Mammillaria

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Mammillaria
Mammillaria-flowers.jpg
Fiori di Mammillaria sp.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Sottofamiglia Cactoideae
Tribù Cacteae
Genere Mammillaria
Haw., 1812
Specie

Mammillaria Haw., 1812 è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Cactacee, che comprende 185 specie[1], diverse per caratteristiche e struttura.

Il nome del genere deriva dal greco mamilla (mammella) in riferimento alla forma dei tubercoli più o meno grandi presenti in ogni specie.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le piante hanno tutte fusti globulari o cilindrici solitamente bassi; possono essere sia ramificanti che accestenti. I tubercoli, di forma varia (cilindrici, conici, tetragonali), sono forniti di un'areola più o meno lanosa provvista di spine. Queste, differenziate in radiali e centrali, hanno forma, lunghezza e consistenza le più varie. In molte specie del genere una o più spine centrali sono uncinate. La robustezza di alcune di esse è tale da essere utilizzate, dalle popolazioni locali, come ami da pesca. Tra i tubercoli vi è l'ascella, a seconda delle specie glabra o lanosa. Da qui avviene la fioritura che nel genere Mammillaria è periapicale (in altre specie di cactaceae la fioritura è areolare). Il fiore è piccolo (ma alcune specie hanno fioriture vistose per dimensioni e colore dei fiori), di colore rosa o fucsia o bianco o giallo (verde nella M. marksiana)o variegato. L'anno successivo alla fioritura l'ascella fiorita emetterà il frutto, generalmente allungato e di color rosso (può essere anche verde pallido, giallo, bruno), edule in alcune specie. L'apice è generalmente lanoso. Alcune specie di Mammillaria, appartenenti al sottogenere Galactochylus (Mammillaria s.s.), se incise emettono un lattice di aspetto simile a quello delle euphorbiae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le specie del genere Mammillaria sono originarie delle aree del Messico e del sud degli Stati Uniti, dove crescono spontaneamente in ambienti diversificati: desertici, semidesertici e praterie.[senza fonte]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione del genere[modifica | modifica wikitesto]

Il grande numero di specie e l'eterogeneità di queste ha spinto molti autori a stilare delle classificazioni del genere Mammillaria in cui questo è diviso in sottogeneri, sezioni, serie e gruppi. Una delle più conosciute è la suddivisione ideata da David Richard Hunt nel 1987:[senza fonte]

Specie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Specie di Mammillaria.

Il genere comprende 185 specie tra cui:[1]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti generi sono stati inclusi nel genere Mammillaria:[senza fonte]

  • Bartschella (Britton e Rose, 1923)
  • Dolichothele (Britton e Rose, 1923)
  • Mamillopsis (Britton e Rose, 1923)
  • Neomammillaria (Britton e Rose, 1923)
  • Phellosparma (Britton e Rose, 1923)
  • Solisia (Britton e Rose, 1923)
  • Chilita (Orcut, 1926)
  • Porfiria (Boedecker, 1926)
  • Krainzia (Backeberg, 1938)
  • Ebnerella (Buxbaum, 1951)
  • Oehmea (Buxbaum, 1951)
  • Leptocladodia (Buxbaum, 1951)
  • Pseudomammillaria (Buxbaum, 1951)

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

La coltivazione di questo genere richiede, come per tutte le piante succulente, un terreno molto poroso e drenante composto da terra con aggiunta di una percentuale variabile di materiali drenanti come lava, sabbia, ghiaia grossolana o pomice.

La posizione richiesta è soleggiata o di pieno sole a seconda della specie e le annaffiature dovranno essere regolari da aprile a settembre, per interrompersi completamente nel periodo compreso tra ottobre e marzo. Infatti, le mammillarie, come tutte le cactaceae in questi mesi entrano in una stasi vegetativa che non richiede alcuna annaffiatura.

Le specie con fitta lanosità e peluria apicale ed ascellare e/o con numerose spine hanno una maggiore tolleranza al sole diretto mentre quelle con spine rade ed ascelle nude ne mostrano una minore resistenza necessitando di esposizioni meno dirette ma pur sempre intensamente luminose. Ciò per evitare scottature e deturpazioni al fusto.

Questo genere di piante annovera specie che possono sopportare sia temperature alte in estate che basse in inverno, anche al di sotto dei 0 °C per brevissimi periodi se completamente asciutte. G. Lodi, pioniere bolognese della cactusfilia italiana, durante i rigidi inverni conservava le sue piante, per mesi, in stanze buie e fredde, al secco. Non mantenere le piante, in inverno, in locali scarsamente illuminati, è facile che esse possano etiolare.

La moltiplicazione avviene per seme. Questi vengono sparsi su un letto di sabbia mantenuta costantemente umida, soleggiata ed aerata per impedire la formazione di muffe e ad una temperatura non inferiore ai 21 °C. Per quelle poche specie che tendono ad accestire è possibile utilizzare i polloni prodotti dalla pianta. Quale che sia la tecnica che decidiate di adottare per la sua propagazione occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con sé lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi d'avere delle piante uguali alla pianta madre. Pertanto se si desidera ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per polloni.

Le specie del genere Mammillaria hanno due fioriture annuali, una primaverile ed una tardoestiva - autunnale. Per favorirle e stimolarle entrambe far rispettare alle piante un periodo di secco e di freddo invernale ed un periodo di secco nel mese di agosto (ciclo naturale, clima desertico)seguito, in questo caso, da nuove irrigazioni sino ai rigori dell'autunno o dell'inverno (a seconda delle località di coltivazione), quando andranno nuovamente sospese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Mammillaria, in The Plant List. URL consultato il 20 settembre 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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