Trichocereus macrogonus pachanoi

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Cactus di San Pedro
Starr 070320-5799 Echinopsis pachanoi.jpg
Trichocereus macrogonus var. pachanoi
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Superasteridi
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Sottofamiglia Cactoideae
Tribù Cereeae
Sottotribù Trichocereinae
Genere Trichocereus
Specie T. macrogonus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Caryophyllidae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Genere Trichocereus
Specie T. macrogonus
Nomenclatura trinomiale
T. macrogonus var. pachanoi
Sinonimi

Trichocereus pachanoi

Nomi comuni

Cactus San Pedro

Il cactus di San Pedro (Trichocereus macrogonus var. pachanoi (Britton & Rose) Albesiano & R.Kiesling) è una cactacea colonnare diffusa in Ecuador e Perù.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La pianta si presenta, a seconda del vigore, come uno o più fusti ramificanti dalla base alti fino a pochi metri, di un colore verde glauco.
I fiori sono bianchi, come spesso nel genere, profumati, effimeri e notturni.
Le areole della pianta sono prominenti e le spine sono piuttosto corte, da 7 a 13 per areola, brune.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

San Pedro tagliato a fette per essere ingerito
La mescalina (3,4,5-trimetossifenetilammina) è l'alcaloide più abbondante in T. macrogonus var. pachanoi e ha effetti psichedelici ed enteogeni

Nelle sue terre d'origine la pianta non ha molti utilizzi, sebbene possa venir usata come recinzione e per i suoi succhi dall'effetto psichedelico.[3][4] L'uso di San Pedro per scopi religiosi è provato indirettamente attraverso i ritrovamenti archeologici, per esempio nella cultura Chavín nella immagine di un dio che tiene il cactus in mano come fosse un bastone.[3][5]
In italia è molto usata come pianta ornamentale, grazie alla sua rapida crescita.
Contiene molti alcaloidi, tra cui la mescalina. Tuttavia, in Italia, la sua coltivazione è legale poiché l'estrazione della mescalina da questa pianta è piuttosto complessa e costosa e dunque poco redditizia. Inoltre, le piante coltivate in Italia presentano concentrazioni di questi metaboliti non paragonabili a quelle che si riscontrano negli habitat originari.
Nella coltivazione hobbystica di cactacee ha grande valore grazie alla sua resistenza, vigoria e facilità di riproduzione, qualità che lo rendono un ottimo portainnesto.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Va coltivato in pieno sole oppure a mezz'ombra in terreno molto drenato. A questo scopo sono ottimi terreni minerali con granulometrie medio-grosse (a seconda delle dimensioni della pianta). Durante l'inverno può sopportare temperature di -7 °C se tenuto completamente asciutto. In caso si voglia accelerare la crescita occorre utilizzare concimi appositi a basso titolo di azoto.
Viene "bruciato" dall'utilizzo di insetticidi contenenti piretrine, e l'epidermide si riempie di bolle in breve tempo, lignificando.
Viene propagato semplicemente per talea o da seme.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Trichocereus macrogonus var. pachanoi, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 27 marzo 2022.
  2. ^ (EN) Benjamin Bury Mchem, Could Synthetic Mescaline Protect Declining Peyote Populations?, su Chacruna, 2 agosto 2021. URL consultato il 21 settembre 2021.
  3. ^ a b Rainer W Bussmann e Douglas Sharon, Traditional medicinal plant use in Northern Peru: tracking two thousand years of healing culture, in Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine, vol. 2, 7 novembre 2006, pp. 47, DOI:10.1186/1746-4269-2-47. URL consultato il 13 luglio 2021.
  4. ^ (EN) Alison Abbott, Altered minds: mescaline’s complicated history, in Nature, vol. 569, n. 7757, 20 maggio 2019, pp. 485–486, DOI:10.1038/d41586-019-01571-2. URL consultato il 13 luglio 2021.
  5. ^ (EN) Dagmara M. Socha, Marzena Sykutera e Giuseppe Orefici, Use of psychoactive and stimulant plants on the south coast of Peru from the Early Intermediate to Late Intermediate Period, in Journal of Archaeological Science, vol. 148, 1º dicembre 2022, pp. 105688, DOI:10.1016/j.jas.2022.105688. URL consultato il 22 novembre 2022.

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