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Barry Seal - Una storia americana

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Barry Seal - Una storia americana
Tom Cruise in una scena del film
Titolo originaleAmerican Made
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2017
Durata115 min
Rapporto1,85:1
Genereazione, biografico, commedia, drammatico, storico
RegiaDoug Liman
SceneggiaturaGary Spinelli
ProduttoreDoug Davison, Brian Grazer, Ron Howard, Brian Oliver, Kim Roth, Tyler Thompson
Produttore esecutivoBrandt Andersen, Ray Angelic, Michael Bassick, Jean-Luc De Fanti, Terry Dougas, Michael Finley, Paris Kasidokostas Latsis, Johnny Lin, Lauren Selig, Gary Spinelli, Christopher Woodrow
Casa di produzioneImagine Entertainment, Cross Creek Pictures, Quadrant Pictures, Vendian Entertainment
Distribuzione in italianoUniversal Pictures
FotografiaCésar Charlone
MontaggioAndrew Mondshein, Dylan Tichenor
MusicheChristophe Beck
ScenografiaDan Weil
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Barry Seal - Una storia americana (American Made) è un film del 2017 diretto da Doug Liman, con protagonista Tom Cruise.

Il film è incentrato sulla storia vera di Barry Seal, ex pilota della Trans World Airlines diventato negli anni ottanta contrabbandiere di droga e successivamente informatore per la DEA.

Nel 1978, il pilota di linea di Baton Rouge Barry Seal, impiegato presso la compagnia aerea Trans World Airlines, viene avvicinato dall'agente della CIA Monty Schafer. Sapendo che Seal arrotonda già i guadagni trafficando sigari cubani, Schafer gli propone un incarico sotto copertura: missioni di ricognizione sull'America centrale a bordo di un Aerostar 600 equipaggiato con sofisticate apparecchiature fotografiche. Seal accetta, ma tiene tutto nascosto alla moglie Lucy.

All'inizio degli anni '80, Schafer alza la posta e gli affida il ruolo di corriere tra la CIA e il generale Manuel Noriega a Panama. Durante una di queste missioni, Seal entra in contatto con il cartello di Medellín, che gli propone di trasportare cocaina negli Stati Uniti sfruttando i voli di ritorno. Seal accetta e inizia a far arrivare la droga in Louisiana, lanciandola nelle campagne con lanci aerei. La CIA chiude un occhio su queste attività, ma la DEA si mette sulle sue tracce. Per sfuggire alle indagini, Seal si trasferisce con la famiglia a Mena, in Arkansas. Qui la moglie finisce per abituarsi al lusso garantito dai traffici illegali, mentre la piccola cittadina si trasforma rapidamente in un nodo cruciale del traffico di cocaina negli Stati Uniti.

In seguito, Schafer gli affida un'ulteriore missione: trasportare armi ai contras nicaraguensi in Honduras. Rendendosi conto che i ribelli sono più interessati al profitto che alla guerra, Seal comincia a rivendere le armi proprio al cartello. La CIA allestisce persino una base di addestramento a Mena, ma molti dei contras fuggono appena arrivati.

I guadagni di Seal diventano così ingenti che è costretto a seppellire valigie piene di contanti nel giardino di casa. A complicare la situazione arriva il cognato JB, nullafacente e approfittatore, che si trasferisce da loro, ruba denaro e viene arrestato con una valigetta piena di contanti. Una volta rilasciato su cauzione, Seal cerca di metterlo al sicuro mandandolo a Bora Bora, ma JB continua a pretendere soldi e a creare problemi. Poco dopo, viene ucciso da un’autobomba piazzata dal cartello di Medellín, che aveva promesso di “risolvere” la questione.

Nel frattempo, l'FBI inizia a indagare sull'improvvisa ricchezza che circola a Mena. La situazione precipita quando la CIA interrompe il programma e abbandona Seal, che viene arrestato simultaneamente da FBI, DEA, ATF e polizia dell'Arkansas. Per evitare una pesante condanna, Seal stringe un accordo con la Casa Bianca, interessata a dimostrare il coinvolgimento dei sandinisti nel narcotraffico. Gli viene chiesto di ottenere prove fotografiche che colleghino il cartello ai sandinisti. Seal riesce nell'impresa, ma le immagini vengono diffuse come propaganda, esponendolo pubblicamente e rendendolo un bersaglio.

Condannato a soli 1.000 ore di servizi sociali, Seal vive nel costante terrore di essere ucciso. Costretto a presentarsi ogni sera nello stesso edificio dell'Esercito della Salvezza, non può sfuggire ai suoi nemici. Alla fine, un sicario del cartello lo raggiunge e lo uccide.

Dopo la sua morte, la CIA distrugge ogni prova del proprio coinvolgimento e prosegue le operazioni utilizzando altri canali, tra cui l'Iran, per rifornire i contras - un piano che anticipa lo scandalo noto come Irangate.

Il film si chiude con Schafer promosso per la sua strategia, mentre lo scandalo emerge pubblicamente e coinvolge figure come il presidente Ronald Reagan e il vicepresidente George H. W. Bush. Lucy, insieme ai figli, torna a Baton Rouge, dove conduce una vita modesta lavorando in un fast food - ma con ancora al polso un segno tangibile della ricchezza accumulata.

Il primo trailer del film viene diffuso il 5 giugno 2017.[1]

Distribuzione

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La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 29 settembre 2017,[2] mentre in Italia la data di uscita è stata il 14 settembre 2017.[3]

  1. (EN) 'American Made' Trailer: Tom Cruise Is a Risky, Drug-Peddling Pilot, su hollywoodreporter.com. URL consultato il 5 giugno 2017.
  2. (EN) ‘American Made’: Universal Moves Tom Cruise-Doug Liman Film Up One Week – Update, su deadline.com. URL consultato il 5 giugno 2017.
  3. Barry Seal - Una storia americana: Tom Cruise nel primo trailer del nuovo film di Doug Liman, su comingsoon.it. URL consultato il 5 giugno 2017.

Collegamenti esterni

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