Papa emerito

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Il papa emerito Benedetto XVI prima della rinuncia

Papa emerito o pontefice emerito[1] è il titolo assunto da Benedetto XVI, papa della Chiesa cattolica, al momento della sua rinuncia all'ufficio di romano pontefice[2].

Il titolo non è previsto da alcuna normativa della Chiesa cattolica.

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

Il canone 332 §2 del Codice di diritto canonico prevede che il romano pontefice possa rinunciare al suo ufficio. Si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno l'accetti.[3][4]

Pur non essendo il primo papa ad aver rinunciato, papa Benedetto XVI è stato nel 2013 l'unico papa ad aver esercitato la facoltà della rinuncia come disciplinata dal predetto can. 332, in vigore dal 1983.[5][6]

Il titolo di «papa emerito», non previsto dal diritto canonico, fu preferito a quello di vescovo emerito[7] di Roma e adottato per analogia, con decorrenza a partire dall'inizio della sede vacante.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Confronto tra l'abito papale (a sinistra) e l'abito del papa emerito (a destra)

Il trattamento del papa emerito rimane Sua Santità e sono conservati il nome pontificale e l'abito talare bianco semplice, senza la pellegrina e la fascia. L'anello piscatorio, annullato con l'inizio della sede vacante,[8] viene sostituito dall'anello vescovile. Lo stemma resta invariato. Il papa emerito non calza le tradizionali scarpe rosse.

Controversie sulla scelta del titolo[modifica | modifica wikitesto]

La scelta del titolo di "papa emerito" è stata oggetto di discussione fra teologi e canonisti in ambito cattolico.

Già alcuni giorni dopo l'annuncio delle dimissioni da parte di Benedetto XVI, Manuel Jesus Arroba, professore di diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense, affermò che «giuridicamente di papa ce n'è soltanto uno; un "papa emerito" non può esistere».[9]

Agli inizi di marzo 2013, il gesuita Gianfranco Ghirlanda, ex rettore della Pontificia Università Gregoriana e docente di diritto canonico nella stessa università, in un lungo articolo apparso nelle pagine de La Civiltà Cattolica, espresse gli stessi contenuti, arrivando alla conclusione che «colui che cessa dal ministero pontificio non a causa di morte, pur evidentemente rimanendo vescovo, non è più papa, in quanto perde tutta la potestà primaziale, perché essa non gli era venuta dalla consacrazione episcopale, ma direttamente da Cristo tramite l'accettazione della legittima elezione».[10]

Di parere opposto è Stefano Violi, professore di diritto canonico nella Facoltà teologica dell'Emilia-Romagna e nella Facoltà di Teologia di Lugano, secondo il quale, con la rinuncia, Benedetto XVI ha dichiarato non già di rinunciare al munus petrinus ("incarico petrino")[11], ma solo al suo esercizio: «Con atto libero, Benedetto XVI ha esercitato la pienezza del potere, privandosi di tutte le potestà inerenti il suo ufficio per il bene della Chiesa, senza però abbandonare il servizio alla Chiesa; questo continua mediante l'esercizio della dimensione più eminentemente spirituale inerente al munus affidatogli, al quale non ha inteso rinunciare».[12] Benedetto XVI, cioè, avrebbe rinunciato all'esercizio diretto e attivo del "ministero petrino", ma non al "ministero petrino" in sé, che è irrevocabile: questo spiegherebbe, secondo le parole di Vittorio Messori, la ragione della scelta del titolo di "papa emerito".[13]

Nella conferenza stampa sull'aereo che lo riportava a Roma dal suo viaggio in Corea nel 2014, papa Francesco così si è espresso a proposito del "papa emerito": «Penso che il papa emerito non sia un'eccezione, ma dopo tanti secoli questo è il primo emerito... Io penso che “papa emerito” sia già un'istituzione... e io credo che papa Benedetto XVI abbia fatto questo gesto che, di fatto, istituisce i papi emeriti. Ripeto: forse qualche teologo mi dirà che questo non è giusto, ma io la penso così. I secoli diranno se è così o no, vedremo... [Papa Benedetto XVI] ha aperto una porta che è istituzionale, non eccezionale.»[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal Briefing di padre Federico Lombardi, dal sito Vatican information service.
  2. ^ «Papa emerito» o secondo Papa? da vaticaninsider. Benedetto XVI sarà Papa emerito, da Radio vaticana del 26 febbraio 2013.
  3. ^ Can. 332 - §2
  4. ^ Rinuncia di papa Benedetto XVI
  5. ^ Codice di Diritto Canonico, vatican.va. URL consultato il 3 maggio 2010.
  6. ^ Rinuncia di Benedetto XVI alla carica di pontefice
  7. ^ Titolo disciplinato dal Codice di Diritto Canonico, canone 402 - §1: Il Vescovo, la cui rinuncia all'ufficio sia stata accettata, mantiene il titolo di emerito della sua diocesi.
  8. ^ L'annullamento dell'anello papale, Il Post, 5 marzo 2013
  9. ^ Citazione riportata da: Sandro Magister, Regnante ed "emerito". L'enigma dei due papi, nelle pagine online di espresso.repubblica.it.
  10. ^ Il testo è riportato per intero nelle pagine online di espresso.repubblica.it.
  11. ^ Cioè all'ufficio di "capo della Chiesa", ricevuto da san Pietro e trasmesso ai suoi successori.
  12. ^ Stefano Violi, La rinuncia di Benedetto XVI. Tra storia, diritto e coscienza, in Rivista Teologica di Lugano XVIII, 2 / 2013.
  13. ^ Articolo: Ecco perché abbiamo davvero due papi, apparso sul Corriere della Sera il 28 maggio 2014. [1].
  14. ^ Dal sito del Vaticano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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