Mescalina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Alcuni dei contenuti riportati potrebbero generare situazioni di pericolo o danni. Le informazioni hanno solo fine illustrativo, non esortativo né didattico. L'uso di Wikipedia è a proprio rischio: leggi le avvertenze.
Mescalina
Struttura della mescalina
Struttura 3D della mescalina
Nome IUPAC
3,4,5-trimetossi-β-fenetilammina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C11H17NO3
Massa molecolare (u) 211.257 g/mol
Numero CAS 54-04-6
PubChem 4076
SMILES COC1=CC(=CC(=C1OC)OC)CCN
Proprietà chimico-fisiche
Temperatura di fusione 35-36 °C (308-309 K)
Temperatura di ebollizione 180 °C (453 K)
Dati farmacocinetici
Emivita 6 ore
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Nocivo
Frasi R 22

La mescalina (3,4,5-trimetossi-β-fenetilammina) è un alcaloide psichedelico contenuto principalmente nel peyote (Lophophora williamsii), pianta succulenta appartenente alla famiglia delle cactacee, originaria del deserto del Messico; usata nei riti sciamanici dai nativi americani, ha conosciuto una certa diffusione negli anni '60, ma è stata poi soppiantata dall'LSD, più reperibile e dagli effetti simili. La mescalina è una delle sei feniletilamine componenti la "mezza dozzina magica" di Alexander Shulgin.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La mescalina, il principale agente psichedelico del peyote, viene isolata nel 1897 dal chimico tedesco Arthur Heffter e sintetizzata nel 1919 da Ernst Spath.

Dopo una parentesi di sperimentazione negli anni quaranta dai governi tedeschi e americani ottiene la "notorietà" negli anni cinquanta, dapprima con gli studi del dottor Humphry Osmond in un ospedale di Saskatchewan, poi con lo storico "trip" con 400 mg di mescalina di Aldous Huxley sotto la supervisione dello stesso Osmond, sulle colline fuori Los Angeles. Questa esperienza lo spinse a scrivere Le porte della percezione (che sarà poi la fonte di ispirazione per il nome del gruppo The Doors) e a dare il suo contributo nello sviluppo della cultura psichedelica e hippie degli anni sessanta e settanta.

Assieme a LSD, psilocibina, psilocina e altri psichedelici avrà infatti ampia diffusione in tali anni, e sarà d'ispirazione a numerosi gruppi musicali e politico/culturali.

La mescalina diverrà illegale negli Stati Uniti nel 1970, atto che sarà seguito a ruota dalle altre nazioni. Tuttavia, all'inizio degli anni novanta, la Native American Church verrà autorizzata, secondo le leggi della libertà religiosa, a praticare l'utilizzo rituale del peyote, ritenuto un sacramento. Oggi la chiesa conta circa 250.000 fedeli.

Effetti indotti[modifica | modifica wikitesto]

La mescalina, qualora ingerita, inizia a manifestare effetti 45-120 minuti dopo l'assunzione, a seconda del contenuto dello stomaco. Nella fase iniziale si presentano non di rado nausea e vomito, che scompaiono nell'arco di un'ora per lasciare spazio a una grande salivazione che viene di pari passo con l'affievolimento o la scomparsa delle sensazioni di fame, fatica e sete. Vi è un incremento del battito cardiaco e della pressione sanguigna.

Dopo 45 minuti/2 ore dall'inizio degli effetti (in base al dosaggio e alla purezza della sostanza) segue una seconda fase caratterizzata da allucinazioni sensoriali (visive, uditive, tattili e olfattive) e amplificazione dei sensi. Generalmente l'esperienza dura da 4 a 8 ore, ma a dosaggi particolarmente elevati sono stati riportati casi di esperienze della durata di oltre 24 ore. Quando l'effetto finisce si possono percepire sensazioni di stanchezza e spossatezza fisica e mentale. Altri effetti fisici possono includere dilatazione delle pupille.

Come molti altri allucinogeni, la mescalina porta alterazioni della percezione visiva e sensoriale. Tuttavia, rispetto ad altre tipologie di droghe, gli effetti psicologici degli psichedelici sono più poliedrici e meno esprimibili con sicurezza: nella stessa esperienza possono presentarsi perdite della consapevolezza del tempo e dello spazio, difficoltà nell'esprimersi, perdita anche per brevi tratti definitiva di memoria a breve o lungo termine (raro), visioni, sinestesie, euforia, senso di pace e benessere, percezione di maggiore profondità di pensiero, sensazioni definite "ultraterrene", empatia verso persone, animali, piante od oggetti circostanti, come anche, in caso di eventi reali negativi, e loro conseguente amplificazione, ansia, panico e stati passeggeri di paranoia o delirio. Un soggetto colpito da effetti di quest'ultimo genere andrebbe confortato con tranquillità, calmato e lasciato in pace in un luogo scuro, sicuro e aerato fino alla fine degli effetti. Non è raro l'utilizzo di benzodiazepine per prevenire o placare simili stati. In generale, gli effetti della mescalina sono considerati quasi identici a quelli dell'LSD[1] a parte la durata maggiore (12 ore invece di 8)

Da notare, utilizzando alti dosaggi di mescalina come di altre sostanze psichedeliche, il presentarsi del fenomeno di "dissoluzione dell'ego" (ovvero la perdita della percezione della separazione tra l'Io e l'ambiente circostante e la sensazione di "essere ovunque"): quest'esperienza può essere sia estremamente beatificante che traumatica, sempre a seconda dello stato d'animo, della personalità e delle aspettative dell'utilizzatore.

Per lungo tempo si è ritenuto che in certi rari casi la mescalina potesse rivelare e liberare psicosi latenti; tuttavia, uno studio del 2013 dell'Università di Trondheim[2] ha dimostrato che l'uso di mescalina, così come degli altri psichedelici maggiori LSD e psilocibina, non è associato a un aumento di problemi mentali e non rappresenta un fattore indipendente di rischio per la salute mentale.

Dipendenza e dosaggio[modifica | modifica wikitesto]

La mescalina, come tutti gli allucinogeni, non crea dipendenza né, quindi, ha sintomi di astinenza[3]; potrebbe instaurarsi una dipendenza psicologica, ma è un'evenienza assai rara ed improbabile data l'intensità e la peculiarità dell'esperienza psichedelica prodotta. Nell'improbabile caso di uso cronico, del quale non esistono peraltro testimonianze si potrebbero verificare anoressia, distacco dalla realtà e danni neuro-fisici (come disturbi epatici ed astenia). La dose media va da 300 a 500 mg, una dose forte va da 500 a 700 (e più) mg.

A parità di quantità è circa 4000 volte più debole dell'LSD, il che implica che le "dosi" sono molto più ingombranti, da cui la minore diffusione. Sembra[senza fonte] che la sostanza generi tolleranza ma non forte come quella dell'LSD.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Per scappare via dalla paranoia - mescalina ! - come dopo un viaggio con la mescalina che finisce male - nel ritorno ... (Shock in my town, Franco Battiato)
  • "Il Korova Milk Bar vende latte+, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che rende robusti, e ben disposti all'esercizio dell'amata ultraviolenza." (Arancia meccanica, Stanley Kubrick), ma questa è una libertà dell'adattamento italiano: in originale il latte+ contiene adrenocromo, come è logico dal momento che i Drughi evidentemente assumono stimolanti e non psichedelici.
  • Carlos Santana ha dichiarato di aver assunto mescalina prima di salire sul palco del concerto di Woodstock e suonare la chitarra.
  • Nel libro Le porte della percezione, lo scrittore Aldous Huxley descrive minuziosamente gli effetti della mescalina dopo averne assunta una dose.
  • Nel fumetto Preacher il protagonista Jesse Custer assume mescalina per indagare la storia dello spirito che abita il suo corpo.
  • Nel videogioco Grand Theft Auto IV: The Ballad of Gay Tony Billy Grey parlando a Dave Grossman, Gli offre un bong contenente marijuana, che poi si rivela tagliata con della mescalina. Cosa peraltro impossibile date le basse temperature di degradazione di essa.
  • Lo studioso sudamericano Carlos Castaneda ingerisce della mescalina durante il noviziato sciamanico in Messico per la sua tesi di laurea e ne descrive gli effetti nel suo libro A scuola dallo stregone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.erowid.org/library/books_online/pihkal/pihkal.shtml
  2. ^ http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0063972 studio di ampio raggio su dannosità psichedelici, Università di Trondheim
  3. ^ Giovanni Colombo, Psicopatologia clinica, Padova, CLEUP, 2005, p. 278, ISBN 88-7178-473-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]