Carlos Lehder

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Carlos Lehder

Carlos Enrique Lehder Rivas (Armenia, 7 settembre 1949) è un criminale colombiano, tra i fondatori del cartello di Medellín e uno dei maggiori trafficanti internazionali di droga durante gli anni settanta e ottanta[1][2].

Lehder costituì il suo impero grazie al traffico di cocaina, con base sull'isola di Norman's Cay, a 210 miglia dalla costa della Florida, a sud delle Bahamas.[1][3] È stata anche accertata la militanza di Lehder, con ruoli primari, nel Movimento Quintín Lamé, un'organizzazione di guerriglieri amerindi della Colombia, e nelle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Diventato collaboratore di giustizia a inizio degli anni novanta, entrò nel programma statunitense di protezione testimoni e di lui, da allora, non si hanno più notizie.[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime attività e la prigione[modifica | modifica wikitesto]

Lehder nasce ad Armenia, nel dipartimento di Quindío, il 7 settembre del 1949, figlio di Guillermo Lehder (nato Klaus Wilhelm Lehder), un ingegnere civile tedesco, e di Helena Rivas, colombiana, proveniente da una benestante famiglia di gioiellieri originari di Manizales (nel dipartimento di Caldas)[5][6]. Lehder avviò la propria carriera criminale come ricettatore d'auto rubate fra gli Stati Uniti e il Canada e come spacciatore di marijuana. Mentre scontava una sentenza per furto d'auto nella prigione federale di Danbury, nel Connecticut, Lehder decise che, dopo il suo rilascio, avrebbe tratto profitto dal fiorente mercato della cocaina negli Stati Uniti, e reclutò il suo compagno di cella e spacciatore d'erba, George Jung, come futuro partner.[4] Jung aveva esperienza nel trasporto di marijuana entrando negli Stati Uniti dal Messico con piccoli aerei, restando al di sotto dei segnali radar e atterrando sui letti di laghi prosciugati.

Ispirato da ciò, Lehder decise di applicare il concetto al trasporto di coca e formò un'alleanza con Jung.[7] Mentre era in prigione si preoccupò di imparare e raccogliere quante più informazioni possibili nel business della cocaina, in modo da trarne il massimo vantaggio una volta uscito. Lehder avrebbe speso ore interrogando il compagno circa il riciclaggio di denaro e il contrabbando. Jung disse che Lehder prendeva costantemente appunti e ne conservava un'infinità di questi.

Il piano definitivo di Lehder era rivoluzionare il commercio di cocaina trasportando la droga negli Stati Uniti usando piccoli aeroplani.[8] In precedenza gli spacciatori dovevano affidarsi a muli umani, che trasportavano la droga contenuta nelle valigie sui normali voli commerciali. Nella visione di Lehder potevano essere trasportati maggiori quantitativi usando piccoli aerei privati, riducendo il rischio di intercettazioni.

Inizio del suo impero[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il loro rilascio (per entrambi in libertà vigilata) Lehder e Jung misero su una piccola fonte di reddito attraverso il semplice e tradizionale contrabbando (mandarono due ragazze americane in vacanza pagata ad Antigua per prendere la cocaina lì e tornare indietro con essa negli Stati Uniti, trasportata nelle valigie). Ripetendo questo procedimento per un po' di volte, ben presto ebbero abbastanza soldi per comprarsi un aereo.

Usando un piccolo aereo e un pilota professionista, cominciarono a smerciare coca negli Stati Uniti passando per le Bahamas, aumentando le loro risorse finanziarie e stabilendo collegamenti e un rapporto di fiducia coi rifornitori Colombiani, dando al contempo mazzette agli ufficiali del governo delle Bahamas in modo da garantirsi immunità politica e giudiziaria. Il loro inusuale metodo di spaccio cominciava ad acquistare credibilità.[9]

Fu questa rete di traffico in rapida crescita a diventare famoso col nome di Cartello di Medellín. La società di Lehder e Jung si occupava del trasporto e della distribuzione, mentre il re colombiano della droga Pablo Escobar si occupava di produzione e rifornimento. Altri elementi del cartello, come i fratelli Ochoa, si occupavano dei contatti politici in Colombia. La violenza senza scrupoli era parte integrante del processo come la cocaina stessa.

Norman's Cay[modifica | modifica wikitesto]

Norman's Cay
Norman's Cay, la base logistica di Lehder

Verso la fine degli anni 70, i rapporti fra Lehder e Jung iniziarono a incrinarsi, a causa della combinazione fra la megalomania di Lehder e la mancanza di fiducia in lui di Jung, e il piano segreto di Lehder di avere un'isola alle Bahamas da utilizzare come quartier generale per le sue operazioni. Quest'isola era Norman's Cay, che allora consisteva in un piccolo porto, uno yacht club, circa 100 abitazioni e una piccola striscia per l'atterraggio aereo.

Nel 1978 Lehder cominciò ad acquistare le proprietà, maltrattare e minacciare i residenti. A un certo punto fu trovato alla deriva uno yacht con uno dei proprietari a bordo, morto. Quando Lehder ebbe cacciato la popolazione e cominciato ad assumere il controllo dell'isola, il primo ministro delle Bahamas, Lynden Pindling, il quale si crede abbia intascato ingenti somme in bustarelle da Lehder e soci, non fece nulla. Norman's Cay divenne il dominio privato e senza legge di Lehder. Da questo momento, Jung venne tagliato fuori dalle operazioni e dovette usare i suoi precedenti contatti per mettere su un modesto contrabbando indipendente da Escobar, senza intralciare il traffico di Lehder.

Dal 1978 fino al 1982 l'isola fu il centro principale del contrabbando di droga dei Caraibi, il nascondiglio e il terreno di gioco tropicale di Lehder e soci. La cocaina era importata dalla Colombia dai jet, poi ricaricata in piccoli aerei e distribuita in Georgia, Florida e Carolina del Sud.

Lehder costruì una pista di atterraggio lunga più di 1 km, protetta da radar, guardie del corpo e dobermann addestrati. Nel periodo di massima gloria della sua operazione sarebbero arrivati 3000 chili di cocaina ogni ora, aumentando continuamente il suo patrimonio personale, già stimato in miliardi.[1][3] Lehder si offrì di pagare il debito estero colombiano per due volte: nel 1978 lo propose al presidente Alfonso López Michelsen, in cambio di uno spazio libero per il traffico di droga, e nel 1982 tramite Pablo Escobar, allora membro del Congresso, per evitare la sua estradizione. Ma, all'inizio degli anni '80, la DEA prima e la polizia delle Bahamas dopo intervennero sull'isola per smantellare l'impero dei narcos. Lehder, fuggito dall'isola il 10 luglio 1982, lanciò sul Parco Clifford di Nassau migliaia di volantini con la scritta DEA go home (DEA vai a casa), molti dei quali erano banconote da 100 dollari.

Caduta e fuga[modifica | modifica wikitesto]

Il Cartello era in grado di sopravvivere e di comandare solo con l'aiuto della violenza perpetrata contro politici e giudici. Si crede che Lehder sia stato coinvolto, almeno parzialmente, negli omicidi di 11 giudici della Corte suprema colombiana (in un attacco armato che portò alla morte di altre 84 persone), 28 giornalisti e un incalcolabile numero di poliziotti, ufficiali governativi, membri della sua stessa organizzazione, e del ministro della giustizia colombiano Rodrigo Lara Bonilla. È stato quest'ultimo omicidio (29 aprile 1984) che ha portato al declino del cartello di Medellín. La politica di Bonilla era diretta contro le attività dei cartelli ed il suo omicidio portò ad un'importante presa di posizione da parte del governo. Il presidente Belisario Betancur, che si era precedentemente opposto all'estradizione dei signori della droga colombiani negli Stati Uniti, annunciò che ora era intenzionato ad estradare questi malviventi. Carlos Lehder era il primo nome della lista.

Mentre i maggiori esponenti del cartello di Medellín trovarono la protezione di Manuel Noriega a Panama e iniziavano a progettare un'ampia organizzazione là, Lehder, non credendo a Noriega, trovò protezione in Nicaragua, pagando il regime sandinista. In seguito, ancora fuggitivo, Lehder si reintrodusse in Colombia dove si nascose fra i guerriglieri; apparve brevemente in televisione nel 1985 dove denunciò l'imperialismo americano e i trattati estraditivi, giocando con il sentimento del nazionalismo colombiano.[10] Catturato in località Berracal (Guarne - Antioquia) vicino a Medellín, nel 1987 è stato estradato negli Stati Uniti e condannato all'ergastolo, più 135 anni di carcere.

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Rensselaer W. Lee, The White Labyrinth: Cocaine and Political Power, Transaction Publishers, 1989, pp. 5, 11, 14, 106–108, 113, 116, ISBN 1-56000-565-3.
  2. ^ Robert J. Kelly, Illicit Trafficking: A Reference Handbook, ABC-CLIO, 2005, ISBN 1-57607-915-5.
  3. ^ a b Frontline: Drug War (Norman's Cay)
  4. ^ a b St. Petersburg Times: Carlos Lehder
  5. ^ http://www.youtube.com/watch?v=9J6jT228JgE
  6. ^ El narco Carlos Lehder quiere volver a Colombia, BBC. URL consultato il 12 maggio 2010.
  7. ^ Frontline: Drug War (George Jung)
  8. ^ Frontline: Drug War (Carlos Toro)
  9. ^ Ron Chepesiuk, The Bullet Or the Bribe: Taking Down Colombia's Cali Drug Cartel, Greenwood Publishnig Group, 2003, ISBN 0-275-97712-9.
  10. ^ "Carlos Lehder podría salir libre por cumplimiento de pena", Terra Actualidad May 22, 2008.

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