Rafael Caro Quintero

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Rafael Caro Quintero (24 ottobre 1954) è un criminale messicano, co-fondatore con Miguel Ángel Félix Gallardo del Cartello di Guadalajara.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua famiglia è originaria dello stato di Sinaloa, anche se in gran parte ora vivono a Caborca. È ricercato dal governo degli Stati Uniti per il rapimento e l'uccisione di un agente federale, crimini violenti per sostenere il racket, possesso e spaccio di marijuana e cocaina, omicidio, associazione a delinquere.

Rafael Caro Quintero

Rafael Caro Quintero è il maggiore di 4 fratelli e 2 sorelle. Nato nel villaggio di La Noria, nel comune di Badiraguato, Sinaloa.[1] Suo padre era un povero contadino. Lasciò il suo villaggio a 18 anni per trovare lavoro nella capitale dello stato, Culiacán, dove lavorò brevemente come camionista.

Questo lavoro non durò a lungo, cominciò a piantare marijuana in piccoli appezzamenti di terreno con suo fratello Jorge Luis. Insieme comprarono fattorie e le trasformarono in enormi piantagioni di marijuana. Ha imparato alla corte di Pedro Avilés Pérez, uno dei più importanti signori della droga messicani ai suoi tempi. Poco dopo Caro Quintero cominciò a lavorare in proprio, con i suoi partner e parenti acquisiti, Ernesto Fonseca Carrillo, "Don Neto", e Juan José Esparragoza Moreno.

Mandava mensilmente mazzette in denaro ai comandanti di polizia degli stati di Sinaloa e Chihuahua così che il governo non interferisse con i suoi interessi. Aveva grandi interessi a Zacatecas, Chihuahua, Sinaloa, San Luis Potosí e Durango. Era uno stretto associato di Miguel Ángel Félix Gallardo, zar messicano della cocaina e presto i tre, Caro, Fonseca e Gallardo misero in piedi il Cartello di Guadalajara.

Nel Novembre 1984, la polizia federale fece irruzione nella sua proprietà a El Búfalo, Chihuahua, e bruciò più di 10,000 tonnellate di marijuana, un duro colpo che costò al cartello quasi 2 miliardi di dollari. Tutto questo grazie alle indagini della DEA ed in particolare dell'agente speciale Enrique Camarena a Guadalajara.

Camarena ed il pilota d'aereo Alfredo Zavala che lo accompagnò per la ricognizione sopra la piantagione furono rapiti a Guadalajara il 7 febbraio del 1985. Furono brutalmente torturati e assassinati. Caro fuggì con gli associati e la sua donna Sara Cosio il 9 febbraio ma fu intercettato dal Comandante della Polizia Federale messicana incaricato delle indagini sul caso Camarena, Armando Pavón Reyes. Pavón permise a Caro di fuggire. Egli trovò quindi rifugio in Costa Rica.

Il 5 aprile 1985, Caro fu arrestato in Costa Rica e riportato a Città del Messico per il suo ruolo nell'omicidio Camarena. Fonseca Carrillo fu arrestato a Puerto Vallarta, tre giorni dopo. Entrambi sono stati condannati a 40 anni per traffico di droga e per il doppio omicidio di Camarena e Zavala. Miguel Félix Gallardo è stato imprigionato nell'aprile 1989.

Al momento della sua cattura il patrimonio di Caro Quintero superava i 650 milioni di dollari.

Nel 2015 con un appiglio burocratico un giudice è stato costretto a rilasciarlo e pare che ora sia tornato nella zona della Sierra Madre e abbia riacquistato il suo ruolo nel Cartello di Sinaloa al fianco di El Mayo ed El Chapo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Caro Quintero según Caro Quintero, Proceso, nr 599

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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