Esercizi spirituali

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Esercizi spirituali
Titolo originale Exercitia spiritualia
Exercitia Spiritualia 1ed2.jpg
Frontespizio della prima edizione a stampa degli Esercizi spirituali
Autore Ignazio di Loyola
1ª ed. originale 1548
Genere trattato
Sottogenere religione, spiritualità
Lingua originale latino

Gli Esercizi spirituali (titolo originale Exercitia spiritualia) sono un'opera di Ignazio di Loyola. Costituiscono il metodo di spiritualità proprio della Compagnia di Gesù.

Nel linguaggio comune[1] e nel magistero cattolico[2] sono anche in generale così dette le pratiche di ritiro spirituale: "un insieme di meditazioni e di preghiere in un'atmosfera di raccoglimento e di silenzio" dove potrà particolarmente agire lo Spirito Santo[3], condotte tipicamente "con la mediazione di una guida spirituale", "in ordine alla purificazione del cuore, alla conversione della vita e alla sequela di Cristo, per il compimento della propria missione nella Chiesa e nel mondo"[4].


Storia[modifica | modifica sorgente]

Ignazio dà la definizione di Esercizi spirituali nella prima osservazione introduttiva dell'opera:

« Con Esercizi spirituali si intende ogni modo di esaminare la coscienza, meditare, contemplare, pregare vocalmente e mentalmente e altre operazioni spirituali. Come, infatti, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di disporre l'anima a liberarsi di tutti gli affetti disordinati e, una volta eliminati, a cercare e trovare la volontà divina nell'organizzazione della propria vita per la salvezza dell'anima. »
(Ignazio di Loyola, Esercizi spirituali, prima osservazione introduttiva.[5])

Elaborati dal fondatore tra il 1522 (durante il suo soggiorno a Manresa) e il 1535 (a Parigi),[6] le prime copie manoscritte del testo in spagnolo degli Esercizi circolavano all'interno della Compagnia e contenevano alcuni errori di trascrizione. Ignazio affidò la traduzione del testo in latino ad André Freux (poiché il testo in spagnolo venne pubblicato solo nel 1615, molti ritennero fosse il latino la lingua originale). La prima edizione a stampa degli Esercizi avvenne nel 1548, con i tipi di Antonio Blado e grazie ai finanziamenti di Francesco Borgia, duca di Gandía.[7] Insieme al testo degli Esercizi venne pubblicato anche il breve Pastoralis officii di papa Paolo III (del 31 luglio 1548), che esorta tutti e dappertutto a servirsi degli esercizi.

L'opera comprende meditazioni sul peccato e metodi pratici di preghiera e di esame di coscienza. Gli Esercizi propongono un'esperienza di quattro settimane che conduce, attraverso la purificazione dagli affetti disordinati e la conversione, a sperimentare la gioia dell'essere in Cristo.[8].

Gli Esercizi spirituali sono una sorta di manuale per coloro che "danno" gli esercizi (i "direttori"): il ciclo completo dura trenta giorni e vanno fatti in isolamento (nel corso di ritiri) e in stretto colloquio con i direttori spirituali; sono previste anche forme più brevi o che impegnano solo poche ore al giorno, consentendo agli "esercitanti" di continuare le proprie faccende.[9] I direttori hanno il ruolo insegnare agli esercitanti il catechismo e il modo di pregare, ascoltare gli esercitanti dando loro consigli spirituali e proporre loro spunti per la preghiera e la meditazione.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Treccani.it. URL consultato il 2012-09-18.
  2. ^ Paolo Monaco sj, Gli Esercizi spirituali nel Magistero e altri documenti. URL consultato il 2012-09-18.
  3. ^ Papa Giovanni Paolo II, Angelus a Roma del 16 dicembre 1979
  4. ^ Papa Giovanni Paolo II, lettera alla Federazione Italiana di Esercizi Spirituali, ripresa anche da Papa Benedetto XVI il 9 febbraio 2008
  5. ^ Ignazio di Loyola, op. cit., p. 65.
  6. ^ P. Zovatto (cur.), op. cit., p. 249.
  7. ^ J.W. O'Malley, op. cit., p. 141.
  8. ^ P. Zovatto (cur.), op. cit., p. 252
  9. ^ J.W. O'Malley, op. cit., p. 142.
  10. ^ J.W. O'Malley, op. cit., p. 144.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]