Psichedelico

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L'LSD è una delle sostanze enteogene più note. Generalmente viene assunto ingerendo i cosiddetti blotter, sui quali sono spesso presenti disegni psichedelici.

Lo Psichedelico (meno com. psicodelico) è una sostanza in grado di alterare temporaneamente la sfera senso-percettiva e della coscienza di un soggetto, inducendo in misura maggiore o minore a seconda della sostanza, modificazioni nella percezione delle sensazioni (allucinazioni, sinestesia), dello scorrere del tempo, esperienze mistiche e di espansione della coscienza (effetto enteogeno) e amplificazione emotiva (effetto empatogeno).

Il termine, dall'inglese psychedelic, deriva dalla parola greca anima, ψυχή (psiche) e manifestare, δήλος (delos), e viene utilizzato per la prima volta nel 1956 da Humphry Osmond in una lettera ad Aldous Huxley per definire le sostanze che "liberano il pensiero dalle sovrastrutture delle convenzioni sociali".

I principali agenti psichedelici sono l'LSD, la mescalina, la psilocibina (contenuta in funghi del genere Psylocibe) e la dimetiltriptamina (DMT), una sostanza secreta anche nel cervello umano.

Descrizione generale[modifica | modifica wikitesto]

Gli psichedelici rientrano nella più ampia famiglia delle sostanze allucinogene (per allucinogeno si intende una qualsiasi sostanza in grado di alterare la percezione dei sensi e causare allucinazioni), di cui rappresentano una sottoclasse. Gli allucinogeni comprendono sia gli psichedelici veri e propri (come l'LSD, la mescalina, la DMT o la psilocibina) ma anche i dissociativi (come la ketamina e la PCP) e i delirogeni (come lo stramonio comune o l'atropa belladonna).

La differenza con le altre sostanze stupefacenti, come stimolanti o oppioidi, è che lo psichedelico tende ad alterare qualitativamente lo stato di coscienza e l'esperienza della percezione, tant'è che spesso l'esperienza è raccolta insieme ad altri stati non ordinari di coscienza come la trance, l'ipnosi, il sogno, le near-death-experience.

Spesso viene riferito dagli assuntori di percepire un senso di "profonda comunione con la natura e l'universo" o con l'ambiente circostante (chiamata in gergo ego-death) o anche di provare sensazioni piacevoli o spiacevoli associate alle allucinazioni vere e proprie che vengono chiamate bad trip (un viaggio spiacevole, terrificante o perturbante) o un good trip (un'esperienza piacevole o esaltante). Queste sensazioni sono spesso influenzate dallo stato psichico del paziente e dall’ambiente circostante (set e setting, come chiamati dallo studioso Thimoty Leary).

Gli schemi e i punti di vista sulla realtà elaborati negli stati di coscienza alterati dallo psichedelico, non sono identificabili come irreali quanto piuttosto come i risultati di processi cognitivi differenti rispetto a quelli classici, nei quali in condizioni normali tali processi conducono solitamente verso uno schema di visione della realtà più rigido, consolidato e di derivazione sociale; le capacità cognitive non sono generalmente intaccate in maniera profonda. Se ciò può quindi portare a nuove concezioni, idee, punti di vista alternativi tuttavia causa difficoltà relazionali, conseguenza di una difficoltà ad interpretare ed analizzare gli schemi sociali e percepire correttamente i segnali comunicativi, oltre che ad un alterato funzionamento del sistema percettivo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le sostanze psichedeliche contenute in molti vegetali sono utilizzate da millenni nel corso di riti sciamanici e divinatori, per via della capacità di indurre esperienze mistiche e rivelatorie, di contatto con la divinità, di connessione con la madre terra sfruttandone quindi l'effetto enteogeno; così come nella medicina tradizionale, per via di alcune percepite capacità curative sia fisiche che mentali. I composti responsabili di tale attività sono soprattutto la psilocibina contenuta in molti funghi, la mescalina ricavata da alcuni cactus, la DMT ricavata da alcune piante della foresta amazzonica.[1][2]

Farmacologia[modifica | modifica wikitesto]

Le sostanze psichedeliche appartengono per lo più a 3 diverse famiglie di composti:

  • triptamine: derivate dalla struttura della serotonina, ne fanno parte ad esempio la DMT e la psilocibina.
  • lisergiammidi: deivati dell'acido lisergico di cui il più noto rappresentante è LSD.
  • feniletilammine: derivati della feniletilammina (la stessa classe chimica a cui appartengono le amfetamine) di cui fanno parte ad esempio i composti della famiglia 2C.

Pur avendo strutture chimiche diverse, tutte devono la loro azione farmacologica prevalente all'attivazione dei recettori 5HT2A della serotonina, a cui si aggiunge la capacità caratteristica di ogni differente molecola di interagire con un particolare insieme di altri target farmacologici che possono modificare gli effetti, sia in senso positivo che negativo.

Usi medici[modifica | modifica wikitesto]

Nella metà del '900 le sostanze psichedeliche conobbero un periodo di notevole studio ed interesse scientifico che le portò ad essere sperimentate nel trattamento di numerose patologie psichiatriche e nella così detta psicoterapia psichedelica, nel trattamento delle dipendenze ma anche per utilizzi militari nell'ambito del progetto MKULTRA della CIA. Tuttavia, contemporaneamente, crebbe anche l'uso al di fuori di contesti medici specie nelle comunità contro-culturali che portò al bando anche della sperimentazione scientifica.

Solo negli ultimi anni, con le nuove tecniche delle neuroscienze, stanno riprendendo gli studi su queste sostanze che sembrano confermare le notevoli proprietà terapeutiche di alcuni composti, quando usati in contesti strettamente controllati, sia nei confronti di patologie psichiatriche che di miglioramento generale della qualità di vita percepita anche nei soggetti sani.[3]

Ad esempio, recenti studi hanno dimostrato come l’esperienza indotta dalla psilocibina, lo psichedelico contenuto in alcuni funghi allucinogeni del genere Psylocibe, sia in grado di esplicare rapidi, consistenti e duraturi effetti antidepressivi ed ansiolitici anche in pazienti resistenti ad altre terapie farmacologiche ed anche a seguito di una sola somministrazione. Degli altri studi hanno evidenziato come l’Ayuascha, una bevanda rituale delle tribù amazzoniche contenente la triptammina endogena DMT, sia in grado di migliorare il senso di benessere inducendo un cambiamento positivo in alcuni tratti della personalità dei soggetti sottoposti a sperimentazione.[4]

Queste ed altre evidenze sperimentali hanno suggerito l’utilizzo dei composti psichedelici, in ambito medico e controllato, per il trattamento di patologie come ansia e depressione, nonché delle dipendenze come l’alcolismo, soprattutto in virtù del fatto che il trattamento di tali patologie richiedo attualmente trattamenti farmacologici prolungati e non sempre efficaci. Tuttavia tali sperimentazioni incontrano gli ostacoli burocratici dovuti alla diffusa illegalità di queste sostanze.

Le sensazioni psichedeliche[modifica | modifica wikitesto]

Le sensazioni psichedeliche sperimentate durante un Trip (viaggio) sono soggettive e variano in base alla sostanza assunta e alla dose, allo stato emotivo dell'assuntore, all'ambiente in cui avviene l'assunzione (setting).

Assumere funghi psicotropi può indurre visioni molto imprevedibili simili a quelle dell' LSD. La più comune è la cosiddetta visione 'drifting', ovvero percepire progressive e graduali distorsioni e trasformazioni degli oggetti su cui il soggetto concentra la propria attenzione. Meno comuni sono le distorsioni della profondità, il capovolgimento dei colori (cielo arancione, alberi viola, terreno azzurro), o la sensazione di percepire la "scia" di alcuni oggetti in movimento. Molti soggetti riferiscono di trattenere a stento le risa e di una generale alterazione della propriocezione, cioè di come il soggetto percepisce se stesso, sia a livello fisico (percezione del proprio corpo) che mentale (percezione della propria identità). Oltre a questo, è frequente vedere colori e contorni in maniera più vivida, e distinguere immagini familiari (o ripetitive trame geometriche) all'interno di trame astratte, come quelle delle nuvole.

Tali visioni e le riflessioni che le accompagnano possono consentire, in modo simile ai sogni, ma in maniera molto più vivida, di avere accesso a ciò che alcuni definirebbero gli aspetti 'subconsci' della propria personalità, dando vita sovente a vere e proprie 'esperienze spirituali'. L'aspetto essenzialmente positivo di queste esperienze 'spirituali' è stato dimostrato da uno studio del 2014 del King's College di Londra, che ha inoltre collegato questa esperienza ad un aumento di attività delle connessioni neurali, che mette in comunicazione "zone del cervello che altrimenti non 'parlerebbero' fra di loro"[5] Uno studio del 2015 del Journal of Psychopharmacology ha dimostrato che gli utilizzatori saltuari di psichedelici mostrano, in virtù di tali esperienze, un'attitudine maggiormente positiva rispetto all'esistenza e sono meno propensi alla depressione e al suicidio[6][7]. L'incongruenza fra i recenti studi scientifici e le politiche proibizioniste vigenti a livello internazionale hanno, almeno in ambito anglosassone, riacceso il dibattito sulla lecità di proibire simili sostanze non solo a fine ricreativo, ma anche in ambito medico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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