Paura

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Illustrazione della paura, da L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali di Charles Darwin.

La paura è un'emozione primaria, comune sia al genere umano sia al genere animale. Il Galimberti[1] così la definisce:

“Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo, anche se in modo non specifico, all’apprestamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga”.

Nelle paure c’è quindi la sensazione che qualcosa minacci la nostra esistenza o la nostra integrità biologica o quella delle persone a noi più vicine. L’emozione della paura si proietta nel futuro: qualcosa di brutto accadrà a noi o agli altri, pertanto spinge il soggetto ad aggredire per eliminare o allontanare l’oggetto della paura (condotte aggressive) o al contrario fuggire da questo per evitare il danno che potrebbe procurarci (condotte di evitamento dall’oggetto fobico).

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

La paura è un'emozione dominata dall'istinto (cioè dall'impulso) che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una suffragata situazione di pericolo; irrompe ogni qualvolta si presenti un possibile cimento per la propria incolumità, e di solito accompagna ed è accompagnata da un'accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche difensive.

Principali controffensive alla paura possono essere:

  • intensificazione delle funzioni fisiche e cognitive teoretiche con relativo innalzamento del livello di accortezza
  • difficoltà di applicazione intellettiva
  • fuga
  • protezione istintiva del proprio corpo (cuore, viso, organi genitali)
  • ricerca di aiuto (sia articolato, sia racchiuso)
  • calo della temperatura corporea
  • sudorazione
  • aumento adrenalinico
  • aumento dell'ansia

La paura è talvolta causa di alcuni fenomeni di modifica comportamentale permanenti, identificati come sindromi ansiose: ciò accade quando la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, bensì dal timore che si possano verificare situazioni, apparentemente normalissime, ma che sono vissute dal soggetto con profondo disagio. In questo senso, la paura perde la sua funzione primaria, legata alla naturale conservazione della specie, e diventa invece l'espressione di uno stato mentale.

La paura di oggetti o contesti può essere appresa; negli animali questo effetto è stato studiato e prende il nome di paura condizionata, che dipende dai circuiti emozionali del cervello.

Gradi della paura[modifica | modifica wikitesto]

Bambina impaurita.

La paura ha differenti gradi di intensità a seconda del soggetto: persone che vivono intensi stati di paura hanno sovente atteggiamenti irrazionali. La paura, come l'ira, può essere una risposta al dolore o alla sua percezione. Se un individuo impaurito è costretto ad attaccare l'ira può prendere il sopravvento e la paura svanire. In tal senso alcuni atteggiamenti derivanti dagli stati di paura possono essere considerati pericolosi, quando si tramutano in rabbia. La paura può essere descritta con termini differenti a seconda del suo grado di intensità:

Timore[modifica | modifica wikitesto]

Il timore è la forma meno intensa della paura e si determina quando una situazione promette piacere ma, al tempo stesso, anche dolore: c'è la percezione della possibilità di perdere il piacere, ma ci si muove ancora verso di esso.

Ansia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ansia.

In questo caso la minaccia del dolore e quella del piacere si equivalgono generando una situazione di conflitto nell'attesa di qualche indizio capace di far pendere la bilancia da una parte o dall'altra.

Paura[modifica | modifica wikitesto]

La paura emerge quando il contesto è dominato dalla minaccia del dolore o dalla sua percezione: in questo caso si è pervasi dal desiderio di scappare o comunque di allontanarsi dalla fonte di dolore, sia questa reale o immaginaria, di ogni tipo o forma essa sia.

Fobia[modifica | modifica wikitesto]

Quando l’ansia di fronte a un determinato oggetto, animale o evento è notevole e non può essere controllata dalla ragione si parla di fobia. Questa provoca una reazione notevolmente sproporzionata rispetto alla situazione che si sta affrontando. Per tale motivo il soggetto che presenta delle fobie evita accuratamente tutte le situazioni che potrebbero scatenare la sua ansia. Pertanto la sua vita sociale ne può risentire notevolmente.

Panico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Panico.

Quando la paura è massima ed è carica di un presentimento di morte si definisce panico. Questo per Galimberti U. è un “episodio acuto d’ansia caratterizzato da tensione emotiva e terrore intollerabile che ostacola un’adeguata organizzazione del pensiero e dell’azione.”[2] La situazione di panico è correlata alla claustrofobia.

Terrore[modifica | modifica wikitesto]

Il terrore è la forma estrema della paura, di intensità ancora maggiore al panico, dove l'impulso a scappare è talmente elevato da ricercare una soluzione immediata: in questo caso l'individuo sceglie di ritirarsi dentro se stesso. Il terrore è una vera propria fuga verso l'interno, la muscolatura si paralizza nel tentativo di ridurre la sensibilità dell'organismo durante l'agonia (immaginata o reale).

Orrore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Orrore.

Per orrore si intende un sentimento di forte paura e ribrezzo destato da ciò che appare crudele e ripugnante in senso fisico o morale. Per estensione, orrore può indicare un fatto, un oggetto o una situazione che desta tale sentimento.

Le paure nei bambini[modifica | modifica wikitesto]

Le paure sono più frequenti durante l'infanzia, giacché il bambino si trova a vivere in un mondo che ancora non conosce. Inoltre nei piccoli è presente maggiore emotività e insicurezza anche perché non sempre riescono a distinguere le paure che provengono dal mondo esterno (paure vere o oggettive), da quelle che nascono dal loro mondo interiore (paure false o soggettive).

Per tale motivo è bene distinguere le paure fisiologiche da quelle patologiche.

Le paure fisiologiche[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti nella maggior parte dei bambini di una determinata età, non sono numerose e gravi, scompaiono facilmente con l'età e non sono associate ad altri segnali di sofferenza del bambino. Queste paure raggiungono il massimo della frequenza verso i tre anni e poi, gradualmente, man mano che la realtà si precisa e migliora la maturità del bambino, diminuiscono.

Le paure patologiche[modifica | modifica wikitesto]

Queste paure al contrario si riconoscono poiché non sono tipiche per l'età o per una determinata fase evolutiva del bambino, sono numerose, si prolungano nel tempo, limitano la vita personale e sociale del bambino e sono spesso associate ad altri sintomi di sofferenza: come i disturbi del sonno, dell'alimentazione, della comunicazione, della socialità, del comportamento, dell'autonomia e così via. Pertanto troviamo paure nei bambini iperattivi come in quelli inibiti, nei bambini aggressivi ma anche nei piccoli che soffrono di depressione.

Pur non essendo sempre facile distinguere le una dalle altre, è importante riuscire a farlo, poiché le paure fisiologiche non richiedono un particolare trattamento, mentre quelle patologiche richiedono la giusta attenzione da parte dei genitori e degli operatori, giacché sono dei segnali che indicano un disagio o disturbo, più o meno grave, del quale soffre il bambino.

Tutte le paure si accentuano quando il bambino è solo o non è vicino alle normali figure di attaccamento, diminuiscono o scompaiono quando il bambino ha la possibilità di avere accanto i suoi genitori, soprattutto la madre o qualche familiare.

Le fobie del bambino[modifica | modifica wikitesto]

Per De Ajuriaguerra J. e Marcelli D.:

“La fobia si costituisce allorché la paura invade l’Io del bambino e ostacola le sue capacità adattative ed evolutive”.[3]

Anche nei bambini le paure comportano lo stimola ad allontanarsi o allontanare l'oggetto spiacevole che genera questa emozione. Ad esempio la paura del buio stimolerà il bambino a volere una lucetta sempre accesa nella sua stanza per scacciare la paura.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Cause organiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la concezione costituzionalistica vi sarebbero delle cause genetiche in quanto vi è una più elevata concordanza del disturbo nei gemelli omozigoti e una più elevata incidenza fra gli ascendenti e collaterali.[4] (Militerni, 2004, p. 383).

Le indagini neurochimiche hanno messo in evidenza una disfunzione serotoninergica.

Le neuroimmagini suggeriscono una disfunzione dei circuiti striato-talamo-corticali.

Cause affettivo - relazionali[modifica | modifica wikitesto]

Le paure possono essere legate a un trauma specifico. Ad esempio la paura del cane può essere legata a un episodio aggressivo da parte di questo animale, vissuto dal bambino. Tuttavia buona parte delle paure non sono legate ad alcun trauma specifico. Esse nascono da una sofferenza interiore del bambino, dovuta ad un’educazione non idonea o ad un ambiente particolarmente disturbato, stressante o che presenta o ha presentato in passato, scarsa attenzione e considerazione nei confronti dei suoi bisogni affettivo – emotivi.[5] Questa sofferenza genera in lui un'immagine negativa e quindi paurosa, del mondo che lo circonda.

Le paure, inoltre, possono nascere da un contagio genitoriale o familiare nel senso che le ansie e le paure dei genitori o dei familiari si riversano sui figli generando anche in questi ansie e paure, sia per imitazione sia a causa di un ambiente particolarmente stressante e angoscioso, poco o nulla confacente ad un sano sviluppo nel quale i piccoli sono costretti a vivere.

Per la psicoanalisi le paure nascono quando sono presenti dei pensieri di tipo sessuale o aggressivo che vengono censurati. Questi pensieri minacciano di emergere dall'inconscio, per cui si attivano una serie di meccanismi di difesa, che determinano lo spostamento dell’ansia, dalla pulsione temuta verso un oggetto o una situazione esterna che presenta una qualche connessione simbolica con essa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Galimberti U., Dizionario di psicologia, Roma, Gruppo editoriale L'Espresso, 2006, p. 19, volume terzo,.
  2. ^ Galimberti U., Dizionario di psicologia, Roma, Gruppo editoriale L'Espresso, 2006, p. 691 volume secondo.
  3. ^ De Ajuriaguerra J. e Marcelli D., Psicopatologia del bambino, Milano, Masson Italia Editori, 1986, p. 282.
  4. ^ Militerni R., Neuropsichiatria infantile, Napoli, Idelson - Gnocchi, 2004, p. 383.
  5. ^ Tribulato E., Il bambino e l'ambiente, Messina, Centro Studi Logos, 2015, p. 386.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., «UT», III – 5 – n. 2, numero monografico sulla paura, San Benedetto del Tronto 2009, ISSN 1973-4662.
  • Elena Pulcini, La cura del mondo. Paura e responsabilità nell'età globale, Bollati Boringhieri, 2009.
  • Alexander Lowen, " La Voce del Corpo", Astrolabio, 2009.
  • Krishnananda, Amana, "A tu per tu con la paura", Feltrinelli,2011
  • Angelo Tonelli,Guardare negli occhi la Gorgone,Agorà&CO,2016
  • Marc. Augé,Le nuove paure,Bollati Boringhieri,Torino, 2013
  • A. Oliverio Ferraris,Psicologia della paura,Bollati Boringhieri, 2013

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