Inibitore della monoamino ossidasi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Imaoaction.JPG

Le inibitori delle monoamino ossidasi (I-MAO, MAOI dall'inglese MAO Inhibitor) sono una classe di sostanze in grado di inibire o bloccare l'attività delle monoamino ossidasi, degli enzimi che metabolizzano per via ossidativa le monoammine, una classe di composti di cui fanno parte sostanze endogene come alcuni neurotrasmettitori (come serotonina e le catecolamine adrenalina, noradrenalina, melatonina, dopamina) e composti esogeni (come la tiramina e alcuni farmaci).

L'inibizione della degradazione dei neurotrasmettitori, importanti nella regolazione del tono dell'umore, ne comporta un aumento della loro concentrazione nel sistema nervoso centrale: questo meccanismo mette gli IMAO al centro dell'effetto antidepressivo ed ansiolitico di moltissimi farmaci. Nel trattamento della depressione e di altri disturbi, pur presentando spesso una efficacia e tollerabilità superiore rispetto ad altre classi di farmaci (anche gli SSRI), gli IMAO sono considerati una scelta secondaria per via delle potenzialmente gravi interazioni farmacologiche ed alimentari.[1]

Farmacologia[modifica | modifica wikitesto]

Le IMAO bloccano l'attività degli enzimi monoaminossidasi, degli enzimi mitocondriali che catalizzano la reazione di deaminazione ossidativa delle amine endogene ed esogene. Esistono due isoforme di Monoaminossidasi: le MAO-A che degradano preferenzialmente serotonina, melatonina, noradrenalina, adrenalina, dopamina e triptamine; le MAO-B che degradano invece dopamina, triptamine e feniletilamina. Entrambe le isoforme sono presenti nel sistema nervoso centrale dove sono tra i principali responsabili della degradazione dei neurotrasmettitori monoaminici, tuttavia le MAO-A sono estensivamente espresse anche nel fegato (dove degradano le monoamine assunte con la dieta come ad esempio la tiramina), nel tratto gastrointestinale, nella placenta e nell'endotelio vascolare polmonare mentre le MAO-B si ritrovano soprattutto nelle piastrine.[2]

L'inibizione delle IMAO a livello del sistema nervoso centrale dalle mitocondriali determina un aumento dei livelli sia intracellulari che quindi sinaptici dei neurotramettitori catecolamine e della serotonina, che svolgono un ruolo nelle patologie psichiatriche. Il blocco può essere di due tipi:

  • irreversibile, come quello causato dai tradizionali IMAO che causano l'inattivazione irreversibile dell'enzima che dovrà quindi essere risintetizzato nuovamente dalla cellula. La cellula impiega all'incirca 2 settimane per rigenerare le scorte di monoaminossidasi dopo l'interruzione del farmaco e per questo motivo si devono attendere almeno 2 settimane dalla loro interruzione prima di assumere farmaci in grado di interagire con gli IMAO.
  • reversibili, che non inattivano irreversibilmente l'enzima ma ne conservano una parziale attività e possono essere rimossi da amine esogene come ad esempio la tiramina. I farmaci appartenenti a questa classe sono detti infatti inibitori reversibili delle monoaminossidasi (o RIMA) e proprio grazie a questa loro reversibilità non presentano interazioni con la tiramina o altre amine simpaticomimetiche. Ne fanno parte tolaxotone e moclobemide e lacuni composti contenuti in estratti naturali come l'armalina.[3]

I diversi farmaci possono essere piu o meno selettivi verso una delle due isoforme (ad esempio le MAOA sono principalmente inibite dalla clorgilina mentre le MAOB sono selettivamente inibite dalla selegilina) oppure mancare di selettività (come nel caso di fenelzina o tranilcipromina). I composti che inibiscono irreversibilmente le MAO-A, la forma che degrada preferenzialmente serotonina e tiramina, sono quelli che presentano il maggiore potenziale di interazione con i cibi contenenti tiramina (cibi stagionati come insaccati e formaggi stagionati), che possono dar luogo a crisi ipertensive, e agenti serotoninergici (come alcuni antidepressivi), che possono dare luogo a sindrome serotoninergica, che in alcuni casi si sono rilevate fatali.[4] Tali restrizioni non si applicano agli inibitori selettivi delle MAO-B e i reversibili.

Assunzione[modifica | modifica wikitesto]

Somministrati oralmente gli IMAO vengono rapidamente assorbiti dal tratto digerente. Un’appropriata inibizione delle MAO si ottiene in 5-10 giorni, a seconda del farmaco impiegato. La cessazione di tutti gli effetti farmacologici si verifica entro 15-20 giorni dalla sospensione del trattamento, quando tutte le MAO inattive vengono digerite e rimpiazzate da nuove.

Pericoli[modifica | modifica wikitesto]

L'assunzione di IMAO inibisce il catabolismo di catecolammine, serotonina e altre amine esogene ad azione simpaticomimetica, aumentando notevolmente le quantità di questi neurotrasmettitori nel circolo sanguigno dove svolgono vari ruoli nella regolazione della funzione circolatoria. L'assunzione combinata di questi farmaci, per interazione con sostanze esogene contenute in alcuni farmaci e cibi (le amine simpaticomimetiche) possono provocare crisi ipertensive anche gravi che si manifestano inizialmente con cefalea pulsante, ipertensione, nausea e che possono molto raramente evolvere in emorragia intracranica.

Pertanto l'assunzione di IMAO non deve essere accompagnata da antidepressivi o farmaci ad azione simpaticomimetica (adrenalina, efedrina) e deve essere applicata anche una particolare restrizione dietetica: l'assunzione di IMAO combinata con alimenti che contengono tiramina (cibi stagionati come alcuni formaggi, insaccati, alcuni alcolici) può innescare un rilascio eccessiva di noradrenalina, che può portare a una crisi ipertensiva. Gli IMAO non devono essere associati ad altre sostanze psicoattive (antidepressivi, antidolorifici, stimolanti legali e non, stupefacenti) se non sotto la stretta supervisione di un esperto.

Tuttavia una revisione degli studi e delle informazioni ad oggi disponibili derivanti dall'esperienza clinica, mostrano che gran parte delle preoccupazioni circa le interazioni, le restrizioni dietetiche e controindicazioni derivano da informazioni superate e una non corretta informazione scientifica che hanno fatto si che nonostante la loro provata efficacia, spesso superiore ad altri classi di farmaci approvati allo scopo specie nel caso delle forme di depressione "atipiche", ne ha causato la relegazione a trattamento di ultima spiaggia. Applicando i dovuti accorgimenti, gli IMAO sono considerati sicuri e con un buon profilo di effetti collaterali.[5][6]

Le restrizioni dietetiche non si applicano a delle formulazioni più recenti di questi farmaci come la moclobemide (un inibitore reversibile delle MAOI che permette la degradazione delle catecolamine esogene) e i cerotti transdermici di selegilina (che saltando il metabolismo epatico permettono la degradazione della tiramina e altre amine assunte con la dieta).

Assunzione non medica[modifica | modifica wikitesto]

Capita che alcuni IMAO vengano assunti appositamente per amplificare l'effetto di droghe psicoattive. In altri casi sono proprio gli IMAO a permettere di percepire gli effetti dopo un'assunzione per via orale di alcune piante non conosciute come psicoalteranti. Un IMAO di origine naturale utilizzato a questi propositi è l'armalina, una sostanza presente soprattutto nellaruta siriana (peganum harmala) e nella liana (Banisteriopsis caapi).

Classificazione chimica degli IMAO[modifica | modifica wikitesto]

IMAO derivati idrazinici

  • sostituti idrazinici: iproniazide, fenelzina
  • derivati idrazinici propriamente detti: isoniazide

IMAO non idrazinici:

Elenco di IMAO[modifica | modifica wikitesto]

Alcune triptamine, anfetamine e Metanfetamina come MDMA e MDA, agiscono come deboli, o potenti inibitori delle MAO a seconda del dosaggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ H. P. Volz, C. H. Gleiter e H. J. Möller, [Monoamine oxidase inhibitors in psychiatry. Status of current knowledge], in Der Nervenarzt, vol. 67, nº 5, May 1996, pp. 339–347. URL consultato il 19 giugno 2017.
  2. ^ J. C. Shih e K. Chen, Regulation of MAO-A and MAO-B gene expression, in Current Medicinal Chemistry, vol. 11, nº 15, August 2004, pp. 1995–2005. URL consultato il 19 giugno 2017.
  3. ^ Joanna S Fowler, Jean Logan e Albert J Azzaro, Reversible Inhibitors of Monoamine Oxidase-A (RIMAs): Robust, Reversible Inhibition of Human Brain MAO-A by CX157, in Neuropsychopharmacology, vol. 35, nº 3, 2010-02, pp. 623–631, DOI:10.1038/npp.2009.167. URL consultato il 19 giugno 2017.
  4. ^ Dale E. Edmondson, Claudia Binda e Andrea Mattevi, STRUCTURAL INSIGHTS INTO THE MECHANISM OF AMINE OXIDATION BY MONOAMINE OXIDASES A AND B, in Archives of biochemistry and biophysics, vol. 464, nº 2, 15 agosto 2007, pp. 269–276, DOI:10.1016/j.abb.2007.05.006. URL consultato il 19 giugno 2017.
  5. ^ (EN) Practical Guide For Prescribing MAOIs: Debunking Myths And Removing Barriers. URL consultato il 19 giugno 2017.
  6. ^ Beverly J. McCabe-Sellers, Cathleen G. Staggs e Margaret L. Bogle, Tyramine in foods and monoamine oxidase inhibitor drugs: A crossroad where medicine, nutrition, pharmacy, and food industry converge, in Journal of Food Composition and Analysis, vol. 19, 1° agosto 2006, pp. S58–S65, DOI:10.1016/j.jfca.2005.12.008. URL consultato il 19 giugno 2017.

Altri collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]