Papa Gregorio XV

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Papa Gregorio XV
Gregorio XV
Gregorio XV ritratto da Guido Reni
234º papa della Chiesa cattolica
C o a Gregorius XV.svg
Elezione 9 febbraio 1621
Incoronazione 14 febbraio 1621
Fine pontificato 8 luglio 1623
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Paolo V
Successore papa Urbano VIII
Nome Alessandro Ludovisi
Nascita Bologna, 9 gennaio 1554
Ordinazione sacerdotale in data sconosciuta
Nomina ad arcivescovo 12 marzo 1612 da papa Paolo V
Consacrazione ad arcivescovo 1º maggio 1612 dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese
Creazione a cardinale 19 settembre 1616 da papa Paolo V
Morte Roma, 8 luglio 1623
Sepoltura Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio

Gregorio XV, nato Alessandro Ludovisi (Bologna, 9 gennaio 1554Roma, 8 luglio 1623), è stato il 234º papa della Chiesa cattolica dal 1621 alla morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro Ludovisi nacque a Bologna da Pompeo Ludovisi e Camilla Bianchini, ottavo figlio e terzo maschio della coppia. Suo nonno era il duca di Samoggia. Dal 1569 al 1571 il Ludovisi studiò filosofia e teologia al Collegio dei Gesuiti di Roma. Successivamente studiò diritto al Collegio Germanico e si addottorò in utroque iure nell'ateneo di Bologna il 4 luglio 1575. Pochi giorni dopo il completamento degli studi, il 23 giugno era già a Roma.

Dopo aver ricevuto gli ordini sacri, iniziò una rapida ascesa negli incarichi più delicati all'interno della Curia romana. Nel 1597 fu nominato Arcivescovo vicegerente della diocesi di Roma.

Nel 1612 divenne arcivescovo di Bologna e si trasferì nel capoluogo emiliano. Fu consacrato il 1º maggio nella chiesa di Sant'Andrea al Quirinale dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese, co-consacranti Fabio Biondi, patriarca titolare di Gerusalemme e Volpiano Volpi, arcivescovo di Chieti.

Come arcivescovo di Bologna, nel 1616 fu nominato nunzio straordinario in Savoia per dirimere la controversia sul Monferrato tra il Duca di Savoia Carlo Emanuele e il re di Spagna Filippo III.

Nel concistoro del 19 settembre 1616 papa Paolo V lo nominò cardinale e il 3 dicembre 1618 ricevette il titolo di Santa Maria in Traspontina.

Cronologia incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Il conclave del 1621[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conclave del 1621.

Dopo la morte di papa Paolo V il 28 gennaio 1621, i cardinali entrarono in conclave l'8 febbraio. Gregorio XV fu eletto il giorno dopo (9 febbraio) nella Cappella Paolina del Palazzo Vaticano. Il 14 febbraio fu incoronato nella basilica di San Pietro in Vaticano dal cardinale protodiacono Andrea Baroni Peretti Montalto, al suo terzo conclave. Nella scelta del nome pontificale si ispirò probabilmente a Gregorio XIII (1572-1585), bolognese di nascita come lo stesso Ludovisi. Il 14 maggio il nuovo pontefice prese possesso dell'arcibasilica del Laterano.

Il Pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Riforma delle regole del conclave[modifica | modifica wikitesto]

Gregorio XV cercò di porre un argine alle ingerenze degli Stati cattolici nell'elezione pontificia. La Spagna, la Francia e l'Austria, infatti, ad ogni elezione papale esercitavano la loro decisiva influenza tramite i rispettivi porporati presenti in conclave, infrangendo il principio di fede secondo il quale l'elezione del nuovo pontefice avviene per opera e virtù dello Spirito Santo. A tal fine emanò il 15 novembre 1621 la costituzione apostolica Aeterni Patris Filius, seguita, il 12 marzo 1622, dalla bolla Decet Romanum Pontificem, mediante le quali veniva riaffermata la necessità della clausura per il Conclave, nonché l'obbligo dell'elezione mediante una maggioranza dei due terzi del collegio cardinalizio, oltre a tutta una serie di atti formali a garanzia degli obblighi testé citati.

Relazioni con i monarchi europei[modifica | modifica wikitesto]

Gregorio XV salì al Soglio pontificio durante la Guerra dei trent'anni. Sua principale preoccupazione fu creare le condizioni affinché tornasse la pace tra le nazioni europee. Inoltre il pontefice lavorò per la restaurazione del cattolicesimo nei Paesi dove esso era stato sradicato dai monarchi protestanti.

La diplomazia pontificia nella Guerra dei trent'anni

Il pontefice inviò presso l'imperatore Ferdinando II il nunzio Carlo Carafa (1584-1644). Egli rimase alla corte di Vienna per sette anni (1621-28). Contribuì alla soluzione della crisi dinastica nel Ducato di Lorena ed operò a favore della ricattolicizzazione di Germania, Boemia, Moravia e Ungheria[1]. Ottenne la nomina di un cattolico, Massimiliano di Baviera a principe elettore del Palatinato. In questo modo i cattolici raggiunsero la maggioranza all'interno del collegio dei principi elettori. Come riconoscenza per la preferenza accordatagli, Massimiliano donò alla Santa Sede la Biblioteca Palatina di Heidelberg. I libri furono trasferiti a Roma; da allora sono conservati nella Biblioteca apostolica vaticana.

Nel periodo in cui il cardinal Carafa fu nunzio a Vienna, Rodolfo Massimiliano (1596-1647) figlio del duca di Sassonia-Lauenburg, si convertì al cattolicesimo. La Santa Sede sostenne finanziariamente la Lega cattolica formata dagli stati tedeschi cattolici in opposizione all'Unione Evangelica creata dagli stati protestanti.

Relazioni con la Francia

La Francia era attraversata da contrasti confessionali. Gregorio XV sottolineò la necessità di continuare la lotta agli ugonotti e ripristinare l'unità religiosa della nazione. Fu Gregorio XV a creare cardinale Armand-Jean du Plessis, passato alla storia come il cardinale Richelieu.
La Santa Sede fece da mediatore tra la Francia e gli Asburgo, che si contendevano i Grigioni e la Valtellina nella Guerra di Valtellina.

Relazioni con la Polonia

Gregorio XV sostenne il re di Polonia Sigismondo III nella sua contro l'Impero ottomano.

Relazioni con l'Inghilterra

In una nazione dove il cattolicesimo era stato quasi completamente sradicato, suscitò nuove speranze il progetto di matrimonio tra l'erede al trono d'Inghilterra Carlo, figlio di Giacomo I e l'Infanta di Spagna Maria Anna d'Asburgo. Ma le trattative tra Londra e Madrid non andarono a buon fine[1].

Nel 1622 Gregorio XV creò il Vicariato apostolico d'Inghilterra. Il 15 marzo 1623 nominò il primo vescovo cattolico per Inghilterra, Galles e Scozia nella persona di William Bishop. Siccome il cattolicesimo era proibito sin dal 1559, il pontefice gli assegnò il titolo di vescovo titolare di Calcedonia.

Relazioni con le istituzioni della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Approvazioni pontificie
  • Gregorio XV consentì ai Francescani di riformare l'istituto del vicario generale;
  • Approvò la Congregazione di San Mauro (17 maggio 1621)[2];
  • Consentì ai Mercedari scalzi di eleggere un vicario generale e proibì ai "calzati" di interferire nella vita di quel ramo dell'ordine (26 novembre 1621)[3];
  • Riconobbe gli Scolopi, elevandoli a ordine regolare (18 novembre 1621).
Istituzioni
  • Gregorio XV fondò la Congregatio de Propaganda Fide (oggi Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli) con la bolla Inscrutabili Divinae Providentiae del 22 giugno 1622. Incaricata della diffusione della fede, nacque come organismo che soprintendeva tutta l'attività missionaria della Chiesa.

Decisioni in materia liturgica[modifica | modifica wikitesto]

  • Con la bolla Universi Dominici Gregis (30 agosto 1622), il pontefice stabilì che in alcuni casi il segreto della confessione potesse essere violato (per esempio, il confessore può obbligare il penitente a denunciare un reato subito);
  • Approvò le innovazioni rituali introdotte nell'India meridionale (Malabar) dal missionario gesuita Roberto de Nobili (lettera Romanae sedis, 31 gennaio 1623).
  • Nel 1621 fissò la data della Festa di San Giuseppe il giorno 19 marzo. Consentì anche la memoria religiosa dell'arcivescovo Beato Ambrogio Sansedoni (1220-1286) e, il 17 febbraio 1623, del Beato Bruno di Colonia.

Decisioni in materia teologica[modifica | modifica wikitesto]

  • Gregorio XV proibì la difesa anche in privato (cioè nelle discussioni tra dotti) di opinioni negazioniste sull'Immacolata concezione (1622). Il suo predecessore Paolo V aveva proibito di attaccare in pubblico il dogma[4];
  • Il pontefice confermò la condanna dell'eresia degli Alumbrados (Illuminati), nata in Spagna nel XVI secolo;
  • Gregorio XV introdusse la pena di morte per i colpevoli di apostasia al demonio e per chi avesse causato la morte di una persona attraverso riti magici (bolla Omnipotentis dei del 20 marzo 1623)[5]. Fu l'ultimo atto ufficiale di un papa sulla stregoneria.

Gregorio XV e la cultura[modifica | modifica wikitesto]

Busto realizzato da Gian Lorenzo Bernini.

Papa Gregorio XV fu un mecenate del Domenichino e del Guercino.

Istituì il Collegio benedettino di Roma (18 marzo 1621).

Consentì all'Ordine dei Gesuiti il privilegio di conferire il titolo di dottore (Bolla In eminenti del 1621).

Morte e sepoltura[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Ludovisi e tomba di Gregorio XV.

Papa Gregorio XV morì l'8 luglio 1623 nel Palazzo del Quirinale a Roma e fu sepolto nella Basilica Vaticana.

Il 13 giugno 1634 le sue spoglie sono state traslate nella cappella dell'Annunziata del Collegio Romano; infine è stato sepolto nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, dove riposa tuttora.

Canonizzazioni e Beatificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Canonizzazioni_celebrate_da_papi § Pontificato_di_Gregorio XV.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Beatificazioni_per_pontificato § Pontificato_di_Gregorio XV.

Gregorio XV celebrò cinque canonizzazioni; inoltre proclamò beati due Servi di Dio.

Diocesi erette da Gregorio XV[modifica | modifica wikitesto]

Elevazione al rango di arcidiocesi[modifica | modifica wikitesto]

Concistori per la creazione di nuovi cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Concistori di papa Gregorio XV.

Gregorio XV convocò quattro concistori, nei quali creò undici nuovi cardinali.[6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine supremo del Cristo

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Alexander Koller, Gregorio XV, in Dizionario biografico degli italiani, LIX, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002. URL consultato il 12/12/2015.
  2. ^ Fu soppressa dall'Assemblea costituente nel 1792.
  3. ^ A. Rubino, Dizionario degli Istituti di Perfezione , vol. V (1978), coll. 1228-1232.
  4. ^ L'Immacolata concezione, tanogabo.com. URL consultato il 12/12/2015.
  5. ^ John A. Tedeschi, Il giudice e l'eretico: studi sull'inquisizione romana, Vita e Pensiero, 1997, p. 126.
  6. ^ Salvador Miranda, http://www2.fiu.edu/~mirandas/consistories-xvii.htm#GregoryXV. URL consultato il 1 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Günther Wassilowsky, Hubert Wolf: Päpstliches Zeremoniell in der Frühen Neuzeit – Das Diarium des Zeremonienmeisters Paolo Alaleone de Branca während des Pontifikats Gregors XV. (1621–1623). Rhema-Verlag, Münster 2007, ISBN 978-3-930454-80-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Paolo V 9 febbraio 1621 - 8 luglio 1623 Papa Urbano VIII
Predecessore Arcivescovo metropolita di Bologna Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Scipione Caffarelli-Borghese 12 marzo 1612 - 9 febbraio 1621 Ludovico Ludovisi
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Maria in Traspontina Successore CardinalCoA PioM.svg
Erminio Valenti 3 dicembre 1618 - 9 febbraio 1621 Ludovico Ludovisi
Controllo di autorità VIAF: (EN49321911 · LCCN: (ENn85144070 · ISNI: (EN0000 0001 2025 4014 · GND: (DE118697404 · BNF: (FRcb12459878g (data) · ULAN: (EN500354827 · BAV: ADV10167888