Dipendenza da caffeina

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Dipendenza da caffeina
Specialitàpsichiatria
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-10F15
Sinonimi
Caffeinismo[1]

La dipendenza da caffeina è una forma patologica e compulsiva di utilizzo dell'omonimo alcaloide.

Meccanismo di azione[modifica | modifica wikitesto]

La caffeina è un alcaloide stimolante del sistema nervoso centrale che si trova in natura come parte del caffè, , yerba mate e altre piante. È anche un additivo in molti prodotti di consumo, più in particolare bevande pubblicizzate come bevande energetiche. La caffeina è aggiunta anche in bibite come Coca-Cola e Pepsi.

Il meccanismo di azione della caffeina è alquanto differente da quella della cocaina e delle anfetamine. La caffeina blocca i recettori per l'adenosina A e A2A.[2] L'adenosina è un prodotto dell'attività cellulare, e la stimolazione dei recettori adenosinici produce sensazioni di stanchezza e il bisogno di dormire. La capacità della caffeina di bloccare questi recettori indica che i livelli degli stimolanti naturali, dopamina e noradrenalina, dovrebbero rimanere a livelli più alti.

Dipendenza e tolleranza[modifica | modifica wikitesto]

Una lieve dipendenza fisica può derivare da un eccessivo consumo di caffeina.[3] Viceversa essa non è stata ancora documentata negli esseri umani in forma realmente patologica e compulsiva.[3]

Alcune ricerche hanno dimostrato che le persone che assumono giornalmente almeno 100 mg di caffeina (all'incirca il contenuto di una tazza di caffè[4]) possono sviluppare una dipendenza fisica che può dare vari sintomi in caso di interruzione del consumo quali mal di testa, dolori o rigidità muscolare, sonnolenza, nausea, vomito, calo del tono dell'umore e irritabilità.[5] Il neurologo Roland Griffiths della Johns Hopkins University di Baltimora sostiene che i sintomi da astinenza da caffeina debbano essere classificati come disturbi psicologici.[5] Le sue ricerche suggeriscono tali sintomi comincino in genere tra le 12 e le 24 ore dopo l'interruzione del consumo e che possano durare fino a nove giorni.[6] La tolleranza alla caffeina si sviluppa molto rapidamente. Quella relativa agli effetti di disturbo del sonno può insorgere dopo un consumo di 400 mg di caffeina 3 volte al giorno per 7 giorni, ma una completa tolleranza alla sostanza, consumando 300 mg per 3 volte al giorno, si sviluppa dopo 18 giorni.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 100 ROUNDS: pillole di boxe, pagina 73; Max Chen, Youcanprint, anno 2016
  2. ^ Fisone, G, Borgkvist A, Usiello A (2004): Caffeine as a psychomotor stimulant: Mechanism of Action. Cellular and Molecular Life Sciences 61:857-872
  3. ^ a b Malenka RC, Nestler EJ, Hyman SE, Chapter 15: Reinforcement and Addictive Disorders, in Molecular Neuropharmacology: A Foundation for Clinical Neuroscience, 2nd, New York, McGraw-Hill Medical, 2009, pp. 375, ISBN 978-0-07-148127-4.
    «Long-term caffeine use can lead to mild physical dependence. A withdrawal syndrome characterized by drowsiness, irritability, and headache typically lasts no longer than a day. True compulsive use of caffeine has not been documented.».
  4. ^ si intende una tazza di caffè consumato secondo le abitudini americane
  5. ^ a b Studeville, George. “Caffeine Addiction Is a Mental Disorder, Doctors Say.” National Geographic. 15 gennaio 2010. vedi news.nationalgeographic.com
  6. ^ L. M. Juliano e R. R. Griffiths, A critical review of caffeine withdrawal: Empirical validation of symptoms and signs, incidence, severity, and associated features, in Psychopharmacology, vol. 176, nº 1, 2004, pp. 1–29, DOI:10.1007/s00213-004-2000-x, PMID 15448977.
  7. ^ "Caffeine Pharmacology" Ananya Manda, News Medical, vedi www.news-medical.net