Camera Apostolica

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Camera Apostolica
Camera Domini Papae
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La Camera apostolica, alla quale è preposto il Cardinale camerlengo di santa romana Chiesa, con la collaborazione del vicecamerlengo e degli altri prelati di Camera, svolge soprattutto le funzioni che sono ad essa assegnate dalla speciale legge relativa alla Sede apostolica vacante.
(Costituzione apostolica Pastor Bonus)
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Eretto XI secolo
Camerlengo cardinale Jean-Louis Tauran
Vice camerlengo arcivescovo Giampiero Gloder
Uditore generale vescovo Giuseppe Sciacca
Emeriti cardinale Eduardo Martínez Somalo
cardinale Tarcisio Bertone
arcivescovo Pier Luigi Celata
Sede Palazzo Apostolico, 00120 Città del Vaticano
Sito ufficiale www.vatican.va
dati catholic-hierarchy.org
Santa Sede · Chiesa cattolica
I dicasteri della Curia romana

La Camera Apostolica (Camera Domini Papae) era l'organo finanziario del sistema amministrativo pontificio; era parimenti importante sia nel governo degli Stati della Chiesa che nell'amministrazione della giustizia.

Attualmente la Camera è formata dal Cardinale Camerlengo, dal Vice Camerlengo e dal Collegio dei Prelati Chierici di Camera.

Con il motu proprio di papa Paolo VI Pontificalis Domus sono scomparse alcune cariche di chierici della Camera e di prelati di fiocchetto.

La Camera Apostolica è un organismo diverso dalla tesoreria della camera del Sacro Collegio, presieduto dal cardinale camerlengo (Camerarius Sacri Collegii Cardinalium, "camerlengo del sacro collegio dei cardinali"). Essa aveva l'incombenza dei redditi comuni del Collegio Cardinalizio, ed appare fra le istituzioni curiali nate dopo la fine del XIII secolo, ma ha cessato di esistere da molto tempo.

Il 1º marzo 2013 la Camera apostolica si è riunita al completo a seguito della rinuncia al ministero petrino di papa Benedetto XVI. È risultata così composta[1]: il cardinale camerlengo Tarcisio Bertone, il vice camerlengo Pier Luigi Celata, l'uditore generale Giuseppe Sciacca e dal Collegio dei Prelati Chierici di Camera formato da Mons. Assunto Scotti, Mons. Paolo Luca Braida, Rev.do Philip James Whitmore, Rev.do Winfried König, Mons. Osvaldo Neves de Almeida, Mons. Krzysztof Józef Nykiel, Mons. Lucio Bonora e Mons. Antonio Lazzaro e dal Notaro di Camera Dott. Antonio Di Iorio.

Funzioni della Camera Apostolica e dei suoi componenti[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unità d'Italia, quando la Chiesa ha perso il suo potere temporale, i proventi della tesoreria pontificia derivano principalmente dall'Obolo di San Pietro e dalle altre elemosine dei fedeli, pertanto la Camera, come organo finanziario, non ha più alcuna funzione pratica. I personaggi che la formano ricoprono, in realtà, degli incarichi quasi onorifici.

Fra i doveri principali del Cardinale camerlengo rientra quello di reggere la Santa Sede tra la morte di un pontefice e l'elezione del successivo. In questo periodo viene investito di parte dell'autorità papale.

Il Vicecamerlengo, uno dei prelati più importanti della Curia Romana, era, fino al 1870, governatore di Roma, ed era preposto al mantenimento della pace e dell'ordine in città; oggi, durante la Sede vacante è l'autorità più importante tra i Cardinali; a lui è affidata la sorveglianza del conclave, a cui nessuno è ammesso senza il suo permesso.

L'Auditor Camerae, anch'esso uno dei prelati più importanti, era, in passato, il giudice supremo in materia di amministrazione finanziaria della Curia. Prima del 1870 presiedeva la corte suprema, a cui il Papa faceva riferimento per le decisioni più importanti.

Il Tesoriere generale aveva il controllo finanziario sull'intero reddito prodotto dai possedimenti temporali della Chiesa, così come sul resto dei tributi che si accumulavano nella tesoreria papale.

Sebbene in passato il loro numero fosse variabile, oggi il Collegio dei chierici della Camera Apostolica è composto da sette membri. I membri del Collegio, che sono scelti fra i più alti prelati della Curia, non avevano solamente la gestione delle proprietà e dei redditi della Santa Sede, ma venivano consultati collegialmente su tutte le questioni amministrative e svolgevano la funzione di corte suprema per tutte le dispute che interessavano l'amministrazione pontificia.

Quando Pio IX, dopo l'insediamento dei vari ministeri divise tra loro i doveri amministrativi, assegnò a ciascun chierico della Camera la presidenza di una sezione del dipartimento della finanza. Quattro di loro, inoltre, erano membri della commissione di controllo sui conti della Camera.

Quando il Papa appare in pubblico nelle occasioni solenni, i membri della Camera hanno dei posti ben precisi nei cortei papali e nei concistori pubblici. Alla morte del Pontefice prendono possesso dei Palazzi Apostolici, sono addetti a stilare gli inventari, e dirigono la politica interna ed estera durante la Sede Vacante. Durante il conclave si occupano di tutti i bisogni dei cardinali. A parte queste incombenze, i chierici della Camera sono, solitamente, professori e canonici, con incarichi ecclesiastici regolari.

Storia della Camera[modifica | modifica wikitesto]

Anche se la Camera Apostolica ed i prelati che la formano oggi hanno perso la maggior parte delle loro prerogative originali, questo organo era uno dei più importanti della Curia romana. Il carattere ed i metodi amministrativi si sono evoluti sia per il naturale sviluppo economico generale, sia per le vicissitudini degli Stati della Chiesa e dell'amministrazione centrale della Curia.

La parola latina per indicare il tesoriere di un libero comune è camerarius. Il termine venne adottato dalla Santa Sede nell'XI secolo[2]. Il Camerarius domini papae era responsabile della gestione finanziaria della Santa Sede. In quel primo periodo i redditi della tesoreria provenivano principalmente da rendite di vari generi o da gabelle e tributi riscossi nei territori soggetti al Papa, e dalle chiese e monasteri che dipendevano direttamente dalla Chiesa di Roma. In volgare italiano si diffuse successivamente il termine "camerlengo", che finì per prevalere.

Nel 1192, il camerlengo dell'epoca, Cencio (poi Papa Onorio III, 1216-1227) redasse un inventario di tutte le fonti di reddito pontificio, noto come il "Liber Censuum Romanae Ecclesiae". Gli elenchi precedenti risalivano a Gelasio I (492-496) ed a Gregorio I (590-604), ed erano basati sulla lista delle entrate che affluivano dai Patrimonia, ovvero dai beni immobili (tra cui i latifondi) di proprietà della Santa Sede.

Nel XIII secolo la Camera Apostolica entrò in una nuova fase di sviluppo. La raccolta delle tasse sulle crociate, effettuata regolarmente dopo Innocenzo III (1198-1216), aumentò le incombenze della tesoreria pontificia, alla quale fu commissionata la raccolta e la ridistribuzione di questi proventi. Le funzioni relative alla raccolta delle entrate, alla custodia del tesoro e ai pagamenti, sono di pertinenza del thesaurarius[3]. Inoltre, nello stesso XIII secolo, i sistemi di pagamento furono trasformati in sistemi valutari[non chiaro], in un processo influenzato proprio dall'amministrazione papale. I servitia communia di vescovi ed abati furono definiti secondo somme fisse. Il reddito che affluiva regolarmente alla Curia dalle varie tasse divenne molto elevato. A questi tributi bisogna aggiungere le decime (specialmente quelle ricevute durante i pontificati di Clemente V e Giovanni XXII), i sussidi straordinari, imposti sin dalla fine del XIII secolo, le rendite, nonché altri redditi. I doveri della Camera Apostolica furono così continuamente aumentati. Da questo momento in poi, per la raccolta di tutti i proventi, la Camera impiegò un gran numero di agenti riscossori, noti come collectores.

Successivamente l'importanza di questo organismo finanziario divenne sempre più marcata. Le più alte cariche dirigenziali erano sempre il camerlengo (camerarius) ed il tesoriere (thesaurarius), il primo sempre cardinale, l'altro spesso un vescovo. Le loro rispettive competenze non sono ancora ben definite. Stretto collaboratore del tesoriere era il commissario, che aveva il compito d'istruire le azioni in sede civile atte recuperare le imposte sui redditi nascosti al fisco pontificio[4]. Al commissario spettava anche l'amministrazione degli archivi camerali.
Esistevano poi i chierici della Camera (clerici Camerae), in principio tre o quattro, che in seguito aumentarono fino a dieci. Il camerlengo, il tesoriere e il commissario, insieme ai chierici della Camera, potevano costituirsi in un tribunale speciale detto della "piena Camera". Al loro servizio c'era un certo numero di funzionari: notai, scrivani e messaggeri. Completava l'organico della Camera Apostolica l'Auditor Camerae, prelato posto a capo di un tribunale di fatto svincolato dalla Camera stessa.

Il primo documento pontificio nel quale sono organicamente delineate le attribuzioni del tesoriere generale è la bolla di Sisto V In conferendis precipuis, pubblicata il 23 gennaio 1590. Posto inizialmente alle dipendenze del cardinale camerlengo, negli anni successivi il tesoriere acquista o perde autonomia rispetto al camerlengo a seconda del prestigio e del favore di cui gode personalmente dinanzi al pontefice. Nel 1742 Benedetto XIV, su richiesta del camerlengo, fissa lo spartiacque tra le competenze delle due magistrature camerali, confermando al tesoriere generale i poteri già concessi dai predecessori nonché la competenza generale in campo finanziario e conservando al camerlengo la competenza esclusiva in materia di poste, nomina di consoli pontifici, infeudazione e concessione di beni giurisdizionali, mercati e fiere. Nel 1746 il pontefice intervenne nuovamente sulla materia: riordinò i vari rami della Camera Apostolica in un unico dicastero, la Computisteria generale, incaricata di redigere con criteri unitari il bilancio della Camera. Il dicastero rispondeva unicamente al pontefice e al tesoriere[5].
Dopo la Restaurazione (1815) il tesorierato ebbe il ruolo di centro dell'amministrazione generale di tutte le rendite e i beni dello Stato. Con il motu proprio di Pio IX del 12 giugno 1847 il tesoriere fu privato delle funzioni giudiziarie. Fu l'ultima riforma della carica prima dell'istituzione dei ministeri. Nel marzo 1848 l'incarico di tesoriere mutò in quello di ministro delle Finanze.

Fino alla seconda metà del XVIII secolo il camerlengo, come vertice della Camera Apostolica, rappresentò la massima autorità in campo economico ed amministrativo dello Stato Pontificio. L'eccessiva ampiezza delle attribuzioni, i conflitti d'autorità con gli altri dicasteri e la necessità di adeguare l'organizzazione amministrativa dello Stato a sistemi più efficienti furono le motivazioni che indussero i papi a diminuire gradualmente le competenze del camerlengo. Alla metà del XIX secolo la carica era rimasta quasi completamente di facciata. La stessa Camera Apostolica fu trasformata nel «Ministero del Commercio, Belle arti, Agricoltura e Industria», affidato ad un laico. La Camera Apostolica sopravvisse, a livello nominativo, nella figura del camerlengo.

Nel 1870, anno della fine del potere temporale della Chiesa, la Camera Apostolica cessò quasi del tutto di esercitare un'effettiva influenza sull'amministrazione pontificia. Nonostante rimanesse un "organo in potenza" il dicastero continuò ad esistere anche dopo la presa di Roma e, sopravvivendo ad alcuni tentativi di soppressione, rimane funzionante ancora oggi seppure con ridotte funzioni e figure.

Cronotassi dei camerlenghi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Camerlengo (Chiesa cattolica) § Cronotassi dei camerlenghi.

Cronotassi dei vice camerlenghi di Santa Romana Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

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Cronotassi dei tesorieri generali[modifica | modifica wikitesto]

Fonti: (1) Massimo Carlo Giannini, Note sui tesorieri generali della Camera apostolica e sulle loro carriere tra XVI e XVII secolo; (2) Francesco Antonio Vitale, Memorie istoriche de' tesorieri generali pontificj dal pontificato di Giovanni XXII fino a' nostri tempi.

Cronotassi degli uditori generali[modifica | modifica wikitesto]

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Osservatore Romano, 2 marzo 2013, p. 8.
  2. ^ Edoardo Ruffini Avondo, CAMERLENGO o Camerario, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  3. ^ Camera Apostolica, vatican.va. URL consultato il 31 dicembre 2016.
  4. ^ Commissario generale della Camera apostolica, ricerca.archiviodistatoroma.beniculturali.it. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  5. ^ Massimo Carlo Giannini, Giovanni Battista Mesmer, in Dizionario biografico degli italiani, LXXIII, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009. URL consultato il 31 dicembre 2016.
  6. ^ Donato Matteo Minali, treccani.it. URL consultato il 4 gennaio 2016.
  7. ^ Rodolfo Bonfiglioli, treccani.it. URL consultato il 4 gennaio 2016.
  8. ^ Tiberio Cerasi, treccani.it. URL consultato il 4 gennaio 2016.
  9. ^ La Quadreria Patrizi, repubblica.it. URL consultato il 4 gennaio 2016.
  10. ^ Nominato pro-tesoriere durante la sede vacante, fu confermato tesoriere dal neoeletto Clemente XII.
  11. ^ Dal 1834 al 1839 come tesoriere, nel periodo rimanente come pro-tesoriere.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. G. Pastura Ruggiero, La reverenda Camera Apostolica, Roma 1984
  • Catholic Encyclopedia, Volume I, New York 1907.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]