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Cattolici tradizionalisti

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Altare tridentino.

I cattolici tradizionalisti sono coloro che, professando la fede cattolica, sono legati alle forme liturgiche, agl'insegnamenti e alla disciplina della Chiesa cattolica anteriori al Concilio Vaticano II (1962-1965).[1]

I tradizionalisti, in generale, non accettano le riforme del Concilio accusandole di essersi distaccate dalla tradizione cattolica[1] e di essere "moderniste" e in contrasto con l'enciclica Pascendi Dominici gregis del 1907 di papa San Pio X.[2][3][4]

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

I cattolici tradizionalisti preferiscono definirsi semplicemente "cattolici" o "cattolici tradizionali" rifacendosi alla lettera apostolica di papa San Pio X Notre charge apostolique del 1910, la quale afferma che "I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti".[5]

Correnti tradizionaliste[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento tradizionalista è variegato e al suo interno si possono distinguere diverse correnti e posizioni. Alcuni tradizionalisti mantengono la comunione con la Chiesa cattolica pur essendo critici, mentre altri si sono distaccati dalla Chiesa e non riconoscono i papi dopo Pio XII. Si tratta in generale di piccole o piccolissime comunità, fortemente minoritarie.[6]

Tradizionalisti in comunione con la Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Summorum Pontificum.

Assolutamente integrati nella Chiesa Cattolica e riconosciuti dalla Santa Sede, in passato indicati come "indultisti" attraverso l'incipit Quattuor abhinc annos poi come Ecclesia Dei (dal nome degli indulti di Giovanni Paolo II del 1984 e 1988 e della commissione vaticana che coordina le congregazioni religiose legate in modo esclusivo alla liturgia tradizionale); dopo il 7 luglio 2007 sono detti anche "motu-propristi" o semplicemente cattolici Summorum Pontificum aderenti alla messa tridentina secondo il messale del 1962. La Pontificia commissione "Ecclesia Dei" si occupa di circa 400 sacerdoti e 200 seminaristi di varie congregazioni religiose e sacerdotali legati in modo esclusivo alla liturgia tridentina, così come di decine di migliaia di fedeli che frequentano regolarmente i loro centri di messa:

Ma la grandissima parte dei sacerdoti e dei religiosi legati alla tradizione in tutto il mondo, a partire dal 2007 sono diocesani o appartenenti alle normali congregazioni che hanno adottato il rito romano antico semplicemente in aggiunta alla messa novus ordo: sono, cioè, "biritualisti", per meglio dire "biformalisti", poiché celebrano in entrambe le forme del rito romano (ordinaria e straordinaria). Messe tridentine sono celebrate in Europa, Nord America, America Centrale, America Latina, Australia/Oceania, Africa e Medio Oriente.[7]

Tradizionalisti in dissenso con le autorità della Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Praticano la fede cattolica tradizionale in strutture e comunità non ufficialmente riconosciute o comunque non precisamente definite dalla giurisdizione della Chiesa cattolica.

Fraternità sacerdotale San Pio X[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fraternità sacerdotale San Pio X.

La comunità tradizionalista più nota e numerosa è la Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata dal vescovo francese Marcel Lefebvre costoro vengono comunemente detti "lefebvriani" (o, più italianamente, lefevriani). Secondo i dati diffusi dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, nel novembre del 2008, la fraternità è presente in 31 Paesi e esercita il proprio apostolato in altre 32 nazioni. Annovera circa 600 sacerdoti (fra i quali 3 vescovi), 215 seminaristi, 41 preseminaristi, 117 frati, 164 suore, 80 oblate, 5 conventi di carmelitane, 6 seminari (Ecône, Flavigny, Goulburn, La Reja, Winona, Zaitzkofen), 6 case di formazione, 14 distretti, 3 case autonome, 159 priorati, 725 chiese, cappelle e centri di Messa, 2 istituti universitari, 88 scuole, 7 case di riposo; a questi dati vanno aggiunti i 30 sacerdoti e seminaristi della Fraternità San Giosafat di rito orientale in Ucraina (fondata nel 2000 e postasi sotto la guida della Fraternità Sacerdotale San Pio X) e 27 “comunità amiche”, delle quali 18 femminili e 9 maschili.[8][9] I suoi centri di Messa sono frequentati regolarmente da circa duecentomila fedeli, e saltuariamente da persone che, pur non considerandosi suoi fedeli in senso stretto, vi si recano perché hanno difficoltà a trovare liturgie tridentine e/o insegnamenti tradizionali al di fuori di essi centri. Quest'ultimo gruppo di "utenti del sacro" è, per forza di cose, difficile da censire, ma è stimato intorno al paio di milioni. Nonostante l'entrata in vigore del motu proprio Summorum Pontificum nel 2007, il numero dei fedeli che frequentano la Fraternità di San Pio X viene rivendicato in costante aumento.[8][9]In un documento della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”, una lettera firmata dal prelato Camille Perl del 27 settembre 2002, viene ribadita la validità dei sacramenti amministrati dai sacerdoti della Fraternità sacerdotale San Pio X, con il messale del 1962. Camille Perl afferma inoltre che coloro che partecipano alla Messa tridentina nelle chiese o cappelle della Fraternità sacerdotale San Pio X non solo non cadono in stato di scomunica (peraltro eliminata anche ai suoi vescovi nel 2009), ma assolvono il precetto domenicale se l'intenzione dei fedeli è solo quella di assistere a una messa tridentina e non quella di manifestare il desiderio di separarsi dalla comunione con il Romano Pontefice.[10][11]

Nel 2009 il papa Benedetto XVI, dopo aver levato la scomunica comminata da Giovanni Paolo II nel 1988 a causa della consacrazione episcopale illegittima di 4 vescovi, ha avviato colloqui dottrinali con la stessa, che nell'intenzione del Pontefice dovrebbero portare nel lungo periodo a una normalizzazione giuridica e canonica della situazione.

Unione sacerdotale Marcel Lefebvre[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Unione sacerdotale Marcel Lefebvre.

L'Unione sacerdotale Marcel Lefebvre (USML) nata da ex membri della Fraternità sacerdotale San Pio X, intorno vescovo Richard Williamson, che hanno preso le distanze dal vescovo Bernard Fellay a causa di eventuali accordi con Roma.[12]

Sedeprivazionisti della Tesi di Cassiciacum[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Istituto Mater Boni Consilii.

L'Istituto Mater Boni Consilii non è sedevacantista nel senso stretto in quanto sostiene la Tesi di Cassiciacum elaborata dal teologo domenicano Michel Guérard des Lauriers che definisce i papi (dal Concilio Vaticano II in poi) materialiter ma non formaliter; tale posizione più che sedevacantista sia da definirsi sedeprivazionista.[13][14] È presente, oltre che in Italia, in Francia, Argentina e in Belgio.[15]

Sedevacantisti[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sedevacantismo.

I sedevacantisti sostengono che l'ultimo papa valido sia Pio XII (in carica dal 1939- 1958) che morì prima dell'evento del Concilio Vaticano II e quindi i sui successori Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco hanno perduto la loro posizione attraverso l'accettazione delle nuove dottrine eretiche in quanto si sono distaccati dal magistero tradizionale della Chiesa Cattolica e di conseguenza non vi è attualmente alcuna nota di vero papa.[16][17]

I gruppi sedevacantisti sono:

Conclavisti[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conclavismo.

I " Conclavisti " sono coloro che hanno la convinzione che gli occupanti della Santa Sede a causa del Concilio Vaticano II non sono veri papi, e affermano la necessità di costituire il conclave per eleggere qualcun altro e proporlo come vero papa.[18][19][20][21]

Le Chiese conclaviste:

Pratiche dei tradizionalisti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Messa tridentina e Summorum Pontificum.
Il rosario.

Liturgiche[modifica | modifica wikitesto]

La pratica più conosciuta e caratterizzante dei tradizionalisti è la messa di rito tridentino, la cosiddetta "messa in latino" o "messa di San Pio V", non vista, tuttavia, in modo esclusivo, se non dai più zelanti. Collegata a questa è l'osservanza del calendario liturgico tridentino, come la messa mai abrogato e tuttora in vigore nella Chiesa per la forma straordinaria che, per i muto-propristi. Altre pratiche di pietà tradizionale, caratteristica, però, dei tradizionalisti più zelanti, che non sono la maggioranza, possono essere l'astensione dalle carni di animali a sangue caldo il venerdì (pratica che, sebbene sia largamente caduta in disuso, è tuttora raccomandata a tutti i cattolici), il digiuno di tre ore (possibilmente dalla mezzanotte) prima di ricevere la Comunione, l'inginocchiarsi quando si riceve dal sacerdote la Comunione (pratica che è, tuttavia, del tutto ammessa anche nelle Messe riformate, in base all'istruzione Redemptionis sacramentum emanata dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti nel 2004 e promulgata da Giovanni Paolo II[22]). Da parte di alcuni vi è inoltre l'uso di applicare alla lettera le norme dettate da san Paolo circa l'obbligo per le donne di indossare un copricapo cristiano o, preferibilmente, un velo, durante la Messa o, quanto meno, al momento di ricevere la comunione. La confessione prima della celebrazione della messa.

Naturalmente per i sedevacantisti ed i sedeprivazionisti la messa non è in forma straordinaria ma ordinaria per cui usando le rubriche di San Pio X in quanto ritenendo già riformato il messale di Giovanni XXII del 1962[23] e non menzionando il nome del papa nel canone (non una cum).[24]

Altre pratiche[modifica | modifica wikitesto]

  • È diffusa la pratica di organizzare, nei periodi delle vacanze estive e natalizie, campi per ragazzi e ragazze (rigorosamente separati). Tali campi sono articolati, oltre che sul rispetto dei momenti di spiritualità (Messa, preghiere comunitarie, recita del rosario etc.) su pellegrinaggi a famosi santuari, rappresentazioni teatrali, lo studio del catechismo, eventi sportivi e quant'altro previsto dalle prassi tradizionali cattoliche in campo pedagogico-educativo e la lettura di libri spirituali.[25]
  • È da notare l'influenza mediatica della lettura di molte riviste e periodici sulla crisi della Chiesa cattolica del Concilio Vaticano II, tra cui la rivista Chiesa viva, disponibile nelle principali lingue del mondo, fondata da don Luigi Villa.[27][28][29] In Italia particolarmente diffuso è anche il periodico trimestrale del Distretto italiano della Fraternità S. Pio X La Tradizione Cattolica. Nei paesi anglosassoni, dove la liturgia tradizionale è molto più sentita e diffusa rispetto all'Italia, grande diffusione ha il periodico della Latin Mass Society.[30] e The Remnant. Presso i sedeprivazionisti è presente la rivista Sodalitium nelle principali lingue.[31][32]
  • Normalmente i gruppi cattolici tradizionalisti di tendenze diverse tendono a non collaborare. In Italia, un caso particolare è rappresentato da Radio Spada (sito, casa editrice e gruppo militante) che vede la compresenza di fedeli tradizionalisti semplici, lefebvriani, sedeprivazionisti e sedevacantisti. L'esistenza di questa realtà non ha mancato di causare polemiche.[senza fonte]

Esercizio del culto[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la maggioranza dei sacerdoti legati alla tradizione (migliaia in tutto il mondo) celebrano le messe in rito latino in modo non esclusivo in base alla liberalizzazione della liturgia tradizionale decretata nel 2007 dal motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI (sono, cioè, "biformalisti"), alcune centinaia di sacerdoti e religiosi, quelli incardinati negli istituti "Ecclesia Dei", adottano la liturgia tradizionale in via esclusiva, anche se in piena comunione con Roma.[33]

Altri, invece, vivono in una situazione formalmente irregolare, come la Fraternità sacerdotale San Pio X.

In Italia, le funzioni di rito romano antico vengono attualmente celebrate, in modo regolare, in circa 150 diversi luoghi di culto, per lo più parrocchie e alcuni monasteri e conventi. In più, vi sono una quindicina di centri di messa amministrati dai lefebvriani. Dal 2007, moltissime messe vengono celebrate in modo saltuario ed estemporaneo un po' ovunque in occasione di particolari eventi o solennità, sempre sulla base della liberalizzazione decretata nel 2007 dal motu proprio Summorum Pontificum.

Ci sono anche alcune messe di San Pio V di istituti non in comunione con la Chiesa cattolica contemporanea (sedevacantisti o sedeprivazionisti), come quelle dell'Istituto Mater Boni Consilii.

Relazione con la Santa Sede[modifica | modifica wikitesto]

Il Vaticano considera scismatici i sedevacantisti, cioè coloro che non riconoscono l'autorità del papa, ma non i lefebvriani, per i quali si è in attesa di un riconoscimento canonico.

L'Istituto Mater Boni Consilii non riconosce il papa come legittima autorità per cui il suo nome, e anche quello del vescovo locale, vengono omessi nel canone della messa di San Pio V celebrate dai loro sacerdoti.[34]
Gli aderenti della Fraternità sacerdotale San Pio X vengono considerati in una situazione di "separazione", non di scisma. La Fraternità, infatti, riconosce l'autorità del papa e cita il suo nome nelle messe celebrate dai suoi sacerdoti.

Il 16 maggio 2007, quando ancora non era stata levata la scomunica ai lefebvriani, parlando alla Quinta Conferenza Generale dei Vescovi d'America Latina e dei Caraibi, il cardinale Darío Castrillón Hoyos presentò la Commissione Ecclesia Dei, allora da lui presieduta, per la cura di quei tradizionalisti, i quali, pur scontenti delle riforme del Concilio Vaticano II, si vogliono separare dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X «perché essi non accettano la sua azione scismatica, in quanto ordina vescovi senza l'autorizzazione papale»[35] Aggiunse anche che al momento l'attività della Commissione non è limitata al servizio e nemmeno agli "sforzi intrapresi per porre fine alla situazione spiacevole di scisma e assicurare il ritorno dei fratelli appartenenti alla Società San Pio X alla piena comunione. Si estende anche, al soddisfacimento delle aspirazioni delle persone non legate ai suddetti gruppi che, data la loro specifica sensibilità, vogliono tenere viva la liturgia latina durante la celebrazione dell'Eucarestia e negli altri sacramenti.
Disse inoltre che papa Benedetto XVI, che fu per anni membro della Commissione, voleva che questa diventasse un organo della Santa Sede per la specifica proposta di mantenere e preservare il valore della tradizione della liturgia latina. Aggiunse il commento: «Ma deve essere chiaro che non si ritorna indietro rispetto alle riforme del 1970. La questione è piuttosto una generosa offerta del Vicario di Cristo, come una sua espressione del suo volere pastorale, di ricollocare la liturgia latina che per secoli nutrì la vita spirituale di molte generazioni di fedeli. Il Santo Padre vuole preservare l'immenso tesoro spirituale, culturale ed estetico legato alla vecchia liturgia. Il recupero di queste ricchezze va insieme alle altre preziose ricchezze della liturgia attuale».[36]

Petizione di Agatha Christie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Indulto di Agatha Christie.

Non appena entrò in vigore la riforma liturgica, in Gran Bretagna cinquantasette intellettuali, non solo cattolici ma anche protestanti (tra questi spiccava il nome di Agatha Christie), ebrei ed atei, sottoscrissero un petizione volta a mantenere l'uso della liturgia tridentina, dato il grande valore lirico e culturale della stessa, quanto meno per i funerali. Da allora, le Isole Britanniche hanno tale permesso per i funerali; il provvedimento che lo concesse è popolarmente conosciuto come l'indulto di Agatha Christie. È da notare che la versione del Messale prevista dal provvedimento per le Isole Britanniche è quella del 1965, a differenza dei successivi atti che hanno riguardato il Messale del 1962. Simili iniziative in altri paesi, tra i quali l'Italia (tra coloro che firmarono la relativa petizione, si ricordano il latinista Ettore Paratore, l'omeopata professor Antonio Negro, il filosofo Augusto del Noce, la poetessa e scrittrice Cristina Campo e il filosofo e teologo Romano Amerio) hanno avuto minor fortuna.[37][38][39][40]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Ai cattolici tradizionalisti[modifica | modifica wikitesto]

Chi si contrappone ai cattolici tradizionalisti ritiene:

  • Che le loro accuse siano false, esagerate, o manchino di considerare il carattere organico della Tradizione. Si argomenta, ad esempio, che la Dignitatis Humanae non contraddica gli insegnamenti precedenti della Chiesa sulla libertà religiosa e che la revisione del rito della Messa rappresenti un legittimo sviluppo della liturgia preesistente piuttosto che una pericolosa rottura rispetto al passato.
  • Che i tradizionalisti manchino di distinguere tra le pratiche pastorali modificabili (come la liturgia della Messa) e i principî immodificabili della Fede cattolica (come i dogmi che accompagnano la Messa).
  • Che i tradizionalisti i quali non solo disubbidiscono e oppongano resistenza alle autorità della Chiesa, ma in effetti dichiarino le loro decisioni incompatibili con la Tradizione immodificabile della Chiesa, stiano agendo contro gli insegnamenti di Pio XII sul Magistero della Chiesa, secondo il quale «ad esso Cristo Signore ha affidato il deposito della fede (cioè la Sacra Scrittura e la Tradizione divina) per essere custodito, difeso ed interpretato».[41]

Alla Chiesa contemporanea da parte dei cattolici tradizionalisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Molti gruppi danno grande valore alla data del 7 dicembre 1965, quando, con la promulgazione del documento Dignitatis humanae, sembra essere stato riconosciuto come diritto (e non come, al massimo, concessione) la libertà religiosa in foro esterno[43]: concetto che il magistero precedente, aveva sempre unanimemente condannato;
  • Le critiche di ordine liturgico mosse ai vertici ecclesiastici del post-concilio sono di aver sostituito, attraverso la riforma liturgica, la Messa tridentina in lingua latina (detta "Messa di San Pio V") con quella cosiddetta del Novus Ordo Missae in lingua vernacolare, diversamente strutturata, con molte aggiunte e sostituzioni rispetto alle vecchie liturgie: per esempio, l'Offertorio, sostituito dal rito della Presentazione dei doni, e le nuove Preghiere Eucaristiche in aggiunta all'antico Canone romano. Nel pensiero sedevacantista, pur non sottovalutandole (alla commissione Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia del 1969 presero parte attiva sei pastori protestanti,[44] chiamati per l'occasione da papa Paolo VI;[45][46][47] Max Thurian, della Comunità di Taizé, affermò senza mezzi termini: «Uno dei frutti del nuovo Ordo sarà forse che le comunità non cattoliche potranno celebrare la santa cena con le stesse preghiere della Chiesa cattolica. Teologicamente è possibile»),[48] tali riforme rivestono un ruolo secondario. Le autorità romane non sarebbero diventate "cattive" per aver fatto una liturgia "cattiva", ma tale liturgia sarebbe "cattiva" e di efficacia sacramentale perlomeno dubbia, perché realizzata e/o approvata da persone che credevano, più o meno in buona fede, di avere l'autorità per farlo, ma in realtà, non l'avrebbero avuta. Infine essi obiettano anche che il Novus Ordo missae contraddirebbe la bolla pontificia Quo primum tempore di papa Pio V, in cui si vieta in perpetuo di apportare modifiche al Missale Romanum.
  • Il contenuto dei nuovi catechismi viene giudicato in ambito tradizionalista in contraddizione con l'insegnamento precedente.[49][50]
  • Viene criticata l'autorizzazione ai cattolici a procedere alla pratica della cremazione contro la tradizione cristiana precedente di seppellire i morti.[51][52][53][54]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Francesco Saverio Venuto, Introduzione al dibattito. Il Sinodo Straordinario dei Vescovi del 1985. 2.3 La posizione "tradizionalista", in La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011, p. 105.: «Con il termine "tradizionalisti" intendiamo riferirci a coloro che non solo considerano gli abusi e le degenerazioni del periodo post-conciliare l'esito di un'interpretazione semplicemente riduttiva del Vaticano II, ma che ritennero anche gli insegnamenti del Concilio, per la sua natura, avverso irrimediabilmente compromesso la Tradizione della Chiesa
  2. ^ Sodalitium N. 60 anno 2007 Editoriale pag. 2: «Nel 1907 non finiva, ma iniziava la guerra contro il modernismo, guerra per fede e contro l'errore. Le istanze dei modernisti non state accolte dalla Chiesa. Esse, tuttavia, sono state in buona parte accolte nella Chiesa del Vaticano II e da coloro che ne custodiscono gelosamente l'eredità».
  3. ^ Luigi Villa, - Capitolo III La sua "apertura al modernismo", in Paolo VI beato?, Editrice Civiltà - Brescia, 2001, p. 95.: «S. Pio X, nella sua enciclica "Pascendi" contro il "Modernismo", aveva scritto che i fautori dell'errore s'erano cacciati, ormai anche nell'interno della Chiesa, "nel seno stesso della Chiesa", e che i loro "consigli di distruzione" li agitavano "non al fuori della Chiesa, ma dentro di essa; ond'è che il pericolo si nasconde quasi nelle vene stesse e nelle viscere di Lei"!»
  4. ^ Luigi Villa, - Capitolo III La sua "apertura al modernismo", in Paolo VI beato?, Editrice Civiltà - Brescia, 2001, p. 110.: « Contro il modernismo [...] Essi hanno l'odio verso tutto quello ciò che è tradizionale e sacro». (S. Pio X).»
  5. ^ Radicali nella Fede, ottobre 2014, Editoriale: “I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti”. Chi oserebbe oggi parlare così nella Chiesa? Chi avrebbe il coraggio di ripetere queste parole di Papa San Pio X, di cui cade quest'anno il centenario della morte? Le scrisse nella lettera “Notre charge apostolique”, del 1910, indirizzata ai vescovi e arcivescovi di Francia. Certo, S. Pio X lì tratta della concezione secolarizzata della democrazia, ma queste parole possono benissimo riferirsi anche alla situazione della Chiesa, avvelenata oggi al suo interno da una medesima secolarizzazione.
  6. ^ Tradizionalisti e sedevacantisti, su CESNUR, 28 aprile 2014. URL consultato il 1 maggio 2015.
  7. ^ WikkiMissa, directory mondiale della messe tridentine. Url consultato il 16 maggio 2014
  8. ^ a b Sito ufficiale della Fraternità Sacerdotale San Pio X
  9. ^ a b Consistenza e distribuzione della Fraternità Sacerdotale San Pio X nel mondo
  10. ^ Documento della commissione Ecclesia Dei in cui si afferma la validità delle ordinazioni dei sacerdoti della Fraternità sacerdotale San Pio X e delle S. Messe da questi officiate.La Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” afferma e ribadisce che, assistendo alle SS. Messe celebrate dai sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, si assolve il precetto domenicale.
  11. ^ La Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” afferma e ribadisce che, assistendo alle SS. Messe celebrate dai sacerdoti della Fraternità sacerdotale San Pio X, si assolve il precetto domenicale. Url consultato il 24 dicembre 2014.
  12. ^ Union-sacerdotale-marcel-lefebvre Url consultato il 7 febbraio 2016
  13. ^ Con testi di Mons Guèrard des Lauries, Primo articolo (Sodalitim N° 13) Introduzione al problema dell'autorità, in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 24.: «Gli attuali occupanti non sono Papi formalmente (non hanno l'Autorità, non hanno la divina assistenza) ma possono essere ancora "papi" materialmente (canonicamente eletti, fino a prova del contrario, occupano la Sede Apostolica e potrebbero divenire formalmente Papi condannando gli errori). Quanto alla Fraternità San Pio X, la storia del suo atteggiamento nei confronti del problema dell'autorità è sconcertante.»
  14. ^ Papato Materiale Spiegazione della Tesi di Cassiciacum Mons. Donald J Sanbor. Url consultato il 31 maggio 2014.
  15. ^ Sodalitium N. 66, anno 2013 pp. 49-54.
  16. ^ Gli antipapi. Storia e segreti, Elena Percivaldi, Newton Compton Editori, 2014
  17. ^ La dittatura europea, Ida Magli, Bur 2010.
  18. ^ La Chiesa cattolica e i suoi scismi - Antipapi e pretendenti a un futuro Papa nel sito del CESNUR. Url consultato il 26 aprile 2014.
  19. ^ Si veda 2 - Elenco degli Antipapi - 4 - Sedevacantisti. Url consultato il 26 aprile 2014.
  20. ^ Vatican Insider. Quegli antipapi fai da te. Url consultato il 17 maggio 2014.
  21. ^ Gli antipapi. Storie e segreti. Gli "antipapi del secolo breve. Url consultato il 6 dicembre 2014.
  22. ^ Paragrafo 90 del documento, consultabile sul sito della Santa Sede qui: [1]. in particolare l'istruzione afferma espressamente che in qualunque tipo di celebrazione liturgica "Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi." (paragrafo 91). La pratica della Comunione in ginocchio è stata altresì espressamente raccomandata da papa Benedetto XVI, che dal 2009 ha distribuito l'Eucarestia nelle celebrazioni da Lui presiedute esclusivamente in ginocchio [2].
  23. ^ Sodalitium, giugno 2008, p. 62 Benedetto XVI sostituisce la preghiera del Venerdì Santo per i Giudei nel messale del 1962 Mons. Donald j. Sanborn «[...] Si deve ricordare che ciò che ha causato il nostro allontanamento dalla FSSPX nel 1983, è stata la messa di Giovanni XXIII, cioè il messale del 1962. La ragione per cui l’arcivescovo Lefebvre voleva che tutti adottassero questo messale, rimangiandosi la sua precedente scelta di permettere le rubriche precedenti il 1955, era che in quel momento egli stava trattando molto seriamente con Ratzinger, per far sì che la FSSPX venisse riassorbita nella religione modernista. Egli mi disse personalmente che il Vaticano non avrebbe mai accettato che noi usassimo le rubriche precedenti il 1955, ed io vidi con i miei occhi i documenti riguardanti le trattative tra lui e Ratzinger, al cui centro c’era il messale del 1962, il cui uso sarebbe stato consentito alla FSSPX. [...] Nel 1983, quando i nove sacerdoti si opposero all'abbandono delle rubriche del Messale di san Pio X , del calendario e del breviario, pochi laici capirono l’importanza di questo gesto. La media dei laici non riesce a distinguere la messa tradizionale del 1962 da quella del messale precedente il 1955, cioè quello che noi usiamo. Ma, in realtà, le differenze sono importanti. Nei gesti e nei simboli della liturgia ci sono interi volumi di insegnamento.».
  24. ^ Opportune importune anno 2005 maggio 2005 « Dal punto di vista della Fede, non cambia nulla. B.XVI, come Paolo VI, G.P.I. e G.P.II, aderisce al Vaticano II (che contraddice il Deposito della Fede) e accetta la riforma liturgica (che ha introdotto un rito di natura protestante). Questi errori rappresentano un ostacolo per ricevere dalla SS.Trinità l'autorità suprema. B.XVI potrebbe in qualsiasi momento rimuovere l'ostacolo con un atto pubblico di condanna del Concilio e del Novus Ordo Missae: in quel caso diventerebbe Papa formalmente, e non solo materialmente. Senza questo atto non può essere considerato formalmente legittimo Vicario di Cristo e il suo nome non può essere citato al Canone della Messa ».
  25. ^ Opportune Importune giugno 2014 pag.1 n. 28 «[...] degli impegni di insegnamento (seminario e noviziati) e di apostolato ("centri di Messa", esercizi spirituali, campi per bambini, ecc...)»
  26. ^ Parte VI. Esercizi spirituali di S. Ignazio, in Il mio libro di preghiere, Centro Librario Sodalitium, 2010, p. 595.Padre Francesco da Paola Vallet (1883-1947), ideatore del metodo dei cinque giorni, che riassume il mese di sant' Ignazio lasciando integri i "pezzi" fondamentali e mantenendolo alla portata di tutti.»
  27. ^ Chiesa viva - anno XIX - N°470 - aprile 2014 - pag.16 «Una lettera dagli amici di “Chiesa viva” degli Stati Uniti.»
  28. ^ Sito di Chiesa Viva. Url consultato il 24 maggio 2014.
  29. ^ Altro sito di Chiesa Viva. Url consultato il 24 maggio 2014.
  30. ^ Latin Mass Society of England & Walers. Url consultato il 20 dicembre 2014.
  31. ^ Opportune Importune giugno 2014 pag.1 n. 28 «“Sodalitium” esce raramente, per lo più una volta all’anno (oltre al numero natalizio dedicato al calendario).»
  32. ^ Rivista Sodalitium. Url consultato il 25 aprile 2014.
  33. ^ La Tradizione Cattolica (66) - 2008 p. 39 - Messale tridentino, Messale di Paolo VI ... Un rito o due riti?
  34. ^ Opportune importume anno 2005 maggio pag. 2 «Dal punto di vista della Fede, non cambia nulla. B.XVI, come Paolo VI, G.P.I. e G.P.II, aderisce al Vaticano II (che contraddisce il Deposito della Fede) e accetta la riforma liturgica (che ha introdotto un rito di natura protestante). Questi errori rappresentano un ostacolo per ricevere dalla SS.Trinità l'autorità suprema. B.XVI potrebbe in qualsiasi momento rimuovere l'ostacolo con un atto pubblico di condanna del Concilio e del Novus Ordo Missae: in quel caso diventerebbe Papa formalmente, e non solo materialmente. Senza questo atto non può essere considerato formalmente legittimo Vicario di Cristo e il suo nome non può essere citato al Canone della Messa ».
  35. ^ (ES) INTERVENCIÓN SOBRE ECCLESIA DEI-16 DE MAYO DE 2007 Card. Darío Castrillón Hoyos, Presidente Ecclesia Dei. Url consultato il 7 febbraio 2015.
  36. ^ (ES) INTERVENCIÓN SOBRE ECCLESIA DEI-16 DE MAYO DE 2007 Card. Darío Castrillón Hoyos, Presidente Ecclesia Dei. Url consultato il 7 febbraio 2015.
  37. ^ Una Voce Notiziario" n° 7, 1971, pp. 8
  38. ^ Trent'anni fa l'appello a Paolo VIper la messa antica firmatoda Agatha Christie. Url consultato il 24 dicembre 2014.
  39. ^ L'indulto di Agatha Christie Url consultato il 30 maggio 2014.
  40. ^ Una Voce Notiziario" n° 6, 1971, p. 4.
  41. ^ Humani Generis 8. Url consultato il 23 giugno 2014.
  42. ^ Francesco Saverio Venuto, Introduzione al dibattito. Il Sinodo Straorinario dei Vescovi del 1985. 2.3 La posizione "tradizionalista", in La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011, p. 105.: « Presso i movimenti tradizionalisti era molto diffuso paragonare il Concilio Vaticano II alla Rovoluzione francese ed alle sue fasi successive. Come nel 1789, attraverso la Dichiarazione dei diritti universali dell'uomo, nella storia furono introdotti principi di Libertà, di Fraternità, di Ugualianza, allo stesso modo dal 1962 al 1965, con il principio della Libertà religiosa, con l'Ecumenismo e con il concetto di Popolo di Dio, fecero ingresso nella Chiesa gli stessi principi rivoluzionari. Come in seguito Napoleone istitunializzò la Rivoluzione e la fondazione dell'Impero Francese, allo stesso modo Giovanni Paolo II fece con il Vaticano II pubblicando il nuovo Codice di diritto canonico.»
  43. ^ Con testi di Mons.Guérard des Lauriers, Intervista a Mons.Guérard des Lauriers, in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, pp. 35,36.: «Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini ha prolungato, impegnando almeno [cf.(3)] il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la "libertà religiosa" che sostiene l'opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell'enciclica "Quanta cura" legata al "Syllabus" [08 XII 1864]»
  44. ^ Con testi di Mons Guèrard des Lauriers, Primo articolo (Sodaltium N°13) Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa II. Sviluppo o contraddizione? Il Novus Ordo Missae e la Dottrina Cattolica, in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, pp. 35,36.:«La nocività della riforma liturgica è sotto gli occhi di tutti i suoi effetti, ed è ancor una messa ancor della causa finale, vale a dire lo scopo "ecumenico". È cosa risaputa che accanto alla commissione che elaborò il nuovo messale collaborò attivamente (13) un gruppo di sei membri, definiti "osservatori delle comunità ecclesiali non cattoliche". Paolo VI volle riceverli in udienza il 10 aprile 1970 ed un celebre fotografia immortala i 6 pastori protestanti, collaboratori nella Riforma liturgica, al fianco di Paolo VI.»
  45. ^ Articolo sulla liturgia di Anthony CeKada. Url consultato il 25 aprile 2014.
  46. ^ Aimé Georges Martimort (ed.), La Chiesa in preghiera. Introduzione alla Liturgia, I: Principi della Liturgia, Brescia, Queriniana, 1987, 2009, p. 99.
  47. ^ Xavier Basurko, Historia de la liturgia, Barcellona, Centre de Pastoral Litúrgica, 2006, p. 565.
  48. ^ La Croix, 30 maggio 1969.
  49. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.16 «La rivista Itinèraires (diretta da Jeam Madiran) era la più prestigiosa rivista francese che avesse preso posizione contro i nuovi catechismi e contro la nuova messa».
  50. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.27 «L'abbè de Nantes e P. Barbara nel 1968 a Parigi ad un conferenza sul nuovo catechismo».
  51. ^ (EN) Cremazione? No per i cattolici (CRMI). Url consultato 11 maggio 2014.
  52. ^ Sodalitium N.60 anno 2007 pag.53 (Nota)« Naturalmente, i cremazionisti citano (per convincere i cattolici) le parole con le quali vien detto che la cremazione non è cattiva in sé, e non è più proibita in ogni caso. Omettendo invece le altre parole del testo dove viene ancora ricordato che la Chiesa si è sempre studiata di inculcare la inumazione dei cadaveri, sia circondando tale atto con riti destinati a mettere in risalto il significato simbolico e religioso, sia comminando pene canoniche contro coloro che agissero contro una sì salutare prassi (...). Deve essere usata ogni cura perché sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli; perciò gli ordinari con opportune istruzioni ed ammonimenti cureranno che il popolo cristiano rifugga dalla cremazione dei cadaveri (...)". Parole al vento, e lo si poteva e doveva prevedere! Tutto quello che è rimasto del decreto del 1963, è, come si dice, che 'la Chiesa non proibisce più la cremazione'! Il colpo era preparato da tempo: ne dà testimonianza una lettera del vescovo Bruno B. Heim, collaboratore a suo tempo del nunzio Angelo Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni XXIII) alla nunziatura di Parigi, il quale scrive che il barone Marsaudon, amico di Mons. Roncalli, "venne (a trovarlo) per proporre la soppressione del divieto della cremazione; a suo dire ciò non aveva più nulla a che vedere con l'ideologia massonica (in Controrivoluzione, n°67-68/2000, p. 28). Ah, peccato che Marsaudon fosse Ministro di Stato del Supremo Consiglio di Francia del Rito Scozzese Antico e Accettato...».
  53. ^ Documento del 1957 in cui la Chiesa cattolica condanna la cremazione. Url consultato il 17 febbraio 2015.
  54. ^ Si si no no 15 gennaio 1990 - La Chiesa e la cremazione.
  55. ^ Luigi Villa, Capitolo VI La nuova liturgia, in La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Editrice Civiltà - Brescia, 2003, p. 268.: «Esempi di scandalose chiese post-conciliari.A fianco: La chiesa di Emmaus di Wöls, in Tirolo. La nuova chiesa, che è vicina a quella vecchia, manca di un qualsiasi segno di riconoscimento del sacro. In basso: Interno della della chiesa di Wöls, in Tirolo. In basso a destra, si vede l'arcobaleno, simbolo dell'unità di tutte le religioni come necessità di raggiungere la verità (come la luce bianca si forma con l'insieme dei colori dell'arcobaleno).»
  56. ^ Luigi Villa, - Capitolo VI La nuova liturgia, in La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Editrice Civiltà - Brescia, 2003, p. 275.: «Tutti i bresciani, partecipanti alla funzione di Giovanni Paolo II allo stadio "Rigamonti" di Brescia, la Domenica 20 settembre 1998, si sono trovati di fronte ad un enorme Crocifisso, a testa in giù, che nelle parole di Alberto Bobbio su "Famiglia cristiana" del 27 settembre 1998, descriveva come «un Cristo a strapiombo. Sorge un fuoco, s'inarca verso il cielo. Non sta ritto. E ripiomba di sotto». Proprio l'opposto di quello che aveva detto Gesù: «...ed Io quando sarò innalzato, attirerò tutto a Me»! (Giov. 12, 32).
  57. ^ La Tradizione Cattolica - anno XIII - n 1 (49) 2002 retro copertina «Il Duomo di Trento (sopra) e quello di La Spezia (sotto) visti dall'esterno; il secondo è chiamato dagli Spezzini, con un pizzico di ironia, «Il Gasometro». Notiamo come il diaframma tra sacro e profano, dopo essere caduto all'interno delle chiese, è caduto pure nel contesto urbanistico.»
  58. ^ Si veda voce "Chiese postconciliari". Url consultato il 30 maggio 2014.
  59. ^ Luigi Villa, - Capitolo III La sua "apertura al modernismo", in Paolo VI beato?, Editrice Civiltà - Brescia, 2001, p. 102.
  60. ^ - Capitolo III La sua "apertura al modernismo", in Paolo VI beato?, Editrice Civiltà - Brescia, 2001, p. 105.
  61. ^ Guèrard des Lauries, Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa - Il nuovo Codice di Diritto Canonico, in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 17.:« La Riforma del codice di diritto canonico, preparato sotto Pio X e prolungato nel 1917 da Benedetto XV, fu annunciata da Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959 assieme alla convocazione di un sinodo romano e del futuro Concilio Ecumenico. Dopo il Vaticano II si applicano alle leggi le decisioni prese fintantoché, con la Costituzione Apostolica "Sacrae disciplinae leges" del 25 gennaio 1983, Giovanni Paolo II non "prolungò" il nuovo codice di diritto canonico che, secondo una sua stessa espressione nella Costituzione appena citata, doveva tradurre in linguaggio canonistico l'ecclesiologia conciliare.Si possono fare pertanto sul nuovo codice le stesse osservazioni rivolte al Vaticano II e tirare le stesse conclusioni. Mi basti attirare l'attenzione del lettore su alcuni punti in contrasto con l'insegnamento tradizionale: - l'attribuzione della suprema e piena potestà sulla Chiesa universale, anche al di fuori del Concilio Ecumenico, non solo al Papa ma anche al collegio episcopale (collegialità): can.336.- L'attribuzione a tutto il "popolo di Dio" (cioè a tutti i fedeli) della missione data da Dio ai suoi Apostoli ed ai loro successori (cioè la Gerarchia) di santificare, insegnare e governare: can. 204.- La soppressione della distinzione (se non l'inversione) tra fine primario e fini secondari del Matrimonio: can. 1055 da confrontare col Can. 1013 del Codice del 1917.- L'autorizzazione, in certi casi, a dare i sacramenti di penitenza, eucarestia ed estrema unzione ai non-cattolici ed a riceverli da essi: can. 844 par. 2,3,4; il che è oggettivamente un orribile sacrilegio (conforme col can. 731 del codice del 1917). Non oltrepassiamo i limiti del nostro studio!».
  62. ^ Sodalitium N.64 Il puzzole ecumenico anno 2010 pag.2-3«Innanzitutto, Ratzinger non ha corretto ma ha anzi portato avanti - fedele a questa nuova ortodossia e nuova tradizione conciliare - il dialogo interreligioso approvato dal concilio nella dichiarazione Nostra Ætate. Non è stato sconfessato "lo spirito di Assisi", come lo dimostrano tra l'altro le visite compiute da Ratzinger alle moschee maomettane come alle sinagoghe israelite. [...] In secondo luogo, Ratzinger ha confermato e persino accelerato il movimento ecumenico nato nel protestantesimo, condannato dall'enciclica Mortalium animos di Papa Pio XI, e fatto proprio dal Vaticano II».
  63. ^ Sodalitum N.54 anno 2002 pag.5 «La Chiesa degli Stati Uniti: il defunto card. O'Connor tra due "fratelli massoni" con tanto di grembiolino massonico.»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brunero Gherardini, Quod et tradidi vobis. La tradizione, vita e giovinezza della Chiesa, Frigento, Casa Mariana, 2010 ISBN 978-88-901770-7-1.
  • Brunero Gherardini, Quaecumque dixero vobis. Parola di Dio e Tradizione a confronto con la storia e la teologia, Torino, Lindau, 2011 ISBN 978-88-7180-897-0.
  • Giovanni Miccoli, La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma, Bari, Laterza, 2011.
  • Roberto de Mattei, Apologia della Tradizione, Torino, Lindau, 2011 ISBN 978-88-7180-950-2.
  • Francesco Saverio Venuto, La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011.
  • Con testi di Mons Guérard des Lauries, Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005, ISBN 88-89596-11-2.
  • Elena Percivaldi, Gli antipapi. Storia e segreti, Roma, Newton Compton Editori, 2014, ISBN 978-88-541-7152-7.
  • Luigi Villa , La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Brescia, Editrice Civiltà, 2003
  • Luigi Villa , Paolo VI beato?, Brescia, Editrice Civiltà, 2001
  • Ida Magli, La Dittatura europea, Milano, BUR, 2010.
  • Sodalitium
  • Opportune importune
  • La Tradizione Cattolica
  • Si si no no
  • Radicali nella Fede

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Discussioni liturgiche e dottrinali
Figure di rilievo
Organizzazioni tradizionaliste considerate irregolari dalla Santa Sede
Istituzioni ecclesiastiche tradizionaliste riconosciute dalla Santa Sede
Associazioni tradizionaliste di fedeli in comunione con la Santa Sede

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]