Joaquín Guzmán

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Joaquín Guzmán Loera (La Tuna, Badiraguato, 25 dicembre o 4 aprile 1954 o 1957) è un criminale e signore della droga messicano.

Conosciuto anche come El Chapo, Guzmán è il capo di un'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga, chiamata Cartello di Sinaloa dal suo stato messicano natale in cui ha la propria base di commercio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Guerra con il cartello di Tijuana 1989 - 1993[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1993 riesce a evitare un agguato tesogli da membri di un'organizzazione rivale, il Cartello di Tijuana della famiglia Arellano Félix.[1]

Sempre nel 1993, viene scoperto a Tijuana un canale sotterraneo lungo 443 metri che attraversa il confine del Messico con gli Stati Uniti, utilizzato dagli uomini di Guzman per il traffico della cocaina.[2][3]

Primo arresto e fuga[modifica | modifica wikitesto]

Arrestato il 9 giugno 1993, nel Chiapas, con l'accusa di omicidio e traffico di droga, è riuscito a evadere dalla prigione di Guadalajara dopo aver corrotto delle guardie carcerarie. Dopo la fuga consolida il suo potere, fino a soppiantare i trafficanti colombiani e a diventare il più potente signore della droga messicano, in grado di controllare il commercio di cocaina dalla Colombia agli Usa.[4]

Nel 2009 viene inserito nella lista delle persone più ricche del mondo secondo Forbes, con un patrimonio di circa 1 miliardo di dollari. La stessa rivista lo classifica al 41º posto nella lista delle persone più potenti del mondo.

Secondo arresto e fuga[modifica | modifica wikitesto]

È stato arrestato nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2014 in un hotel di Mazatlán, sulla costa pacifica del Messico, durante un blitz incruento delle autorità messicane coadiuvate dai servizi segreti statunitensi[5] e viene condotto nel carcere di massima sicurezza Centro Federal de Readaptación Social Número 1 "Altiplano".

Evade di nuovo l'11 luglio 2015[6]

Terzo arresto[modifica | modifica wikitesto]

Viene arrestato di nuovo a Los Mochis l'8 gennaio 2016, mentre era in contatto con l'attore Sean Penn per girare il film sulla sua vita, così come confermato, con un messaggio su Twitter, dal presidente messicano Enrique Peña Nieto.[7][8]

Note

  1. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/05/27/023i.html Repubblica, 27 maggio 1993, pag. 18
  2. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/05/27/023i.html Repubblica — 4 giugno 1993, pag. 16
  3. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1993/giugno/04/droga_tunnel_Messico_USA_co_0_9306049437.shtml Corriere della Sera 4 giugno 1993, pag 11
  4. ^ http://www.state.gov/p/inl/narc/rewards/39413.htm
  5. ^ (EN) Randal C. Archibold e Ginger Thompson, Most-Wanted Drug Lord Is Captured in Mexico, in The New York Times, 22 febbraio 2014.
  6. ^ Messico, il narcoboss Joaquin 'El Chapo' Guzman evade da prigione: è la seconda volta, in repubblica.it, 12 luglio 2015. URL consultato il 12 luglio 2015.
  7. ^ Messico: catturato «El Chapo», super boss dei Narcos, su Corriere della Sera. URL consultato l'08 gennaio 2016.
  8. ^ Messico, arrestato El Chapo Guzman. Il Presidente su Twitter: "Missione compiuta", su Repubblica.it, https://plus.google.com/+repubblica/. URL consultato l'08 gennaio 2016.

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