Tesi di Cassiciacum

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La Tesi di Cassiciacum, che definisce le argomentazioni della posizione di resistenza cattolica del cosiddetto sedeprivazionismo, è una tesi teologica elaborata dal teologo domenicano francese Michel Guérard des Lauriers riguardante la situazione della Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965). Redatta una prima volta in una versione più ristretta, consistente in 18 pagine dattiloscritte datate nella Pasqua del 6 marzo nel 1978[1], è stata poi pubblicata nel N° 1 dei Cahiers de Cassiciacum (in lingua italiana Quaderni di Cassiciacum) nel maggio 1979.[2][3]

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Il genitivo di Cassiciacum attribuito alla Tesi, proviene dalla rivista Cahiers de Cassiciacum, nel cui primo numero (maggio 1979) tale tesi venne estensivamente formulata dal P. Guérard des Lauriers. Il nome latino richiama quello della località, oggi Cassago Brianza, dove Sant'Agostino d'Ippona nel 387 si ritirò in meditazione e preghiera prima di ricevere il Battesimo.[4][5]

La Tesi[modifica | modifica wikitesto]

La Tesi sostiene che almeno dal 7 dicembre 1965 la Sede Apostolica sia da ritenersi formalmente vacante[6] a seguito dell'approvazione della Dichiarazione Conciliare Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa, documento assertore di una dottrina già solennemente condannata in passato dal Magistero della Chiesa[7].

Si ritiene che da allora la cattedra di San Pietro sia occupata solo materialmente dagli eletti dei Conclavi convocati (tutti validi fino a prova del contrario), rimasti in potenza come persone meramente designante al Papato[8] e quindi, in senso stretto, non papi[9]. Tali "papi" (impropriamente e in senso lato, in quanto solo canonicamente eletti), insegnando in veste di Pastori della Chiesa dottrine già condannate come eretiche dal Magistero ecclesiastico, manifesterebbero pubblicamente di fatto di essere privi di quell'Autorità di origine divina che preserva il Papa dall'errore sia nel suo Magistero straordinario che in quello ordinario e universale[10]. Un'Autorità sovrannaturale che, previa un'elezione valida, solo Cristo, e non il Conclave, attribuisce direttamente al suo Vicario in terra, garantendone il carattere di infallibilità giuridica e magisteriale[11]. Se ne desume che al momento dell'accettazione dell'elezione al Papato, gli eletti dal Conclave (almeno dal card. G.B. Montini sino all'attuale J.M. Bergoglio) abbiano accettato solo verbalmente e esteriormente, ponendo in realtà interiormente un ostacolo ("obice") all'accettazione, impedendo così la comunicazione da parte di Dio del carisma divino normalmente spettante. Tale ostacolo è individuato nella mancanza da parte dell'eletto dell'«intenzione oggettiva ed abituale di procurare e di realizzare il bene e il fine della Chiesa»[12][13].

Questa situazione durerà fino a quando non ci sarà un ravvedimento dell'eletto (in seguito o meno ad una pubblica ammonizione da parte dei Vescovi residenziali o di un Concilio imperfetto) con la conseguente rimozione dell'ostacolo interno da lui opposto all'accettazione del Papato, e l'inevitabile condanna degli errori eterodossi sanciti dal Concilio Vaticano II e di quelli perpetuati continuativamente negli anni tramite atti giuridicamente invalidi (promulgati cioè senza Autorità effettiva) : in quel momento l'eletto diverrebbe legittimamente Papa[13][14]; oppure quando il Concilio imperfetto, accertando la pertinacia nell'eresia e ratificando la deposizione dell'eletto già operata da Dio, provvederà a convocare il nuovo Conclave[15].

La Tesi è seguita in Italia dall'Istituto Mater Boni Consilii, al quale Michel Guérard des Lauriers manifestò la propria simpatia e ne approvò la finalità[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ XIII convegno di Studi Albertariani. La Tesi di Cassiciacum ieri e oggi (Milano 15 Novembre 2014) - I parte, dal minuto 13:11 circa., youtube.com.
  2. ^ Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p. - Curriculum vitae, in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 29.:«Il Padre Guérard des Lauries ha pubblicato, nel 1978, e poi nei "Cahires de Cassiciacum", una tesi fino ad ora non confutata; questa tesi consiste nell'affermare la vacanza FORMALE della Sede Apostolica, certamente a partire dal 7 dicembre 1965.»
  3. ^ Don Francesco Ricossa, Introduzione al problema dell'autorità, in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 28.: «R.P. GUÉRARD DES LAURIES o.p., Le Siège Apostolique est-il Vacant?”, Cahiers de Cassiciacum, n. 1, Association St. Herménégilde, Nizza 1979. Vedi anche B. LUCIEN, LA Situation actuelle de l'Autoritè dans l'Eglise - La Thèse de Cassicacum Documents de Catholicité 1985.»
  4. ^ Elena Percivaldi, Parte sesta. Uno sguardo sull'età contemporanea - Le critiche al Concilio Vaticano II: tradizionalisti, sedevacantisti, sedeprivazionisti - Note, in Gli antipapi. Storia e segreti, Newton Compton Editori, 2014, p. 362.: « Il nome deriva dalla rivista «Les Cahiers de Cassiciacum» che per prima nel 1979 la pubblicò. Cassiciacum è il nome latino antico di Cassago Brianza, dove sembra che Agostino di Ippona (354-430) avesse soggiornato in ritiro spirituale per prepararsi a ricevere il battesimo, nel 387 a Milano, dalle mani di Ambrogio.»
  5. ^ Sodalitium N. 58 anno 2005 pag. 22 nota 2 «[...] Mons. Guérard chiamò la Tesi col nome di Cassiciacum (ora Cassago Brianza), in omaggio alla cittadina dove Sant'Agostino amava ritirarsi in preghiera.»
  6. ^ Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p - Curriculum vitae, in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 29.: «[...] questa tesi consiste nell'affermare la vacanza formale della Sede Apostolica, certamente a partire dal 7 dicembre 1965 .»
  7. ^ Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p - Intervista, in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, pp. 35-36.: «Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini ha prolungato, impegnando almeno [cf.(3)] il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la "libertà religiosa" che sostiene l'opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell'enciclica "Quanta cura legata al "Syllabus" [08 XII 1864]»
  8. ^ Don Francesco Ricossa, Introduzione al problema dell'Autorità (Sodalitium n° 13), in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa , Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 24 : «Gli attuali occupanti non sono Papi formalmente (non hanno l'Autorità, non hanno la divina assistenza) ma possono essere ancora "papi" materialmente (canonicamente eletti, fino a prova del contrario, occupano la Sede Apostolica e potrebbero divenire formalmente Papi condannando gli errori).»
  9. ^ Don Francesco Ricossa, XIII convegno di Studi Albertariani. La Tesi di Cassiciacum ieri e oggi (Milano 15 Novembre 2014) - II parte, lumenpublicum.blogspot.it.
    «Quando si parla, si parla simpliciter, come si dice in filosofia. Cioè, alla domanda : “è papa o non è papa?”, se dobbiamo rispondere non con una distinzione, come spesso o quasi sempre San Tommaso fa, ma col sì o no, la risposta è no. Non è papa. [...] dire che è materialiter papa vuol dire che non è papa, è solo la persona, fino a prova del contrario, designata per esserlo. Ha la potenza, la potenzialità, e questo elemento è necessario per esser papa : uno che non è designato non può diventar papa, ma uno che è designato non lo è ancora.».
  10. ^ Concilio Vaticano I, Costruzione dogmatica "Dei Filius", (24 aprile 1870), Denz. 3011, V ed., 40° ed. (2005), Bologna 2009.
  11. ^ Don Francesco Ricossa, Papa, Papato e Sede vacante, in un testo di Sant'Antonino e nel pensiero di Padre Guérard des Lauriers, in Sodalitium, N. 67, Anno XXXI n. 4, dicembre 2015, pp. 7-8.
    «L'eletto è costituito Papa da Dio, e non dalla Chiesa [...] La Chiesa [...] come pure il collegio degli elettori, non ha il supremo potere ecclesiastico che spetta al Papa, e pertanto non può neppure comunicarglielo; esso risiede in Cristo, Capo della Chiesa, il quale è l'unico che può comunicarlo a Pietro.».
  12. ^ Intervista a Don Francesco Ricossa I.M.B.C. (07/08/2007) [sbobinatura da : https://www.youtube.com/watch?v=y3jlK7tTavQ], lumenpublicum.blogspot.it.
    «Noi pensiamo, appoggiando questa affermazione con le prove date prima, che nel momento dell’elezione vi sia stata certamente la designazione da parte dei cardinali, e questo è l’aspetto materiale, vi sia stata poi l’adesione puramente esteriore con un ostacolo (un “obice” [lat. 'ob(i)ex'], un impedimento) che viene dalla mancanza di questa «intenzione oggettiva ed abituale di procurare e di realizzare il bene e il fine della Chiesa», che ha impedito quindi a Cristo di dare a quest’eletto l’Autorità.».
  13. ^ a b Intervista Don Ricossa, 7 agosto 2007, youtube.com.
  14. ^ Intervista a Don Francesco Ricossa I.M.B.C. (07/08/2007) [sbobinatura da : https://www.youtube.com/watch?v=y3jlK7tTavQ], lumenpublicum.blogspot.it.
    «Nel momento in cui la persona designata [...] levasse l’ostacolo, volesse quindi oggettivamente e realmente, abitualmente, il bene e il fine della Chiesa, condannando quindi in qualche modo gli errori che si diffondono negli ultimi quarant’anni, proclamando nuovamente in maniera integrale la dottrina e l’insegnamento della Chiesa, restituendo alla Chiesa la sua liturgia, con l’esclusione però, questo il punto, di riti inaccettabili, in quel momento egli diventerebbe, lui o un suo successore, poco importa, la vera e legittima Autorità della Chiesa Cattolica. Si risolverebbe così, almeno nel suo vertice, la crisi che stiamo attraversando.».
  15. ^ Don Francesco Ricossa, L'Elezione del Papa, in Sodalitium, n. 55, Anno XVIII n. 4 - Dicembre 2002, pp. 18-30.
  16. ^ Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p - Intervista, in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 55.: «12) Sodalitium: Cosa pensate del gruppo di Sacerdoti e seminaristi italiani che si sono costituiti nell'Istituto "Mater Boni Consili" ?» Mons. G.: Istituto Mater Boni Consilii. Sono felice di manifestare a quest'istituto ed ai suoi membri, i miei auguri sovrannaturali e la mia fervente simpatia. Non posso che approvare la finalità dell'Istituto, visto che comporta il diffondere tra i fedeli ciò che precisamente credo essere la verità, e di cui l'essenziale è stato rammentato qui sopra.»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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