Vicariato apostolico

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L'espressione vicariato apostolico designa l'ufficio o la giurisdizione di un rappresentante del Sommo Pontefice. Nel Medioevo l'espressione si riferiva ad una carica politica, successivamente, con lo sviluppo dell'attività missionaria della Chiesa, è stata ripresa per indicare un tipo particolare di circoscrizione equiparata alla diocesi.

Vicariato apostolico (nel Medioevo)[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al XIV secolo nel Nord Italia la crisi profonda del sistema comunale portava all'emersione delle signorie come forma di governo di fatto. Le città, pur mantenendo di diritto i propri statuti, cariche, competenze e privilegi, venivano sottoposte totalmente al volere del signore, spesso un nobile chiamato per "ristabilire la pace". Con il tempo i signori si fecero conferire da uno dei due poteri universali il vicariato imperiale (dall'imperatore) o apostolico (dal papa) come legittimazione di diritto di poteri che avevano già da tempo assunto di fatto.

Il vicario altro non era che il rappresentante del potere centrale in un determinato territorio. Poteva succedere anche che la stessa persona, o lo stesso casato, ricoprissero più vicariati contemporaneamente. Ad esempio, gli Estensi esercitavano il vicariato papale a Ferrara mentre godevano di un vicariato imperiale a Modena e Reggio Emilia.

Vicariato apostolico (nei tempi moderni)[modifica | modifica wikitesto]

Oggi con l'espressione "vicariato apostolico" si indica una tipologia di circoscrizione ecclesiastica della Chiesa cattolica di rito latino.

È definito dal Codice di diritto canonico al canone 371 §1:

« Il vicariato apostolico, o la prefettura apostolica, è una determinata porzione del popolo di Dio che, per circostanze peculiari, non è ancora stata costituita come diocesi ed è affidata alla cura pastorale di un Vicario apostolico o di un Prefetto apostolico, che la governano in nome del Sommo Pontefice. »

(canone 371 §1)

Il Codice di diritto canonico dice inoltre:

« Le Chiese particolari, nelle quali e dalle quali sussiste la sola e unica Chiesa cattolica, sono innanzitutto le diocesi, alle quali, se non consta altro, vengono assimilate la prelatura territoriale e l'abbazia territoriale, il vicariato apostolico e la prefettura apostolica e altresì l'amministrazione apostolica eretta stabilmente. »

(Canone 368)

L'assimilazione dei vicariati apostolici alle diocesi non implica che essi siano chiese particolari (come, invece, è esplicitamente affermato per le diocesi), ma stabilisce che ad essi si applica, mutatis mutandis, il complesso di norme stabilite dal diritto per le Chiese particolari. Per i vicariati apostolici è, perciò, tuttora discusso se siano chiese particolari, essendo il loro ufficio di presidenza munito di potestà ordinaria vicaria, anziché propria.[1] L'ordinario del vicariato apostolico è vescovo non del vicariato ma di una sede titolare e regge il vicariato a nome del papa.

Generalmente, il motivo per cui una determinata zona non diventa diocesi, ma vicariato apostolico, è che si trova in una zona di missione, dove il Cristianesimo non è ancora radicato e non sarebbe possibile costituire una vera diocesi, dato che la struttura di Chiesa è ancora molto debole.

Il vicario apostolico, a differenza del vescovo diocesano, può compiere la visita ad limina attraverso un procuratore.[2]

I vicariati apostolici attuali[modifica | modifica wikitesto]

La seguente è la lista di tutti gli 87 vicariati apostolici attualmente presenti:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Codice di diritto canonico, sezione sulle chiese particolari
  2. ^ Codice di diritto canonico, can. 400 §3

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