatori saltuari di psichedelici mostrano, in virtù di tali esperienze, un'attitudine maggiormente positiva rispetto all'esistenza e sono meno propensi alla depressione e al suicidio[2][3]. L'incongruenza fra i recenti studi scientifici e le politiche proibizioniste vigenti a livello internazionale hanno, almeno in ambito anglosassone, riacceso il dibattito sulla liceità di proibire simili sostanze non solo a fine ricreativo, ma anche in ambito medico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2815537/Magic-mushrooms-hyperconnected-brain-Scans-reveal-chemical-triggers-spiritual-experience-rearranging-mind.html
  2. ^ http://reset.me/study/study-psychedelics-users-less-likely-suicidal/
  3. ^ http://www.al.com/news/birmingham/index.ssf/2015/01/magic_mushrooms_lsd_and_other.html

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