Rinuncia all'ufficio di romano pontefice

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L'emblema della Santa Sede durante la sede vacante: la basilica della Camera Apostolica.

La rinuncia all'ufficio di romano pontefice o rinuncia al ministero petrino o rinuncia papale[1] (in latino: renuntiatio pontificalis) è un istituto giuridico previsto dal codice di diritto canonico che regola le modalità di cessazione di un papa dal proprio ufficio per dimissioni volontarie; essa costituisce l'unica altra causa di cessazione oltre alla morte del pontefice. In questa circostanza, il codice di diritto canonico evita di utilizzare l'espressione "abdicazione" o "dimissione", e utilizza il verbo "rinunciare"[2].

Abdicazioni e rinunce nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un evento molto raro: oltre a quella di Benedetto XVI (28 febbraio 2013)[3], nella storia della Chiesa vi sono stati pochi altri casi di cessazione per rinuncia; di quelle dei papi Ponziano (28 settembre 235), Silverio (11 marzo 537), Benedetto IX (1º maggio 1045), Gregorio VI (20 dicembre 1046), Celestino V (13 dicembre 1294) e Gregorio XII (4 luglio 1415)[4] esistono fonti certe, mentre per quanto riguarda le rinunce di Clemente I (97), Marcellino (25 ottobre 304) e Giovanni XVIII (giugno 1009) la cronologia cattolica si affida alla tradizione.

27 febbraio 2013: Benedetto XVI parla della sua rinuncia, sui megaschermi di Piazza San Pietro, durante l'ultima udienza pubblica.

Nel diritto canonico[modifica | modifica wikitesto]

Nel XII secolo i giuristi cominciarono a porsi il problema dell'ammissibilità di una rinuncia al papato, cercando di distinguere le eventuali cause legittime da quelle inammissibili, e ponendo anche il problema dell'inesistenza di un superiore gerarchico nelle cui mani il papa in carica potesse rassegnare le dimissioni.
Il giurista Baziano sosteneva che la rinuncia fosse ammissibile in due casi: nel desiderio di dedicarsi esclusivamente alla vita contemplativa e nel caso di impedimenti fisici dovuti a malattia e a vecchiaia: «Posset papa ad religionem migrare aut egritudine vel senectute gravatus honori suo cedere».[5]
Il canonista Uguccione da Pisa confermava le osservazioni di Baziano precisando che la rinuncia non doveva comunque danneggiare la Chiesa e doveva essere pronunciata di fronte ai cardinali o a un concilio di vescovi.[6]

Le decretali di Gregorio IX, pubblicate nel Liber Extra del 1234, precisavano altre cause di rinuncia: oltre alla debilitazione fisica, veniva rintracciata l'inadeguatezza del papa per defectus scientiae, nell'aver commesso delitti, nell'aver dato scandalo («quem mala plebs odit, dans scandala cedere possit») e nell'irregolarità della sua elezione, ma si escludeva quale legittimo motivo di rinuncia il desiderio di condurre una vita religiosa, il cosiddetto zelum melioris vitae, già ritenuto ammissibile dai canonisti.[7]

Nell'immediatezza della rinuncia di papa Celestino V, altri interventi di canonisti, come il francescano Pietro di Giovanni Olivi[8], i teologi della Sorbona Godefroid de Fontaines[9] e Pierre d'Auvergne[10], avallarono la decisione del papa abruzzese, mentre i cardinali nemici di Bonifacio VIII, Giacomo e Pietro Colonna, presentarono nel 1297 tre memoriali[11] intesi a dimostrare l'illegittimità della rinuncia di Pietro da Morrone. Contro la rinuncia di Celestino si espressero anche Iacopone da Todi e Ubertino da Casale, che nel 1305 la giudicò una «horrenda novitas», avendo favorito le successioni degli «anticristi» Bonifacio e Benedetto XI.[12]

Successivamente alla rinuncia di Celestino V, fu Bonifacio VIII, emanando la costituzione Quoniam aliqui, a eliminare ogni condizione ostativa e a stabilire l'assoluta libertà del pontefice in carica a rinunciare al papato, una norma recepita dal Codex Iuris Canonici del 1917.

Il Codice di diritto canonico, o Codex Iuris Canonici, del 1983, al Libro II "Il popolo di Dio", parte seconda "La suprema autorità della Chiesa", capitolo I "Il Romano Pontefice e il Collegio dei Vescovi", contempla la rinuncia all'ufficio di romano pontefice[13][14][15]:

«Can. 332 - §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.»

Una disposizione analoga è contenuta al canone 44 - §2 del Codice dei canoni delle Chiese orientali (Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium) che recita[16]:

«Can. 44 - §2. Se capita che il Romano Pontefice rinunci alla sua funzione, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e sia debitamente manifestata; non si richiede invece che sia accettata da qualcuno.»

Si ritiene[senza fonte] che alla rinuncia pontificale siano applicabili anche i canoni 187-189 del Libro I "Norme generali" , parte IX "Gli uffici ecclesiastici", capitolo IX "la rinuncia" del Codice di diritto Canonico, che disciplina in generale la rinuncia agli uffici canonici che recitano:[17].

«Can. 187. Chiunque è responsabile dei suoi atti può per giusta causa rinunciare all'ufficio ecclesiastico.»

«Can. 189 - §1. La rinuncia, perché abbia valore, sia che necessiti di accettazione o no, deve essere fatta all'autorità alla quale appartiene la provvisione dell'ufficio di cui si tratta, e precisamente per iscritto oppure oralmente di fronte a due testimoni.»

I canoni non specificano quale sia l'autorità alla quale il pontefice debba manifestare la propria rinuncia, cosa d'altronde non necessaria affinché la rinuncia sia valida, come espressamente affermato dal canone 332,§2 del Codice di diritto canonico. Alcuni commentatori invece, contrariamente alla normativa canonica, hanno suggerito che nel caso di rinuncia pontificia, l'autorità alla quale presentare la rinuncia sia il Collegio cardinalizio, in quanto autorità investita della nomina del nuovo pontefice[18].

Cronotassi delle rinunce pontificie[modifica | modifica wikitesto]

Nome pontificale Stemma Inizio pontificato Fine pontificato Nome secolare Luoghi di nascita e sepoltura #
Clemente I
StClement1.jpg
88 97[19][20]
(dubbia: rinuncia tramandata dalla tradizione)
Roma;
Basilica di San Clemente al Laterano, Roma
4
Ponziano
Pope Pontian.jpg
21 luglio 230 28 settembre 235[21] Roma;
Catacombe di San Callisto, Roma
18
Marcellino
Marcellinus.jpg
30 giugno 296 25 ottobre 304[22]
(dubbia: rinuncia dedotta dal confronto di due opere medievali)[23]
Roma;
Catacombe di Priscilla, Roma
29
Silverio
Silverius2.jpg
8 giugno 536 11 marzo (11 novembre) 537[22][24] Ceccano, FR;
Isola di Palmarola, Ponza, LT
58
Giovanni XVIII
Ioannes XVIII.jpg
25 dicembre 1003 giugno 1009[25][26]
(dubbia: rinuncia menzionata solo in due opere medioevali)
Giovanni Fasano Roma;
Basilica di San Pietro, Roma
141
Benedetto IX
Benoit IX.jpg
1º: 1º gennaio 1033
2º: 10 marzo 1045
3º: 8 novembre 1047
1º: 13 gennaio 1045
2º: 1º maggio 1045
3º: 17 luglio 1048[22][27]
Teofilatto dei Conti di Tuscolo Roma;
?
147
Gregorio VI
GregorioVI.jpg
5 maggio 1045 20 dicembre 1046[19][28] Giovanni Graziano Roma;
?
148
Celestino V
Celestino 5 (Bedeschini).jpg
C o a Celestino V.svg 5 luglio 1294 13 dicembre 1294[29] Pietro Angeleri Molise;
Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L'Aquila
192
Gregorio XII
Gregory XII.jpg
C o a Gregorio XII.svg 30 novembre 1406 4 luglio 1415[27][30] Angelo Correr Venezia;
Concattedrale di San Flaviano, Recanati, MC
205
Benedetto XVI
Benedykt XVI (2010-10-17) 4.jpg
Coat of Arms of Benedictus XVI.svg 19 aprile 2005 28 febbraio 2013[31][32] Joseph Aloisius Ratzinger Marktl, Germania;
in vita
265

C'è inoltre il caso dubbio di Liberio: alcuni storici hanno ipotizzato che egli avesse abdicato nel 365 al momento del suo esilio per poter comprendere il motivo dell'instaurazione dell'antipapa Felice II, ariano[33], ma secondo il Liber Pontificalis egli rimase in carica fino alla morte, anche durante il suo esilio.

Rinunce condizionali non attuate[modifica | modifica wikitesto]

Prima di partire per Parigi per incoronare Napoleone nel 1804, Papa Pio VII (1800-1823) firmò un documento di rinuncia che avrebbe avuto effetto se fosse stato imprigionato in Francia.[34]

Durante la seconda guerra mondiale, Papa Pio XII stilò un documento in cui ordinava che la sua abdicazione entrasse in vigore immediatamente se fosse stato rapito dai nazisti, come si pensava probabilmente nell'agosto del 1943. Si pensava che il Collegio cardinalizio sarebbe evacuato in un paese neutrale, forse il Portogallo, ed elegge il suo successore.[35]

Secondo il cardinale Giovanni Battista Re, Papa Paolo VI ha scritto due lettere alla fine degli anni '60 o '70, molto prima della sua morte, in previsione di una malattia invalidante. Una lettera era indirizzata al Collegio cardinalizio, l'altra al Segretario di Stato, il cui nome non era specificato. Papa Giovanni Paolo II le ha mostrate a Re e nel 2003 sono state mostrate al futuro Papa Benedetto XVI.[36][37] Nel 2018 fu pubblicata la lettera di Papa Paolo VI datata 2 maggio 1965 e indirizzata al decano del Collegio cardinalizio, nella quale aveva scritto che "In caso di infermità, che si ritiene incurabile o di lunga durata e che ci impedisce di esercitare sufficientemente le funzioni del nostro ministero apostolico, o nel caso di un altro impedimento grave e prolungato", avrebbe rinunciato al suo ufficio "sia come vescovo di Roma che a capo della stessa santa Chiesa cattolica".[38]

Papa Giovanni Paolo II scrisse una lettera nel 1989 offrendosi di abdicare se fosse diventato incapace. Il primo ha detto che se la cattiva salute o qualche altra imprevista difficoltà gli impedivano di "svolgere adeguatamente le funzioni del mio ministero apostolico ... Rinuncio al mio ufficio sacro e canonico, sia come vescovo di Roma che come capo della santa Chiesa cattolica". Nel 1994 scrisse un documento, che inizialmente pianificò di rendere pubblico, nel quale spiegava che non poteva abdicare solo per l'età, come gli altri vescovi sono tenuti a fare, ma solo "in presenza di una malattia incurabile o di un impedimento" e quindi sarebbe rimasto in carica.[39][40] Nel suo testamento, scritto nel 2000, pregò Dio affinché "mi aiutasse a riconoscere per quanto tempo avrei dovuto continuare questo servizio", suggerendo che la rinuncia era possibile.[41] Nelle settimane precedenti alla sua morte nel 2005, c'era la speculazione della stampa secondo cui Papa Giovanni Paolo II poteva abdicare a causa delle sue condizioni di salute.[42]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sì al Papa emerito
  2. ^ Can. 332 - §2
  3. ^ Rinuncia di Benedetto XVI alla carica di pontefice
  4. ^ Da repubblica.it
  5. ^ Martin Bertram, Die Abdankung Papst Cölestins V (1294) und die Kanonisten, in Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte, LVI, Kanonistische Abteilung, 1970, p. 13.
  6. ^ Martin Bertram, Die Abdankung Papst Cölestins V (1294) und die Kanonisten, in Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte, LVI, Kanonistische Abteilung, 1970, p. 17.
  7. ^ Valerio Gigliotti, La renuntiatio papae nella riflessione giuridica medioevale (secc. XIIIXV): tra limite ed esercizio del potere, in «Rivista di Storia del diritto italiano», LXXIX (2006), pp. 291-401: 332-336.
  8. ^ Pietro di Giovanni Olivi, Scritti scelti, 1989, pp. 218-225.
  9. ^ Les Quodlibets onze-quatorze de Godefroid de Fontaines, in Les Philosophes Belges, V, 1932, pp. 96-100.
  10. ^ John R. Eastman, Papal Abdication in Later Mediaeval Thought, 1990, pp. 137-141.
  11. ^ Jean Coste, Boniface VIII en procès. Articles d'accusation et deposition des témoins (1303-1311), 1995, pp. 32-32.
  12. ^ Ubertinus de Casali, Arbor vitae crucifixae Jesu, 1961.
  13. ^ Codice di Diritto Canonico, vatican.va. URL consultato il 3-5-2010.
  14. ^ Franck Barretti, Ancora viaggi ma si parla di dimissioni, rassegna.it, 23-5-2002. URL consultato il 3-5-2010.
  15. ^ Franck Barretti, Se il Papa non governa più, rassegna.it, 11-2-2005. URL consultato il 3-5-2010.
  16. ^ Codice dei canoni delle Chiese orientali
  17. ^ Codice di Diritto Canonico at. 187-189
  18. ^ New Commentary on the Code of Canon Law (Canon Law Society of America, Paulist Press, 2002 ISBN 0-8091-4066-7, ISBN 978-0-8091-4066-4), p. 438
  19. ^ a b C. Rendina, I Papi. Storia e segreti, pa. 30.
  20. ^ Biografia di papa Clemente nell'Enciclopedia dei Papi Treccani
  21. ^ Biografia di papa Ponziano nell'Enciclopedia dei Papi Treccani
  22. ^ a b c Liber pontificalis, Edizione Duchesne.
  23. ^ il Liber Pontificalis colloca al 1º aprile 305 la data di morte, ma secondo quanto riportato nel Catalogo Liberiano dovrebbe essere morto il 24 o il 25 ottobre dell'anno precedente, durante il pontificato: è quindi possibile, conciliando tutti questi dati, che il 25 ottobre 304 sia la data di rinuncia al papato e il 1º aprile 305 quella della morte.
  24. ^ (EN) Pope St. Silverius, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  25. ^ Biografia di papa Giovanni XVIII nell'Enciclopedia dei Papi Treccani
  26. ^ (EN) Pope John XVIII, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  27. ^ a b (EN) Pope Benedict IX, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  28. ^ (EN) Pope Gregory VI, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  29. ^ Celestino V - Bolla pontificia, Napoli, 13 dicembre 1294. Tratto da www.operacelestiniana.org Archiviato il 31 ottobre 2007 in Internet Archive. (versione italiana) e da http://www.ghirardacci.it/ (versione latina)
  30. ^ Biografia di papa Gregorio nell'Enciclopedia dei Papi Treccani
  31. ^ Concistoro Ordinario Pubblico - Declaratio del Santo Padre Benedetto XVI sulla Sua Rinuncia al Ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, 11.02.2013, Bollettino Sala Stampa della Santa Sede, 11 febbraio 2013. URL consultato l'11 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2013).
  32. ^ Benedetto XVI annuncia la sua rinuncia al ministero petrino, radiovaticana.va, 11 febbraio 2013. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  33. ^ (EN) Pope Liberius, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  34. ^ (EN) Abdication, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  35. ^ (EN) Nick Squires, Vatican planned to move to Portugal if Nazis captured wartime Pope, 21 aprile 2009. URL consultato il 16 settembre 2018.
  36. ^ (IT) The autographed letters with Paul VI's preventive resignation, in LaStampa.it. URL consultato il 16 settembre 2018.
  37. ^ (EN) On popes and the problem with preemptive resignation, in Crux, 27 agosto 2017. URL consultato il 16 settembre 2018.
  38. ^ (EN) The Tablet - w: enquiries@thetablet.co.uk, Pope Paul VI prepared 'resignation letter', su The Tablet. URL consultato il 16 settembre 2018.
  39. ^ (EN) Pope John Paul practiced self-mortification, in National Catholic Reporter, 26 gennaio 2010. URL consultato il 16 settembre 2018.
  40. ^ Slawomir Oder e Saverio Gaeta, Why He Is a Saint: The Life and Faith of Pope John Paul II and the Case for Canonization, Arnoldo Mondadori Editore, 2010.
  41. ^ (EN) Pope 'considered standing down', 7 aprile 2005. URL consultato il 16 settembre 2018.
  42. ^ (EN) Bruce Johnston, Cardinal hints that ailing Pope may resign, 8 febbraio 2005. URL consultato il 16 settembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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