Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale

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Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale
(ES) Frente Sandinista de Liberación Nacional
PresidenteDaniel Ortega
VicepresidenteRosario Murillo
PortavoceGustavo Porras
StatoNicaragua Nicaragua
SedeManagua
AbbreviazioneFSLN
Fondazione19 luglio 1961
IdeologiaSandinismo
Antimperialismo
Socialismo democratico[1][2]
Socialismo del XXI secolo
Marxismo[3][4]
Socialismo cristiano[5][6][7]
Teologia della liberazione
CollocazioneSinistra/Estrema sinistra
Affiliazione internazionaleForo de São Paulo
Seggi Assemblea nazionale
75 / 92
Seggi Parlamento centro-americano
14 / 20
TestataLa Voce del Sandinismo
Organizzazione giovanileGioventù Sandinista
Colori     Rosso
     Nero
Sito webwww.lavozdelsandinismo.com/
Flag of the FSLN.svg
Bandiera del partito

Il Fronte sandinista di liberazione nazionale o FSLN (Frente sandinista de liberación nacional, in spagnolo) è un movimento rivoluzionario e partito politico nicaraguense di ispirazione socialista democratica e sandinista, protagonista nel 1979 del crollo del regime dittatoriale di Anastasio Somoza Debayle, successivamente, sino al 1990, fu impegnato nel governo del Nicaragua, e in seguito divenne maggiore forza politica di opposizione.

Movimento rivoluzionario[modifica | modifica wikitesto]

Fondato nel 1961 e così chiamato in omaggio al leader della guerriglia antimperialista degli anni Trenta, Augusto César Sandino, riuscì progressivamente a intensificare la lotta con un forte sostegno popolare, soprattutto nelle campagne, sino all'offensiva militare finale scatenata nel 1978.

Carlos Alberto Fonseca Amador (1936 - 1976) ne fu il fondatore insieme a Santos López, Silvio Mayorga, Faustino Ruiz, Tomás Borge Martínez, Noel Guerrero Santiago e Bayardo Altamirano López. Si unì al Partito socialista e partecipò il 14 settembre 1955 a un'operazione patriottica nella tenuta di San Jacinto come membro di "Ramírez Goyena". L'anno seguente si trasferì a León, in Nicaragua, e si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza mentre lavorava all'agenzia La Prensa, frequentando Silvio Mayorga, Tomás Borge e il guatemalteco Humberto Carrillo Luna. Sei giorni dopo la morte di Anastasio Somoza García, fu arrestato a Matagalpa e rilasciato 50 giorni dopo. Il 3 luglio 1957 fece un viaggio in Unione Sovietica e a Berlino Est. In Nicaragua ritornò il 16 dicembre ed è immediatamente arrestato nell'aeroporto internazionale "Las Mercedes" di Managua dalla Guardia Nazionale. Nel marzo del 1958, firmò il Programma minimo del partito repubblicano di mobilitazione, che chiedeva l'amnistia generale e il ritorno degli esiliati e fu selezionato per tenere il discorso di apertura del corso universitario. È detenuto più volte, a Managua e a Matagalpa. Nel marzo del 1959, fondò la JDN (Nicaraguan Democratic Youth) con altri compagni: questo è considerato il primo tentativo da parte della gioventù nicaraguense di diventare politicamente indipendente: le conseguenti azioni politiche lo fanno arrestare il 2 aprile e viene deportato in Guatemala. Nel 1959 Carlos Fonseca si trasferì dal Guatemala in Honduras e si unì alla colonna di guerriglia "Rigoberto López Pérez", sotto il comando del comandante Rafael Somarriba: essa avrebbe avuto negli anni successivi il sostegno del governo cubano nella lotta contro la dittatura dei Somoza. In un'azione militare, la sua colonna viene massacrata a El Chaparral (Honduras) e Carlos ricevette una ferita da proiettile al polmone. Dopo la sua guarigione, Fonseca viaggiò in Costa Rica e Venezuela; detenuto in Messico e in Nicaragua, fu nuovamente espulso in Guatemala, dove fu confinato a El Petén. Viene poi trasferito nella capitale da dove fugge nel Salvador. Nel 1961 fondò il Movimento Nueva Nicaragua (MNN) e pubblicò il primo "Sandino's Ideario". In una riunione del MNN tenutasi in Honduras a luglio, alla quale parteciparono anche Bayardo Altamirano López, Noel Guerrero Santiago, Tomás Borge Martínez, Silvio Mayorga, Faustino Ruiz, Santos López, tra gli altri, Carlos Fonseca propose il nome "Frente Sandinista de Liberación Nazionale "per l'organizzazione armata rivoluzionaria. In quella sede si studia la possibilità di una lotta armata sul terreno che raggiunge le rive del fiume Coco ma, tra febbraio e agosto 1963, si presceglie invece la resistenza urbana.

Nel 1964 Fonseca fu arrestato e condannato a 6 mesi di prigione: qui scrisse "Dalla prigione accuso la dittatura" e "Questa è la verità": questo un saggio confutava una dichiarazione del governo che accusava i sandinisti di voler attaccare i giornali come La Prensa e di voler praticare l'assassinio di politici di altre forze politiche, incluso il Partito Comunista del Nicaragua.

Nel 1967 il FSLN emise una dichiarazione in cui si distaccò dalla sinistra tradizionale. Ad aprile, Fonseca si trasferì sulle montagne, nella zona di Quiragüe, con un gruppo di guerriglieri e il 6 agosto combatté nella regione di El Bijagüe. La presenza dei guerriglieri sandinisti scatenò una sanguinosa repressione tra i contadini. Il 17 gennaio 1968 il Fronte è riconosciuto a livello nazionale e si consolida politicamente e ideologicamente, nonostante le sue battute d'arresto militari, offrendo un programma con quindici punti. Quando Fonseca il 31 agosto 1969 fu catturato in una casa ad Alajuela, in Costa Rica, diversi movimenti in Francia ed El Salvador ne chiedono il rilascio: il 21 ottobre la richiesta è accolta e Fonseca passa a Cuba attraverso il Messico.

Vive e lavora a L'Avana ma, nell'agosto del 1975, Fonseca è di nuovo in Nicaragua, unendosi ai gruppi di guerriglieri della montagna: Fonseca cade in combattimento la notte dell'8 novembre 1976 nella regione di Zinica.

Nel suo nome Edén Pastora guidò due anni dopo l'assalto al Palacio Nacional, sede del parlamento nicaraguense, dando inizio alla rivoluzione che depose i Somoza e pose fine alla loro dittatura.

Partito politico[modifica | modifica wikitesto]

Saliti al potere l'anno seguente, i sandinisti instaurarono un governo rivoluzionario fortemente influenzato anche dalla dottrina della teologia della liberazione, che realizzò la riforma agraria, lo sradicamento dell'analfabetismo e un primo sistema sanitario.

Alle elezioni del 1984 i sandinisti si aggiudicarono i due terzi dei seggi dell'Assemblea nazionale e uno dei membri della Direzione del partito, Daniel Ortega, assunse la carica di presidente del Nicaragua. Ebbe allora inizio una sanguinosa guerra civile alimentata dai contras, un gruppo paramilitare sostenuto dagli Stati Uniti, sullo sfondo della quale maturò la sconfitta elettorale dei sandinisti del 1990, che portò al potere la coalizione conservatrice guidata da Violeta Chamorro, lasciando al FSLN il ruolo di principale forza di opposizione.

Il 5 novembre 2006 sono tornati al potere con la vittoria alle elezioni presidenziali di Daniel Ortega, riconfermato nel 2011 e nel 2016.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sandinismo.

Il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale fondato da Carlos Fonseca nasce nel 1961 come partito su basi strettamente antimperialiste, ispirate appunto alla figura del guerrigliero Augusto César Sandino, da cui il partito prende il nome, che fu leader della resistenza popolare contro l'occupazione militare statunitense tra il 1927 e il 1933, quando venne ucciso.

Tuttavia il fattore che maggiormente caratterizza il sandinismo è da sempre il pluralismo di visioni, comunque coese nei principi fondamentali di indipendenza, sovranità popolare e giustizia sociale, si spazia infatti dal Marxismo-leninismo, al Socialismo democratico, al Socialismo del XXI secolo, al Nazionalismo di sinistra, fino a includere la Teologia della liberazione e il Socialismo cristiano, senza dimenticare la grandissima importanza del Femminismo che caratterizza il partito.

In linea di massima si potrebbe riassumere l'ideologia del Fronte Sandinista come la sintesi di istanze socialiste di matrice marxista, istanze nazionaliste e le istanze più progressiste del cattolicesimo (spesso osteggiate e condannate dal Vaticano), amalgamate e ben integrate nel tessuto socio-culturale nicaraguense.

Il ruolo delle donne[modifica | modifica wikitesto]

Le donne nicaraguensi prima, durante e dopo la rivoluzione hanno svolto un ruolo di primo piano all'interno della società, molto più determinante rispetto ad altri contesti rivoluzionari. La vittoria del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale nel 1979 ha portato grandi cambiamenti e vantaggi per le donne, introducendo nella legislazione ampie opportunità educative, programmi di formazione per le donne lavoratrici, programmi di assistenza all'infanzia per aiutare le donne a entrare nel mondo del lavoro e un grande aumento della partecipazione e posizioni di leadership in una serie di attività politiche.[8] Con il governo sandinista le donne divennero finalmente più attive politicamente, fondamentali nel radicamento del partito nella cittadinanza, dato che la grande maggioranza dei membri dei comitati di quartiere (Comités de Defensa Sandinista) erano donne. Acquisirono notevole spazio anche agli alti piani della politica, nel 1987, il 31% delle posizioni esecutive nel governo sandinista, il 27% delle posizioni dirigenziali dell'FSLN.[9] Le donne nicaraguensi sostennero la rivoluzione anche organizzandosi in modo indipendente dal partito, ad esempio fondando la Federación Democrática (che sostiene il FSLN nelle aree rurali) e l'Associazione Luisa Amanda Espinoza delle donne nicaraguensi (Asociación de Mujeres Nicaragüenses Luisa Amanda Espinosa).

Paradossalmente sarà proprio una donna a smantellare lo stato sociale e a far regredire lo status delle donne in società, infatti quando Daniel Ortega fu sconfitto nelle elezioni del 1990 dalla coalizione di destra guidata da Violeta Chamorro, la situazione cambiò drasticamente, mettendo in campo politiche neoliberiste e antifemministe. In termini di donne e mercato del lavoro l'associazione AMNLAE riferì che in meno di un anno quasi 16.000 donne lavoratrici (9.000 braccianti, 3.000 operaie e 3.800 dipendenti pubblici, di cui 2.000 nella sanità, 800 nell'istruzione e 1.000 nell'amministrazione) avevano perso il lavoro.[10] Il cambio di governo portò inoltre alla drastica riduzione o sospensione di tutti i programmi sociali nicaraguensi.[11]

La situazione ritornò in favore delle donne con la ripresa del potere del Fronte Sandinista, che portò notevoli successi, permettendo al Nicaragua di raggiungere risultati di elevatissima valenza nella parità di genere, sia a livello assoluto, e ancor più se comparato con le realtà sociali del Centro America. Tra il 2007 e il 2018, sotto l'amministrazione sandinista, il Nicaragua è passato infatti dal 62º al 6º posto nel mondo in termini di uguaglianza di genere, secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film cult dei temi LGBT A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar di Beeban Kidron (1995), il personaggio Vida (Patrick Swayze) prova a convincere Noxeema Jackson (Wesley Snipes) ad accompagnare una giovane drag-queen, Chi-Chi Rodriguez, a Hollywood per partecipare a una competizione. Noxeema, totalmente contraria all'idea ribatteva: "Mmm, Mmm, Mmm, tu e la tua giovane vita queer, tu e le tue cause. Questa ragazza è latina, non vorrai farla immischiare in tutto quel macello latino... potrebbe diventare una Sandinista o robe simili."

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il famoso gruppo rap-reggaeton portoricano Calle 13 menziona il movimento sandinista nel brano Llegale a mi guarida (2007). Nello specifico: "Respeto a Nicaragua y a la lucha sandinista" ("Rispetto il Nicaragua e la lotta sandinista").
  • In risposta alla presa di posizione anti-sandinista da parte del primo ministro britannico Margaret Thatcher, e la sua proposta di vietare persino l'uso della stessa parola "sandinista", il famoso gruppo punk rock The Clash intitolò Sandinista! il proprio quarto album, uscito nel 1980. Nell'album c'è la traccia Washington Bullets, che fa riferimemto alla lotta del Nicaragua e di altri movimenti latinoamericani.

Linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel contesto della Guerra in Nicaragua (1962-1990), a partire degli anni '80, negli Stati Uniti è entrata in uso l'espressione "sandinista" per riferirsi a un supporter fanatico di una qualsiasi causa. Ciò accadde per gli effetti dell'intensa campagna mediatica denigratoria, che spesso associava il movimento sandinista a un movimento integralista e terrorista, per giustificare l'intervento armato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicaragua Twenty-five Years Later | Solidarity, su solidarity-us.org, 19 luglio 1979. URL consultato il 18 agosto 2014.
  2. ^ Richard Collin e Pamela L. Martin, An Introduction to World Politics: Conflict and Consensus on a Small Planet, Rowman & Littlefield, 2012, pp. 218–, ISBN 978-1-4422-1803-1. URL consultato il 18 luglio 2013.
  3. ^ Comandante Daniel: En Nicaragua se han respetado los derechos humanos, su redvolucion.net, Redvolución (Juventud Sandinista), 4 settembre 2018. URL consultato il 27 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2019).
    «Primero, yo siempre he partido del principio, y siempre lo he dicho, que el marxismo es una guía para la acción. Aquí, los primeros debates los tuvimos, recuerdo, con los muchachos, con los compañeros del partido socialista y dentro del mismo Frente Sandinista les parecía que no era correcto que el partido se llamase Frente Sandinista, sino que en todo caso debía llevar el nombre de un partido clásico, entendido en sus orígenes prácticos del pensamiento marxista en Europa y luego trasladado a América. Nosotros nos aferramos a que teníamos una fuente de valor política e ideológica que era Sandino (Augusto César). Sandino hacía una síntesis de lo que eran nuestros valores y nuestras luchas, con una esencia estrictamente y profundamente antiimperialista. Entonces, ese ha sido mi pensamiento. El marxismo, como un instrumento para desarrollar las ideas, para desarrollar los programas y para desarrollar la acción. Jamás nos dejamos llevar por lo que era la interpretación dogmática que el mismo Marx no la mandó, sino que partimos de ese principio y yo sigo pensando de esa manera, porque aquí, cuando hablamos de un gobierno que en esta nueva etapa de 2007 a 2018 logra un enorme avance como nunca en la historia de nuestro país en el campo económico, en el campo social, en seguridad, estabilidad, rompiendo esquemas, porque una alianza con empresarios, es decir, con la burguesía. Y esto hay compañeros que no lo pueden entender.»
  4. ^ La Formación de un Militante Revolcionario, su redvolucion.net, Redvolución (Juventud Sandinista), 21 novembre 2018. URL consultato il 27 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2019).
  5. ^ Redacción Central, Daniel: la unidad es fundamental para el proyecto Cristiano, Socialista y Solidario – LVDS, su lavozdelsandinismo.com, 29 aprile 2011. URL consultato il 18 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2016).
  6. ^ Redacción Central, Rosario: Queremos la unión de Nicaragua entera alrededor del Cristianismo, el Socialismo y la Solidaridad – LVDS, su lavozdelsandinismo.com, 24 dicembre 2012. URL consultato il 18 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2016).
  7. ^ Redacción Central, Celebró Rosario en nombre del pueblo y el gobierno elección del papa Francisco – LVDS, su lavozdelsandinismo.com, 13 marzo 2013. URL consultato il 18 agosto 2014.
  8. ^ Luz Marina Torres, Women in Nicaragua: The Revolution on Hold, Revista Envío, giugno 1991. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  9. ^ Alicia Giriazzo, Ten Years After: Women in Sandinista Nicaragua, in Epica. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  10. ^ Anna M. Fernandez Poncela e Bill Steiger, The Disruptions of Adjustment: Women in Nicaragua, in Latin American Perspectives, vol. 23, n. 1, 1996, pp. 49–66, DOI:10.1177/0094582X9602300104.
  11. ^ Hilary Klein, The women's movement in Nicaragua: Constructing new alternatives, Off Our Backs, dicembre 1995. URL consultato il 30 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2009). Archiviato il 22 ottobre 2008 in Internet Archive.

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