Eudicotiledoni

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Eudicotiledoni
Senecio angulatus 003.jpg
Senecio angulatus
Intervallo geologico
Cretacico inferiore–presente
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
Classificazione Cronquist
Deletion icon.svg taxon non contemplato
Cladi e ordini

vedi testo

Polline di Arabis: sono visibili i tre colpi

Le eudicotiledoni sono un clade di piante a fiore che si distinguono per la produzione di polline tricolpato, o forme derivate da esso. Le eudicotiledoni sono chiamate anche tricolpate o dicotiledoni non magnoliidi; questi termini furono introdotti nel 1991 dai botanici James A. Doyle e Carol L. Hotton per mostrare la divergenza evolutiva delle dicotiledoni tricolpate rispetto alle dicotiledoni più primitive.[1]

La maggior parte delle latifoglie delle zone temperate fa parte delle eudicotiledoni, con l'eccezione di magnolie e alberi dei tulipani, che sono parte del clade magnoliidi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La sinapomorfia delle eudicotiledoni sono le tre scanalature (colpi) parallele all'asse polare presenti sui granuli pollinici.[2] La stretta parentela tra le piante dotate di polline tricolpato fu inizialmente individuata con studi morfologici; la base genetica di questa relazione evolutiva fu confermata in seguito da analisi molecolari.

Le eudicotiledoni comprendono la maggior parte delle piante che sono state considerate dicotiledoni e che hanno le caratteristiche delle dicotiledoni; il termine eudicotiledoni è quindi utilizzato per indicare uno dei due più grandi cladi di angiosperme (ad esso appartengono 70% delle specie di angiosperme). L'altro grande clade sono le monocotiledoni. Le angiosperme rimanenti sono classificate o nel gruppo delle angiosperme basali, anche note come "paleodicotiledoni", o nel clade magnoliidi.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Le eudicotiledoni erano in precedenza note come tricolpate, nome che mette in evidenza la differenza tra questo gruppo e le altre spermatofite, la cui maggioranza produce polline monosolcato.[3][4] Alcuni botanici preferiscono ancora questo nome per evitare la confusione con le dicotiledoni, un gruppo non monofiletico.[4]

Il nome eudicotiledoni (al plurale) è stato utilizzato dalla classificazione APG dal 1998 per la classificazione delle angiosperme, ed è considerato un clade, cioè un gruppo monofiletico.

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Le eudicotiledoni possono essere divisi in due gruppi: le eudicotiledoni basali e le Eudicotiledoni centrali.[5] "Eudicotiledoni basali" è un nome informale per un gruppo parafiletico, mentre le eudicotiledoni superiori sono un gruppo monofiletico.[6] Il seguente cladogramma rappresenta la composizione filogenetica delle eudicotiledoni:[7]


eudicotiledoni
eudicotiledoni basali

(gruppo parafiletico: Ranunculales, Proteales, Trochodendrales, Buxales)

Eudicotiledoni centrali

Gunnerales

Dilleniales

superrosidi

Saxifragales

rosidi

Vitales

eurosidi

eurosidi I
(fabidi)

COM (incertae sedis)

eurosidi II
(malvidi)

superasteridi

Santalales

Berberidopsidales

Caryophyllales

asteridi

Cornales

Ericales

euasteridi

euasteridi I
(lamiidi)

euasteridi II
(campanulidi)

Albero filogenetico degli ordini (APG IV)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) P.K. Endress, Morphology and Angiosperm Systematics in the Molecular Era (PDF), in Botanical Review, Structural Botany in Systematics: A Symposium in Memory of William C. Dickison, vol. 68, n. 4, 2002, pp. 545–570, DOI:10.1663/0006-8101(2002)068[0545:maasit]2.0.co;2, JSTOR 4354438.
  2. ^ (EN) M. Coiro, J.A. Doyle e J. Hilton, How deep is the conflict between molecular and fossil evidence on the age of angiosperms?, in New Phytologist, vol. 223, n. 1, 25 gennaio 2019, pp. 83–99, DOI:10.1111/nph.15708, PMID 30681148.
  3. ^ (EN) K.R. Sporne, Some Observations on the Evolution of Pollen Types in Dicotyledons, in New Phytologist, vol. 71, n. 1, 1972, pp. 181–5, DOI:10.1111/j.1469-8137.1972.tb04826.x.
  4. ^ a b Judd & Olmstead, 2004.
  5. ^ (EN) A. Worberg, D. Quandt, A-M Barniske, C. Löhne, K.W. Hilu e T. Borsch, Phylogeny of basal eudicots: insights from non-coding and rapidly evolving DNA, in Organisms, Diversity and Evolution, vol. 7, n. 1, 2007, pp. 55–77, DOI:10.1016/j.ode.2006.08.001.
  6. ^ (EN) Douglas E. Soltis, Pamela S Soltis, Peter K. Endress e Mark W. Chase, Phylogeny and Evolution of Angiosperms, Sunderland, MA, Sinauer Associates, 2005, ISBN 978-0-87893-817-9.
  7. ^ APG IV, 2016, p. 4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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