Alessandro De Angelis (gesuita)

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Alessandro De Angelis (Spoleto, 1559Ferrara, 10 settembre 1620) è stato un gesuita, teologo e astronomo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver completato un normale ciclo di studi, all'età di 22 anni entrò a far parte della Compagnia di Gesù nel 1581. Dato il suo livello di istruzione si dedicò all'insegnamento, presso il Collegio Romano, fino ad arrivare ai massimi livelli del corpo accademico[1] nel periodo della disputa tra Galileo Galilei e la Chiesa. Insegnò, come era d'uso a quei tempi, diverse discipline da quelle umanistiche a quelle tecniche spaziando dalla logica alla fisica e alla teologia[1].

L'unica sua opera nota e per la quale è ricordato è In astrologos coniectores (Contro le congetture astrologiche), pubblicata per la prima volta a Lione, nel 1615, e poi anche a Roma, (in cinque libri) contenente argomenti teologici, astronomici e storici contro gli astrologi e le loro congetture. Il libro attacca in particolare le tesi di Gerolamo Cardano, e sostiene con forza il libero arbitrio. L'opera ebbe poi diverse altre riedizioni in alcune città europee tra le quali Anversa. Nell'opera l'autore prende in esame possibili influenze astrali riguardanti la gestazione e la nascita di un essere umano, negandone comunque ogni possibile influsso.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Milena Moneta, Alessandro De Angelis, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 9 ottobre 2020.
  2. ^ (LA) De Angelis Alessandro, In astrologos coniectores libri quinque, Roma, Bartolomeo Zannetti, 1615.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Milena Moneta, Alessandro De Angelis, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  • L. Jacobillo, Bibliotheca Umbriae sive de scriptoribus Provinciae Umbriae, Fulginiae 1658, p. 36
  • R. G. Villoslada, Storia del Collegio Romano, Roma 1954, pp. 219, 323 s., 327, 329, 332
  • C. Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Yésus, I, p. 387; VIII, p. 1653