Papa emerito

Papa emerito o romano pontefice emerito è stato il titolo assunto da papa Benedetto XVI in seguito alla sua rinuncia all'ufficio di romano pontefice. Il titolo ebbe decorrenza a partire dall'inizio della sede vacante, il 28 febbraio 2013.[1][2]
Il titolo non è esplicitamente previsto dal diritto canonico, che però prevede la possibilità di rinuncia del pontefice al suo ufficio. Benedetto XVI, primo e attualmente unico papa dimissionario dell'epoca contemporanea, è stato l'unico pontefice che lo ha utilizzato dopo la rinuncia all'ufficio.[3]
Insegne e trattamento
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la rinuncia al ministero petrino, le insegne e il trattamento del papa emerito subiscono delle modifiche:
- l'abito talare bianco è semplice, senza la pellegrina e la fascia;
- l'anello del pescatore, annullato con l'inizio della sede vacante[4], viene sostituito dall'anello vescovile;
- le tradizionali scarpe rosse dell'abito papale non sono previste.
Restano invece invariati il nome pontificale, il trattamento (che, come quello del papa, può essere Santo Padre, Sua Santità o, semplicemente, Santità) e lo stemma, invariato per esplicita volontà di Benedetto XVI.[5][6][7]
Riferimenti normativi
[modifica | modifica wikitesto]Il canone 332 §2 del CIC (abbreviazione per Codice di diritto canonico) prevede che il romano pontefice possa rinunciare al suo ufficio. Per la validità, si richiede che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata; non si richiede invece che qualcuno la ratifichi.[8][9] Pur non essendo il primo papa ad aver rinunciato al ministero petrino, Benedetto XVI è stato, nel 2013, l'unico papa ad aver esercitato la facoltà della rinuncia come disciplinata dal predetto can. 332 in vigore dal 1983.[8][10][11]
L'emeritato nel diritto canonico
[modifica | modifica wikitesto]L'emeritato è un istituto giuridico previsto dal diritto canonico a partire dal 1983[12] e conferito a coloro i quali perdano la titolarità di un ufficio ecclesiastico «per raggiunti limiti d'età o per rinuncia accettata», ai sensi del can. 185 del CIC.[13] Esso, tuttavia, non è esplicitamente previsto per l'ufficio papale.
Il titolo di «papa emerito» fu preferito a quello di vescovo emerito di Roma, anche per distinguere chiaramente l'ufficio papale da quello degli altri vescovi.[14]
Emerge dalla dottrina in maniera unanime che certamente il romano pontefice che abbia rinunciato all'ufficio non torna in nessun caso a far parte del collegio cardinalizio (e ciò sarebbe possibile solo con una nuova nomina, come nel caso di Gregorio XII[15][16]).[7][14][17]
Il titolo e lo status giuridico di «papa emerito» non sono quindi previsti dal diritto, rappresentando una novità sul piano del diritto che ha generato opinioni contrastanti. Infatti, allo stato attuale, su di essi la dottrina non ha adottato una posizione unanime.
Controversie sulla scelta del titolo di papa emerito
[modifica | modifica wikitesto]La scelta del titolo è stata oggetto di discussione fra teologi e canonisti in ambito cattolico. Già alcuni giorni dopo l'annuncio della rinuncia da parte di Benedetto XVI, Manuel Jesús Arroba, professore di diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense, affermò che «giuridicamente di papa ce n'è soltanto uno; un "papa emerito" non può esistere».[18]
Agli inizi di marzo 2013, il gesuita Gianfranco Ghirlanda, ex rettore della Pontificia Università Gregoriana e docente di diritto canonico nella stessa università, in un lungo articolo apparso nelle pagine de "La Civiltà Cattolica", espresse gli stessi contenuti, arrivando alla conclusione che «colui che cessa dal ministero pontificio non a causa di morte, pur evidentemente rimanendo vescovo, non è più papa, in quanto perde tutta la potestà primaziale, perché essa non gli era venuta dalla consacrazione episcopale, ma direttamente da Cristo tramite l'accettazione della legittima elezione».[19]
Di parere opposto è Stefano Violi, professore di diritto canonico nella Facoltà teologica dell'Emilia-Romagna e nella Facoltà di Teologia di Lugano, secondo il quale, con la rinuncia, Benedetto XVI ha dichiarato non già di rinunciare al munus petrinum ("incarico petrino"),[20] ma solo al suo esercizio: «Con atto libero, Benedetto XVI ha esercitato la pienezza del potere, privandosi di tutte le potestà inerenti al suo ufficio, per il bene della Chiesa, senza però abbandonare il servizio alla Chiesa; questo continua mediante l'esercizio della dimensione più eminentemente spirituale inerente al munus affidatogli, al quale non ha inteso rinunciare».[21] Benedetto XVI, cioè, avrebbe rinunciato all'esercizio diretto e attivo del "ministero petrino", ma non al "ministero petrino" in sé, che sarebbe irrevocabile: questo spiegherebbe, secondo le parole di Vittorio Messori, la ragione della scelta del titolo di "papa emerito".[22]
Nella conferenza stampa sull'aereo che lo riportava a Roma dal suo viaggio in Corea del Sud nel 2014, papa Francesco così si è espresso a proposito del "papa emerito": «Penso che il papa emerito non sia un'eccezione, ma dopo tanti secoli questo è il primo emerito... Io penso che “papa emerito” sia già un'istituzione... e io credo che papa Benedetto XVI abbia fatto questo gesto che, di fatto, istituisce i papi emeriti. Ripeto: forse qualche teologo mi dirà che questo non è giusto, ma io la penso così. I secoli diranno se è così o no, vedremo... [Benedetto XVI] ha aperto una porta che è istituzionale, non eccezionale».[23]
Nel 2018, Benedetto XVI ha dichiarato al suo biografo Peter Seewald che il papato emerito è una «forma giuridico-spirituale che evita qualsiasi pensiero di coesistenza di due papi: un vescovato può avere un solo proprietario. Allo stesso tempo, viene espresso un legame spirituale, che non può venire in alcun modo rimosso».[24][25]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Briefing, padre Lombardi: Benedetto XVI sarà Papa emerito, su archivioradiovaticana.va, 26 febbraio 2013. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Andrea Tornielli, «Papa emerito» o secondo Papa?, su lastampa.it, 2 marzo 2013. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ BENEDETTO XVI, in Enciclopedia dei Papi, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
- ↑ L'annullamento dell'anello papale, in Il Post, 5 marzo 2013. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Socrates, Il caso. Il “Manuale di araldica ecclesiastica nella Chiesa cattolica” e lo stemma del Papa emerito, su Barbadillo, 2 novembre 2014. URL consultato il 23 aprile 2025.
- ↑ L’insolita epoca del papato emerito, su La Stampa, 16 aprile 2019. URL consultato il 23 aprile 2025.
- 1 2 Guzzo, pp. 17-18
- 1 2 Can. 332 §2 CIC
- ↑ Declaratio (11 febbraio 2013) | Benedetto XVI, su vatican.va. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Le dimissioni del Papa: 'Sento il peso', su ansa.it. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Enrico Galavotti, il papa ex - Oltre a interrogarsi sul perché, oggi è urgente definire il come (PDF), in Il Regno - attualità, n. 12, 2019, pp. 331-333. URL consultato il 29 giugno 2026.«Effettivamente il Codice di diritto canonico del 1983, che pure aveva previsto la possibilità della rinuncia del papa (can. 332, § 2), non ha inteso disciplinare in alcun modo lo statuto di un ex-papa.»
- ↑ Boni, 49-50
- ↑ Can. 185 CIC
- 1 2 Vitale, Sez. "Dalla rinuncia al Papa emerito"
- ↑ Gherardo Ortalli, GREGORIO XII, in Enciclopedia dei Papi, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
- ↑ Filippo Rizzi, Celestino e Benedetto. Il peso della rinuncia nella storia e nel futuro della cristianità (PDF), in Avvenire, 3 marzo 2023. URL consultato il 29 giugno 2026.
- ↑ Boni, pp. 46-47
- ↑ Sandro Magister, Regnante ed "emerito". L'enigma dei due papi, su chiesa.espresso.repubblica.it, 15 settembre 2014. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Gianfranco Ghirlanda, Cessazione dall'ufficio di Romano Pontefice, in La Civiltà Cattolica, quaderno 3905, 2 marzo 2013, pp. 445-462. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Cioè all'ufficio di "capo della Chiesa", ricevuto da San Pietro e trasmesso ai suoi successori.
- ↑ Stefano Violi, La rinuncia di Benedetto XVI. Tra storia, diritto e coscienza, in Rivista Teologica di Lugano, XVIII, 2 / 2013. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Vittorio Messori, Ecco perché abbiamo davvero due papi, in Corriere della Sera, 28 maggio 2014.
- ↑ Conferenza stampa del Santo Padre Francesco durante il volo di ritorno dalla Corea, su vatican.va, 18 agosto 2014. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Anticristo. Piomba delusione sui Ratzinger-boys: "Cresce amicizia con Francesco, no interferenze", su radiospada.org, 5 maggio 2020. URL consultato il 31 marzo 2022.
- ↑ Gian Guido Vecchi, Ratzinger: «Non voglio interferire nel pontificato di Francesco», su Il Corriere della Sera, 5 maggio 2020. URL consultato il 31 marzo 2022 (archiviato il 6 agosto 2020).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Geraldina Boni, Due papi a Roma?, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, n. 33, 2 novembre 2015, ISSN 1971-8543. URL consultato il 27 giugno 2026.
- Luigi Mariano Guzzo, Ancora considerazioni sull’emeritato di Benedetto XVI (PDF), in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, n. 25, 11 luglio 2016, ISSN 1971- 8543. URL consultato il 27 giugno 2026.
- Rosario Vitale, La rinuncia al Pontificato di Benedetto XVI, per dirimere ogni dubbio, in Vox Canonica, 6 dicembre 2021. URL consultato il 27 giugno 2026.