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Rieti

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Rieti
comune
Rieti – Stemma Rieti – Bandiera
(dettagli)
Panorama del centro storico di Rieti visto da Colle San Mauro (a est della città)
Panorama del centro storico di Rieti visto da Colle San Mauro (a est della città)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
Sindaco Simone Petrangeli (SEL) dal 21-5-2012
Territorio
Coordinate 42°24′15.95″N 12°51′24.13″E / 42.40443°N 12.856702°E42.40443; 12.856702 (Rieti)Coordinate: 42°24′15.95″N 12°51′24.13″E / 42.40443°N 12.856702°E42.40443; 12.856702 (Rieti)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 206,46 km²
Abitanti 47 553[1] (30-6-2016)
Densità 230,33 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Belmonte in Sabina, Cantalice, Casperia, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Colli sul Velino, Concerviano, Contigliano, Greccio, Longone Sabino, Micigliano, Monte San Giovanni in Sabina, Montenero Sabino, Poggio Bustone, Rivodutri, Roccantica, Stroncone (TR), Terni (TR), Torricella in Sabina
Altre informazioni
Cod. postale 02100
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 057059
Cod. catastale H282
Targa RI
Cl. sismica zona 2A (sismicità media)
zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 324 GG[2]
Nome abitanti reatini
Patrono santa Barbara
Giorno festivo 4 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rieti
Rieti
Posizione del comune di Rieti nell'omonima provincia
Posizione del comune di Rieti nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Rieti (Riete in reatino, IPA: [ri'εte], Ascolta[?·info]) è un comune italiano di 47 553 abitanti[1] del Lazio, capoluogo dell'omonima provincia e capitale della regione storica della Sabina.

Ritenuta dagli autori dell'età classica il centro geografico d'Italia (Umbilicus Italiae)[3][4], Rieti sorge nella fertile Piana Reatina alle pendici del Monte Terminillo, sulle sponde del fiume Velino, in un territorio ricco d'acqua che fornisce alla Capitale molta dell'acqua potabile di cui necessita.

Di origini ancor più antiche di Roma, fu fondata all'inizio dell'età del ferro e divenne un'importante città dei Sabini. Fu conquistata dai Romani nel 290 a.C e, dopo la caduta dell'impero, dai Visigoti; sotto i Longobardi fu gastaldato nel Ducato di Spoleto. Entrata a far parte dello Stato Pontificio, costituiva un territorio di frontiera con il Regno di Napoli e nel XIII secolo fu frequentemente sede papale. Dopo l'annessione nel 1860 al Regno d'Italia fu aggregata alla provincia di Perugia, in Umbria, finché nel 1927 fu istituita la provincia di Rieti passando nel Lazio.

È caratterizzata da estati calde e da inverni con temperature notturne spesso inferiori allo zero. La bellezza del paesaggio e la quiete dei luoghi ne fanno un posto vivibile e meta privilegiata di molti turisti, provenienti soprattutto dalla vicina Roma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Piana Reatina.
La piana reatina

Il centro di Rieti sorge a un'altitudine di 405 m s.l.m.[5] su una piccola altura nell'angolo sud-est della pianura denominata Piana Reatina, ai piedi dei colli San Mauro (o dei Cappuccini), Sant'Antonio al Monte e Monte Belvedere. La piana si estende per circa 90 km² ed è racchiusa dai Monti Reatini (tra cui il Monte Terminillo) ad est, dai Monti Sabini ad ovest ed è tagliata dal fiume Velino che riceve in essa le acque dei fiumi Salto e Turano.

L'estensione dell'antico Lacus Velinus

La piana anticamente era occupata dalle acque del Lacus Velinus; fu bonificata in età romana aprendo un varco tra il calcare accumulatosi nei secoli presso Marmore, generando così l'omonima cascata. Di questo lago oggi restano specchi d'acqua minori: il lago di Piediluco (provincia di Terni), quello di Ventina e i laghi Lungo e di Ripasottile[6], gli ultimi due oggi protetti dall'omonima riserva naturale.

Rieti si trova in una zona assai ricca d'acqua: appena fuori dall'abitato si trovano le Fonti di Cottorella, che forniscono un'acqua oligominerale; nel limitrofo comune di Cittaducale si trovano le sorgenti del Peschiera, che con l'omonimo acquedotto forniscono molta dell'acqua necessaria a Roma (circa 550 milioni di metri cubi l'anno[7]); a Cotilia si trovano delle importanti terme e sorgenti di acqua solfurea. Nella parte settentrionale della valle si trovano le Sorgenti di Santa Susanna, con una portata di 5 mc/s, mentre 2 km ad est della città a quota 400 m s.l.m. si trovano le Sorgenti del Cantaro, che hanno una portata di circa 500 litri al secondo e sono probabilmente alimentate da una sorgente geologica posta a quota 450 m presso Vazia[8].

Il fiume Velino attraversa Rieti

In base alla Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia il terreno su cui sorgono il centro e la periferia di Rieti è costituito da "alluvioni fluviali recenti terrazzate" e "fluvio-lacustri recenti", mentre le zone vicine ai laghi sono costituite da "terreni grigi scuri e bruni limnopalustri" e "luoghi torbosi".[9]

La natura dei terreni fa sì che la zona della conca reatina sia una zona a elevato rischio idrogeologico[10], incluso, secondo i dati 2008 di Legambiente, il Comune di Rieti[11].

La chiesa di San Francesco incorniciata tra il Velino e il massiccio imbiancato del Terminillo

Il territorio circostante il comune di Rieti è caratterizzato da massicci montuosi che superano duemila metri: la catena dei Monti Reatini con il Terminillo, i monti della Duchessa e i monti della Laga (2458 m), i più alti del Lazio.

Il comune di Rieti si trova in un territorio sismico, che nella classificazione sismica dell'Italia rientra nella Zona 2 (sismicità media)[12], sia per la presenza al suo interno della faglia della Conca di Rieti (che si estende seguendo la linea di separazione tra il Terminillo e la Conca Reatina), sia per la vicinanza con altre faglie di maggiore importanza (Valle del Salto, aquilano)[13].

Per questo la città è stata più volte interessata da forti terremoti, tra i quali nell'ultimo millennio si ricordano quelli del 1º dicembre 1298 (magnitudo 6.2), del 9 settembre 1349 (magnitudo 7.1), del 14 gennaio e 2 febbraio 1703 (magnitudo 6.8 e 6.7) e del 27 giugno 1898 (magnitudo 5.3), del 24 agosto 2016 (magnitudo 6.0), di cui solo quelli del 1298 e 1898 con epicentro locale; in tutti i casi i danni agli edifici sono stati considerevoli (VIII grado della scala Mercalli).[14]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Rieti Aeroporto.

Il clima è continentale di fondovalle: rigido in inverno con temperatura media del mese più freddo di 2,9 gradi (periodo 1956-2001) ed 80 giorni l'anno con temperatura minima inferiore allo zero moderatamente caldo in estate con temperatura media del mese più caldo di 21,2 gradi con ampie escursioni termiche che ne fanno il secondo capoluogo di provincia, dopo L'Aquila, con le temperature minime più basse da aprile a settembre (media delle temperature minime del mese più caldo 12,9 gradi[15]), assenza di "notti tropicali" con temperature minime superiori a 20 gradi. Piogge superiori a 1 000 mm annui distribuite in circa 100 giorni di pioggia annui, con due massimi, il principale in autunno e il secondario in tarda primavera. Nebbie molto frequenti e persistenti talvolta anche per l'intera giornata. Nevicate più rare nel fondovalle con una media annua di 25 cm di neve alla quota di 400 m.s.m. che sale progressivamente ad oltre 200 cm nella frazione montana di Campoforogna. Temporali estivi frequenti con una media di 15 giorni complessivi di pioggia nel periodo giugno-agosto.

Nel 2008 temperatura media annua +12,7 °C, minima -10,3 °C, massima +35,4 °C, pioggia caduta 1 411 mm in 106 giorni, escursione media giornaliera 13,9 °C, escursione media in agosto 19,2 °C, 3 mesi (gennaio, febbraio e dicembre) con media delle temperature minime inferiore a zero gradi, 7 mesi senza gelate, temperatura massima del giorno più freddo +3,3 °C, temperatura minima del giorno più caldo +17,8 °C[16].

Record del freddo nel 1956, nel gennaio 1985 e 2002 e nel febbraio 2012: rispettivamente -20 °C, -23,8 °C, -15,0 e -14,9 °C, con accumuli nevosi al suolo compresi tra 40 e 70 cm. Record del caldo 37,4 °C nel 2012 e 37,1 °C nel 2011.

Rieti Aeroporto
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 8,1 9,9 13,0 16,8 21,4 25,4 29,0 29,2 25,0 19,4 13,6 9,4 9,1 17,1 27,9 19,3 18,3
T. min. mediaC) −0,5 0,0 2,1 4,9 8,0 11,5 13,3 13,4 11,3 7,3 4,1 1,0 0,2 5,0 12,7 7,6 6,4
Precipitazioni (mm) 110,5 110,2 94,7 93,4 74,5 70,2 35,3 54,9 78,1 106,3 170,6 145,9 366,6 262,6 160,4 355,0 1 144,6

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Esistono varie ipotesi sull'origine del nome di Reate:

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Reate, secondo la leggenda fondata dalla dea Rea/Opi, sorse all'inizio dell'età del ferro, intorno al IX-VIII secolo a.C.

Probabilmente in origine le terre intorno a Rieti furono abitate dagli umbri, per essere poi conquistate dagli aborigeni[18], presso i quali Rieti assunse particolare importanza dopo che vi si rifugiarono gli abitanti di Lista, e dopo ancora conquistata dai Sabini[19] che, come suggeriscono i ritrovamenti archeologici, arrivarono fino ai territori vicini al Tevere.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Così come la fondazione della città si perde nella leggenda, anche i primi contatti con Roma non hanno contorni definiti, anche se è certo che tra Romani e Sabini avvenne una compenetrazione e che da un certo momento i Sabini si insediarono sul colle Quirinale, contribuendo notevolmente alla crescita ed al rafforzamento di Roma.

L'intervento pacificatore delle donne Sabine rapite, nel dipinto Le Sabine (1799) di Jacques-Louis David

La leggenda del ratto delle Sabine fa risalire i rapporti tra i due popoli immediatamente dopo la fondazione di Roma, quando Romolo, in cerca di alleanze e di donne con cui popolare la città, rapì con l'inganno le donne dei Sabini scatenando la guerra fra Roma e i popoli vicini, dei quali solo i Sabini rimanevano invincibili. La battaglia del lago Curzio fu interrotta solo quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti, imponendo la tregua fra Romolo e Tito Tazio e la nascita di una collaborazione fra i due popoli. Secondo una versione più prettamente storica, fu la continua ricerca di pascoli di pianura che spinse i Sabini a premere sul territorio di Roma e ad insediarsi sul Quirinale.

Ad ogni modo i Sabini, annoverati nella tribù romana dei Tities, espressero due Re di Roma (Numa Pompilio e Anco Marzio) e diedero origine ad alcune tra le gens romane più antiche (Curtia, Pompilia, Marcia, Claudia, Valeria e Hostilia). Nonostante coabitassero all'interno della stesse mura, nel corso dei secoli rimasero forti i contrasti tra Romani e Sabini, e sono numerose le guerre ed azioni militari degli uni contro gli altri.

I resti del Ponte Romano

Dopo numerosi conflitti, la Sabina fu definitivamente assoggettata a Roma nel 290 a.C.[20] per opera del console Manio Curio Dentato. Ampi territori nella pianura di Reate e Amiternum furono confiscati e distribuiti ai romani; alla popolazione Sabina fu offerta la cittadinanza romana senza diritto di voto, ma già nel 268 a.C. gli fu concessa la cittadinanza romana con l'inclusione in due nuove tribù, la Quirina e la Velina.

Al console Manio Curio Dentato si deve anche la bonifica dell'antico lacus Velinus, operata facendo confluire le acque nel vicino fiume Nera e dando così vita alla cascata delle Marmore, che permise la coltivazione su un'ampia pianura fertile. La conquista romana vide una trasformazione urbana della città, con la costruzione del Ponte Romano e del viadotto, corrispondente all'attuale via Roma, con cui la Via Salaria superava il fiume Velino e la successiva zona paludosa salendo fino al foro (attuale piazza Vittorio Emanuele II).

Plastico della città durante l'epoca romana, Museo Civico di Rieti - sezione archeologica

Nel corso del tempo molte furono le antiche famiglie sabine che ascesero al successo nella città di Roma e ne seguirono le sorti. Tra queste va menzionata la Gens Flavia, il cui esponente più noto, l'Imperatore Tito Flavio Vespasiano, diede inizio alla costruzione del Colosseo, o "Anfiteatro Flavio", a Roma. Viene inoltre sovente ricordato con l'appellativo "il Reatino" il poeta e scrittore romano Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti nel 116 a.C. a cui occasionalmente si è fatto riferimento quale "padre della Romana erudizione".

Il processo di cristianizzazione del territorio reatino fu avviato da San Prosdocimo nel I secolo[21], mentre la diocesi di Rieti fu fondata nel V secolo.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla caduta dell'impero romano, nel VI secolo Rieti vide l'arrivo dei Longobardi, che nel 568 avevano fatto il loro ingresso nella penisola. Barbari e pagani, ebbero ben presto a convertirsi al cristianesimo per mezzo dell'opera dei monaci benedettini della vicina Abbazia di Farfa. Nel 592 d.C. la Sabina divenne parte del Ducato di Spoleto e Rieti fu sede di un gastaldato.

Dopo il saccheggio dei saraceni, avvenuto durante il X secolo, la città fu ricostruita. La figura del Vescovo assunse importanza fondamentale con la ricostruzione della cattedrale nel 1109.

Nel 1151 la città fu assediata, presa per fame e poi distrutta da Ruggero II il Normanno.[22]

Divenne libero comune nel 1171 e si schierò sul fronte guelfo, sottoponendosi alla protezione papale.[22]

Il corteo nuziale di Costanza d'Altavilla

Il 23 agosto 1185 si celebrò a Rieti il matrimonio fra Costanza d'Altavilla ed Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa e futuro imperatore, alla presenza della sola sposa (Enrico era trattenuto in Germania per i funerali della madre). Il matrimonio fu ripetuto a Milano il 27 gennaio 1186; Rieti fu scelta per il valore simbolico e politico che aveva l'approvazione da parte della Chiesa nella prima città oltre i confini del Regno di Sicilia incontrata da Costanza nel percorso da Palermo a Milano, che percorreva accompagnata da un fastoso corteo di principi e baroni.[23]

Le mura medievali duecentesche

Tutto il XIII secolo fu un periodo di splendore e prosperità economica per la città di Rieti, che fu spesso eletta a sede papale: nell'arco di un secolo vi risiedettero i papi Innocenzo III (1198), Onorio III (nel 1219 e nel 1225), Gregorio IX (nel 1227, nel 1232 e nel 1234), Niccolò IV (tra il 1288 ed il 1289) e Bonifacio VIII (nel 1298).[24]

Questo periodo di splendore coincise, del resto, con la presenza di San Francesco d'Assisi, che dimostrò di apprezzare molto i luoghi della Piana Reatina (per questo motivo nota anche come Valle Santa) e vi soggiornò più volte: la prima probabilmente nel 1209, poi una lunga permanenza nel 1223 e un'altra dall'autunno 1225 all'aprile 1226, poco prima della morte.[25] Durante questi soggiorni fondò i quattro santuari di Greccio, La Foresta, Poggio Bustone e Fonte Colombo ed ebbero luogo la realizzazione del primo presepe vivente, ancor oggi simbolo mondiale della cristianità, la stesura della Regola definitiva dell'ordine francescano e (probabilmente) la composizione del Cantico delle creature.

A seguito dello sdegno del popolo durante il giovedì Santo del 1228 e di successive minacce, i cittadini romani costrinsero Papa Gregorio IX a fuggire da Roma, dandogli tuttavia un salvacondotto per Rieti. La vicenda fa capo alla questione relativa alla scomunica inflitta a Federico II di Svevia per il continuo rinvio della crociata già promessa a Papa Onorio III.

Il 13 luglio 1234, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, papa Gregorio IX canonizzò san Domenico, fondatore dell'ordine domenicano.[26]

Il 29 maggio 1289 Carlo II d'Angiò, figlio di Carlo I d'Angiò e fratello del Re di Francia Luigi IX il Santo, venne incoronato nella Cattedrale della città Re di Puglia, di Sicilia e di Gerusalemme da Papa Nicolò IV.

Durante la cattività avignonese Rieti fu conquistata dal re di Napoli e imperversarono lotte tra guelfi e ghibellini, di cui le potenti casate romane (tra tutte quella degli Orsini) approfittarono per costituire un dominio feudale sul territorio.[22] Il dominio dei nobili romani fu fermato da una spedizione del cardinale Albornoz nel 1354[22], che precedette il definitivo rientro del Papa a Roma nel 1377.

Nel 1378 Rieti si diede in signoria a Cecco Alfani, la cui famiglia dominò fino al 1425.[27]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del territorio della Sabina (1790)

Il XVI secolo si caratterizzò per l'emergere di grandi proprietari terrieri quali i Vincentini, i Vecchiarelli, i Potenziani, che, usufruendo della fertile pianura reatina ancora in corso di bonifica, diedero vita spesso ad aziende agrarie. La Piana Reatina fu nota, nel XVIII secolo, per la quantità di guado presente nel territorio lacustre, che servì a tingere di blu le divise delle truppe napoleoniche.

Tra il 1798 e il 1799, durante la Repubblica Romana, Rieti fu capoluogo di distretto ed insieme ai distretti di Foligno e Spoleto era parte del Dipartimento del Clitunno (capoluogo Spoleto). All'annessione dello Stato Pontificio nel Regno d'Italia da parte dell'impero napoleonico (1809), Rieti fu inserita nel Dipartimento di Roma e nel 1812 fu fatta capo di un arrondissement.

In seguito alla restaurazione, nel 1816 papa Pio VII divise lo Stato della Chiesa in 17 delegazioni, dove Rieti era capoluogo della Delegazione di Rieti (delegazione di 3ª classe, la meno importante) con sedi di governi distrettuali a Rieti e Poggio Mirteto. Nel 1850 Pio IX accorpò le delegazioni in cinque grandi legazioni; quella di Rieti, insieme a Perugia e Spoleto, entrò a far parte della III Legazione dell'Umbria con capoluogo Perugia.

Grazie anche alla sua posizione strategica, al confine tra stato Pontificio e regno delle Due Sicilie, la città di Rieti fu molto attiva durante il risorgimento. Il 7 marzo 1821 la battaglia di Rieti, considerata la prima del risorgimento, vide la sconfitta dei carbonari di Guglielmo Pepe per opera degli austriaci guidati dal generale Johann M. Von Frimont.

Nella breve durata della Repubblica Romana tre reatini ed un mirtense (Francesco Battistini, Giuseppe Maffei, Mario Simeoni e Ippolito Vicentini) fecero parte dell'assemblea costituente[28], mentre Giuseppe Garibaldi, insieme alla moglie Anita, fu a Rieti per quasi tre mesi, dal 29 gennaio al 13 aprile 1849, per presidiare i confini con il Regno delle Due Sicilie. Il generale alloggiò nel palazzo dei marchesi Colelli e requisì il Palazzo Vescovile per adibirlo a dormitorio della sua "Legione Romana".[29][30] Alla sua ripartenza fu seguito da numerosi volontari che si unirono alla legione, tra cui i giovani reatini Michele Paolessi e Carlo Tosi che persero la vita nell'assedio di Roma.[31]

L'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di Rieti ad inizio Novecento, prima dell'espansione al di fuori della cinta muraria e del prosciugamento delle cavatelle a meridione

Alla vigilia dell'unità d'Italia, gli accordi presi da Cavour sul piano internazionale avrebbero previsto la permanenza di Rieti nelle mani del pontefice, ma i reatini riuscirono ad ottenere lo scorporo del loro territorio dal Patrimonio di san Pietro, e quindi la possibilità di decidere immediatamente l'adesione al Regno d'Italia (a differenza di altri territori pontifici come Viterbo, che dovette attendere la breccia di Porta Pia per farne parte).[32] Di conseguenza, il 23 settembre 1860[27][33][34] in una Rieti tappezzata di bandiere tricolori fece ingresso l'esercito italiano, composto da due reggimenti di granatieri che accompagnavano il Regio Commissario per la Provincia di Rieti, il conte Oreste Biancoli di Bagnocavallo; il 3 e il 4 novembre si tenne una consultazione plebiscitaria che decretò l'annessione con 1963 voti a favore, 3 contrari e 4 schede nulle.[35] Rieti e la Sabina furono poi testimoni della campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma (1867): il 23 ottobre di quell'anno, mentre si recava a Roma con l'intenzione di liberarla, Garibaldi fu a Rieti per una seconda volta, e alla battaglia di Mentana presero parte ottanta volontari reatini, tra i quali persero la vita Pietro Boschi ed Ettore Lucandri.[31] Tre anni dopo, nella breccia di Porta Pia cadde il reatino Domenico Martini.[36]

Nel Regno d'Italia la città divenne capoluogo del circondario di Rieti, che entrò a far parte della provincia di Perugia insieme a Terni ed al resto dell'Umbria; rimasero insoddisfatte le richieste di vedere riuniti i territori di Rieti e Cittaducale in una provincia della Sabina con Rieti capoluogo. Le vicende di questo periodo portarono a profondi mutamenti socio-economici, ma il ruolo della città rimase marginale.

Alla figura di Giacinto Vincenti Mareri si deve un tentativo di rinnovamento, tramite la fondazione di un'azienda agraria aperta a nuovi tipi di colture e la fondazione della Cassa di Risparmio di Rieti nel 1846[35]; degno di menzione è anche il principe Giovanni Potenziani, che seguendo l'esempio del Vincenti Mareri avviò la coltivazione della barbabietola da zucchero. A questa pianta rimarrà legata per moto tempo la città e così la sua l'industria: nel 1873 fu inaugurato lo zuccherificio di Rieti, il primo in Italia[37], che dal 1887 grazie ad Emilio Maraini iniziò a produrre su scala nazionale. Grazie agli studi di Nazareno Strampelli, all'inizio del Novecento a Rieti vennero realizzate varietà di grano ad alta produttività e resistenti a fattori ambientali ostili.

Dalla costituzione della provincia ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Mussolini, in visita a Rieti nel luglio 1924, parla dal balcone del Palazzo Comunale

Nel 1923 il territorio di Rieti fu scorporato dall'Umbria ed inserito nella provincia di Roma; tramite il Regio Decreto n° 1 del 2 gennaio 1927, il governo fascista istituì 17 nuove province tra cui la provincia di Rieti[38] unendo il territorio del circondario di Rieti a quello dell'ex circondario di Cittaducale (precedentemente parte della provincia di Aquila degli Abruzzi) in un tentativo di ricreare la regione storica della Sabina.

La promozione a capoluogo di provincia permise alla città di dar vita a un processo di crescita più efficace. L'industrializzazione reatina fu poi legata ad un'altra azienda, la Supertessile, uno stabilimento per la produzione della seta artificiale successivamente acquisito da SNIA Viscosa.

Fotografia aerea del bombardamento dell'aeroporto di Rieti, da parte di aerei Baltimore e Curtiss Kittyhawk dell'aeronautica militare britannica, durante la seconda guerra mondiale

Gli avvenimenti più importanti della seconda guerra mondiale furono il bombardamento alleato del 19 novembre 1943[39] (nel quale rimasero seriamente danneggiati gli impianti industriali di viale Maraini, la stazione ferroviaria e l'aeroporto[40]), l'eccidio delle Fosse Reatine avvenuto il 9 aprile 1944[41] e il bombardamento del quartiere Borgo del 6 giugno 1944[42] che causò numerose vittime e rase al suolo parte del rione. Il 12 e il 13 giugno 1944 i tedeschi fecero saltare numerosi edifici (tra cui Porta Cintia, il ponte romano ricostruito nel 1939) e ne danneggiarono altri (l'aeroporto, lo Zuccherificio e gli altri stabilimenti industriali)[40], saccheggiarono la città e si ritirarono.[41] Il 16 giugno 1944 la città venne liberata con l'ingresso dell'esercito inglese.[41]

A partire dagli anni sessanta una spinta ulteriore verso la crescita industriale si ebbe con la nascita del nucleo industriale di Rieti-Cittaducale, grazie anche ai contributi della Cassa del Mezzogiorno.

Tuttavia in seguito, complici l'interruzione dei finanziamenti dell'ente pubblico e la mancanza di collegamenti veloci, le industrie sono andate incontro ad una crisi che dura ancor oggi.

La chiusura di molte aziende, inoltre, ha posto al centro del dibattito politico l'esigenza della bonifica e riqualificazione delle ex aree industriali (su tutte quelle dello zuccherificio e della Supertessile, ormai inglobate nel tessuto urbano per effetto dell'espansione edilizia).

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Rieti.
Stemma della Città di Rieti

Lo stemma della città è suddiviso in due parti ed è quindi uno stemma troncato. Nella parte superiore a sfondo rosso ruggine, si può vedere una figura femminile identificata con Rea Silvia, da cui deriverebbe anche il nome della città, che offre uno stendardo a un cavaliere a sua volta identificato nella figura di Manio Curio Dentato. Entrambi sono realizzati con un colore argentato, così come previsto dal decreto di riconoscimento, ma in alcune versioni si possono trovare d'oro[43].

Gonfalone della Città di Rieti

La metà inferiore a sfondo celeste riporta tre pesci ed una rete anch'essa d'argento. Il significato della metà superiore rimanderebbe all'opera romana di bonifica, eseguita per mano proprio di Manio Curio Dentato, quindi la scena simboleggerebbe il ringraziamento della popolazione del capoluogo sabino nei confronti di colui che liberò l'odierno territorio della piana reatina dalle acque paludose del lago. Pompeo Angelotti vedrebbe invece nella figura femminile la dea Rea nell'atto di porgere il comando della città al marito Saturno (Crono), ed effettivamente Rieti prende come sua fondatrice proprio Rea (e anche qui, dal suo nome deriverebbe quello della città stessa). La metà inferiore ha un significato meno chiaro. È raffigurata una rete che copre l'intera porzione dello stemma, sotto di essa nella parte alta sono piazzati due pesci e un terzo è posizionato più in basso, a formare quindi con gli altri due un triangolo rivolto a terra, ma a differenza dei precedenti, questo si colloca sopra la rete ed è visibilmente più grosso. La spiegazione vedrebbe la rete come un simbolo della legge e i due pesci da essa racchiusi come i cittadini che a essa devono sottostare. Il pesce più grande quindi, sarebbe un Magistrato a cui spetta il compito di farla rispettare. Lo scudo attuale è sovrastato da una corona da marchese e ornato in basso da una di foglie e a volte da un nastro che recita: in pratis late rea condidit ipsa reate[44]. Originariamente lo stemma della città era costituito interamente da una semplice rete senza la rappresentazione dei pesci e della scena presente nella parte superiore.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La città si presenta come un piccolo centro abitato di grande tranquillità ma dotata di alcune eccellenze che la rendono interessante, specie se inserita nell'insieme della sua provincia. Negli ultimi anni ha cercato nuove vie per la crescita del suo territorio e della sua provincia ed oggi lo sviluppo del settore turistico è una delle vie più battute. Notevole è l'importanza del fattore religioso, che può contare sulla presenza di due dei quattro santuari Francescani, quello di Fonte Colombo e quello de La Foresta e sulla vicinanza con i restanti due, siti nei vicini comuni di Greccio e Poggio Bustone. Molti pellegrini giungono, infatti, nella "Valle Santa" per ripercorrere, con il Cammino di Francesco, le gesta ed i momenti della vita del San Francesco d'Assisi.

Molto caratteristico il centro storico, posto su una leggera altura ai margini della conca reatina, protetto su un lato da una cinta muraria di origine medievale ancora per la maggior parte intatta e ben conservata. Via Roma, una delle più vive del centro, divide la città nei rioni medievali di San Francesco, San Rufo, della Verdura e Santa Lucia.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Rieti.
L'interno della Cattedrale e il campanile
Cattedrale basilica di Santa Maria Assunta
Costruita tra il 1109 e il 1225, presenta un esterno in stile romanico e un interno barocco. Il complesso comprende una cripta, la torre campanaria del 1252, il battistero (che ospita il Museo diocesano di Rieti), il portico del 1458 e diverse cappelle settecentesche, tra cui quella dedicata a Santa Barbara, progettata dal Bernini. All'interno si trovano sculture di Federico di Filippo di Ubaldo da Firenze, Gian Lorenzo Bernini, Giovanni Antonio Mari e Lorenzo Ottoni, e dipinti di Antoniazzo Romano, del figlio Marcantonio Aquili, di Lorenzo Torresani, Andrea Sacchi, Francesco Romanelli, Lattanzio Niccoli e Vincenzo Manenti.[45]
Basilica minore di Sant'Agostino
Innalzata a metà del XIII secolo, è una delle più importanti chiese di Rieti. La facciata, in stile romanico-gotico, è in pietra e presenta un portale di ingresso sovrastato da un timpano ed un rosone, e termina con un attico leggermente sporgente. L'interno, a navata unica, è sormontato da capriate in legno e termina in tre absidi sulle quali si aprono una finestra trifora e due bifore.
Chiesa di San Domenico
La chiesa di San Domenico fu edificata nel 1266, all'indomani della canonizzazione (avvenuta a Rieti) del fondatore dell'ordine domenicano. È stata recentemente recuperata e riaperta dopo un degrado che durava da quasi due secoli. L'interno è conseguentemente piuttosto spoglio, ma si sono salvati due affreschi di Liberato da Rieti (uno dei quali fu distaccato e spostato al Museo Civico negli anni sessanta), e vi è stato recentemente costruito l'imponente organo Dom Bedos-Roubo, che misura 14 metri di altezza ed è costruito in base a due trattati del Settecento.[46]
Convento di San Domenico (chiostro della Beata Colomba e oratorio di San Pietro martire)
Annesso alla chiesa di San Domenico si trova l'ex convento, del quale fanno parte il chiostro della Beata Colomba, adornato con lunette affrescate e un giardino all'italiana, e l'oratorio di San Pietro martire, una piccola cappella che ospita un importante affresco del Giudizio Universale dei fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani (1552-1554); tuttavia attualmente il convento fa parte della caserma Verdirosi[47] e per accedervi, solo in giorni prestabiliti, è necessario un permesso.
Chiesa di San Francesco
Costruita nel 1253, affaccia sull'omonima piazza; fu la seconda chiesa ad essere dedicata al culto del santo, dopo la basilica di Assisi. Realizzata in stile gotico-romano con una facciata a frontone molto semplice, in pietra, dotata di un portone a strombatura sovrastato da una lunetta e da un piccolo rosone. L'interno è a tre navate, con una copertura a capriate che sostituisce l'originale volta barocca che crollò durante il terremoto del 1898. Di fianco alla chiesa vera e propria è situato l'oratorio di San Bernardino e l'ex convento dotato di chiostro, oggi sede del liceo scientifico Carlo Jucci. All'interno della chiesa ogni anno si svolgono le celebrazioni per il Giugno Antoniano e da qui parte la Processione di Sant'Antonio.
Santuari francescani della Valle Santa
Nei dintorni di Rieti si trovano i quattro santuari fondati da San Francesco d'Assisi, che danno alla piana su cui sorge Rieti il nome di Valle Santa. Nel territorio comunale reatino ricadono i santuari di Fonte Colombo e della Foresta, posti in posizione isolata su due rilievi ai margini della pianura, rispettivamente nei pressi delle frazioni di Sant'Elia e Castelfranco; ad essi si aggiungono quelli di Greccio e Poggio Bustone, siti nei rispettivi comuni limitrofi. Il percorso che collega i quattro santuari è un cammino di pellegrinaggio noto e molto visitato, detto cammino di Francesco.
Chiesa di Sant'Antonio Abate
Commissionata al Vignola nel 1570 e completata nel XVII secolo, fa parte di un complesso architettonico trecentesco che comprende anche un ospedale e un cimitero. Oggi l'edificio è chiuso al pubblico, abbandonato in uno stato di profondo degrado.
Chiesa di Santa Lucia
La chiesa e il convento di Santa Lucia sono stati fondati nel 1253 grazie all'interessamento del beato Angelo Tancredi. La chiesa attualmente visibile è il risultato di interventi risalenti alla prima metà del Settecento. Il convento in passato era molto importante, e vi furono monache tre nipoti del Bernini, che per questo motivo realizzò due statue e l'altare maggiore, che sono conservati nella chiesa, e forse un dipinto (più probabilmente opera di Ciro Ferri). Il convento, espropriato dopo l'unità d'Italia, oggi ospita un polo culturale che comprende la biblioteca comunale Paroniana e una sezione del Museo Civico.
La chiesa di San Rufo e il monumento che segna il centro d'Italia
Chiesa di San Rufo
La chiesa di San Rufo è collocata nella piccola piazza omonima nella quale, secondo la tradizione, è collocato il centro d'Italia (Umbilicus Italiae). La chiesa ha origini altomedievali, ma l'edificio attualmente visibile risale al 1748 ed è opera di Melchiorre Passalacqua. Sulla facciata (in stile neoclassico) si apre il portale, sollevato da terra da cinque scalini, stretto ai fianchi da due lesene e in alto da un timpano. L'interno (in stile barocco) è costituito da un'unica navata decorata da stucchi e particolari in legno; qui si possono ammirare i dipinti L'estasi di San Camillo de Lellis di Pierre Subleyras e soprattutto L'angelo custode di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, che in passato fu attribuito al Caravaggio per via del gioco di luci ed ombre che ne ricorda lo stile della fase matura.
ex Chiesa di Santa Scolastica
Costruita tra il 1696 e il 1717 su progetto di Francesco Fontana, è l'unica chiesa di Rieti con pianta a croce greca; oggi è sconsacrata e costituisce l'Auditorium Varrone.
Chiesa di San Pietro martire
Fu costruita nel 1266 dai Padri Cistercensi. La facciata in conci di travertino delimitata da due lesene è estremamente semplice e l'elemento di maggior rilievo è il portale del 1546, opera di Giacomo da Locarno e Stefano da Como, che presenta sei colonnine in pietra (tre per lato) poggiate ognuna, su uno scudo che raffigura un busto di San Piero e che sostengono un architrave. Questo portale in origine era collocato nella facciata dell'oratorio di San Pietro martire (chiesa di San Domenico) e fu spostato nel 1576 alla sua posizione attuale.
ex Chiesa di San Pietro Apostolo
Di origine antecedente al XII secolo, si trova in via Roma. Oggi è sconsacrata ed è sede di una libreria.
Convento di Sant'Antonio al Monte
Costruito alla fine del XV secolo, è collocato sul colle di San Biagio a meridione della città. La chiesa fu ampiamente ristrutturata a metà del XVII secolo.
Chiesa di San Giovenale e San Vincenzo Ferreri, detta Santa Maria della Scala
La chiesa, oggi sconsacrata e nota come Auditorium dei poveri, ospita eventi culturali. Al suo interno si trova il bassorilievo Il genio della morte di Bertel Thorvaldsen, allievo del Canova, commissionato da Angelo Maria Ricci per la tomba della moglie Isabella Ricci Alfani.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

I resti del Ponte Romano, adagiati sul fondale del Velino
Resti del Ponte Romano
Costruito nel III secolo a.C., il Ponte Romano era parte dell'antica consolare Via Salaria, e rappresentava il principale accesso alla città da sud, nonché il collegamento tra centro storico e quartiere Borgo. Fu demolito negli anni Trenta a causa dell'altezza insufficiente rispetto al livello del fiume, che più volte lo aveva inondato e danneggiato. I resti del ponte furono adagiati nelle acque e ancora oggi emergono dal fondale del Velino, a fianco del ponte moderno costruito nel dopoguerra.
Teatro Flavio Vespasiano
Posto lungo Via Garibaldi, annualmente vi si svolge un'intensa attività teatrale. Venne costruito sul finire dell'Ottocento e, a tutt'oggi, l'acustica del teatro viene considerata come la migliore d'Italia e una delle migliori al mondo.[48][49][50]
Il Palazzo Vescovile e le volte al pianterreno
Palazzo Vescovile o Palazzo Papale
Innalzato nel 1283 in ragione della presenza a Rieti della curia papale, il Palazzo Vescovile è stato la dimora di diversi pontefici. Si trova a destra della Cattedrale, con la fiancata lungo via Cintia. La facciata romanica contiene una loggia, riportata all'aspetto originario con un restauro ad inizio novecento. Il piano terra ospita delle maestose volte a crociera gotiche a due navate, sorrette da sei pilastri; al primo piano si trova invece il salone delle udienze, che dal 2005 ospita la pinacoteca del museo diocesano.
Palazzo Comunale
È il palazzo più importante di piazza Vittorio Emanuele II ed è la sede del municipio oltre che del Museo Civico. L'edificio è il risultato di molte opere di ampliamento e ristrutturazione di una struttura risalente al XIII secolo.[51] La facciata (opera di Filippo Brioni, 1748) ha uno stile tardo barocco con due ordini di finestre, e culmina in un piccolo campanile; al pianterreno si trova un portico, sotto il quale sono presenti un busto di Giuseppe Garibaldi e uno di Vittorio Emanuele II. Sul suo fianco sinistro si erge una torre di cinque piani rivestita in travertino, innalzata nel 1940.
Palazzo Dosi Delfini
Sorge su piazza Vittorio Emanuele II ed è la sede della Sabina Universitas. La facciata, in bugnato di pietra calcarea, integra elementi del tardo barocco con alcuni elementi neoclassici. All'interno del palazzo è presente un piccolo cortile ellittico e a livello del primo piano può essere osservata una statua in bronzo di Santa Barbara.
Giardini e loggia vignolesca
Facciata di Palazzo Vincentini
Palazzo Vincentini (della Prefettura o del Governo)
È un palazzo rinascimentale che sorge su piazza Cesare Battisti; oggi è sede della prefettura. La sua ristrutturazione nella forma attuale iniziò nel 1589 su un progetto di attribuzione dibattuta: in passato venne attribuito al Vignola per via delle forme che lo ricordano, ma oggi si ritiene che sia opera di Giovan Domenico Bianchi.
Il lato rivolto verso la Cattedrale è munito di una splendida loggia formata da due ordini di archi, che affaccia su un giardino all'italiana da cui si gode una visuale panoramica sul lato sud della città; il giardino è pubblicamente accessibile dal 1927, quando la famiglia Vincentini cedette l'edificio alla neonata provincia reatina. All'interno, il piano terra è decorato con pitture del 1932 che raffigurano Marco Terenzio Varrone e Tito Flavio Vespasiano; al primo piano si trovano le stanze dove alloggia il Prefetto, ed è di particolare rilevanza il camino in marmi policromi risalente al Cinquecento, che riporta iscrizioni in oro.
Palazzo Vecchiarelli
È collocato lungo via Roma, con un imponente portale e un'elegante facciata tardo rinascimentale. Fu realizzato sul finire del XVI secolo su progetto di Carlo Maderno[52].
Palazzo Vincenti Mareri
Risalente al XIX secolo, è la residenza storica dei conti Vincenti Mareri. Il suo attuale aspetto neoclassico è opera di Giuseppe Valadier, che lo ingrandì fondendolo con i preesistenti palazzi degli Aligeri e dei Cerroni. Due portali in bugnato danno accesso alla corte interna, dove si trova un giardino all'italiana con una fontana su cui si trova una statua in terracotta di Cerere, copia di un originale romano.[35]
Palazzo Ricci
Esempio di architettura neoclassica, ha la facciata in piazza Oberdan e il fianco in piazza Mazzini. È appartenuto alla nobile famiglia di Angelo Maria Ricci; oggi ospita uffici dell'amministrazione comunale. Il palazzo era sede di una notevole collezione di opere pittoriche prevalentemente del Seicento, il cui fiore all'occhiello era costituito dal gesso originale della Ebe di Antonio Canova attualmente conservata presso il Museo Civico di Rieti.
Palazzo Potenziani Fabri
È situato in via dei Crispolti ed al suo interno ospita una serie di affreschi. Fondato nel XIII secolo, è stato posseduto prima dai Fabri e poi dai Potenziani fino 1979, quando fu sottoposto ad un impegnativo restauro, che ha permesso di riportarlo all'aspetto originario. Oggi appartiene alla Fondazione Varrone, che vi ha collocato la sua sede; per questo motivo non è sempre visitabile.
Palazzo Secenari
Risalente al XIV secolo, è situato in via Roma e si distingue per una bifora quattrocentesca.
Palazzo del Seminario
Sorto in luogo del Palazzo Pretorio e del Podestà (fine XIII secolo), venne trasformato in seminario diocesano ed inaugurato nel 1564; fu il primo seminario ad essere istituito secondo le norme del concilio di Trento[53], se si esclude il piccolissimo seminario di Larino. I lavori per la trasformazione dell'edificio furono diretti dal Vignola, ma gli ampliamenti dei secoli successivi rendono difficile individuare i caratteri del suo intervento.
Palazzo Crispolti
Costruito agli inizi del XVIII secolo su progetto del comasco Michele Chiesa, con una facciata ridisegnata nel 1814 da Giuseppe Subleyras. Nel 1877 fu ceduto dalla famiglia Crispolti all'allora Cassa di Risparmio di Rieti e riallestito su progetto dell'ingegnere Angelo Blasetti; da allora ospita gli uffici della sua sede centrale.[35]
Palazzo delle Poste
Costruito nel 1934, si trova alla fine di via Garibaldi ed è opera dell'architetto Cesare Bazzani.
Sede del Comando provinciale dei Carabinieri
Collocato nel quartiere Micioccoli, l'edificio è stato realizzato nel 2003 su progetto dell'architetto Manfredi Nicoletti.[54]

Cinta muraria[modifica | modifica wikitesto]

Le mura medievali, rispettivamente lungo piazza Marconi e viale Morroni
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mura di Rieti.
Mura romane
La cinta muraria di epoca romana è in gran parte scomparsa, ma rimangono visibili numerose tracce, specialmente nei casi in cui edifici di epoca successiva ne hanno riutilizzato i blocchi.
Mura medievali
Risalenti al XIII secolo, sono considerate tra le più imponenti e meglio conservate del Lazio.[55] Cingono la città per tutto il lato settentrionale, e formavano un'efficace sistema difensivo insieme al fiume Velino e alle cavatelle, oggi prosciugate, del Borgo e di Fiume de' Nobili. Lungo le mura si aprono cinque porte:

Vie, piazze ed archi medievali[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Vittorio Emanuele II
La fontana dei Delfini in Piazza Vittorio Emanuele II
È la principale piazza della città. Su di essa affacciano il Palazzo Comunale e Palazzo Dosi nonché gli storici caffè Gengarelli e Quattro Stagioni. Al suo interno si trova la seicentesca fontana dei Delfini.[56]
Via Roma
È la via principale del centro di Rieti, e ne rappresenta il cardo. La superficie stradale è ancora oggi sorretta dagli archi del viadotto romano del III secolo a.C., che costituiva la parte urbana dell'antica via Salaria; il viadotto è visitabile tramite il percorso guidato della Rieti sotterranea, che si snoda tra le cantine dei palazzi nobiliari che fiancheggiano la via.[57]
Via Cintia e via Garibaldi
Via Cintia e via Garibaldi costituiscono il decumano della città; lungo di esse si trovano alcuni dei più importanti palazzi di Rieti.
Piazza San Rufo Centro d'Italia
Piazza San Rufo è una piccola piazzetta tipicamente medievale, raggiungibile da quattro stretti vicoli. Oltre ad ospitare l'omonima chiesa (descritta più in alto), in essa la tradizione individua l'esatta collocazione del centro geografico della penisola italiana (Umbilicus Italiae). Per ricordarlo sono presenti un monumento (realizzato nel 2001, e chiamato scherzosamente "la caciotta" per la sua forma circolare e bassa che ricorda una forma di formaggio) e una targa.
Arco di Bonifacio VIII o Arco del Vescovo
Scavalca via Cintia appoggiandosi al Palazzo Vescovile, fu fatto costruire da Papa Bonifacio VIII nel 1298, dopo aver assistito terrorizzato ad un terremoto che colpì la città.
L'arco di Santa Lucia (XIII secolo)
Altri archi medievali
Le vie del centro storico di Rieti sono disseminate di archi medievali; tra gli altri si ricordano quelli di Santa Lucia (XIII secolo), del Seminario e di via del Forno.
Zona dei Pozzi
La zona di via dei Pozzi è caratterizzata da un tessuto urbanistico tipico della città medievale, con stretti vicoli e archi.
"Pincetto"
Il "pincetto" è una rampa che collega piazza Oberdan con via Centuroni, così chiamata per l'analogia con quella del Pincio di Roma.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La pinacoteca del museo diocesano
Museo Civico
Si compone di una sezione Storico-Artistica, collocata a Palazzo Comunale, e di una sezione archeologica, collocata a breve distanza nell'ex monastero di Santa Lucia. Tra le principali opere conservate ci sono: una Ebe di Antonio Canova (1815), un polittico di Luca di Tommè (1370), varie opere di Antoniazzo Romano tra cui la Madonna del Latte (la più antica a lui attribuita, 1464), il trittico Crocifissione di Zanino di Pietro e varie opere dei reatini Antonio Gherardi, Carlo Cesi e Antonino Calcagnadoro (a cui è dedicata un'intera sala); nella sezione archeologica sono esposte sculture, monete, oreficeria ed oggetti di epoca preistorica, etrusca, ellenistica e romana, tra cui si ricorda un'urna a capanna dell'età del ferro proveniente dalla necropoli di Campo Reatino.
Museo diocesano dei beni ecclesiastici
È un percorso museale costituito dal Museo del Tesoro del Duomo (ospitato nel battistero della Cattedrale), un museo di suppellettili liturgiche (situato in ambienti adiacenti alla Cripta della Cattedrale), un lapidario (collocato nel vestibolo che dalla cripta conduce al Palazzo Vescovile), e dalla Pinacoteca Diocesana (allestita nel salone delle udienze del Palazzo Vescovile).

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento alla Lira
Monumento nazionale alla Lira
In Piazza Cavour si trova un monumento dedicato alla lira italiana, inaugurato il 1º marzo 2003 all'indomani dell'introduzione dell'Euro. Realizzata con la fusione di 2 200 000 monete da 200 lire[58] presso le Fonderie Caggiati di Parma, disegno di Daniela Fusco, l'opera rappresenta l'Italia turrita che sostiene una grande moneta da una Lira, mentre su uno dei tanti drappi che l'avvolgono è impressa la scritta "L'Italia per la Lira". La faccia anteriore della moneta riporta l'incisione della Lira coniata nel 1951, mentre il retro originariamente corrispondeva a quella della moneta da una lira emessa nel 1861, ma fu sostituito nel 2008 e oggi la statua tiene fra le mani una moneta con i dritti della prima e dell'ultima Lira coniata. La statua è rivolta verso il Ponte Romano, mentre su un lato scorre un piccolo rivolo d'acqua che simboleggia il fiume Velino, il simbolo della ricchezza di Rieti e della sua provincia: l'acqua. Rieti fu scelta per la collocazione del monumento per il suo valore simbolico, dato che il capoluogo sabino è storicamente riconosciuto come il centro della penisola.
Monumento ai Caduti
Il monumento ai Caduti, opera dello scultore Inghilleri e di Antonino Calcagnadoro, si trova in piazza Mazzini e rappresenta la figura di un angelo. È stato inaugurato insieme al palazzo degli studi (liceo classico/istituto magistrale) il 13 giugno 1926.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sciatori al Terminillo
Il versante leonessano del Terminillo d'estate
Monte Terminillo
Nel territorio comunale di Rieti rientra buona parte del monte Terminillo (2216 m s.l.m.), terza vetta più alta del Lazio, che è una destinazione molto frequentata durante la stagione invernale. Migliaia di persone, provenienti da tutta la regione, sfruttano la stagione sciistica per apprezzare le bellezze della montagna, usufruendo dei numerosi alberghi presenti. Tuttavia il numero dei turisti è fortemente diminuito nel corso degli ultimi trent'anni, principalmente a causa di un'impiantistica obsoleta e invariata da decenni, e per la mancanza di collegamenti rapidi con le altre città. Le grandi folle di turisti, soprattutto romani, regolarmente presenti negli anni sessanta e settanta (tanto da far valere al Terminillo il soprannome di "Montagna di Roma"), si sono progressivamente riversate sulle vicine montagne abruzzesi, meglio attrezzate e collegate a Roma dall'autostrada A24. Oggi si sta cercando di ridare slancio alla montagna, ne è un esempio la realizzazione dell'illuminazione di un tratto delle piste da fondo il quale può così essere utilizzato anche in notturna, e dell'ammodernamento di alcuni impianti. La montagna comunque non offre attrazioni solo per gli amanti dello sci: infatti anche d'estate si presta per escursioni lungo i percorsi segnati del CAI.
Piana Reatina
La pianura che circonda Rieti è un'area densamente coltivata e ancora scarsamente antropizzata. Circondata dal Terminillo e dai monti Sabini, al suo interno si possono trovare panorami pittoreschi, casali di campagna e corsi d'acqua. Nella bella stagione molti reatini vi si recano per passeggiare o per fare sport, lungo le molte strade poderali che la percorrono o nella ciclovia della Conca Reatina.
Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile
All'interno della Piana Reatina si trova anche la riserva naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile, che dista circa 7 km dal capoluogo e si estende per 3200 ettari, divisi tra il territorio di Rieti e dei comuni limitrofi.[59] Al suo interno si trovano il Lago Lungo e il Lago di Ripasottile, gli unici bacini d'acqua naturali rimasti dopo il prosciugamento dell'antico Lago Velino, intorno ai quali si estende una zona umida dominata dai canneti; nella riserva si possono osservare germani, gallinelle, aironi e altri uccelli migratori.
Cammino di Francesco
È il cammino di pellegrinaggio che si snoda nella Piana Reatina e ripercorre le i passi di San Francesco d'Assisi nella Valle Santa toccando i quattro santuari francescani (Greccio, La Foresta, Fonte Colombo e Poggio Bustone) e altri luoghi simbolo del francescanesimo. È una proposta valida sia nel campo del turismo religioso che nel campo naturalistico. Il percorso, lungo circa 80 km, è diviso in otto tappe e tocca anche il centro di Rieti. Dal 2003 è stato attrezzato con cartelli e indicazioni che permettono ai viaggiatori di orientarsi lungo il tragitto, e inoltre è stato creato un attestato chiamato “Passaporto”, conferito a tutti coloro che si sottopongono al viaggio, che documenta l'effettivo compimento del percorso, da timbrare ad ogni tappa.
Il tratto del fiume Velino dietro la chiesa di San Francesco
Fiume Velino
Il fiume Velino attraversa la città e delimita il centro storico a sud, separandolo dal quartiere Borgo, e un tempo costituiva insieme alla cinta muraria la sua difesa naturale. Mantiene ancora oggi buona parte della limpidezza che lo ha sempre caratterizzato, tanto che persino il tratto cittadino è abitato da oche e germani reali, regolarmente visibili anche nei tratti più centrali del fiume. A Rieti sono pochi i viali lungofiume, ragion per cui le sponde del Velino hanno un aspetto "verde" e non urbanizzato. La sponda sinistra del fiume (quella meridionale) oggi è interamente seguita da un sentiero ciclopedonale, meta di coloro che amano correre all'aperto o semplicemente fare passeggiate a piedi o in bicicletta, che forma una specie di parco urbano e nel suo primo tratto è attrezzato con panchine ed attrezzi ginnici (cosiddetta "Giorlandina"). Il Velino è attraversato da sette ponti, da ovest a est: "Ponte di ferro" (stradale e ferroviario), ponte ciclopedonale del Campo Scuola, Ponte Giovanni XXIII, Ponte Romano, ponte ciclopedonale tra piazza San Francesco-piazza Cavour, e Ponte Cavallotti.
Fonte Cottorella
Le sorgenti di Fonte Cottorella si trovano circa un chilometro a sud della città; da queste fonti sgorga un'acqua oligominerale. Attorno alle sorgenti si trova un'area verde con panchine e tavoli, nonché uno stabilimento termale e un ristorante.
Sentiero sul colle della Foresta
Colle della Foresta
Il colle della Foresta (600 metri s.l.m.) è un'altura che si trova a nord-est della città, rappresenta l'estrema propaggine meridionale dei monti Reatini, e si interpone tra i quartieri Micioccoli e Campoloniano. La sua sommità si raggiunge percorrendo per circa quattro chilometri la strada provinciale n. 7; su di esso si trova la frazione di Castelfranco e il santuario della Foresta. Diversi sentieri, soprattutto nei pressi del santuario, permettono di immergersi nella fitta vegetazione che lo ricopre. Sul colle si trovano anche un ristorante e un golf club.
Colle San Mauro
Colle San Mauro (530 metri s.l.m.[60]) è situato ad est del centro storico e a sud del quartiere Villa Reatina. Percorrendo la strada che vi conduce per 400 metri, a partire dalla centralissima Porta D'Arci, si trova una pineta attrezzata come parco urbano, con tavoli da picnic, e poche centinaia di metri più avanti un belvedere, da dove si gode di un ottimo panorama del centro storico della città. Sul colle si trovano inoltre il convento dei frati Cappuccini e la Villa Potenziani (oggi albergo). La vegetazione comprende lecci, abeti e pini d'aleppo.[61]
Il parco "vittime 6 aprile 2009" in via Liberato di Benedetto
Parchi cittadini
Tra i parchi pubblici comunali, il principale è il parco "vittime 6 aprile 2009" in via Liberato di Benedetto (esteso per due ettari e mezzo), dove si tiene ogni anno la Festa dello studente. Più piccoli (intorno a un ettaro) il parco "6 giugno 1944" di Campomoro, il parco "Coriandolo" di Madonna del Cuore (dove si tiene annualmente il Rieti Sport Festival) e il "Paul Harris" di Micioccoli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2015 la popolazione residente nel comune di Rieti era di 47.729 unità, costituita al 47,4% da maschi e al 52,6% da femmine[62].

Abitanti censiti[63]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione straniera residente al 1 gennaio 2016 rappresenta il 5,7% ossia 2 699 persone[64], in aumento rispetto ad un anno prima. I gruppi nazionali più numerosi sono:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto sabino.

Il dialetto della città di Rieti si inserisce nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone. In particolare nel dominio reatino-aquilano, area tradizionalmente conservativa, viene tuttora mantenuta la distinzione fra -o ed -u finali, a seconda dell'originaria matrice latina: ad esempio all'Aquila si ha cavaju per "cavallo" (latino: caballus), ma scrio per "io scrivo" (latino: scribo).

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

A Rieti esistono diverse manifestazioni legate alle tradizioni locali di origine più o meno antiche:

Preparazione dell'Infiorata di Sant'Antonio per la Processione dei Ceri
  • La Processione dei Ceri è il culmine delle celebrazioni in onore di Sant'Antonio da Padova note come Giugno Antoniano, santo per il quale esiste una fortissima venerazione. Ogni anno il 12 giugno avviene l'esposizione della statua del santo, festeggiata con la Fiera di Sant'Antonio; due domeniche dopo ha luogo la processione, nella quale la statua (che con la macchina lignea supera la tonnellata di peso) percorre le strade del centro storico infiorate ed addobbate con luminarie. La processione deve il suo nome al fatto che la maggioranza dei fedeli porta grossi ceri votivi che rimangono accesi per l'intera durata della processione, regalando con il calar della sera un pittoresco spettacolo all'osservatore.
  • La fiera di Santa Barbara ha inizio con il 3 dicembre (la cosiddetta "apparsa") e finisce con il giorno seguente per festeggiare la giornata di Santa Barbara, patrona della città. In passato si svolgeva per le vie del centro storico, mentre oggi trova spazio lungo le strade del quartiere Molino della Salce. Nonostante tale spostamento abbia privato la fiera di uno sfondo esteticamente più pregiato, le strade lungo le quali si snoda, sono invase ogni anno da un'intensa folla, alla ricerca delle più svariate merci. Contemporaneamente nella zona di Foro Boario, si svolge un mercato di bestiame e attrezzature, nonché macchine, per uso agricolo.
L'edizione 2008 del Palio della Tinozza
  • La Festa del Sole con il Palio della Tinozza è una manifestazione che si tiene a fine luglio e consiste in una serie di gare acquatiche nel fiume Velino ed altri eventi di contorno; ha origini recenti ma è particolarmente amata dai reatini, che vi assistono dal Ponte Romano. Le gare comprendono un duello, durante il quale i concorrenti dei vari rioni cercano di far cadere l'avversario in acqua colpendolo con una pertica, una corsa di biciclette munite di galleggianti e pale al posto delle ruote, una gara di barche fiumarole, una gara di nuoto e il Palio della Tinozza, la gara più attesa, una gara dove i concorrenti sono seduti all'interno di una tinozza (una sorta di “mezzo tino”) e si spingono con un remo. A questa tradizione si devono due dei gemellaggi allacciati dalla città di Rieti.
  • La rievocazione dei Cavalli infiocchettati, che si svolge dal 1980, si tiene la prima domenica dopo il 17 gennaio e consiste nella sfilata di cavalieri in costume storico che cavalcano cavalli addobbati, lungo un percorso che va da piazza Chiesa del Suffragio fino alla chiesa di Sant'Antonio Abate. La tradizione rievocata risale all'inizio del Novecento, quando il mestiere più diffuso nel quartiere Porta D'Arci era il carrettiere e presso la chiesa di Sant'Antonio Abate, nel giorno della ricorrenza del santo protettore degli animali, si teneva la loro benedizione.[65]
  • La rievocazione dell'incoronazione di Carlo II D'Angiò, avvenuta nel 1289 per mano di Papa Niccolò IV nella cattedrale di Rieti, è una sfilata in costumi medievali che si tiene a fine agosto di ogni anno dal 1998 e si svolge negli stessi luoghi e con le stesse modalità riferite nella descrizione del cardinale Giacomo Stefaneschi. È preceduta dell'allestimento di spazi a tema medievale e da giochi tra i rioni della città (palio dell'anello, corsa della traglia, tiro alla fune e corsa dei somari).[66][67]
  • L'usanza dei lumi dell'Ascensione oggi è andata quasi completamente perduta, ma un tempo era tradizione collocare fuori dalle finestre un lume, in occasione della Festa dell'ascensione del 31 maggio, per indicare la strada all'ascesa del Signore.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ospedale Provinciale San Camillo de Lellis[68]
  • Scuola Interforze per la Difesa NBC: ha sede, dal 1994 presso la caserma Attilio Verdirosi.[69][70].

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Posizionamento nella classifica della qualità della vita di Il Sole 24 ore
Dato riferito alla provincia:
2006 71[71]
2007 56[72]
2008 51[73]
2009 43[74]
2010 63[75]
2011 75[76]
2012 75[77]
2013 74[78]
2014 78[79]

Rieti è da anni classificata ai primi posti in fatto di basso tasso di delinquenza. In un rapporto del Viminale del 2008 la città sabina è risultata quella con il secondo più basso numero di scippi in tutta Italia (due in tutto l'anno) mentre per ciò che riguarda i furti con destrezza e i furti d'auto, lo stesso rapporto indica rispettivamente un totale di 89 ed 83, entrambi in calo rispetto all'anno precedente. Più alto il numero di truffe che ammontano a un totale di 240[80].

il centro storico visto dalla pista ciclabile del parco del Velino

Nella classifica "Ecosistema urbano" realizzata da Legambiente nel 2016, che valuta la qualità dell'ambiente nei comuni italiani capoluogo di provincia, Rieti si piazza al 54º posto[81].

In una recente indagine del Sole 24 Ore sul BIL "Benessere Interno Lordo" colloca la città e la sua provincia al 18º posto[82][83] in Italia.

Nella classifica sulla qualità della vita del quotidiano Italia Oggi la città è classificata al 46° posto[84]

Dati occupazionali[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati pubblicati dall'Istat nel 2007, la disoccupazione nella Provincia di Rieti era del 5,3% a fronte di un dato nazionale del 6,1% e di uno regionale del 6,4%. Dato questo che secondo i sindacati non coinciderebbe con la realtà, considerando che in base a i dati del Centro per l'Impiego della Provincia di Rieti i cittadini in cerca di lavoro nello stesso anno erano circa 29.000 e non 3.000 come ricavabile dai dati dell'istituto nazionale.[85] Nel 2008, in base all'analisi realizzata dal Sole 24 Ore il 59,5% dei giovani tra i 25 e i 34 anni di età possiedono un posto di lavoro di qualche tipo, a fronte di una media nazionale del 60,4%, dato questo che colloca la Provincia di Rieti al 62º posto tra i 103 capoluoghi di provincia italiani[86]. Nel 2011 la disoccupazione giovanile ha raggiunto il drammatico dato del 35%, uno dei peggiori dati a livello europeo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Due sono le principali biblioteche Reatine. Una di queste è la Biblioteca Comunale Paroniana, dal nome del Monsignor Giovanni Filippo Paroni, la quale fu inaugurata il 4 giugno del 1865 nell'ex convento di S. Agostino. Dopo alcuni spostamenti dovuti al costante aumento dei volumi conservati, ha trovato la sua attuale collocazione presso l'ex monastero di Santa Lucia nel 1998. La biblioteca possiede circa 140 000 volumi stampati, 23 000 dei quali antichi, risalenti ad un periodo compreso fra il XV e il XIX secolo, 466 testate di periodici, dei quali 100 correnti, 78 codici, 80 incunaboli, un cospicuo numero di manoscritti, e materiale non raccolto in libri.[87]

Le officine della cultura della Fondazione Varrone, in largo San Giorgio

Vi è poi la Biblioteca della Fondazione Varrone (ex Biblioteca Benedetto Riposati). Nacque nel 1982 quando Monsignor Benedetto Riposati, latinista dell'università Cattolica di Milano, donò la propria biblioteca all'allora Cassa di Risparmio di Rieti, che fu sistemata nella sede di via dei Crispolti 22, presso Palazzo Potenziani Fabri. La raccolta di libri è stata poi ampliata dalla Fondazione Varrone e da donazioni di privati arrivando così a oltre 13 000 volumi[88], alcuni dei quali, molto rari ed importanti tanto da conferire alla biblioteca un prestigio internazionale. Nel 2012 viene inaugurata la nuova sede della biblioteca all'interno delle "Officine Fondazione Varrone", il complesso di edifici ristrutturati dalla Fondazione in Largo San Giorgio che ospitano una libreria, un caffè letterario, una galleria d'arte, una palestra di inglese ed un laboratorio di moda, dove la Fondazione organizza manifestazioni ed eventi culturali. Dal 2014 la biblioteca è chiusa perché posta sotto sequestro, in seguito alla scoperta di alcune irregolarità nei lavori di ristrutturazione.[89]

Archivio di Stato[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio di stato di Rieti fu istituito il 15 giugno del 1953 come sezione di archivio di stato ed è divenuto un vero e proprio archivio di stato il 30 settembre 1963 grazie a un Decreto del presidente della Repubblica.[90][91]

Oggi ha sede in Viale Ludovico Canali 7[92] mentre in origine si trovava in via Roma.[senza fonte]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

A Rieti, in località Campofiorito sul Monte Terminillo[93], opera il Centro Appenninico del Terminillo "C.Jucci". Esso è una "emanazione" dell'Università degli Studi di Perugia. Nasce nel 1949[94][95] per mano di Carlo Jucci docente di Zoologia all'Università di Pavia e tredici anni dopo la sua morte fu ceduto all'Università di Perugia. Si occupa di ricerca e sperimentazioni in campo agronomico e dello studio delle rilevazioni climatiche necessarie allo svolgimento dell'attività di ricerca principale. Il Centro Carlo Jucci svolge la sua attività grazie a 4 stazioni di ricerca poste a 379, 1050, 1739 e 1000 m s.l.m.[96]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo degli Studi sede del liceo classico Varrone e dell'istituto magistrale

Nel territorio comunale sono presenti scuole elementari, medie e superiori (ad indirizzo classico, scientifico, tecnico industriale, tecnico commerciale, artistico, per geometri, professionale alberghiero, professionale per i servizi commerciali, turistici e socio-sanitari con articolazione odontotencico, professionale per l'industria e l'artigianato, agrario e linguistico-pedagogico).

Di particolare rilevanza è l'Istituto Alberghiero Ranieri Antonelli Costaggini, fondato a Rieti nel 1962, che fu il primo istituto di questo tipo in tutto il Lazio[97]. Oggi è l'istituto superiore con il maggior numero di iscritti della città; oltre che dalla provincia reatina, attrae molti studenti anche dalle vicine città di Roma, Terni e L'Aquila, che per seguire le lezioni hanno la possibilità di soggiornare in un apposito convitto.

Presso il liceo classico Marco Terenzio Varrone si sono diplomati il giornalista Indro Montanelli, il filosofo Eugenio Garin, lo storico Renzo De Felice[26] e l'ex presidente del senato Franco Marini.

Università[modifica | modifica wikitesto]

La società Sabina Universitas Polo Universitario di Rieti, fondata nel 1994, gestisce le attività delle sedi distaccate di Rieti dell'Università La Sapienza di Roma (facoltà di ingegneria e di medicina) e dell'Università degli Studi della Tuscia (facoltà di Agraria).

Conservatorio[modifica | modifica wikitesto]

Nel Parco della Musica di Villa Battistini, a Contigliano, è presente una sede del prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il conservatorio è nato nel 2008[98] grazie ad una convenzione tra il presidente della Provincia e il direttore del conservatorio, ed ha per sede la villa appartenuta al baritono Mattia Battistini.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Tra le emittenti radio locali si ricordano Radio Mondo, MEP Radio Organizzazione, Radio Ondaverde e la recente Radio Si Serva Signora.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

I quotidiani locali sono il Corriere di Rieti e della Sabina (del Gruppo Corriere S.r.l.), l'edizione di Rieti de Il Messaggero e l'edizione Lazio Nord de Il Tempo (che fino al 2012 aveva un'edizione di Rieti[99]) oltre a numerosi giornali online.

Tra i periodici ci sono il mensile gratuito Format, il mensile gratuito Rello, il settimanale diocesano Frontiera, il mensile di attualità e cultura Mondo Sabino, il periodico Sabina, il mensile culturale bilingue Sabina Shire, il mensile gratuito di arte, musica e spettacolo Mixer e SeMag, mensile gratuito di eventi e cultura del territorio.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Anche grazie al recente operato dell'associazione Rieti Film Commission, a Rieti sono stati ambientati alcuni film di importanza minore, tra i quali L'uomo del grano di Giancarlo Baudena (documentario su Nazzareno Strampelli girato in parte nella Piana Reatina, la cui anteprima assoluta è stata poi proiettata a Rieti[100]), Il disordine del cuore scritto da Paolo Fosso (interamente ambientato e girato a Rieti, e anch'esso presentato a Rieti[101]), Il tema di Jamil di Massimo Wertmüller (film girato totalmente a Rieti[102]), mentre è in uscita il film Il centro del mondo di Kim Rossi Stuart (per il quale sono state effettuate a Rieti quattro settimane di riprese su nove totali[103]).

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

La prima emittente locale a Rieti è stata la RTR − Rete Televisiva Reatina, oggi affiancata anche da Sabinia tv (canale 818).

Altra storica emittente reatina è stata TeleRadioRieti 2000, fondata nel 1977, che dal 1980 assunse il nome di TeleSabina 2000 e cessò le sue trasmissioni nel 2002.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro Flavio Vespasiano

L'attività teatrale è concentrata presso il Teatro Flavio Vespasiano, realizzato sul finire del XIX secolo e posto lungo via Garibaldi (a pochi passi da piazza Vittorio Emanuele II). È stato più volte lodato per le sue straordinarie qualità acustiche. Ospita annualmente concorsi di calibro nazionale ed internazionale legati alla danza e alla lirica, ma è anche sede delle rappresentazioni delle piccole compagnie teatrali locali, per lo più commedie in vernacolo. Ha ospitato anche la registrazione della puntata zero di uno show Rai[104][105].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Prodotti agroalimentari tradizionali laziali.
I pizzicotti

Tipico piatto locale sono le "Fregnacce alla reatina". Si ottengono impastando acqua, farina e sale stendendo poi l'impasto in modo da ottenere una sfoglia circolare, ripiegandola su sé stessa e tagliandola infine in modo da ottenere dei rombi larghi circa due centimetri o poco più nella diagonale minore. Il condimento originale è costituito da lardo battuto, sedano, cipolla, pomodoro a pezzi, sale e peperoncino[106][107], anche se spesso sono servite con del sugo di carne semplice con una spolverata di pecorino locale.

Altro piatto tipico sono i pizzicotti (presso Lisciano si tiene annualmente una sagra). Sono fatti prelevando a "pizzichi" pezzi di un impasto identico a quello utilizzato per il pane, cioè acqua, farina, sale e lievito e mettendoli a cuocere in acqua bollente. Vengono serviti conditi con un sugo di pomodoro leggermente piccante.

Così come in altre parti dell'Italia centrale, della cucina locale fanno parte anche gli Strengozzi. Gli Strengozzi alla reatina sono impastati con farina acqua e sale, mentre il condimento è realizzato con grasso di prosciutto, olio di oliva, prosciutto fresco tagliato a cubetti, peperoncino rosso, piselli freschi e pomodoro.[108]

Bucatini all'amatriciana

Anche se non originaria del luogo è molto diffusa la pasta all'Amatriciana, originaria di Amatrice in provincia di Rieti, ricetta che deriva dalla gricia condimento realizzato con olio, guanciale e pecorino; in seguito alla scoperta dell'America (e quindi anche del pomodoro), venne introdotto anche il pomodoro dando vita all'amatriciana propriamente detta.

Nella cucina locale trova largo impiego nei condimenti il sugo alle olive (le olive sono del resto un prodotto tipico della Sabina) che spesso si gusta insieme alle tipiche Fregnacce (un taglio di pasta simile ad un rombo).

Per quel che riguarda le carni, tipici del posto e diffusi in buona parte della provincia, sono i Sardamirelli. Sono costituiti dai budelli dell'intestino del maiale i quali vengono lavati, e lasciati ad asciugare per tre giorni. A questo punto vengono aromatizzati con finocchio, peperoncino e sale e successivamente rivoltati e fatti essiccare per poi essere cucinati sulla brace oppure in umido con i fagioli[109].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • La fiera dell'antiquariato si svolge in piazza Vittorio Emanuele II ogni terza domenica del mese.[110]
  • Rieti Danza Festival: nato nel 1991, si svolge ogni anno nel teatro Flavio Vespasiano; è suddiviso nelle sezioni classica, pas de deux, moderna-contemporanea e composizione coreografica.[111]
  • Biennale del Paesaggio: la prima edizione risale al 2009.[112]
  • Reate Festival: si tratta di un festival internazionale che spazia dal belcanto alla musica Jazz passando per la musica sacra ed altro. Si tiene ogni anno e la prima edizione risale al 2009. A sottolineare lo spessore della manifestazione, il concerto finale della rassegna multidisciplinare 2010, svoltosi a Rieti in piazza Cesare Battisti, è stato diffuso da Rai International in Australia, Sud Africa, America del Nord e America del Sud.[113]
  • Rieticuorepiccante: La fiera mondiale del peperoncino si svolge nel periodo estivo nel centro cittadino.
  • Ogni anno nel mese di Giugno si svolge la tradizionale Processione dei Ceri in onore a Sant'Antonio di Padova.

Persone legate a Rieti[modifica | modifica wikitesto]

Politica
Vedi anche: Sindaci di Rieti, Presidenti della Provincia di Rieti
Nazareno Strampelli
Scienza
Giornalismo
Religione
Vedi anche: Vescovi di Rieti
Cultura
Arte
Musica

Sport: vedi § Personalità sportive legate a Rieti

Altro

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

L'area del Comune di Rieti è suddivisa in tre circoscrizioni[114]:

Circoscrizione Rieti I: centro storico di Rieti, Borgo, Campomoro, Fiume de' Nobili, Casette, San Benedetto, Sant'Elia, San Giovanni Reatino, Maglianello, Poggio Fidoni.

Circoscrizione Rieti II: Maraini, Regina Pacis, Madonna del Cuore, Micioccoli; piana reatina; zona adiacente cimitero comunale, Moggio, Chiesa Nuova e Quattro Strade.

Circoscrizione Rieti III: Villa Reatina, Piazza Tevere, Campoloniano, Vazia, Lisciano, Monte Terminillo e Castelfranco.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Castel San Benedetto, a circa 5 km da Rieti.
  • Case San Benedetto: si trova a valle di Castel San Benedetto, a poco meno di 3 km a sud ovest di Rieti.
  • Casette: Posta a circa 4 km dai confini del centro abitato, si trova a sud est del capoluogo, all'uscita della gola percorsa dal fiume Salto.
  • Castelfranco: Si trova a meno di 6 km a nord est di Rieti (precisamente a 5,27 km) e si trova a 623 metri sul livello del mare. Fra i suoi edifici sono ancora visibili i resti di un'antica torre di osservazione e difesa. Questa frazione nacque infatti a partire dal 1376 come baluardo difensivo dello Stato pontificio contro il Regno di Napoli.
  • Cerchiara
  • Chiesa nuova: si trova a circa 2 km a nord ovest di Rieti.
  • Cupaello: la frazione è posta alle pendici del Terminillo a circa 7 km dai margini di Rieti. Dal nome di questo centro deriva il nome di cupaellite o coppaellite dato a delle rocce vulcaniche rinvenute in zona[115] e dovute ad un'eruzione vulcanica di un vulcano ormai scomparso, di circa 400 000 anni fa.
  • Lisciano
  • Lugnano: posto fra Lisciano e Cupaello si trova a circa 7 km da Rieti.
  • Maglianello: L'agglomerato, diviso in Maglianello Alto e Maglianello Basso (lungo la strada Salaria per Roma) si trova in direzione sud, a quasi 7 km la parte alta e poco più di 3,5 la parte bassa.
  • Moggio: dista 21 km da Rieti in direzione nord ovest. Insieme all'altra frazione ai suoi piedi costituisce un'exclave del comune di Rieti, che in questo modo confina con il comune di Terni.
  • Piè di Moggio: si trova a valle alla frazione Moggio, dista 17 km dal capoluogo.
  • Poggio Fidoni
  • Piani Poggio Fidoni: si trova nella Piana Reatina, ai piedi di Poggio Fidoni
  • Poggio Perugino
  • San Filippo: 10 km a sud ovest del limite cittadino.
  • Piani San Filippo: si trova ai piedi di San Filippo, circa 8 km a sud ovest dal capoluogo.
  • San Giovanni Reatino
  • Sant'Elia
  • Piani Sant'Elia: si trova nella Piana Reatina, a valle di Sant'Elia
  • Setteponti
  • Vaiano
  • Vazia

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla prima bonifica di epoca romana[116], la pianura intorno alla città si dimostrò molto fertile, ma l'opera di bonifica andò avanti ancora per molto. Fino al secolo novecento infatti, la piana reatina rimase sostanzialmente una zona paludosa, soggetta periodicamente a esondazioni che danneggiavano la produzione locale, situazione che favoriva per di più la proliferazione della malaria. In epoca medievale, la piana era caratterizzata da una vasta produzione di guado, che una volta macinato, essiccato e fermentato, veniva messo in commercio il controllo dei “Consoli dell'agricoltura del Guado”. Questa coltivazione cessò con gli ultimi decenni dell'Ottocento lasciando spazio all'Indaco. La produzione dei territori del resto della Sabina andò via via caratterizzandosi sempre più per la produzione di vino e di olio d'oliva coltivazione questa che oggi permette la produzione di uno degli oli più pregiati. Sul finire dell'Ottocento dunque la popolazione reatina era per molto più della metà, impiegata nella produzione agricola, tanto da arrivare a essere, in percentuale, una delle più grandi d'Italia. Sempre nell'Ottocento, la produzione agricola reatina vide un nuovo ingresso, la Barbabietola da zucchero, coltivazione che favorirà la nascita di uno zuccherificio.

Lo sbarramento del fiume Velino dal quale partono i due principali canali di irrigazione del Consorzio di Bonifica della Piana Reatina

Con il novecento la città fu teatro della creazione di una nuova varietà di frumento nota con il termine "Rieti". L'artefice fu Nazareno Strampelli, seguace delle leggi mendeliane, che si era trasferito a Rieti nell'anno 1903 per dirigere la cattedra sperimentale di granicoltura. A questi il merito di aver successivamente selezionato ed incrociato tra loro vari generi di frumento dai quali ottenne numerose nuove tipologie che univano alla precocità, una particolare produttività delle stesse. Fu possibile pertanto l'anticipazione dei raccolti così da lasciare liberi i campi per altre coltivazioni e la resistenza di queste, permise l'ottenimento di un notevole rendimento.

Ancora da risolvere comunque era la questione della bonifica della piana reatina così nel 1936 iniziarono i lavori per regolamentare la portata d'acqua del Velino e in quest'ottica, furono costruite le dighe, ancora oggi sfruttate per la produzione di corrente elettrica, del Salto e del Turano, due affluenti del Velino, lavori che terminarono cinque anni più tardi. Questi interventi permisero una crescita più efficace del settore agricolo reatino non più penalizzato da un territorio ancora paludoso. Nel periodo del dopoguerra l'agricoltura subisce un pesante ridimensionamento nella produzione della ricchezza della città passando da quasi il 50% al 14% all'inizio del 1970, discesa favorita dall'apertura all'industria e dalla nascita di un settore terziario.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'ex-zuccherificio di Rieti visto nel 2011

L'alba dell'industrializzazione a Rieti si colloca nella seconda metà dell'ottocento, quando la città vide nascere lo zuccherificio di Rieti, il primo d'Italia[37]. Nel 1862 fu fondata la "Società per la fabbricazione di zucchero a Rieti"; dopo un iniziale fallimento causato dallo scarso raccolto di barbabietole[117], il 16 marzo 1873 viene inaugurato lo zuccherificio di Rieti, situato nei pressi della chiesa di Madonna del cuore, alle porte della città. Nel 1887 lo zuccherificio fu acquisito dall'industriale Emilio Maraini, a cui oggi è dedicato il viale che fiancheggia l'edificio e collega Madonna del cuore al centro storico. Maraini diede nuovo slancio all'attività: acquistò nuovi macchinari e con il supporto dei principi Potenziani, famiglia di grandi proprietari terrieri, diffuse la coltivazione della barbabietola da zucchero nella Piana Reatina. Nel 1900 era il terzo zuccherificio in Italia per capacità di lavorazione giornaliera[118].

Ma il vero passaggio da città agricola ad industriale si ebbe negli anni Venti, con la nascita di un settore delle fibre tessili artificiali. La classe politica locale, offrendo sgravi fiscali e altre facilitazioni, convinse il barone Alberto Fassini ad impiantare a Rieti il nuovo stabilimento per la produzione della viscosa rayon della Società Generale italiana della viscosa: nacque così la Supertessile, inaugurata il 3 ottobre 1928[119]. Lo stabilimento fu costruito di fronte allo zuccherificio, mentre attorno alla chiesa di Madonna del cuore fu edificato un villaggio operaio che si estendeva per 20 ettari, dotato di mense, dopolavoro, bagni, un dormitorio con 2000 letti, case operai per 7 500 vani e abitazioni per la dirigenza;[117] nel 1938 occupava 4500 operai[37]. Lo stabilimento era collegato tramite appositi binari alla stazione ferroviaria (da dove le merci si immettevano sulla Terni-Sulmona), ancora oggi visibili in viale Maraini. Nel 1937 la Montecatini impiantò accanto alla SuperTessile uno stabilimento per la produzione di acido solforico, necessario per la fabbricazione della viscosa.[117]

Lo stabilimento della Montecatini fotografato nel 2012

Fino alla metà del Novecento lo zuccherificio continuò a ricevere investimenti e potenziamenti, ma fu chiuso nel 1973 quando gli imprenditori decisero di concentrare la produzione su impianti più redditizi. La SuperTessile, passata di mano alla CISA-Viscosa e poi alla SNIA Viscosa, cessò invece le proprie attività negli anni ottanta. Le due aree, per effetto dell'espansione edilizia ormai inglobate nell'area urbana e circondate da quartieri residenziali, aspettano da anni la loro bonifica e riqualificazione ad altri usi.

Con l'istituzione della Cassa del Mezzogiorno, nella cui area operativa era compreso il limitrofo comune di Cittaducale (in quanto l'ex circondario di Cittaducale era appartenuto al Regno delle Due Sicilie), negli anni settanta si formò un nucleo industriale fra Rieti e Cittaducale. Nel giro di qualche anno questo settore divenne di primo livello, vantando la presenza di industrie multinazionali dislocate su circa 500 ettari di area industriale o a destinazioni speciale operanti su scala nazionale e internazionale, e si caratterizzò per la produzione nel campo dell'elettronica. Tuttavia a partire dagli anni novanta la fine dei sovvenzionamenti statali ha portato il settore ad una grave crisi, dovuta sia all'annoso problema delle vie di comunicazione con i centri limitrofi sia alla maggiore convenienza di produrre nei paesi dell'Est.

Negli ultimi anni sta prendendo slancio la produzione di moduli fotovoltaici e si sta cercando di generare un indotto legato a tale settore. L'area di Rieti - Cittaducale fa parte del distretto regionale dell'innovazione[120] e dell'aerospazio[121].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

A Rieti risulta essere presente un settore "terziario avanzato, ma eccessivamente localizzato sul territorio"[122].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dei trasporti nella provincia di Rieti.
                     Autostrada                      Strada statale                      Ferrovia
                     Str. regionale                      Str. provinciale                      Tunnel
                     Strada a doppia carreggiata

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Rieti.

Una delle principali arterie che attraversano Rieti è la SS 4 via Salaria, una strada extraurbana secondaria a carreggiata unica che collega Roma ad Ascoli Piceno e al mare Adriatico passando per Rieti. In direzione Ascoli è attraversata anche dal traffico verso l'Aquila (che ad Antrodoco si immette sulla SS 17), mentre in direzione opposta è interessata dal traffico per il Sud del Lazio e dell'Italia, dal momento che prima dell'ingresso a Roma permette di immettersi nell'autostrada A1 (tramite la diramazione SS4 dir, che la collega al casello di Fiano Romano) e nel GRA.

I collegamenti con Terni sono assicurati dalla SS 79 Ternana, oggi quasi completamente ricostruita in variante (SS 79 bis) a carreggiata unica ma più larga e con tracciato più rettilineo, di cui sono in fase di completamento gli ultimi circa tre chilometri al confine tra le province di Terni e Rieti[123][124]. Fa parte della direttrice Civitavecchia-Orte-Terni-Rieti insieme alla SS 675 Civitavecchia-Terni (che è invece una strada extraurbana principale ed a doppia carreggiata). La superstrada consente un rapido collegamento con la città di Spoleto, con la strada europea E45 e con il casello di Orte dell'autostrada A1, ed è quindi attraversata dal traffico per il centro-nord d'Italia.

Guardando verso sud-est la Strada statale 578 Salto Cicolana (detta Rieti-Torano) collega la città al casello Valle del Salto delle autostrade A24 e A25 e ai comuni del cicolano. La Rieti-Torano è una strada a scorrimento veloce extraurbana secondaria ad una carreggiata, di cui si attende il completamento degli ultimi dieci chilometri tra Rieti e Grotti.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso della ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona. Sono segnate le stazioni della linea, i collegamenti con le ferrovie limitrofe e la stazione di Fara Sabina

Rieti è attraversata dalla linea secondaria Terni-Sulmona; la città è servita dalla stazione di Rieti, con frequenti treni per Terni e L'Aquila. La frazione di Piani Poggio Fidoni è servita inoltre dalla fermata di Poggio Fidoni.

Oltre a quelli per Terni e L'Aquila c'è un unico treno che, di prima mattina, parte da Rieti per Roma Tiburtina ed un corrispondente treno di ritorno da Roma in tarda serata[125]; non esistendo una ferrovia da Rieti a Roma, entrambi passano per Terni ed Orte. All'infuori di questo collegamento, Roma non è direttamente raggiungibile via treno se non con un cambio a Terni o raggiungendo via gomma una stazione della ferrovia Orte-Roma, su cui operano i treni della linea regionale FL1, la più vicina delle quali è quella di Fara Sabina-Montelibretti nella bassa Sabina.

Mappa della rete dei trasporti pubblici nel settore nord-est dell'area metropolitana di Roma

Autobus regionali[modifica | modifica wikitesto]

Il capolinea delle linee regionali COTRAL si trova alla stazione ferroviaria di Rieti. La compagnia garantisce collegamenti diretti con il terminal bus della stazione di Roma Tiburtina almeno ogni ora e circa dieci collegamenti giornalieri con la stazione di Fara Sabina-Montelibretti della linea metropolitana regionale FL1, oltre che con gli altri centri della provincia di Rieti.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

A nord del centro urbano è presente il piccolo aeroporto G. Ciuffelli.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La stazione "Tribunale" del bike sharing Rietinbici

La mobilità urbana è garantita dal servizio di autobus della ASM, con capolinea in piazza Cavour.[126]

Dal 2014 è attivo il servizio di bike sharing Rietinbici, con quattro stazioni dislocate nel centro storico[127][128]. Nell'area urbana sono presenti due piste ciclabili: la prima (indicata come "ciclovia A" Molino della Salce-Villa Reatina) segue l'argine sinistro del Velino collegando la città da ovest ad est (per ora dallo Stadio Guidobaldi a Ponte Cavallotti, in attesa del prolungamento)[129], la seconda lambisce la parte est della città collegandola da nord (Madonna del Cuore) a sud (Molino della Salce) e fa parte del più ampio anello della Ciclovia della Conca Reatina, che raggiunge anche le frazioni di Chiesa Nuova, Piani Poggio Fidoni e Piani Sant'Elia, ed il comune di Contigliano.[130]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1923 Rieti passò dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927 diventò capoluogo di provincia, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Rieti.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento posto nel 2005 in Piazza Marconi per commemorare il ventennale del gemellaggio con Itō

La città di Rieti è gemellata con:

Il gemellaggio fra Rieti ed Itō si deve ad un articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport nel 1979, riguardante una manifestazione chiamata Festival Della Vasca di Legno e tenuta nella città nipponica, in cui i partecipanti davano vita a una competizione acquatica con delle imbarcazioni di legno analoghe a quelle della Festa del Sole reatina. Questa analogia spinse il comitato reatino a mettersi in contatto con l'ambasciata Giapponese a Roma, e successivamente con la città di Itō direttamente. Si avviarono così gli incontri che permetteranno poi alle due città di giungere al gemellaggio, quando prima il consiglio comunale di Rieti, in data 27 marzo 1985 e poi il consiglio municipale di Itō, il giorno seguente, approvano all'unanimità e ufficialmente il gemellaggio.

Anche il gemellaggio con Saint-Pierre-lès-Elbeuf trae origine da questa manifestazione.[134]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Rieti, grazie alle associazioni locali che permettono ai giovani e non, di praticare le più svariate attività, sportive, ha sviluppato con gli anni una cultura dello sport che sembra resistere al tempo e per permettere alle società locali di operare nelle migliori condizioni possibili, sono state realizzate un buon numero di strutture.

Le tradizioni sportive più lunghe e radicate sono quelle del basket e dell'atletica leggera (vedere sezioni dedicate).

Indice di sportività.
Classifica delle province italiane a cura de Il Sole 24 ore
Anno Generale Atletica Basket Rugby Sport neve Giro d'Italia
2007[135] 17º n.c. 64º[136]
2009[137] 46º 18º [138]
2010[139] 67º
2011[140] 80º 46º 15º 17º
2012[141] 56º 66º 22º 16º
2013[142] 65º 61º 19º 19º
2014[143] 67º
2015[144] 63º 47º 16º 18º 19º
2016[145] 61º 23º 35º 15º

La principale società di calcio cittadina è il Football Club Rieti, avente al suo attivo alcune partecipazioni ai campionati professionistici (tra la Serie C2 e la Serie B).

Nel calcio a 5 invece opera il Real Rieti Calcio a 5 che milita in Serie A e nel campionato 2015/16 si è aggiudicato la Winter Cup.[146]

Nel mondo del rugby, il nome della città viene portato dalla società ASD Rugby Rieti 1961 che disputa le proprie partite presso lo stadio Fassini e dall'Amatori Rieti Rugby 2003.

Per quanto riguarda l'automobilismo, Rieti ospita ogni anno la Coppa Bruno Carotti, competizione che si tiene sulla Statale 4 bis per il Monte Terminillo organizzata dall'ACI di Rieti. La gara appartiene al campionato italiano ed internazionale velocità montagna; prende il via dalla località Lisciano, da un particolare punto contrassegnato da una colonna liscia posta ai margini della strada, per arrivare poi a Campoforogna, seguendo un tragitto di 15 km.

L'ambiente della Piana Reatina è considerato particolarmente favorevole per il volo a vela e per questa caratteristica nel 2007 e nel 2008[147] l'Aeroporto Ciuffelli di Rieti ha ospitato il 30th FAI World Glinding Championships, i mondiali assoluti di volo a vela.

Dal 1986 è attivo a Rieti un Club di Mountain bike, l'MTB RIETI, che organizza escursioni in tutto il territorio reatino, nonché partecipa a gare in Lazio, Abruzzo, Umbria. Nel 2009 e 2010 ha conquistato il primo posto nella classifica a squadre del circuito di Cross country regionale FCI denominato "Giro delle Abbazie".

Nella pallavolo opera l'A.S. Pallavolo Città di Rieti che milita nella serie B2 Femminile girone E (stagione 2010/2011)[148] mentre nel calcio da tavolo troviamo la Virtus 4Strade che milita in Serie A (stagione 2010/2011).

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Incontro tra la Nuova Sebastiani Rieti e il Montepaschi Siena, PalaSojourner, 16 marzo 2008

La tradizione sportiva più radicata nella città è indubbiamente quella cestistica. La prima squadra di basket nasce negli anni trenta, ma la tradizione è legata indissolubilmente al nome della AMG Sebastiani, fondata nel 1946, che ne costituiva la continuazione. Tra gli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, durante la presidenza di Renato Milardi e con la panchina retta da Elio Pentassuglia, la società raggiunse risultati notevoli: nella stagione 1979-1980 conquistò una Coppa Korać, mentre nel torneo 1978/79 arrivò in semifinale scudetto dopo aver vinto il campionato di serie A2. In questi anni la città vede la nascita di un'autentica passione per la pallacanestro e la costruzione del Palaloniano (oggi PalaSojourner), attirando importanti giocatori anche statunitensi tra i quali l'amatissimo Willie Sojourner e Joe Bryant (padre di Kobe Bryant, che è infatti cresciuto a Rieti).

Dopo la scomparsa della Sebastiani, nel 1998 nasce la Virtus Rieti, che sotto la presidenza Papalia diviene Nuova A.M.G. Sebastiani e nel 2007-08 approda in Serie A; nel 2009, a causa di difficoltà nel trovare un main sponsor, la società si trasferì al PalaBarbuto di Napoli tra la delusione dei tifosi, ma non riuscì comunque a risollevarsi e a stagione ancora in corso fu esclusa dal campionato per insolvenza, atto che decretò la definitiva chiusura anche di questo capitolo della pallacanestro reatina.

Il Sebastiani Basket Club Rieti, nato nel 2006 col nome di Spes Pallacanestro Rieti, ricoprì per qualche stagione il ruolo di prima squadra della città arrivando a toccare la Serie A Dilettanti, fino alla sua fine nel 2012.

Dalla stagione 2012-2013 la società cestistica di Contigliano, che militava in Serie B, viene trasferita nel capoluogo dando vita alla NPC Rieti, che al termine della stagione 2014-15 ottiene la promozione in Serie A2.

Un'altra formazione della città è quella de La Foresta Basket, che attualmente milita nel campionato di serie C2

In città opera anche una società di Pallacanestro in carrozzina, si tratta dell'Associazione sportiva A Ruota Libera. La formazione reatina ha disputato il campionato di serie A2 dalla stagione 2009/2010, dopo aver conquistato la promozione nel campionato immediatamente precedente nella stagione 2008/2009, fino alla 2010/2011 quando al termine dei play off ha centrato la promozione in Serie A1[149].

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rieti Meeting, Campionati europei juniores di atletica leggera 2013 e Atletica Studentesca CA.RI.RI..
Il podio dei 200 metri femminili agli europei juniores Rieti 2013, svolti nello Stadio Raul Guidobaldi

Insieme alla pallacanestro è probabilmente il movimento con le radici più profonde nel capoluogo sabino e annualmente nuovi atleti provenienti dalle società cittadine si mettono in evidenza in questo sport. Rieti, per quanto riguarda l'atletica, si posiziona quasi sempre prima nella classifica delle province italiane per indice di sportività de Il Sole 24 ore, ed è considerata una vera e propria capitale italiana di questo sport per via della sua diffusione, con quasi un tesserato ogni quaranta abitanti[150].

Tra le società che operano in questo campo, vi è la storica Atletica Studentesca CA.RI.RI. che dal 1975[151] promuove questo sport fra i giovani e svolge la propria attività presso lo stadio di atletica leggera Raul Guidobaldi. Tale società vanta ben 19 scudetti a squadre e 2 SuperCoppe Fidal con la squadra maschile e una con quella femminile e oltre cento dei suoi atleti hanno vestito la maglia azzurra. Molti dei suoi ragazzi e ragazze sono poi entrati a far parte di gruppi sportivi militari[152].

Sempre presso lo Stadio Raul Guidobaldi prende vita ogni anno un appuntamento ormai tradizionale nel panorama sportivo reatino: il Rieti Meeting, inserito nel circuito IAAF World Challenge (fino al 2009 IAAF Grand Prix). È uno dei più antichi e prestigiosi d'Italia (la sua prima edizione risale infatti al 1971[153]) e nel 2010 ha festeggiato il suo 40º anniversario. L'evento regala da sempre grandi emozioni, prestazioni e record mondiali, tra cui quello di Asafa Powell nei 100 metri piani registrato in occasione dell'edizione 2007 e dopo il quale Steve Cram in un articolo sul quotidiano britannico The Guardian definì Rieti una sorta di mecca per i record[154].

All'interno del panorama di atletica leggera reatino, si inserisce anche l'annuale Mezza maratona Città di Rieti, la cui prima edizione risale al 1996 e che oggi fa parte del calendario nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Nel 2007 ha ospitato il campionato italiano di mezza maratona dell'esercito[155].

Nel 2011, il 1 e 2 d'ottobre si sono svolti presso lo stadio Raul Guidobaldi i Campionati italiani di atletica leggera categoria allievi/e, mentre nel 2013 Rieti ha ospitato, dopo essere stata scelta dal consiglio della EAA, i Campionati europei juniores di atletica leggera.[156]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Rieti è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Quella del Terminillo è una scalata storica del Giro d'Italia, e per questo è stato più volte arrivo di tappa:

Nella Tirreno-Adriatico 2002 si è svolta completamente a Rieti la 4ª tappa e da lì è partita la 5ª tappa;[157] nella Tirreno-Adriatico 2015 il Terminillo è stato l'arrivo della 5ª tappa e Rieti la partenza della 6ª tappa.[158]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli impianti sportivi della città sono principalmente concentrati presso il quartiere di Campoloniano e Via dello Sport, ed ultimamente, in un'ottica di rilancio del Terminillo sono sorti impianti anche in altura. Tra questi i principali sono:

  • Stadio Raul Guidobaldi: è lo stadio di atletica leggera. Dotato di una pista ad otto corsie (in origine sei), di due tribune, una coperta e l'altra no e di un “pistino” per l'allenamento posto dietro la tribuna coperta, sorge vicino all'argine del fiume Velino in Viale Eugenio Guarniero Dupré Theseider (ex Viale dello Sport). Ogni anno dal 1971 ospita il Meeting Internazionale Città di Rieti. È di proprietà del Comune di Rieti.
  • Stadio Centro d'Italia - Manlio Scopigno: lo stadio, precedentemente noto come Stadio Centro d'Italia, è stato inaugurato nella sua forma attuale nel 1997, precedentemente infatti era costituito da una sola tribuna (Vallesanta), mentre fu intitolato a Manlio Scopigno nel 2005. Ha una struttura semplice che permette di avere un'ottima visuale specialmente dalle due tribune grazie anche all'assenza di una pista d'atletica. Attualmente è omologato per una capienza di 9.980 spettatori ed ospita le partite casalinghe del Rieti. Dietro la tribuna principale è presente un parcheggio gratuito illuminato e non custodito. Il proprietario della struttura è il Comune di Rieti.
  • Piscina provinciale: è un impianto coperto sito nel quartiere di Campoloniano e di proprietà della Provincia di Rieti. Dispone di una vasca di 25 metri ai lati della quale sono presenti due tribune.
  • Piscina comunale: è sita lungo via dello sport ed è di proprietà del Comune di Rieti. Possiede una vasca grande, ma non omologata per competizioni date le dimensioni, e di una più piccola, entrambe scoperte. Al suo interno è presente anche un bar e una zona verde per prendere il sole. Su un lato sono disposti degli ombrelloni.
  • Pattinodromo: l'impianto è costituito da una pista ad anello (due rettilinei raccordati da due curve paraboliche) e da una pista interna di forma rettangolare ad angoli smussati, utilizzata spesso per l'hockey a rotelle. Nella stessa struttura sono presenti anche un campo da calcio a 8 in erba sintetica e un campetto da basket in asfalto. Il campo da “calciotto” e l'anello sono separati da una tribuna coperta in cemento (praticamente una sezione triangolare con seggiolini disposti sui due lati obliqui) sotto la quale sono allestiti gli spogliatoi. La struttura è di proprietà della provincia
  • PalaSojourner: il principale palazzetto dello sport di Rieti, è di proprietà della Provincia di Rieti. Venne realizzato nel 1974 per permettere alla società cestistica locale di dotarsi di un palazzetto adatto a disputare in casa, gli incontri della massima serie. Oggi è omologato per ospitare fino a 3.550 spettatori, anche se in passato, grazie anche all'assenza dei seggiolini installati su tutti i gradoni con il restauro del 2007, ha ospitato folle decisamente più numerose. Sorge in Via O. Di Fazio 1.
  • PalaCordoni (già PalaLeoni): Palazzetto dello sport sito su piazzale Adolfo Leoni. Prima della costruzione del PalaSojourner ospitava le partite casalinghe della A.M.G. Sebastiani. Oggi è utilizzato principalmente dalla società di pallavolo Reatina. Ha un fondo in parquet e sui due lati sono disposte due tribune. È intitolato alla memoria di Alessandro Cordoni, ex cestista e allenatore della Sebastiani Rieti.
  • PalaMalfatti: palazzetto dello sport che ospita le partite del Real Rieti Calcio a 5.
Campo d'altura "Enrico Leoncini" sul Terminillo
  • Campo sportivo d'altura del Terminillo Enrico Leoncini: la struttura è posta in località Cinque Confini sul Terminillo a quota 1532. È dotato di un campo da calcio in erba, uno da calcetto in erba sintetica, una pista di atletica leggera con sei corsie, due campi da tennis e uno per pallacanestro e pallavolo.
  • Bocciodromo Comunale Città di Rieti: Si trova nella zona degli impianti sportivi del quartiere di Campoloniano ed è stato inaugurato il 14 maggio 2011. Ha una capienza di 250 posti a sedere ed è, con le sue quattro piste professionali, omologato per lo svolgimento di gare di livello internazionale e di incontri validi per il campionato italiano[159][160].
  • Golf "Centro d'Italia": campo da golf di 9 buche, si trova a 500 metri dalla frazione di Castelfranco alle pendici del Monte Terminillo, in via della Foresta. Il percorso si snoda nella "Valle Como" ed intorno al laghetto artificiale di Castelfranco, ad una altitudine di 550 m s.l.m.
  • Campi da calcio-tennis in via della Foresta.Risultano attivi 5 campi in sintetico ed uno in terra rossa

È inoltre in fase di costruzione, presso la Valletta di Pian de' Valli, una piscina coperta dotata di una vasca di 25 metri e di una seconda di 13, bagni, spogliatoi, docce e locali sauna[161].

Personalità sportive legate a Rieti[modifica | modifica wikitesto]

Atletica leggera
Basket
Calcio
Altri sport
  • Adolfo Leoni, ciclista vincitore di numerose corse professionistiche tra cui alcune tappe al Giro d'Italia, vissuto a Rieti per gran parte della sua giovinezza.[162]
  • Gigi Panei, maestro di sci, alpinista, compagno di cordata di Walter Bonatti, nato nel 1914 a Borgocollefegato (l'attuale Borgorose).
  • Paolo Rosi, boxista. Nato a Rieti ed emigrato negli Stati Uniti, raggiunse la finale del campionato del mondo dei pesi leggeri nel 1959 perdendo contro Joe Brown.
  • Giovanni Polidori, pallavolista, nato a Rieti.
  • Martina Caramignoli, nuotatrice, nata a Rieti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Le prime testimonianze storiche si devono a Marco Terenzio Varrone, a Dionigi di Alicarnasso e a Publio Virgilio Marone
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  43. ^ l'articolo 2 recita: "Spaccato nel primo di amaranto al cavaliere armato d'argento nell'atto di ricevere lo stendardo, fustato d'oro, svolazzante a destra, dalle mani di una donna rivoltata d'argento, coronata all'antica d'oro; nel secondo di celeste a tre pesci natanti d'argento, posti due a uno in una rete attraversante sul tutto pure d'argento"
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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