Piper methysticum

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Kava
Starr 040318-0058 Piper methysticum.jpg
Piper methysticum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Piperales
Famiglia Piperaceae
Genere Piper
Specie P. methysticum
Nomenclatura binomiale
Piper methysticum
(L.) G.Forst.

La kava, o kava-kava (Piper methysticum), è una pianta arbustiva del Pacifico occidentale.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico deriva dal latino piper, ‘pepe’. Il nome specifico deriva dal termine greco latinizzato methysticum per ‘intossicante’. Il nome comune kava(-kava) deriva dalle lingue dell'area, tongano e marchesano[1]. Nel mondo, il termine kava è utilizzato per riferirsi, oltre che alla pianta, anche alle radici e ai rizomi essiccati messi in commercio come integratori, sia alla bevanda che si produce da tali parti[1], il cui consumo è diffuso tra le popolazioni della Polinesia (comprese le isole Hawaii), della Melanesia, della Micronesia, oltre che in Australia. La kava ha un effetto sedativo ed è consumata soprattutto come rilassante senza effetti sulla lucidità mentale. I principi attivi che sono responsabili di quest'azione sono i kavalattoni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La kava è un arbusto dioico sterile, che si riproduce solo per via vegetativa. Ha foglie larghe cordiformi. Il rizoma è molto sviluppato e ramificato. I fiori sono riuniti in piccole infiorescenze a forma di spiga.

Farmacologia[modifica | modifica wikitesto]

I principi attivi della kava sono dei derivati fenilpropanici detti kavalattoni, tra i quali ne sono stati identificati almeno 15, tutti psicoattivi. Solo sei, però, producono effetti significativi ma la loro concentrazione relativa nella droga può variare generando effetti diversi. Gli effetti sedativi ansiolitici e antidepressivi sono dovuti all'inibizione dei canali del sodio voltaggio-dipendenti, al rallentamento della ricaptazione delle catecolamine, all'attivazione diretta come effettori allosterici attivanti dei recettori GABAergici e all'inibizione delle monoaminossidasi piastriniche.

L'azione ansiolitica ottenibile è paragonabile a quella delle benzodiazepine, ma nella kava è associata agli effetti antidepressivi che riducono o eliminano del tutto gli effetti collaterali degli ansiolitici, quali sonnolenza e intorpidimento. Nel 2002, in diversi paesi europei, compresa l'Italia, viene vietata la vendita di prodotti omeopatici contenenti kava, a causa della sua presunta epatotossicità.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) kava, su Vocabolario Merriam-Webster online, 2010. URL consultato il 18 settembre 2016.
  2. ^ Ministero della salute. Decreto 29 maggio 2002. Divieto di vendita dei prodotti omeopatici contenenti Kava-Kava, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale, nº 141, 18 giugno 2002. URL consultato il 15 aprile 2015.

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