Joe Biden

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Joe Biden
Biden 2013.jpg

47º Vicepresidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 20 gennaio 2009 –
20 gennaio 2017
Presidente Barack Obama
Predecessore Dick Cheney
Successore Mike Pence

Senatore degli Stati Uniti per il Delaware
Durata mandato 3 gennaio 1973 –
15 gennaio 2009
Predecessore J. Caleb Boggs
Successore Ted Kaufman

Presidente della Commissione Esteri del Senato degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 3 gennaio 2001 –
20 gennaio 2001
Predecessore Jesse Helms
Successore Jesse Helms

Durata mandato 6 giugno 2001 –
3 gennaio 2003
Predecessore Jesse Helms
Successore Richard Lugar

Durata mandato 4 gennaio 2007 –
3 gennaio 2009
Predecessore Richard Lugar
Successore John Kerry

Presidente del Comitato di controllo sul narcotraffico internazionale del Congresso degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 4 gennaio 2007 –
3 gennaio 2009
Predecessore Chuck Grassley
Successore Chuck Grassley

Presidente della Commissione sulla giurisdizione del Senato degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 6 gennaio 1987 –
3 gennaio 1995
Predecessore Strom Thurmond
Successore Orrin Hatch

Dati generali
Partito politico Democratico
Tendenza politica Centrismo
Università Università del Delaware
Università di Syracuse
Professione Avvocato
Firma Firma di Joe Biden

Joseph Robinette Biden, Jr., detto Joe (Scranton, 20 novembre 1942), è un politico statunitense, vicepresidente degli Stati Uniti sotto l'amministrazione Obama dal 2009 al 2017 e candidato per la nomination democratica nelle elezioni presidenziali del 2020. Appartenente al Partito Democratico, è stato senatore del Delaware dal 1973 al 2009 e il primo vicepresidente cattolico della storia americana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anni giovanili e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce in una modesta famiglia cattolica irlandese di Scranton, in Pennsylvania. È figlio di Joseph R. Biden sr. e di Catherine Eugenia, nata Finnegan. La nonna paterna Robinette discende da ugonotti francesi emigrati in Inghilterra e poi in Pennsylvania. Joseph Biden cresce con due fratelli e due sorelle prima a Scranton e poi, dopo il suo decimo compleanno, a Claymont nella contea di New Castle, nel Delaware, dove il padre vende automobili.

Laureato in scienze politiche nel 1965 all'università di Newark, si specializza in seguito in legge laureandosi nel 1968 a Syracuse, New York, per poi essere ammesso nell'albo degli avvocati nel 1969, attività esercitata per un breve periodo e con scarso successo. Eletto nel consiglio della contea di New Castle dal 1970 al 1972, proprio nel 1972 Biden viene eletto senatore per il Partito Democratico in rappresentanza dello Stato del Delaware.

La sua vita è segnata da un dramma familiare quando ha solo 30 anni ed è appena stato eletto senatore. Sposato dal 1966 con Neilla Hunter, incontrata a Syracuse, Biden ha tre figli: Beau Biden (che ha seguito le orme paterne diventando anch'egli politico), Robert e Naomi Christina, la figlia minore. Ebbene, due settimane prima del Natale 1972, la moglie Neila e i tre figli sono vittime di un terribile incidente d'auto: la loro vettura viene investita da un guidatore ubriaco. La moglie e la figlia più piccola, Naomi Christina, di soli 13 mesi, sono uccise mentre gli altri due figli rimangono gravemente feriti. Joe Biden cresce da solo i due ragazzi e poi nel 1977, incoraggiato anche da loro a rifarsi una vita affettiva[1],si risposa con Jill Tracy Jacobs con cui ha una figlia, Ashley, nata l'8 giugno 1981.

Il figlio maggiore, Beau Biden, è eletto procuratore generale del Delaware nel 2006 e nel 2010 dopo aver prestato servizio come capitano in un'unità della Guardia Nazionale del Delaware e nella guerra del 2003 in Iraq. il 30 maggio 2015, durante il suo secondo mandato di vicepresidente, Beau Biden, candidato alla carica di governatore, muore a 46 anni per un tumore al cervello. Alla celebrazione funebre interviene lo stesso presidente Obama, tenendo il discorso commemorativo.[2] Il secondo figlio, Hunter Biden, è avvocato a Washington. La sua partecipazione, dal giugno 2014, nella directory di una delle più grandi compagnie ucraine del gas, Burisma, solleva polemiche legate in particolare all'incarico del padre.

Senatore del Delaware[modifica | modifica wikitesto]

Senatore nel 1972 per il Partito Democratico in rappresentanza dello Stato del Delaware (egli infatti risiede a Wilmington), Biden conserva il suo incarico sino alla nomina alla vicepresidenza dell'Unione nel 2009.

Durante il mandato di senatore ha ricoperto numerosi importanti incarichi: dal 1987 al 1995 è Presidente della Commissione sulla giurisdizione del Senato federale, nel 2001 assume il prestigioso incarico di Presidente della Commissione Esteri del Senato degli Stati Uniti d'America ricoprendo lo stesso ruolo per ben tre volte (gennaio 2001, giugno 2001- gennaio 2003, gennaio 2007-gennaio 2009) e dal 2007, contemporaneamente all'incarico di Presidente della Commissione Esteri del Senato, è Presidente del Comitato i controllo sul narcotraffico internazionale del Congresso degli Stati Uniti d'America, incarico mantenuto fino al 2009 quando è stato nominato Vicepresidente USA.

Campagne presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 si candidò alle primarie presidenziali democratiche, dichiarando di ispirarsi al modello laburista di Neil Kinnock, ma nelle consultazioni venne sconfitto da Michael Dukakis. Nel 2004 fu tentato dal candidarsi nuovamente alle primarie, ma alla fine rinunciò all'intento dichiarando di non essere disponibile nemmeno per fare il vice di John Kerry (per questo ruolo Biden suggerì al collega del Massachusetts il senatore John McCain, pur essendo quest'ultimo repubblicano).

Il 7 gennaio 2007 ha dichiarato in un'intervista televisiva di volersi presentare alle primarie del 2008 e il 30 gennaio 2007 è stato ufficialmente iscritto nell'elenco dei candidati.

Biden accompagnato dalla moglie durante la parata inaugurale del 2012

Il 4 gennaio 2008, al termine del caucus dell'Iowa (primo test elettorale delle primarie) ha annunciato di volersi ritirare dalla competizione a causa dello scarso risultato ottenuto (0,93%)[3], ma il 22 agosto Barack Obama, il candidato alle elezioni presidenziali del 2008 per il Partito Democratico, ha annunciato durante un comizio elettorale a Springfield nel suo Stato natale l'Ilinois, che Joe Biden sarebbe stato il suo compagno di cordata nella corsa per la presidenza.[4] La candidatura è stata convalidata formalmente tramite un voto per acclamazione durante la Convention Democratica di Denver svoltasi dal 25 al 28 agosto 2008.[5].

Il 4 novembre 2008 la coppia Obama-Biden vince elle elezioni presidenziali sconfiggendo il ticket repubblicano composto dal senatore John McCain a dalla governatrice dell'Alaska Sarah Palin.

Vicepresidente degli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Biden durante la consegna della Medaglia Presidenziale della Libertà.

Il 20 gennaio 2009 giura ufficialmente divenendo il 47º vicepresidente degli Stati Uniti, primo cattolico a ricoprire la carica.[6] Molto attivo nell'amministrazione Obama, ha supervisionato la spesa per le infrastrutture volte a contrastare la grande recessione e la politica degli Stati Uniti verso l'Iraq fino al ritiro delle truppe Usa nel 2011. Nello stesso anno si oppose alla possibilità di proseguire la missione militare che aveva portato all'uccisone di Osama Bin Laden. In virtù della sua grande esperienza nel Congresso maturata in 36 anni di permanenza in senato, nel marzo 2011 il presidente Obama diede al suo vice il compito di condurre i negoziati tra il Camera dei Rappresentanti a maggioranza repubblicana e la Casa Bianca per risolvere i problemi derivanti dai livelli di spesa federale evitando così lo "shutdown" del governo.

Biden con Barack Obama nel 2009

Nel 2012 assieme al Presidente Obama fu rieletto per un secondo mandato sconfiggendo il ticket repubblicano formato da Mitt Romney e Paul Ryan[7] giurando ufficialmente il 20 gennaio 2013 nelle mani del giudice Sonia Sotomayor.

Durante il secondo mandato si è speso in diverse occasioni contro la violenza di genere contribuendo a far approvare nel 2013 la legge contro la violenza sulle donne. Questa legge ha visto tra i suoi sviluppi la creazione della Commissione per le donne alla Casa Bianca co-presieduta dallo stesso Biden con la Consigliera Valerie Jarrett.

Nel mese di ottobre 2015, dopo mesi di speculazioni ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa nel Giardino delle Rose alla Casa Bianca, anche a sèguito della morte prematura del figlio Beau, la sua scelta di non correre per la presidenza degli Stati Uniti nel 2016 appoggiando di fatto la candidatura di Hillary Clinton nelle primarie del partito democratico.[8]

Il 28 febbraio 2016 Biden è intervenuto all'88ª edizione dei premi Oscar pronunciando un breve discorso in merito ai crimini con violenza sessuale e introducendo l'esibizione della cantante Lady Gaga.[9]

Biden con Obama in un momento privato alla Casa Bianca.

Il 12 gennaio 2017 il Presidente Obama decise tra gli ultimi atti della sua amministrazione di assegnare al suo vice la Medaglia Presidenziale della Libertà, la massima onorificenza del Paese, definendo Biden come "un leone della storia americana e un esempio per le generazioni future".[10] La medaglia è stata assegnata con distinzione, onore sin qui concesso solamente ad altre tre personalità: al Presidente Ronald Reagan, al Segretario di Stato Colin Powell e al pontefice Giovanni Paolo II.

Rapporto con Barack Obama[modifica | modifica wikitesto]

La stampa ha osservato come il rapporto tra il Presidente e il suo vice è stato uno tra i più solidi che si sono registrati nella storia della Presidenza statunitense. Durante un'intervista Biden raccontò che quando fu diagnostica la malattia al figlio Beau decise di vendere la sua casa nel Delaware per sostenere i costi molto elevati derivanti dalle cure. Venutolo a sapere Obama chiese immediatamente di incontrarlo e si offrì di pagare interamente le cure, evitando la vendita della casa di famiglia.[11]. Durante la cerimonia di consegna della Medaglia Presidenziale della Libertà il presidente affermò, rivolgendosi a Biden, “sei stato la prima scelta che ho fatto da candidato, e la migliore”[12]

Elezioni presidenziali 2020[modifica | modifica wikitesto]

Biden esprime ripetutamente la possibilità di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2020. Le speculazioni sulla sua possibile candidatura si moltiplicano, specialmente dopo la pubblicazione delle sue memorie. Il senatore della California Kamala Harris è indicato come il suo potenziale candidato per la carica di vicepresidente.

Nel luglio 2018 annuncia che darà la sua decisione pubblicamente nel gennaio 2019, dopo le elezioni intermedie del novembre 2018. La data viene poi posticipata, tuttavia i media considerano la sua candidatura probabile; i sondaggi gli sono favorevoli, la sua moderazione che spinge al compromesso gioca a suo favore anche se la sua età è spesso vista come un ostacolo. Nell'ultimo anno Biden ha cavalcato il movimento "MeToo" con discorsi sugli abusi sessuali. Ma nel marzo 2019 un'ex deputata democratica del Nevada, Lucy Flores, lo ha accusato sulla rivista New York e poi alla Cnn di "comportamento inappropriato" che risale al 2014 a Las Vegas.[13]

Il 25 aprile 2019 l'annuncio con un video: si candida alle primarie democratiche per le presidenziali del 2020[14] con un messaggio antirazzista della durata di circa 3 minuti in cui attacca Donald Trump.[15] È la terza volta che si candida dopo quella del 1998 e quella del 2008 a fianco di Obama.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Biden, Joe (2018). Papà, fammi una promessa. Un anno di speranza, sofferenza e determinazione. NR edizioni, ISBN 978-88-319-1201-3

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia Presidenziale della Libertà con "lode" - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà con "lode"
— 12 gennaio 2017
Ellis Island Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Ellis Island Medal of Honor

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
Ordine di San Giorgio della Vittoria (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di San Giorgio della Vittoria (Georgia)
— 22 luglio 2009
Grand'Ufficiale dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Seelye, Katharine Q., Jill Biden Heads Toward Life in the Spotlight, The New York Times, 24 agosto 2008. URL consultato il 25 agosto 2008 (archiviato il 10 dicembre 2008).
  2. ^ Beau Biden morto a 46 anni. Il figlio del vicepresidente Usa era malato di tumore, su Il Fatto Quotidiano, 31 maggio 2015. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  3. ^ Dal sito Politico.com
  4. ^ (EN) Sarà Biden il vice di Obama Scelto un esperto di politica estera - esteri - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  5. ^ (EN) La convention Democratica a Denver - Esteri - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  6. ^ La sorpresa di Obama a Joe Biden: la Medaglia della libertà, in Famiglia Cristiana. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  7. ^ Elezioni Usa, i risultati. Obama rieletto presidente, su Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2012. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  8. ^ Biden: «Non mi candido alla Casa Bianca, fuori tempo per vincere», in Corriere della Sera. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  9. ^ Oscar 2016: Lady Gaga contro la violenza sessuale, a presentarla Joe Biden, su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 29 febbraio 2016. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  10. ^ Obama sorprende Biden con un omaggio inaspettato (e il vicepresidente piange), su L'Huffington Post. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  11. ^ Barack-Joe, storia di un'amicizia alla Casa Bianca - VanityFair.it, in vanityfair.it. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  12. ^ Due amici, su Il Post, 13 gennaio 2017. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  13. ^ Joe Biden, Lucy Flores e la slavina sessuale sull'ex vice di Obama, il paladino dem del "MeToo", su liberoquotidiano.it, 1º aprile 2019. URL consultato il 2 aprile 2019.
  14. ^ (EN) Jonathan Martin e Alexander Burns, Joe Biden’s 2020 Plan Is Almost Complete. Democrats Are Impatient, in NYTimes.com, 7 marzo 2019.
  15. ^ Joe Biden lancia con un video la sua candidatura alla nomination democratica nel 2020: "In gioco l'anima dell'America", su repubblica.it, 25 aprile 2019. URL consultato il 25 aprile 2019.

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