Cactaceae

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Cactaceae
The Cactaceae Vol III, plate II.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Caryophyllidae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Juss., 1789
Sottofamiglie

Le Cactaceae Juss., 1789 (chiamate anche cactacee, più comunemente cactus e, più raramente cacti al plurale) sono una famiglia di piante succulente (piante xerofite, adattate agli ambienti aridi mediante l'accumulo di acqua all'interno di tessuti succulenti) che comprende circa 3000 specie e 120 generi.

Sono per lo più utilizzate come piante ornamentali, ma alcune sono anche piante da raccolto. I cactus fanno parte dell'ordine delle Caryophyllales, che include anche altri membri, come le barbabietole, gli spinaci, l'amaranto, i garofani, il rabarbaro, il grano saraceno, il plumbago e la bougainvillea.

Le cactaceae sono piante inusuali e facilmente identificabili che sono riuscite ad adattarsi ad ambienti estremamente aridi e caldi, sviluppando diverse caratteristiche fisiologiche e anatomiche per conservare l'acqua. I loro fusti si sono adattati diventando succulenti e fotosintetici, mentre le foglie, molto spesso, sono diventate le spine, una delle caratteristiche più distintive delle piante di questa famiglia.

I cactus si presentano in forme e dimensioni molto diverse tra loro, da piccole e globose a grandi e colonnari. Il cactus più alto è il Pachycereus pringlei, con un'altezza massima registrata di 19,2 m[1], e il più piccolo è la Blossfeldia liliputana, che raggiunge 1 cm di diametro in piena maturazione[2]. I fiori dei cactus sono grandi rispetto al fusto e alle foglie, ed esattamente come le spine e i rami, nascono dalle areole. Molte specie di cactus hanno la fioritura notturna, perché vengono impollinati da insetti notturni o da piccoli animali notturni, principalmente falene e pipistrelli.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le cactaceae sono piante succulente. Possono assumere numerose forme geometriche: globose, colonnari, appiattite, singole e in gruppi numerosi e nella famiglia si annoverano quasi tutte le forme ecologiche di accrescimento: fanerofite, camefite, criptofite, emicriptofite, ecc. Sono tutte perenni.

Una caratteristica delle cactacee (più spesso indicate col nome generico di cactus) è quella di essere provviste di gemme latenti ricoperte di lanugine e, spesso, di foglie più o meno trasformate in spine (o glochidi). A tale organo è dato il nome di areola. I loro fiori sono generalmente bisessuali, con ovario infero e stami numerosi, tranne che nella sottofamiglia delle Pereskioideae che conserva caratteri primordiali. Alcune specie sono epifite delle foreste caducifolie tropicali (tribù delle Rhipsalideae) o della foresta amazzonica come il Disocactus amazonicus.

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Astrophytum asterias

La diffusione naturale di questa famiglia di piante è limitata quasi esclusivamente al nuovo mondo, dove è presente dal Canada alla Patagonia, con particolari concentrazioni nelle steppe, nelle praterie e nei semideserti persino in ambienti caldo-umidi tipici della foresta tropicale e subtropicale. Una sola specie, Rhipsalis baccifera si trova spontanea anche nell'Africa centrale, in Madagascar e nello Sri Lanka. Varie specie sono state introdotte dall'uomo si sono naturalizzate anche in Europa, Africa, Australia e Asia, in alcuni casi diventando delle vere e proprie piante infestanti. In Italia le cactaceae sono rappresentate essenzialmente da alcune specie di Opuntia, la più importante delle quali è Opuntia ficus-indica, diffusa soprattutto in Sicilia, Calabria, Liguria, Puglia e lungo i versanti soleggiati e protetti di tutta la costa italiana. In alcuni luoghi, soprattutto zone una volta abitate del sud, si possono osservare anche grandi esemplari di Cereus e di Hylocereus che continuano a vivere tranquillamente senza l'assistenza di nessuno, ma generalmente senza riprodursi e diffondersi.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola cactus deriva dal greco antico κάκτος kaktos, in riferimento ad alcune specie di cardi (Cynara). Carl von Linné nel 1753 diede in modo generico il nome cactus ad un genere (che comprendeva soltanto piante appartenenti agli attuali generi Mammillaria, Melocactus e Opuntia) che in seguito venne riutilizzato per la famiglia e a sua volta suddiviso in diversi generi.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Maihuenia poeppigii

La famiglia è suddivisa in quattro sottofamiglie:[senza fonte]

Pereskioideae[modifica | modifica sorgente]

Questa sottofamiglia comprende un solo genere (Pereskia) diviso 20-50 specie. Le Pereskioideae costituiscono una sorta di passaggio tra le specie di Cactaceae più antiche, probabilmente mesofite, e quelle attuali, xerofite; presentano un fusto normalmente poco succulento, che tende a divenire legnoso con l'età, e i loro fiori sono dotati di ovario infero. Le foglie, lucenti e munite di lamine espanse, sono sprovviste delle fibre legnose e in caso di siccità si afflosciano e cadono in breve tempo, limitando lo spreco di risorse importanti.

Opuntioideae[modifica | modifica sorgente]

La sottofamiglia delle Opuntioideae comprende 15 generi (Austrocylindropuntia, Brasiliopuntia, Consolea, Cumulopuntia, Cylindropuntia, Grusonia, Maihueniopsis, Miqueliopuntia, Opuntia, Pereskiopsis, Pterocactus, Quiabentia, Tacinga, Tephrocactus, Tunilla) a loro volta suddivisi in circa 300 specie e raggruppati recentemente in 5 tribù. Si distinguono per la presenza di spine speciali, aciculari (glochidi), per i semi dotati di un grosso arillo legnoso e per i fusti divisi in segmenti, spesso appiattiti (cladodi).

Maihuenioideae[modifica | modifica sorgente]

La sottofamiglia più ridotta: raccoglie l'unico genere Maihuenia con 2-10 specie. Le Maihuenioideae sono piante cespugliose, per lo più litofite, presentano un fusto corto e cilindrico oppure globoso, ma pur sempre di dimensioni ridotte. Le foglie sono piccole, tubolari e durevoli. I fiori sono solitari e crescono nelle parti più esterne della pianta. I piccoli frutti sono carnosi.

Cactoideae[modifica | modifica sorgente]

Quella delle Cactoideae è la sottofamiglia più vasta tra quelle delle Cactaceae. Comprende infatti tra le 1800 e le 2500 specie – suddivise in 100-120 generi raggruppati in 9 tribù:

Uso[modifica | modifica sorgente]

Echinopsis in fiore.

La maggior parte delle piante di questa famiglia viene coltivata per scopo ornamentale.

I frutti di molte di queste piante sono commestibili e sono dunque utilizzate nelle zone d'origine a scopo alimentare. Il fico d'india è il frutto dell'Opuntia ficus-indica originaria del Messico ma diffusa ormai in tutti i paesi a clima mite compresa l'Italia, che vanta delle ottime produzioni in Sicilia. Di origine boliviana è il pitaya conosciuto anche come Dragon Fruit, frutto commestibile di Hylocereus undatus, coltivato estensivamente anche nell'Asia tropicale.

Alcuni Cactus colonnari sono utilizzati in Argentina per costituire siepi e recinzioni (corral). Mentre nei paesi andini si usano varie specie arborescenti per la produzione di legname leggero, usato nella fabbricazione di piccoli manufatti e mobilio.

La Lophophora williamsii, è la maggiore rappresentante dei cacti allucinogeni o peyote, ed usata durante rituali nella Chiesa nativa americana, altre cactacee allucinogene appartengono al genere Pelecyphora e Trichocereus (San Pedro cactus).

L'assunzione e la detenzione di piante appartenenti alle specie allucinogene è perseguibile dalla legge.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Cactus fiorito.
Gymnocalycium horstii

In generale i cactus prediligono terreni sciolti, aerati e leggeri. Le specie forestali (Epiphyllum, Hylocereus, Aporocactus, Schlumbergera, Zygocactus) amano terricci a prevalenza organica, mentre le altre specie gradiscono una componente dominante di natura minerale, ad es. lava, pomice e argilla espansa. Le specie native dei deserti di altopiano messicano rispondono bene all'impiego di marna naturale sminuzzata.

Il ciclo vitale dominante è la crescita estiva e la stasi vegetativa invernale, quando le piante non vanno sollecitate a crescere mediante il mantenimento in condizioni di totale siccità e temperature fresche (10 °C). Alcune specie sono assai rustiche e resistono a -15 °C (ad es. Tephrocactus), altre dimostrano sofferenza a temperature inferiori ai 15 °C (ad es. Melocactus).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Salak, M. (2000). In search of the tallest cactus. Cactus and Succulent Journal 72 (3).
  2. ^ Mauseth Cactus research: Blossfeldia liliputiana

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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