Ismael Zambada García

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Ismael Zambada García (El Álamo, 1º gennaio 1948) è un criminale messicano, narcotrafficante e capo del cartello di Sinaloa. Soprannominato El Mayo Zambada, prima di assumere la guida dell'intero cartello, ha svolto il ruolo di coordinatore logistico per la fazione Zambada-García del cartello di Sinaloa, che ha contribuito all'esportazione di cocaina ed eroina a Chicago e in altre città statunitensi via treno, nave, jet e sottomarino[1]

Ismael Zambada García

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione di Zambada García, facente parte del cartello di Sinaloa, riceveva tonnellate di cocaina, per lo più via mare da produttori colombiani. Dopo aver ricevuto la cocaina, il cartello di Sinaloa utilizzava una varietà di metodi di trasporti, tra cui aeroplani, camion, automobili, barche e tunnel per trasportare la cocaina negli Stati Uniti. I membri del cartello contrabbandano la cocaina in Arizona, California, Chicago e New York.

L'organizzazione operava principalmente negli Stati messicani di Sinaloa e Durango, ma esercitava un'influenza su gran parte della costa del Pacifico del Messico, così come a Cancun, Quintana Roo, Sonora, Monterrey e Nuevo Leon.

L'FBI aveva offerto una taglia fino a 5 milioni di dollari per chi desse delle informazioni che portassero alla sua cattura.

Il 20 ottobre 2008, alcuni dei suoi parenti sono stati arrestati a Città del Messico per accuse di traffico di droga, tra cui il fratello di Ismael, Jesus "The King" Zambada, insieme al figlio e al nipote di Ismael. Altro suo figlio, Ismael "El Mayito" Zambada Jr. è attualmente ricercato e un suo altro figlio, Vicente Zambada Niebla, è stato arrestato dall'esercito messicano il 18 marzo 2009.

Zambada ha diretto il cartello Sinaloa in collaborazione con Joaquín "El Chapo" Guzmán, fino al 2016, quando El Chapo è stato arrestato. Zambada ha ora assunto il pieno controllo del cartello Sinaloa.[2]

Zambada è il signore della droga più duraturo e potente del Messico. Ha subito un intervento di chirurgia plastica e si è travestito per sfuggire alla cattura.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ wired.com, https://www.wired.com/images_blogs/dangerroom/2011/11/show_temp-3.pl-1.pdf.
  2. ^ Don Winslow, El Chapo's capture: Is it really mission accomplished? - CNN, in CNN. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  3. ^ (EN) Did feds cut deal with Mexican kingpin's son?, in msnbc.com, 8 settembre 2011. URL consultato il 21 dicembre 2017.
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