Manuel Noriega

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Manuel Antonio Noriega Moreno
Manuel Noriega mug shot.jpg

Leader militare di Panamá
Durata mandato 12 agosto 1983 –
15 dicembre 1989
Predecessore Rubèn Darìo Paredes
Successore carica abolita

Presidente di Panama
Durata mandato 12 agosto 1983 –
20 dicembre 1989
Predecessore Rubèn Darìo Paredes
Successore Guillermo Endara
(come presidente democraticamente eletto)

Comandante in capo della Fuerzas de Defensa
Durata mandato 12 agosto 1983 –
20 dicembre 1989
Predecessore Rubèn Darìo Paredes

Comandante in capo della Guardia Nacional
Durata mandato 31 luglio 1983 –
12 agosto 1983
Predecessore Rubèn Darìo Paredes

Dati generali
Partito politico Dittatura militare
Università Istituto dell'emisfero occidentale per la cooperazione alla sicurezza
Professione militare
Manuel Antonio Noriega Moreno
11 febbraio 1934
Soprannome Cara de Piña
(Faccia d'Ananas)
Nato a Panama
Dati militari
Paese servito Panama Panama
Forza armata Fuerzas de Defensa de Panamá
Specialità Servizi militari segreti di Panama
Anni di servizio 1967 - 1989
Grado Tenente
tenente colonnello
capo di stato maggiore
generale
Studi militari Istituto dell'emisfero occidentale per la cooperazione alla sicurezza
Altro lavoro politico
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Manuel Antonio Noriega (Panama, 11 febbraio 1934) è un militare e politico panamense.

È stato generale di Panama e de facto un leader militare del paese dal 1983 al 1989. Soprannominato "faccia d'ananas" (cara de piña) a causa del viso vistosamente butterato per le cicatrici lasciate dal vaiolo, inizialmente fu supportato dalla CIA dagli anni cinquanta al 1986, mentre dal 1987 circolarono accuse contro di lui per commercio di droga e finì per trovarsi in conflitto con gli Stati Uniti, che nel dicembre 1989 avviarono l'operazione Just Cause; Noriega si rifugiò dunque nella nunziatura apostolica. Nel 1990 si consegnò agli americani e nel 1992 venne processato e condannato a 40 anni di carcere per spaccio di droga e violazione dei diritti umani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Noriega intraprese la carriera di soldato, studiando alla scuola militare di Chorrillos a Lima, capitale del Perù e alla scuola americana di Fort Benning, in Georgia. Entrò nella Guardia nazionale nel 1967 e venne promosso tenente nel 1968. Ebbe un ruolo importante nel colpo di Stato militare che rimosse Arnulfo Arias dal potere; secondo quello che disse Noriega, né lui né il suo mentore Omar Torrijos furono coinvolti. Nella lotta di potere che seguì il colpo di Stato, che includeva un fallito attentato nel 1969, Noriega aiutò Torrijos.

Egli ricevette la promozione a tenente colonnello e ricevette il comando dei servizi segreti militari (polizia segreta) di Torrijos, comandante delle Forze Armate del nuovo governo. In tale veste, condusse una brillante campagna contro i guerriglieri contadini nell'ovest di Panama e ci furono dichiarazioni secondo cui egli orchestrò la "scomparsa" di alcuni oppositori politici. Comunque, Noriega stesso affermò che, seguendo le istruzioni di Torrijos, negoziò un'amnistia per 400 guerriglieri sconfitti, rendendo loro possibile il ritorno dall'esilio in Honduras e in Costa Rica.

Omar Torrijos morì in un incidente aereo nel 1981 (in un libro intitolato Confessioni di un sicario dell'economia, pubblicato nel 2004, l'autore, John Perkins dichiara che una bomba fu messa a bordo dell'aereo per interessi americani). Gli succedette Rubén Darío Paredes, mentre Noriega diventò capo di stato maggiore e incrementò ulteriormente il suo potere e la sua influenza con la sua promozione a generale nell'agosto 1983. Noriega propose poi un'alleanza agli Stati Uniti; malgrado il trattato del Canale, permise agli USA di istituire dei posti d'ascolto a Panama, agì come intermediario diplomatico con il presidente cubano Fidel Castro, e accettò una richiesta del governo statunitense di dare rifugio allo Shah dell'Iran.

Noriega aiutò inoltre le forze filo-statunitensi in El Salvador e in Nicaragua, agendo come canale per i soldi statunitensi e, secondo alcune fonti, per le armi. Comunque, Noriega sostiene che la sua politica durante quel periodo fu essenzialmente neutrale, permettendo ai partigiani di ambo le parti dei vari conflitti libertà di movimento a Panama, fintanto che non cercavano di utilizzare la sua nazione come base per operazioni militari. Respinse le richieste dell'esponente della destra salvadoregna Roberto D'Aubuisson di limitare i movimenti dei capi dell'FMLN (insorti salvadoregni di sinistra) a Panama, e similarmente respinse le richieste del colonnello statunitense Oliver North di fornire assistenza militare ai Contras del Nicaragua. Noriega insiste nel dire che il suo rifiuto di andare incontro alle richieste di North sta alla base della campagna statunitense per estrometterlo.

Carriera politica e deposizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1984, si tennero le prime elezioni presidenziali dal 1972, vinte, tra sospetti di frode, da Nicolas Ardito Barletta con un piccolo margine di 1.723 voti. Barletta era stato uno studente del Segretario di Stato degli Stati Uniti George Shultz, ed era appoggiato dagli USA e da Noriega. Barletta si ritirò dalla carica nel settembre 1985 e gli succedette il vicepresidente, Eric Arturo Delvalle. Secondo dichiarazioni rilasciate nel 1988 dall'ex direttore della CIA, l'ammiraglio Stansfield Turner, Noriega era sul libro-paga della CIA fin dai primi anni Settanta, e mantenne l'appoggio statunitense fino al 5 febbraio 1988, quando la DEA lo incriminò per traffico di droga in relazione alle sue attività precedenti al 1984.

Il 25 febbraio Delvalle emanò un decreto, dichiarando che Noriega era stato sollevato dai suoi incarichi. Noriega ignorò il decreto, che egli sostiene non avere basi legali, e Delvalle partì per gli USA. Noriega sostiene che il 18 marzo 1988 si incontrò con i funzionari del Dipartimento di Stato degli USA William Walker e Michael Kozak, che gli offrirono 2 milioni di dollari perché andasse in esilio in Spagna, ma il panamense dice di aver rifiutato l'offerta. Il 7 marzo 1988 la faccia butterata di Manuel Noriega campeggiò sulla copertina del prestigioso TIME: il panamense era stato ufficialmente accusato dalla redazione del giornale (e quindi dagli Stati Uniti) di spaccio di droga e di riciclaggio di denaro.

Gli USA incoraggiarono la formazione della Crociata Civica, che, secondo Noriega, fu creata dall'incaricato d'affari dell'ambasciata statunitense John Maisto, che organizzò il viaggio dei capi della Crociata Civica nelle Filippine per apprendere le tattiche del movimento appoggiato dagli USA per rovesciare Ferdinand Marcos. I sostenitori di Noriega facevano riferimento alla Crociata Civica come alla creatura dei rabiblancos (le "code bianche"), l'élite benestante di estrazione europea che dominava il mondo degli affari panamense. Noriega, come Torrijos, diceva di rappresentare la maggior parte della popolazione panamense (egli stesso era meticcio), povera e di discendenza mista spagnola, amerinda e africana. I sostenitori di Noriega sbeffeggiavano le dimostrazioni della Crociata Civica come "le proteste della Mercedes Benz", deridendo le signore benestanti che percuotevano pentole e padelle rivestite in Teflon (invece che le più rozze e rumorose pentole e padelle tradizionalmente usate dai poveri nelle proteste in Sud America), o che mandavano le loro donne di servizio a protestare al posto loro. La stampa statunitense comunque mostrò molta simpatia per queste dimostrazioni.[senza fonte]

Noriega catturato dalla Drug Enforcement Administration

Le elezioni del 1989 furono molto controverse. Un americano, Kurt Muse, venne apprezzato dalle autorità panamensi, dopo che mise in piedi una sofisticata installazione con radio e computer, studiata per disturbare le radio panamensi e trasmettere falsi risultati elettorali. Il governo panamense decise di far continuare le elezioni; il candidato di Noriega perse per il 37% dei voti contro il candidato degli USA, Guillermo Endara Galimany. Ci furono accuse di irregolarità elettorali da entrambe le parti, ma le elezioni vennero dichiarate legittime dall'ex presidente statunitense Jimmy Carter e da un alleato statunitense, il vescovo Marcos McGrath. Noriega cancellò le elezioni e usò le sue truppe per reprimere le proteste.

Gli USA imposero delle sanzioni economiche e le truppe americane fecero grandi esercitazioni e manovre, che Noriega considerò provocatorie e in violazione del trattato del Canale di Panama. Il 15 dicembre 1989, la stampa statunitense riportò che Noriega aveva dichiarato lo stato di guerra contro il governo USA. Ancora oggi Noriega contesta duramente questa caratterizzazione, sostenendo che le sue dichiarazioni si riferivano alle azioni statunitensi contro Panamá, e non rappresentavano una dichiarazione di ostilità da parte di Noriega. Le sue forze uccisero un Marine a Città di Panama. Si disse anche che le sue forze si impegnarono in diffuse molestie nei confronti di altri soldati statunitensi, tra cui almeno un caso di abuso sessuale.

Il 20 dicembre 1989 gli USA invasero Panamá con 27.000 soldati nell'operazione Just Cause e Guillermo Endara Galimany prestò giuramento come presidente in una installazione militare USA (cinque anni dopo, nell'elezione successiva, Endara perse contro Ernesto Pérez Balladares del Partito Democratico Rivoluzionario di Noriega.) Gli scontri tra soldati USA e forze della difesa panamense durarono per cinque giorni. Secondo fonti governative USA, diverse centinaia di panamensi rimasero uccisi (principalmente civili), e morirono 23 soldati statunitensi.

Fonti latino-americane e internazionali hanno stimato il tributo di sangue dei civili nell'ordine delle 3.000 unità, oltre a 20.000/30.000 senzatetto. Noriega trovò rifugio nella Nunziatura Vaticana, e le truppe americane usarono la guerra psicologica, suonando musica rock ad altissimo volume, per far uscire Noriega dal rifugio[1]. Il Vaticano protestò con il Presidente Bush a causa di ciò e le truppe statunitensi cessarono il baccano. A seguito di una dimostrazione avvenuta pochi giorni dopo, da parte di migliaia di panamensi che ne chiedevano il processo per violazione dei diritti umani, Noriega si arrese il 3 gennaio 1990[2].

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Noriega venne trasportato in aereo negli USA e processato con otto capi d'imputazione, tra cui traffico di droga, estorsione e riciclaggio di denaro sporco, nell'aprile 1992. Il suo processo si tenne a Miami, in Florida.

L'accusa presentò un caso che è stato criticato da molti osservatori. L'impianto accusatorio venne rivisto completamente diverse volte, man mano che si sviluppavano problemi con i testimoni, le cui storie si contraddicevano l'un l'altra. Il procuratore statunitense trattò con 26 diversi trafficanti, tra cui Carlos Lehder, che ottennero riduzioni di pena, pagamenti in contanti, e il permesso di tenersi i proventi della droga, in cambio della testimonianza contro Noriega. Diversi di questi testimoni erano stati arrestati da Noriega per traffico di droga a Panamá.

Alcuni testimoni in seguito ritrattarono le loro deposizioni, e agenti di CIA, DEA, DIA, e del Mossad israeliano, che erano a conoscenza del traffico di droga in Centro America, hanno dichiarato pubblicamente che il processo era una messinscena. Noriega venne trovato colpevole e condannato il 16 settembre 1992 a 40 anni di prigione per traffico di droga e estorsione. La condanna venne ridotta a 30 anni nel 1999, rendendo Noriega candidato alla libertà condizionata entro il 2007.

Nel 1999 il governo panamense cercò di ottenere l'estradizione di Noriega per affrontare delle accuse di omicidio a Panamá, essendo stato trovato colpevole in contumacia nel 1995. Pochi giorni prima della scarcerazione, alla fine di agosto 2007, il giudice americano William Turnoff concesse il via libera all'estradizione in Francia dell'ex dittatore, che deve scontare una ulteriore condanna del tribunale francese (dove era stato condannato in contumacia nel 1999 a 10 anni per riciclaggio di denaro ricavato dai traffici di cocaina e altri reati), respingendo così la richiesta degli avvocati di Noriega di permettergli il ritorno a Panamá. Noriega è rientrato a Panamá dalla Francia, dove si trovava detenuto, l'11 dicembre 2011.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Appare come co-antagonista e brevemente come alleato nelle missioni ambientate a Panamá in Call of Duty: Black Ops II. A causa della sua apparizione all'interno del videogioco, Noriega decide il 17 luglio 2014 di denunciare Activision[3] per utilizzo non autorizzato della sua immagine. La causa è archiviata il 29 ottobre 2014.[senza fonte]
  • L'artista olandese Danny Wolfers, conosciuto come Legowelt, nel 2009 ha prodotto un concept album tutto incentrato sulla presa di potere di Noriega a Panama e sulla sua caduta chiamato, per l'appunto, "The Rise and Fall of Manuel Noriega".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Documento PDF
  2. ^ Riguardo a questa operazione di guerra psicologica e il Primo Battaglione Terra si può far riferimento al libro-inchiesta Capre di guerra del reporter Jon Ronson.
  3. ^ Call of Duty: Black Ops II, l'ex dittatore Manuel Noriega fa causa ad Activision, games.hdblog.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manuel Noriega e Peter Eisner, America's Prisoner -- The Memoirs of Manuel Noriega, Random House, 1997.
  • Ronald Cole, Grenada, Panama, and Haiti. United States of America: Joint History Office – Defense Technical Information Center, US Department of Defense. 1998, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Rubèn Darìo Paredes 12 agosto 1983 - 15 dicembre 1989 carica abolita
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Rubèn Darìo Paredes 12 agosto 1983 - 20 dicembre 1989 Guillermo Endara
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