Ayahuasca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pentola di ayahuasca pronta per la bollitura. Si distinguono i pezzi della liana Banisteropsis Caapi (anch'essa detta ayahuasca) e le foglie dell'arbusto Psychotria viridis (noto come chacruna) che rappresentano i due ingredienti di base, necessari per ottenere l'effetto visionario della pozione

L'ayahuasca (aya-wasca, letteralmente "liana degli spiriti/dei morti" in lingua quechua), spesso detta anche Yage, Hoasca, Daime, Caapi a seconda dei paesi di provenienza, è un infuso a base di diverse piante amazzoniche in grado di indurre un potente effetto visionario e purgante.

Il suo utilizzo, al quale sono da sempre state attribuite prerogative magiche e terapeutiche, è caratteristico delle diverse forme di sciamanismo amazzonico praticate nei territori a cavallo di Perù, Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia e Venezuela. La pozione base, per essere farmacologicamente attiva, deve essere prodotta facendo bollire assieme, per diverse ore, un minimo di due piante amazzoniche, cioè la liana Banisteriopsis caapi e le foglie dell'arbusto Psychotria viridis, anche noto come chacruna, che in alcune aree può essere sostituito dalla Diplopterys cabrerana[1].

Con la parola ayahuasca vengono contemporaneamente designate tanto la liana Banisteriopsis caapi in sé stessa quanto l'intera preparazione: la liana è infatti considerata dagli sciamani la "pianta maestro" per eccellenza, colei che custodisce ed apporta l'insegnamento (sebbene necessiti delle alte piante per manifestare tale insegnamento) ed in quanto tale conferisce il nome all'intera bevanda.

Decotto di ayahuasca preparato e pronto per l'uso

A partire dagli anni novanta, la fama della ayahuasca nel mondo è cresciuta esponenzialmente anche grazie all'interesse del mondo accademico, sempre più interessato alle potenzialità terapeutiche del beveraggio. Soprattutto in conseguenza della diffusione nel mondo del Santo Daime, un culto neosciamanico di carattere sincretico originatosi in Brasile negli anni trenta, si è assistito a quello che è stato definito un processo di vera e propria internazionalizzazione dell'ayahuasca, che ha contribuito ad espanderne l'utilizzo al di fuori dell'Amazzonia e del sud America, obbligando le legislazioni dei paesi ospitanti a pronunciarsi circa lo status giuridico della bevanda[2]. La sempre maggiore attenzione del mondo accademico, più in contesto latino e nord americano che europeo (con l'eccezione della Spagna), è culminata nelle due World Ayahuasca Conference, tenutesi a Ibiza nel settembre del 2014[3] e nella città brasiliana di Rio Branco nell'ottobre 2016[4], organizzate dalla fondazione ICEERS con il patrocinio dell'UNESCO, ove un comitato di più di quaranta prestigiosi studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari ha emanato una dichiarazione, significativamente titolata Ayahuasca in the globalized World, in cui si chiede ai governi di avanzare verso la costituzione di un ambito legale che regolamenti, tutelando e valorizzando in maniera responsabile, l'utilizzo dell'ayahuasca[5].

Farmacologia umana dei componenti di base[modifica | modifica wikitesto]

L'ambiguità semantica della parola ayahuasca, che designa tanto l'intero beveraggio quanto il suo singolo ingrediente di base, cioè il rampicante Banisteriopsis caapi, è stata fonte di numerosi fraintendimenti tra gli studiosi, inizialmente propensi a credere che dalla liana dipendesse il caratteristico effetto allucinogeno della bevanda. Solo con il procedere degli studi l'ayahuasca avrebbe rivelato lo specifico meccanismo sinergico tra i suoi componenti, tale da farne l'allucinogeno più complesso e sofisticato da un punto di vista farmacologico.

La liana rampicante Banisteriopsis caapi, nota tra gli sciamani dell'Amazzonia come ayahuasca, la liana degli spiriti o dei morti. La sua caratteristica forma attorcigliata, che penzola dagli alberi verso il suolo, evoca il carattere "mediatore" della pianta, che connette il mondo ordinario con l'al di là ed il regno degli antenati

La liana Banisteriopsis caapi contiene alcaloidi del tipo β– carboline, che sono stati isolati tra il 1925 e il 1957 ed identificati con i nomi di armina (precedentemente nota anche come telepatina, yajeina e banisterina), armalina e d-tetraidroarmina. Tali alcaloidi sono responsabili degli effetti emetici e lassativi del beveraggio, del senso di nausea che esso è in grado di indurre, ben noto agli sciamani e documentato anche nel contesto degli studi clinici. Più complessa è invece la questione circa le proprietà psicotrope di tali alcaloidi. In uno studio pionieristico del 1967, lo psicologo cileno Claudio Naranjo tentò di dimostrare le proprietà psichedeliche dell'armalina identificando in 1 mg/kg (endovena) e 4 mg/kg (ingestione) la dose minima in grado di suscitare una qualche attività allucinogena. Secondo Naranjo l'armalina appare «more of a pure hallucinogen than other substances», dal momento che sarebbe in grado di modificare primariamente ed in maniera selettiva soltanto le percezioni visive, senza affettare le altre sfere della psiche. Diversamente da altri allucinogeni come ad esempio la mescalina, che induce anche allucinazioni uditive e modifica la percezione del tempo, l'armalina limiterebbe la sua «highly hallucinogenic quality» al dominio visuale, producendo sequenze di immagini in sovraimpressione, vibrazioni e tremolii del campo visivo, lampi di luce, immagini colorate e vivide paragonabili al sogno che si manifesterebbero ad occhi chiusi, ed anche allucinazioni vere e proprie[6].

Struttura della molecola di armina, il principale alcaloide di Banisteriopsis caapi

In realtà, il carattere psicoattivo degli alcaloidi della Banisteriopsis caapi sembrerebbe limitato agli sgradevoli effetti di nausea e di vertigine, spesso paragonati ad una ubriacatura, che essa è in grado di indurre anche se assunta isolatamente, mentre appare assai dubbia la loro prerogativa psichedelica e visionaria. Come osserva Jordi Riba, in uno studio realizzato presso la Universitat Autònoma de Barcelona nel 2003, la capacità delle β -carboline di interagire con il recettore 5-HT2A non è stata a tutt'oggi ancora dimostrata chiaramente, nemmeno sugli animali, cosa che rende a priori dubbia l'ipotesi che esse siano in grado, nell'uomo, di provocare effetti simili a quelli delle triptamine psichedeliche e delle feniletilamine[7].

Arbusto di Psychotria viridis, il secondo ingrediente base per la preparazione del decotto di ayahuasca, contenente la molecola allucinogena di DMT

Le foglie dell'arbusto Psychotria viridis e della Diplopterys cabrerana, che costituiscono il secondo ingrediente necessario per la preparazione dell'ayahuasca, contengono invece dimetiltriptamina (DMT), una triptamina allucinogena endogena dalla quale, come è oggi ampliamente assodato, dipende il caratteristico effetto psichedelico del beveraggio. La DMT è una molecola dalla struttura straordinariamente semplice, presente un po' dovunque nel regno animale e vegetale (mammiferi, animali marini, rane e rospi, piselli, erba, funghi, fiori, radici, ecc.) oltre che nell'uomo, in grado di affettare i recettori serotoninergici sparsi nel corpo umano in maniera analoga ad altri psichedelici come l'LSD, la psilocibina e la mescalina. Rispetto alle altre sostanze psichedeliche, tuttavia, la DMT sembrerebbe godere di un particolare privilegio accordatole dal cervello. Attorno alla metà degli anni ottanta, un'equipe di scienziati giapponesi ha scoperto che il cervello umano trasporta attivamente DMT attraverso la barriera emato-encefalica, una speciale membrana che esso utilizza con funzione di protezione, impedendo l'accesso agli elementi nocivi presenti nel sangue e consentendolo, viceversa, alle sostanze di cui si serve come "carburante" per le proprie funzioni metaboliche[8].

Foglie dell'arbusto Diplopterys cabrerana, che in alcune aree dell'Amazzonia sostituisce la Psicotria viridis nella preparazione dell'ayahuasca. Anch'essa contiene DMT, ed in una concentrazione maggiore rispetto all'altra pianta. L'ayahuasca cucinata con la Diplopterys cabreana prende il nome di yagé in Colombia

Nel suo celebre studio del 2001, Rick Strassman ha riconsiderato questo privilegio della DMT, assieme al suo carattere endogeno, suggerendo che la sua presenza nel corpo umano assolva una funzione specifica: la DMT sarebbe la «molecola spirituale», la base biologica delle esperienze spirituali che talvolta accadono spontaneamente nella vita di un essere umano, come quelle descritte dai mistici di ogni epoca, e che appaiono straordinariamente affini agli stati psichedelici che la somministrazione per via endovenosa di DMT è in grado di indurre. Tale meccanismo sarebbe localizzato nella ghiandola pineale, «the most reasonable place for DMT formation to occur», considerata già da Cartesio come la sede dell'anima, il luogo ove si incontrano e comunicano res cogitans e res extensa, il fisico e lo spirituale. Strassman nota innanzitutto come la ghiandola pineale sia chimicamente in grado di produrre DMT dal momento che possiede i più alti livelli di serotonina di tutto il corpo umano, la capacità di convertire la serotonina in triptamina, ed un'altissima concentrazione di enzimi altamente specializzati, detti metiltransferasi, i soli in grado di convertire serotonina, melatonina e triptamina in composti psichedelici. In secondo luogo, la pineale possiede anche una specie di "sistema di sicurezza" anti-DMT, cioè un alto livello di una particolare proteina a sua volta in grado di ostacolare l'attività degli enzimi che formano la DMT, e proteggere così l'organismo da un'eccessiva produzione del composto psichedelico in condizioni normali e ordinarie[9].

La DMT in genere è rapidamente inattivata dagli enzimi endogeni monoamino ossidasi (MAO); gli alcaloidi armalinici invece sono degli inibitori della MAO e quindi evitando la rapida degradazione della DMT ne potenziano gli effetti. Sono strutturalmente simili alla serotonina, agiscono bloccandone i recettori, e mostrano attività incrociata con LSD e psilocibina.[10]

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

La particolarità dell'ayahuasca consiste nel fatto che, grazie agli inibitori della Banisteriopsis, la dimetiltriptamina resta in circolo nel corpo per un tempo decisamente maggiore rispetto all'assunzione dei vapori. L'effetto della DMT dura circa 2-3 minuti se fumata, mentre ingerita sotto forma di bevanda la DMT rimane in circolo per 2, anche 3 ore, rendendo l'esperienza decisamente più mistica e impegnativa.[11]

L'ayahuasca non è un narcotico, infatti il suo componente principale è la DMT, medesima sostanza prodotta nel cervello umano dalla ghiandola pineale ogni notte, durante la fase REM del sonno, dalla nascita fino a 24 ore dopo il decesso.[10]

Terence McKenna sostenne che la dimetiltriptamina non fosse una molecola pericolosa per la salute, a meno che uno non muoia dallo stupore. Effettivamente, non ci sono ad oggi prove di danni fisici causati da questa sostanza, ma è possibile che un utilizzo continuato possa indurre psicosi e altre disfunzioni difficilmente prevedibili, data la sua bassa diffusione.[9]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

I popoli amazzonici utilizzano il decotto di ayahuasca per indurre stati di visione nel corso di cerimonie religiose e per scopi rituali e terapeutici.

In tempi recenti l'ayahuasca è entrata nei rituali di diverse dottrine religiose sincretiste diffuse in Brasile quali il Santo Daime, l'União do Vegetal ed il Barquinia.[12]

L'ayahuasca ha anche alcune potenziali applicazioni terapeutiche. In uno studio condotto all'interno di un gruppo di praticanti della chiesa brasiliana União do Vegetal l'ayahuasca si è mostrata efficace nel trattamento dell'alcolismo e della dipendenza indotta dall'abuso di sostanze stupefacenti.[13] Inoltre è stato suggerito che l'ayahuasca possa essere utile per il trattamento dei disturbi mentali nei quali si sospetta un deficit del metabolismo della serotonina, quali depressione, autismo, schizofrenia, sindrome da deficit di attenzione e iperattività.[14] L'armina possiede inoltre proprietà anti-parassitarie che potrebbero farne ipotizzare l'uso nella profilassi della malaria e di varie altre parassitosi.[15][16]

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Preparazione della ayahuasca a Iquitos, Perú

Ci sono molti modi di preparazione, che possono variare da regione a regione. L'ingrediente comune a tutte le ricette sono le liane di Banisteriopsis, che vengono battute fino a sfibrarle sommariamente e quindi messe a bollire per molte ore assieme ad altre piante; la Psychotria viridis, conosciuta localmente come chacruna è quella più frequentemente utilizzata, ma alcune ricette tradizionali prevedono anche l'utilizzo di Diplopterys cabrerana (chacropanga) e di diverse specie della famiglia Solanaceae quali il tabacco (Nicotiana tabacum), Brugmansia spp. e Brunfelsia spp.[17]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, a seguito della diffusione del Santo Daime, in diversi paesi l'uso dell'ayahuasca e dei suoi derivati si è trovato al centro di battaglie in tribunale e in controversie legali.

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Il decotto di ayahuasca è diventato esplicitamente legale per usi religiosi in Brasile dal 1986.

In Brasile il CONFEN, Conselho Federal de Entorpecentes (Consiglio Federale dei Narcotici), sostiene il diritto della Chiesa del Daime Church di praticare questa religione e le relative attività di guarigione usando il Daime. Nel 1987 uno studio eseguito sul Daime dal Bureau Federal dos Narcóticos ha osservato varie chiese e la produzione del Daime. Lo studio riguardava anche un altro gruppo di assuntori di Ayahuasca che chiamano la bevanda "Vegetal" (Uniao do Vegetal). Il gruppo di lavoro che ha realizzato lo studio includeva rappresentanti non solo del CONFEN ma anche di altre agenzie governative. Lo studio ha concluso che il Daime aveva un'influenza molto positiva sulla comunità, incoraggiando l'armonia sociale e l'integrazione personale. Secondo lo studio, piuttosto che considerare semplicemente l'analisi farmacologica delle piante, era essenziale considerare l'intero contesto d'uso del tè (religioso, sociale e culturale).

Francia[modifica | modifica wikitesto]

L'unico paese al mondo ad aver esplicitamente proibito l'ayahuasca e tutti i componenti conosciuti per la sua preparazione o per la preparazione di ayahuasca-analoghi è la Francia.

Ciò è avvenuto a seguito della assoluzione di alcuni adepti francesi del Santo Daime processati per il possesso di ayahuasca. Assolti perché il fatto non costituiva reato, poche settimane dopo, su indicazione della stessa commissione "anti setta" che aveva denunciato i daimisti francesi, il ministero della sanità ha provveduto ad inserire tutte le piante da cui si può ricavare ayahuasca o bevande simili, basate sul complesso armina-DMT, nella lista delle sostanze più pericolose e prive di applicazioni mediche conosciute.

In Francia, nel novembre 1999, sono stati arrestati dirigenti del Santo Daime che sono rimasti in prigione per tre mesi; successivamente però, il 13 gennaio 2005, la Corte d'Appello di Parigi ha prosciolto gli imputati con una sentenza che di fatto legalizza in Francia l'uso rituale dell'ayahuasca.[18]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la DMT è inserita in tabella I dell'elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui all'art.14 del DPR n. 309/90.[18] Tuttavia la bevanda denominata Ayahuasca non può essere classificata come una droga. Le piante naturali che la compongono anche se contengono naturalmente del DMT non sono incluse in alcun elenco di sostanze vietate. L'Ayahuasca è stata dichiarata sostanza non narcotica con due sentenze della Corte di Cassazione (Sezione IV, 6 ottobre 2005, n. 44229 e Sezione I, 16 febbraio 2007, n. 19056) e una Nota del Ministero della Salute (n. 6895-44021, del 30 dicembre 2010). Nel 2012 il possesso di ayahuasca da parte di Gianluca Curzi, membro del Santo Daime, è stato giudicato, dopo qualche malinteso giuridico, lecito.[19]

Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Nei Paesi Bassi, nell'ottobre 1999 sono stati arrestati due dirigenti del Santo Daime, a carico dei quali è un'istruttoria penale è stata avviata una azione penale, che si è risolta con una sentenza di assoluzione da parte del Tribunale di Amsterdam nel maggio 2000.[18]

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

L'uso è legale[senza fonte].

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti la DMT è illegale ed è inclusa nella Tabella I del Controlled Substances Act. È inoltre inserita nell'elenco delle sostanze poste sotto il controllo dell'International Narcotics Control Board.[18]

Negli USA la Corte Suprema nel 2006 ha accolto un ricorso preliminare ("preliminary injunction") che permette a un'altra Chiesa brasiliana, la União do Vegetal (UDV), di usare la ayahuasca per i rituali. Questa decisione, come risultato di una controversia specifica riguardante la UDV, è valida solo per quel gruppo religioso, cosicché negli Stati Uniti lo status legale della ayahuasca rimane, in generale, in un'area grigia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituto Superiore di Sanità, Ayahuasca (PDF), in Smart Drugs, Roma.
  2. ^ Beatriz Caiuby Labate, Henrik Jungaberle, The internationalization of ayahuasca, Berlin, Lit Verlag, 2012, ISBN 3643901488.
  3. ^ AYA2014 WORLD AYAHUASCA CONFERENCE, aya2014.com.
  4. ^ AYA2016 SECOND WORLD AYAHUASCA CONFERENCE, ayaconference.com.
  5. ^ DICHIARAZIONE AYA2014: L'AYAHUASCA IN UN MONDO GLOBALIZZATO (PDF), aya2014.com.
  6. ^ Claudio Naranjo, Psychotropic properties of the harmala alkaloids, in Efron DH, Holmstedt B, Kline NS (eds.), Ethnopharmacologic search for psychoactive drugs, Washington DC, US Gov Printing Office, pp. 385-391.
  7. ^ Jordi Riba, Human pharmacology of ayahuasca, Barcelona, Universitat Autònoma de Barcelona, 2003.
  8. ^ Kazuhiko Yanai, Tatsuo Ido, Kiichi Ishiwata, Jun Hatazawa, Toshihiro Takahashi, Ren Iwata, Taiju Matsuzawa, In vivo Kinetics and displacement study of carbon-11-labeled hallucinogen, N,N-[C]Dimethyltryptamine, in European Journal of Nuclear Medicine, nº 12, 1986, pp. 141-46.
  9. ^ a b Rick Strassman, DMT, The Spirit Molecule, Park Street Press, 2001, ISBN 0-89281-927-8.
  10. ^ a b Jonathan Ott, Ayahuasca e analoghi Ayahuasca e analoghi: enteogeni universali per il nuovo millennio , autistici.org.
  11. ^ James C. Callaway, Ayahuasca, a volte, psiconautica.in.
  12. ^ What Is Ayahuasca?, su International Center for Ethnobotanical Education, Research & Service (ICEERS).
  13. ^ McKenna DJ, Clinical investigations of the therapeutic potential of ayahuasca: rationale and regulatory challenges, in Pharmacol Ther 2004; 102: 111-129.
  14. ^ Callaway JC, Airaksinen MM, McKenna DJ, Brito GS, Grob CS, Platelet serotonin uptake sites increased in drinkers of ayahuasca, in Psychopharmacology 1994; 116: 385–387.
  15. ^ Hopp KH, Cunningham LV, Bromel MC, Schermeister LJ, Kahlil SKW, In vitro antitrypanosomal activity of certain alkaloids against Trypanosoma lewisi, in Lloydia 1976; 39: 375–377.
  16. ^ Rodriguez E, Cavin JC, West JE, The possible role of Amazonian psychoactive plants in the chemotherapy of parasitic worms: a hypothesis, in J Ethnopharmacol 1982; 6, 303–309.
  17. ^ Ayahuasca history, su International Center for Ethnobotanical Education, Research & Service (ICEERS).
  18. ^ a b c d Ayahuasca (PDF), in Smart Drugs, Roma, Istituto Superiore di Sanità.
  19. ^ Ayahuasca: status legale in Italia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]