Carlo Bonelli

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Carlo Ghislieri Bonelli
cardinale di Santa Romana Chiesa
Carolus Bonellus 1664.jpg
Carlo ghislieri bonelli.svg
Incarichi ricoperti
Nato 1612, Roma
Nominato arcivescovo 16 ottobre 1656 da papa Alessandro VII
Consacrato arcivescovo 29 ottobre 1656 dal cardinale Pietro Vito Ottoboni (poi papa)
Creato cardinale 14 gennaio 1664 da papa Alessandro VII
Deceduto 27 agosto 1676, Roma

Carlo Bonelli Ghislieri (Roma, 1612Roma, 27 agosto 1676) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Bonelli nacque a Roma nel palazzo Bonelli (oggi Valentini) di piazza Santi Apostoli. Era figlio di Antonio Pio Bonelli Ghislieri, 4° duca di Salci e Montanara, e di Marzia Grimaldi Cebà, figlia di Antonio Grimaldi Cebà, che era stato dal 1593 al 1595 doge della Repubblica di Genova e quindi procuratore perpetuo della stessa. Suo padre era nipote del cardinale Michele Bonelli Ghislieri, segretario di Stato e nipote ex sorore di papa Pio V. Carlo discendeva dunque per via paterna dalla nobile famiglia Ghislieri e poteva contare, per via materna, su una vasta parentela nell'aristocrazia genovese.

Pur essendo primogenito di sette figli e nel pieno possesso di tutti i diritti che questa condizione gli riservava, abbracciò lo stato ecclesiastico e, dopo un primo periodo di studi trascorso nel seminario romano, ottenne il dottorato in utroque iure presso l'Università di Perugia. Tornato a Roma, avviato alla prelatura e ricevuti gli ordini sacri, divenne cameriere segreto di papa Urbano VIII che lo nominò nel 1639 referendario delle Segnature di Grazia e Giustizia e uditore della Camera Apostolica.

Successivamente entrò a far parte come prelato della Sacra Congregazione del Buon Governo e fu nominato giudice del Supremo Tribunale della Segnatura di Giustizia. Passato alla carriera amministrativa, servì come governatore in diverse città dello Stato Pontificio finché, per intercessione dei cardinali Giulio Cesare Sacchetti e Lorenzo Imperiali suoi protettori, il 15 aprile 1655 papa Alessandro VII lo nominò governatore di Roma e vice-camerlengo della Camera Apostolica.

L'anno successivo, nel concistoro segreto del 16 ottobre, fu eletto arcivescovo titolare di Corinto e designato nunzio apostolico straordinario in Spagna, dove rimase fino al novembre 1664. Ricevette la consacrazione episcopale dal cardinale Ottoboni il 29 ottobre 1656 e l'11 novembre si imbarcò a Civitavecchia. Il 2 marzo dell'anno successivo presentò il breve di nomina a Filippo IV.

Fondamentale fu il suo ruolo di intermediario tra il cardinale Mazzarino e don Luis de Haro nelle trattative che portarono alla stipulazione, il 7 novembre 1659, della Pace dei Pirenei, con la quale fu posta fine alla Guerra franco-spagnola. Lo stesso anno ottenne l'accreditamento come nunzio apostolico ordinario a Madrid. Nel 1663 fu incaricato dalla Santa Sede di sottoporre a Filippo IV un progetto di alleanza volto a proteggere Roma dalle minacce francesi e mantenere lo status quo in Italia.

Il successo politico e diplomatico della nunziatura a Madrid venne ricambiato con la nomina cardinalizia il 14 gennaio 1664. Richiamato a Roma, ricevette da papa Alessandro VII il titolo presbiterale di Sant'Anastasia ed entrò a far parte delle congregazioni della Sacra Consulta, dell'Immunità e del Buon Governo e divenendo protettore dei Cappuccini.

Trascorse gli ultimi anni a Roma confortato dalle sue ricchezze e dedicandosi all'amministrazione dei beni di Casa Bonelli-Ghislieri. Finanziò importanti interventi al suo palazzo ai Ss. Apostoli, opponendosi alla vendita caldeggiatagli dai familiari a Olimpia Maidalchini, cognata di papa Innocenzo X. Partecipò ai conclavi del 1667 e del 1669-1670 sostenendo la candidatura dello zio Lorenzo Imperiali. Non prese parte al conclave del 1676, morendo durante la sede vacante, il 27 agosto 1676 nel suo palazzo ai Santi XII Apostoli.

Secondo la sua volontà fu sepolto nella Basilica di Santa Maria Sopra Minerva nella cappella gentilizia dove era già stato tumulato il prozio cardinale Michele Bonelli. Alcuni anni più tardi i nipoti gli fecero erigere un monumento sepolcrale da Carlo Rainaldi.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Bonelli Ghislieri Padre:

Antonio Pio Bonelli Ghislieri

Nonno paterno:

Michele II Bonelli Ghislieri

Bisnonno paterno:

Marco Bonelli

Trisnonno paterno:

Gerolamo Bonelli

Trisnonna paterna:

?

Bisnonna paterna:

Domnina de' Gibertis

Trisnonno paterno:

Girolamo de' Gibertis

Trisnonna paterna:

Gardina Ghislieri

Nonna paterna:

Livia Ersilia Capranica

Bisnonno paterno:

Angelo Capranica

Trisnonno paterno:

Camillo Capranica

Trisnonna paterna:

Faustina della Valle

Bisnonna paterna:

Marzia del Bufalo

Trisnonno paterno:

Cristoforo del Bufalo

Trisnonna paterna:

Semidea Cesarini

Madre:

Marzia Grimaldi Cebà

Nonno materno:

Antonio I Grimaldi Cebà

Bisnonno materno:

Bernardo Grimaldi Cebà

Trisnonno materno:

Ambrogio Grimaldi Cebà

Trisnonna materna:

Maria Spinola

Bisnonna materna:

Pellegrina Cicala

Trisnonno materno:

Cipriano Cicala

Trisnonna materna:

Pellegra Doria

Nonna materna:

Argenta Pallavicini

Bisnonno materno:

Cristoforo Pallavicini

Trisnonno materno:

Alaone Pallavicini

Trisnonna materna:

Violante Cattaneo

Bisnonna materna:

Saracina Spinola

Trisnonno materno:

Adamo Spinola

Trisnonna materna:

Maria Fieschi

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Governatore di Roma Successore Emblem Holy See.svg
Girolamo Farnese 15 aprile 1655 - 18 ottobre 1656 Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
Predecessore Vice-Camerlengo della Camera Apostolica Successore Emblem Holy See.svg
Girolamo Farnese 15 aprile 1655 - 18 ottobre 1656 Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
Predecessore Arcivescovo titolare di Corinto Successore Archbishop CoA PioM.svg
Thomas de Loche 16 ottobre 1656 - 14 gennaio 1664 Giacomo Filippo Nini
Predecessore Nunzio apostolico in Spagna Successore Emblem Holy See.svg
Camillo Massimo 27 ottobre 1656 - 14 gennaio 1664 Vitaliano Visconti
Predecessore Cardinale presbitero di Sant'Anastasia Successore CardinalCoA PioM.svg
Federico Sforza 15 aprile 1665 - 27 agosto 1676 Camillo Massimo
Controllo di autorità VIAF: (EN20617644 · ISNI: (EN0000 0001 1561 8098 · GND: (DE124549330
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