Antifemminismo

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Il termine antifemminismo indica l'atteggiamento e la posizione ideologica di chi si oppone al femminismo in alcune o tutte le sue espressioni.

Il termine è stato usato con significato specifico in particolari periodi storici, in Italia, ad esempio nel periodo fascista,[1] tuttavia, dal versante opposto, anche diversi esponenti socialisti, comunisti e in generale marxisti rifiutarono o abbandonarono il femminismo vedendo in esso un abbandono della lotta di classe per una lotta dei sessi tra oppressi, e dunque un'ideologia funzionale al sistema di sfruttamento capitalista.[2][3][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Oppositori al suffragio femminile negli USA all'inizio del XX secolo

L'antifemminismo nacque storicamente come opposizione alle prime richieste femministe del XVIII e del XIX secolo[5] e si manifestò all'inizio per negare il suffragio femminile[6] rivendicato dalle suffragette limitatamente alle donne bianche di estrazione borghese.

Il termine antifemminismo venne coniato nell'accezione moderna da Marianne Adelaide Hedwig Dohm nel suo Die Antifeministen nel 1902. Per la Hedwig Dohm gli antifemministi si dividono in quattro categorie:

  • I vecchi credenti, i conservatori, per i quali la religione è principalmente tradizione da difendere.
  • Gli attivisti per i diritti dell'uomo, che pongono meno enfasi sull'amore di Dio e si oppongono all'emancipazione delle donne con motivazioni più pratiche.
  • Gli egoisti pratici, che considerano l'emancipazione della donna dal punto di vista dei vantaggi o svantaggi che li potrebbero riguardare.
  • I cavalieri della Mater dolorosa, che si ritengono quasi angeli custodi col compito di difendere le donne dalle influenze negative.[7]

Un'organizzazione nota per le sue posizioni antifemministe è la statunitense Eagle Forum fondata nel 1972 con il nome di "STOP ERA" da Phyllis Schlafly al fine di impedire che venisse ratificato l'emendamento Equal Rights Amendment (ERA) che, se approvato, avrebbe dovuto rafforzare l'uguaglianza dei diritti senza distinzioni di sesso.[8]

Situazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli antifemministi sostengono spesso che il femminismo, pur sostenendo di favorire l'equità, ignora questioni di diritti che sono specifiche degli uomini, o che cerchi di raggiungere uno stato privilegiato per le donne attraverso speciali diritti ed esenzioni, come le borse di studio per sole donne, l'affirmative action e le quote rosa[9][10][11]. Altre questioni riguardano il diritto di famiglia (come la custodia dei figli, la responsabilità legata alla paternità ed il mantenimento dei figli) e le critiche sulla disuguaglianza di trattamento nel sistema giudiziario, quali l'equità nella condanna per reati simili.[12]

David Benatar riconosce nel suo libro The Second Sexism che la discriminazione femminile è ancora un grave problema in tutto il mondo, ma sostiene che anche uomini e ragazzi possano essere soggetto di discriminazione sessista sostenendo che spesso le politiche sociali e dello stato incoraggino gli uomini, ma raramente le donne, al combattimento militare.[13]

Posizione delle donne[modifica | modifica wikitesto]

Diverse donne, sin dall'inizio, si dissociarono dalle richieste delle altre donne. La lega Women's National Anti-Suffrage League (WNASL), attiva in particolare tra il 1908 ed il 1918, si ispirò al punto di vista anti-suffragio nato in contrapposizione all'attivismo femminile già dal 1889.[14]

Spilla della Women's National Anti-Suffrage League 1908-1910

Alcune femministe sono state definite antifemministe (ad esempio: Camille Paglia, Christina Hoff Sommers, Jean Bethke Elshtain e Elizabeth Fox-Genovese) per le loro posizioni o ideologie.[15][16][17][18][19]

Antifemminismo e maschilismo[modifica | modifica wikitesto]

  • L'antifemminismo, come sopra ricordato, nasce come negazione delle istanze di pari trattamento sociale e politico fra sessi già a partire dal XVIII secolo per poi configurarsi come critica alle politiche femministe che richiedono parità di trattamento[20].
  • Il maschilismo parte dalla presunta superiorità dell'uomo nei confronti della donna[21] ed è più vicino al machismo[22] che non al mascolinismo[23], e non va confuso con essi; in genere, infatti, gli esponenti dei movimenti per i diritti maschili (MRA) hanno rifiutato e rifiutano tuttora espressamente tale definizione, pur definendosi antifemministi, come ad esempio nel documentario The Red Pill girato da Cassie Jaye nel 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renato Monteleone, p.200.
  2. ^ Nancy Fraser, Come il femminismo divenne ancella del capitalismo
  3. ^ Ernest Belfort Bax, The Fraud of Feminism
  4. ^ Rosa Luxemburg, Women’s Suffrage and Class Struggle
  5. ^ (EN) Lynne E. Ford, Encyclopedia of Women and American Politics, su books.google.it, Infobase Publishing, 12 maggio 2010, p. 36. URL consultato il 23 novembre 2016.
  6. ^ (EN) Elizabeth Robbins, The prisoners' banquet (PDF), su jsu.edu, Jacksonville State University, 1906, p. 34. URL consultato il 25 novembre 2016.
    «It is an argument for haste that should the Suffrage be granted to-morrow, the world may still have to wait for the generation that is to grow up in the exercise of public duty, before women can take the personal satisfaction in that so many men do».
  7. ^ (DE) Hedwig Dohm, Die Antifeministen - Ein Buch der Verteidigung, su gutenberg.spiegel.de, Ferd. Dümmlers Verlagsbuchhandlung, Berlin, 1902. URL consultato il 23 novembre 2016.
    «Das Buch »Die Antifeministen« besteht zum Teil aus Aufsätzen, die im Lauf der letzten fünf Jahre in verschiedenen Journalen zum Abdruck gelangt sind».
  8. ^ (EN) Helen Tierney (a cura di), Antifeminist movements, in Women's studies encyclopedia: A–F, Westport, Connecticut, Greenwood Press, 1999, p. 95, ISBN 978-0-86172-112-2.
  9. ^ (EN) Ben Wattenberg, Has feminism gone too far?, MenWeb, 1994. URL consultato il 30 settembre 2006 (archiviato il 13 ottobre 2006).
  10. ^ (EN) Erin Pizzey, How the women's movement taught women to hate men, Fathers for Life, 1999. URL consultato il 30 settembre 2006 (archiviato il 26 settembre 2006).
  11. ^ (EN) Janice Shaw Crouse, What Friedan wrought, Concerned Women for America, 7 febbraio 2006. URL consultato il 30 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2006).
  12. ^ (EN) David B. Mustard, Racial, Ethnic, and Gender Disparities in Sentencing: Evidence from the U.S. Federal Courts, su journals.uchicago.edu, The University of Chicago. URL consultato il 25 novembre 2016.
  13. ^ (EN) David Benatar, The Second Sexism: Discrimination Against Men and Boys (PDF), su gla.ac.uk, University of Glasgow, 2012. URL consultato il 25 novembre 2016.
    «By the term ‘second sexism’ Benatar means the wrongful discrimination against men and boys on the basis of sex, which he claims is unrecognized».
  14. ^ (EN) Julia Bush, The Women's National Anti‐Suffrage League, su oxfordindex.oup.com, Oxford University Press. URL consultato il 25 novembre 2016.
  15. ^ Judith Stacey, Is Academic Feminism an Oxymoron?, Signs, vol. 25, No. 4, Feminisms at a Millennium. (Summer, 2000), pp. 1189-1194.
  16. ^ Elizabeth Kamarck Minnich, Review, Feminist Attacks on Feminisms: Patriarchy's Prodigal Daughters, in «Feminist Studies», vol. 24, No. 1. (Spring, 1998), pp. 159-175.
  17. ^ BITCHfest: Ten Years of Cultural Criticism from the Pages of Bitch Magazine,by Margaret Cho (Foreword), Lisa Jervis (Editor), Andi Zeisler (Editor), 2006
  18. ^ "A Short History of "Feminist" Anti-Feminists", Slate magazine
  19. ^ Patai and Koertge, Professing Feminism: Education and Indoctrination in Women's Studies, (2003)
  20. ^ ELIZABETH FOX-GENOVESE, Beyond Individualism: The New Puritanism, Feminism and Women, Salmagundi, No. 101/102 (Winter-Spring 1994), pp. 79-94.
  21. ^ maschilismo[ma-schi-lì-smo] s.m.• Atteggiamento per cui l'uomo si reputa superiore alla donna in contesti sociali e privati. http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/M/maschilismo.shtml
  22. ^ Treccani.machismo.
  23. ^ Treccani.mascolinismo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Esther Vilar, The manipulated man (Der Dressierte Mann), Toronto, Bantam Books, 1974, SBN IT\ICCU\BRI\0305418.
  • Renato Monteleone, Il Novecento : un secolo insostenibile : civiltà e barbarie sulla via della globalizzazione, prefazione di Enzo Collotti, Bari, Dedalo, 2005, ISBN 88-220-6280-9.
    «giudizi ed asserzioni di inequivocabile spirito antifemminista, diventano uno dei tratti specifici della mentalità e del costume fascista».
  • (EN) Michael Kimmel, Amy Aronson, Men and masculinities : a social, cultural, and historical encyclopedia, edited by Michael Kimmel and Amy Aronson, Santa Barbara, ABC -CLIO, 2004, ISBN 1-57607-774-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • antifemminismo, su garzantilinguistica.it, Garzanti. URL consultato il 23 novembre 2016.
  • antifemminismo, su wordreference.com, WordReference.com. URL consultato il 23 novembre 2016.
    «opposizione alle rivendicazioni di parità sociale e politica fra uomo e donna».
  • Annali della Fondazione Ugo La Malfa XXVI-2011, su books.google.it, Gangemi Editore, p. 146. URL consultato il 23 novembre 2016.
    «si veda ad esempio la riflessione su antifemminismo e razzismo in Anna Rossi-Doria».
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