Doria

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Doria
Coa fam ITA doria2.jpg
Altinora Peto
Spaccato d'oro e d'argento all'aquila spiegata di nero, membrata, imbeccata e linguata di rosso, coronata del primo attraversante sul tutto
Titoli Principi del Sacro Romano Impero, Marchesi, Signori, Consignori, Patrizi di Genova
Fondatore Arduino di Narbona
Attuale capo Marco Doria[1][2][3]
Data di fondazione X secolo

La famiglia Doria, originariamente D'Oria, originaria di Genova, è una delle famiglie nobiliari più importanti della storia d'Italia. Gli storici ed i documenti custoditi a Genova nell'Abbazia di San Matteo, tradizionalmente chiesa gentilizia della famiglia, ne fanno risalire la nascita all'anno 941.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Non essendo i Doria, come la maggior parte delle famiglie nobili genovesi, di origine feudale, le loro radici si possono far risalire con difficoltà a non prima del X secolo, perdendosi comunque in congetture che sfiorano la leggenda. Giova tuttavia ricordare un aneddoto che, per la sua diffusione, potrebbe nascondere un fondo di verità: secondo la vulgata, nata probabilmente dal bisogno di attribuire origini illustri e feudali ad una famiglia con ogni probabilità autoctona e giunta al potere politico e al possesso di signorie dal commercio, i Doria trarrebbero le loro origini da un Arduino Visconte di Narbona, il quale, passando da Genova per andare crociato a Gerusalemme, si ammalò gravemente. Ospitato in casa di una vedova della famiglia De Volta e curato, si innamorò di una delle sue due figlie, Orietta, detta Oria, la quale ebbe infine un figlio: Ansaldo che, dal nome della madre, fu detto figlio d'Oria. I nomi con cui i genovesi ne indicarono i figli e poi i discendenti sono infatti Auriae e D'Oria[4]. Questo genitivo dopo il nome di battesimo è appunto la forma che usarono gli annalisti del Comune per indicare i singoli personaggi della casata; mentre per indicarli collettivamente, come clan, scrissero illi de Auria: quelli di Oria, ovvero i D'Oria. Nel tempo tuttavia ha prevalso la denominazione contratta Doria con cui la famiglia è nota.

Occorre osservare che il termine "famiglia", nel caso dei Doria come in quello di altre famiglie genovesi dell'epoca, va inteso, più che nel senso ristretto di nucleo di consanguinei conviventi, piuttosto come un ampio gruppo di persone, composto da vari nuclei famigliari in senso moderno, che condividono origini comuni, vincoli di interessi o schieramento politico, zona di residenza e talvolta, come in questo caso, anche il cognome. Il modello di questo tipo di associazione è quello del cosiddetto "Albergo dei Nobili"[5] tipico, oltre che di Genova, anche di altre aree della Liguria e del Piemonte medioevale. A tale proposito si consideri che alcuni genealogisti identificano fino a 40 linee all'interno della famiglia, e che alla battaglia della Meloria nel 1284 sembra partecipassero 250 Doria[6] All'interno dei Doria, tuttavia, anche i vincoli di sangue furono sempre forti, data la costante abitudine di contrarre matrimoni nell'ambito famigliare.

I primi Doria dei quali abbiamo notizia certa sono Ansaldo[7], nato all'inizio del sec. XII, ed i figli, tra i quali Simone[8]. In quest'epoca la famiglia già possedeva a Genova ampie aree nella zona di Piazza San Matteo, sulle quali sorgeranno i suoi palazzi.

Le fonti già descrivono i primi Doria come protagonisti di primo piano della vita del Comune genovese dell'epoca: importanti mercanti attivi in varie aree del Mediterraneo, uomini d'arme pronti a difendere ed espandere i propri interessi e politici impegnati in magistrature cittadine, quali il consolato. In particolare, l'attività politica dei Doria si orientò verso due obiettivi: partecipare alla vita politica del comune genovese ed acquistare domini feudali su aree spesso indipendenti da Genova (come ad esempio nel caso dei cosiddetti feudi imperiali) e soggetti solo ai Doria stessi. Inizialmente questi feudi furono posti in Liguria, in particolare nel ponente, espandendosi poi nella parte meridionale del Piemonte ed in Sardegna.

I Doria a Genova nel secoli XIII - XV[modifica | modifica wikitesto]

Già nel sec. XIII la famiglia deteneva posizioni preminenti nel governo di Genova, ove rappresentò tradizionalmente il partito ghibellino. Questa posizione la schierò per lungo tempo a fianco di altre famiglie dello stesso orientamento, come gli Spinola, ed in opposizione alle case guelfe, quali i Fieschi ed i Grimaldi. In questo periodo si affermò Pietro Doria[9] (circa 1233 - 1278), importante armatore, finanziere, e mercante. Fu padre di Oberto, Lamba e Jacopo.

Oberto Doria (Genova, 1230 - 1295), Capitano del Popolo e diarca di Genova, fu l'arbitro della politica genovese del suo tempo. Il fratello di Oberto, Lamba Doria (Genova, 1245 - 1323) è stato, assieme al discendente Andrea, il più famoso ammiraglio genovese, la vittoria riportata contro i veneziani nella battaglia di Curzola nel 1298. I suoi discendenti diretti usarono in seguito il nome Doria Lamba. Jacopo fu ammiraglio ed annalista. Lamba Doria è il Capostipite dei rami ancora fiorenti dei marchesi Doria Lamba patrizi di Genova. Fratello del Capitano del Popolo Oberto, vinse i veneziani nella battaglia di Curzola nel 1298, dove ebbe tra i prigionieri l'ammiraglio Andrea Dandolo che, per la disperazione, si uccise e il navigatore Marco Polo che, durante la sua prigionia, dettò il Milione.

Nella battaglia i veneziani perdettero ottantacinque navi: di queste, diciotto furono catturate e le rimanenti, in spregio, furono bruciate.

Tornato a Genova in trionfo, all'ammiraglio Lamba fu donato dal Comune un palazzo in piazza San Matteo, tradizionale zona di residenza e di potere della famiglia in città, altri possedimenti a Savona, dove tuttora è presente il Palazzo D'Oria Lamba, a Genova ed in Piemonte. Inoltre la città lo proclamò Capitano del popolo. Fu nominato ammiraglio di 40 galere per conto dell'imperatore Arrigo VII.

Nel secolo successivo si segnalano gli ammiragli Pagano[10], che batté i Veneziani nella battaglia di Sapienza nel 1354, e Luciano, vincitore su Vettor Pisani a Pola nel 1379.

Parallelamente alla crescita dell'influenza politica della famiglia, vennero anche a crearsi i primi possessi feudali.

Oberto Doria acquistò nel 1263 la Contea di Loano, grazie alla cessione da parte del Vescovo di Albenga di quel territorio, quasi un'isola in terra incuneata tra territori appartenenti a Genova ("Loano isola del Ponente"). Il feudo fu trasmesso ai discendenti di Oberto, dal figlio Corrado I fino a Corrado III che nel 1505 lo vendette ai Fieschi; dopo la congiura di questi ultimi, Loano fu riassegnata da Carlo V ad Andrea Doria, da cui passò ai suoi eredi principi di Melfi, che l'hanno tenuta fino all'eversione della feudalità. I Doria di Loano tennero anche San Remo, assieme ai de Mari, dal 1297 al 1361.

Percorso simile a quello di Loano seguì il Marchesato di Torriglia, già dei Fieschi, poi dato da Carlo V ad Andrea Doria e da questi ai principi di Melfi.

Nel 1270 Oberto acquistò anche Dolceacqua, che passò al figlio Andreolo e restò da allora ai Doria fino all'eversione della feudalità. I Doria di Dolceacqua si sono estinti all'inizio del sec. XX.

Oneglia è associata ai Doria per la prima volta nel XIII sec. tramite un Babilano Doria[11], i cui discendenti gestirono la signoria in comune; tra di essi vi fu il padre di Andrea Doria, Ceva. Nel 1488 i discendenti di Babilano cedettero Oneglia ad un Doria di una diversa linea, Gian Domenico[12]. Nel 1576 il nipote di questi, Gian Gerolamo [13] cedette Oneglia al Duca di Savoia ricevendone in cambio il marchesato di Ciriè, dando così inizio alla linea dei Doria di Ciriè durata fino a Tommaso, morto senza eredi in guerra nel 1918.

Nel XIV secolo i Doria acquistarono la signoria di Mornese nel Monferrato di cui detengono ancora oggi l'omonimo il castello.

I Doria e la Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

I Doria ebbero sin dal sec. XII molti interessi in Sardegna, in particolare nei Giudicati di Torres (Logudoro), Arborea ed, in misura minore, di Gallura. Il loro nome è associato a città come Alghero (che si ritiene da essi fondata), Castelsardo, Chiaramonti, Monteleone Rocca Doria, Valledoria. Fra i Doria attivi in Sardegna si possono citare Nicolò (? – 1276) e Branca Doria (1233 circa – 1325), protagonista dell'Inferno dantesco, con i suoi discendenti, tra i quali il nipote Brancaleone, sposo nel sec. XIV di Eleonora signora di Arborea, e padre di Federico e Mariano d'Arborea. Con loro termina la rilevanza politica della presenza dei Doria in Sardegna, sconfitta dalla nascente potenza dei re aragonesi.

I Doria ebbero interessi anche in Corsica, che fu a lungo soggetta a Genova. Qui fu attivo, ad esempio, il primo conte di Montaldeo Giorgio nel sec. XVI. Alcuni rami della famiglia vi si stabilirono e vi restarono sino all'età moderna.

Andrea Doria ed i principi di Melfi[modifica | modifica wikitesto]

Andrea Doria (Oneglia, 1466 - Genova, 1560) non ebbe figli, ma costituì attorno a sé un nucleo familiare di eredi ben definito attraverso le figure dei nipoti, in particolare il figlio del cugino Tommaso, Giannettino[14] (1510-1547), ed il figlio di primo letto della propria moglie, Peretta. Costei era vedova di Alfonso I Del Carretto marchese di Finale, dal quale aveva avuto il figlio Marcantonio, poi adottato da Andrea.

Alla morte di Giannettino, ucciso nella congiura di Gianluigi Fieschi, il figlio maggiore Gianandrea[15] gli subentrò come luogotenente di Andrea nel suo ruolo politico e militare. Egli fu poi erede di vari beni dello zio, oltre alla flotta, tra i quali il palazzo del Principe a Fassolo, che abbellì con vari interventi.

I feudi imperiali liguri, tra i quali le signorie di Loano e Torriglia[16] furono assegnati al fratello minore di Gianandrea, Pagano[17], che seguì anch'esso la carriera militare e morì combattendo a Tunisi nel 1574. Dei feudi nell'Italia meridionale che l'imperatore Carlo V aveva concesso ad Andrea Doria, come riconoscimento dei servigi resigli, Gianandrea ebbe la contea di Tursi, mentre Marcantonio Del Carretto il principato di Melfi, già dei Caracciolo, con Lagopesole, Lacedonia e Candela.

Il matrimonio di Zanobia Del Carretto Doria, figlia di Marcantonio, con Gianandrea, riunì questi due rami permettendo la nascita, con il loro primogenito Andrea II (1570-1612), erede anche dei feudi liguri già di Pagano, della linea dei Doria principi di Melfi.

Agli inizi del XVII secolo il figlio di Andrea II, Giovanni Andrea II (1607-1640), sposò Maria Polissena Landi, principessa di Valditaro: in seguito a tale matrimonio vennero acquisiti il patrimonio, il nome e le insegne dei Landi, ancor oggi presenti nello stemma della famiglia, che da allora si chiamò Doria-Landi. I Doria rivendettero poi nel 1688 lo stato Landi ai Farnese, mantenendo i titoli.

Un Doria strettamente legato ad Andrea, anche se non suo stretto parente, fu l'ammiraglio Filippino[18] (1480? - 1558?), vincitore della battaglia navale di Capo d'Orso (tra Amalfi e Vietri sul Mare) nel 1528 contro i francesi, e decisivo alleato di Andrea nella reazione alla congiura dei Fieschi.

In questo secolo un Doria, Girolamo, fu nominato per la prima volta cardinale .

Un altro ramo notevole della famiglia che ebbe il suo apogeo nel sec. XVI può essere fatto risalire a Giovanni Battista, stretto collaboratore di Andrea Doria, che divenne nel 1537 il primo Doge Doria. Ricoprirono poi la stessa carica i fratelli Nicolò (nominato nel 1579) ed Agostino (1601), figli del fratello di G. Battista, Giacomo. Da Nicolò nacque Giovanni Stefano, anch'egli nominato Doge nel 1633. Questo ramo fu ritenuto, assieme a quello discendente da Giannettino, quello maggiormente provvisto di mezzi finanziari, tanto che Giovanni Stefano fu considerato ai suoi tempi l'uomo più ricco d'Italia.

Altri feudi Doria nel Regno di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al principato di Melfi, i Doria ebbero altri importanti feudi nel Regno di Napoli, grazie anche, dal sec. XVI in poi, ai rapporti privilegiati con la Spagna.

Carlo Doria[19], figlio di Gianandrea e fratello cadetto di Andrea II, eredita dal padre la contea, poi ducato, di Tursi, e riceve da Filippo III di Spagna il principato di Avella; per lui il padre acquistò dai Grimaldi il fastoso palazzo genovese da allora noto come Doria-Tursi. Carlo dette origine alla linea dei Doria del Carretto duchi di Tursi e principi di Avella, che si estinguerà per matrimonio, alla fine del sec. XVIII, nei Colonna di Paliano[20]; questi, eredi dei titoli, useranno talvolta in seguito il cognome Doria assieme al proprio.

Marcantonio Doria[21] acquistò nel 1612 il feudo di Angri[22], elevato nel 1636 a principato dal re di Spagna; a questo feudo aggiunse il ducato di Eboli, già dei Grimaldi, per eredità della moglie, costituendo in tal modo un latifondo di grande estensione nel salernitano, rimasto integro fino all'eversione della feudalità[23]. Marcantonio si trasferì a Napoli, ove la famiglia è rimasta fino ai giorni nostri, costruendo alcuni edifici importanti della città tra i quali il palazzo nel Settecento e successivamente, nell'Ottocento, per volontà di un altro Marcantonio (probabilmente suo nipote), la villa Doria d'Angri. L'ultimo principe d'Angri è stato Marcantonio VI, morto nel 1985.

I Doria di Melfi a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1671 il principe di Melfi Giovanni Andrea III Doria Landi (1653-1737) aveva sposato Anna Pamphili, esponente dell'omonima famiglia romana. All'estinzione dei Pamphili nel 1760, Giovanni Andrea IV (1705-1764) ne divenne l'erede, assumendone il nome ed i titoli; nel 1767 il figlio Andrea IV Doria Landi Pamphilj [24] trasferì la sua residenza a Roma, nel palazzo Pamphilj al Corso, assieme alla moglie Leopolda di Savoia-Carignano. Da allora la famiglia, divenuta romana, fu conosciuta come Doria-Landi-Pamphilj, o anche semplicemente come Doria-Pamphilj.

Nel sec. XVI questo ramo aveva già avuto un cardinale, Giovanni o Giannettino, figlio di Gianandrea I, cui si aggiunsero, tra la fine del sec. XVIII e l'inizio del XIX, Antonio Maria, Giuseppe Maria e Giorgio.

Nel sec. XIX Filippo Andrea V Doria Pamphili fu sindaco facente funzioni di Roma subito dopo Porta Pia, tra il dicembre 1870 ed il marzo 1871 e, più tardi, senatore. Il figlio Alfonso fu anch'egli attivo nell'amministrazione di Roma e senatore. L'ultimo principe di Melfi è stato Filippo Andrea VI Doria Pamphili, primo sindaco di Roma dopo la liberazione nel 1944, morto nel 1958 lasciando una sola figlia, Orietta.

I Doria Colonna

A Roma è residente la famiglia Doria Colonna discendente in linea retta dal grande ammiraglio Lamba Doria.

I Doria a Genova dopo il sec. XVI e nei tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

I Doria continuarono ad essere attivi nella vita pubblica genovese anche dopo l'apogeo della loro potenza nel sec. XVI. Oltre a quelli ricordati ebbero un altro Doge, Ambrogio, nominato nel 1621, e poi ancora Giuseppe Maria (1793). Nel sec. XVIII un Doria di Genova, Sinibaldo, fu nominato cardinale.

I Doria stabilitisi in Corsica hanno spesso mantenuto legami con la città di origine. Tra di essi si possono ricordare i cugini Antonio[25] e Raimondo[26] Doria di San Colombano, attivi nella Carboneria all'inizio del sec. XIX.

Una linea della famiglia Doria sempre rimasta a Genova fino ai giorni nostri è quella dei conti di Montaldeo[27]. Questo feudo, allora nello stato di Milano, fu acquistato nel 1567 da Giorgio Doria[28], figlio di un Melchiorre a sua volta fratello di Antonio Doria[29], ammiraglio e collaboratore di Andrea. Nel sec. XIX un altro Giorgio[30] fu imprenditore, uomo politico e senatore prima del Regno di Sardegna e poi di quello d'Italia, come i figli Ambrogio e Giacomo. Appartengono a questo ramo Giorgio Doria (1929 - 1998), vicesindaco di Genova negli anni '70 del sec XX [31], ed il figlio Marco, divenuto sindaco di Genova nel 2012.

Sono infine ancora presenti a Genova i Doria direttamente discendenti da Lamba, che aggiungono al cognome il nome del famoso ammiraglio.

Possedimenti dei Doria[modifica | modifica wikitesto]

Il castello dei Doria a Portovenere

La famiglia Doria ha o ha avuto possedimenti in tutto il territorio italiano.

Chiese patrocinate dai Doria[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi di spicco della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Tra parentesi l'anno della nomina:

X secolo[modifica | modifica wikitesto]

XI-XIV secolo[modifica | modifica wikitesto]

XV-XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si deduce [non chiaro](all'epoca era vivo il padre) da Commissione Araldica Genealogica della Liguria, Elenco nobiliare ligure e storia della nobiltà genovese, Genova, Lang, 1991, voce "Doria".
  2. ^ Si deduce[non chiaro] (all'epoca era vivo il padre) dal Libro d'oro della nobiltà italiana, Collegio araldico (Istituto araldico romano), Roma, ed. XX, 1990-94, vol. XXI, p. 564.
  3. ^ Andrea Borella (a cura di), Annuario della nobiltà italiana, Teglio, S.A.G.I., 2010, vol. I, pp. 1715-1716.
  4. ^ "Ansaldo Doria", treccani.it.
  5. ^ "Albergo dei Nobili", treccani.it.
  6. ^ "Doria", treccani.it.
  7. ^ "Ansaldo Doria", treccani.it.
  8. ^ "Simone Doria", treccani.it.
  9. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-doria_(Dizionario_Biografico)/
  10. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/pagano-doria_(Dizionario_Biografico)/
  11. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/babilano-doria_(Dizionario_Biografico)/
  12. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-gerolamo-doria_(Dizionario_Biografico)/
  13. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-gerolamo-doria_(Dizionario_Biografico)/
  14. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giannettino-doria_(Dizionario_Biografico)/
  15. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-andrea-doria_(Dizionario-Biografico)/
  16. ^ Questo feudo imperiale, arroccato sull'Appennino ligure alle spalle di Genova, viene concesso da Carlo V ad Andrea Doria, con il titolo di marchese, dopo averne spossessato i Fieschi dopo la congiura del 1547. Il 13 maggio 1760 il feudo fu elevato a principato e tale rimase fino all'abolizione del feudalesimo nel 1798
  17. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/pagano-doria_res-96c7cbba-87ec-11dc-8e9d-0016357eee51_(Dizionario_Biografico)/
  18. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/filippo-doria_(Dizionario_Biografico)/
  19. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-doria_(Dizionario_Biografico)/
  20. ^ per il matrimonio di Stefano III Colonna di Paliano con Bianca Doria del Carretto, dal quale nacque Aspreno I Colonna o Colonna - Doria
  21. ^ fu figlio di un Agostino, da alcuni identificato con Agostino Doge di Genova nel 1601; questa parentela, con le risorse e le relazioni della famiglia, si inserirebbe bene nella biografia di Marcantonio. Altri tuttavia rigettano questa ipotesi ed identificano diversamente il Marcantonio figlio del Doge Agostino; v. http://www.treccani.it/enciclopedia/marcantonio-doria_(Dizionario_Biografico)/
  22. ^ http://www.angri.gov.it/angri/detail.jsp?otype=100089&id=100611
  23. ^ http://silaro.altervista.org/i-doria-da-principi-a-latifondisti/
  24. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/doria-pamphili-landi-andrea_(Dizionario_Biografico)/
  25. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-doria_res-935cb418-87ec-11dc-8e9d-0016357eee51_(Dizionario_Biografico)/
  26. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/raimondo-doria_(Dizionario_Biografico)/
  27. ^ http://www.economia.unige.it/doc/quaderno_1.pdf
  28. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giorgio-doria_res-94f46ba8-87ec-11dc-8e9d-0016357eee51_(Dizionario_Biografico)/
  29. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-doria_(Dizionario_Biografico)/
  30. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giorgio-doria_(Dizionario_Biografico)/
  31. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1998/luglio/13/morto_Giorgio_Doria_marchese_rosso_co_0_9807133896.shtml
  32. ^ proprietà privata Doria Pamphilj fino al 1992, passò poi al Vicariato di Roma; cfr "Moro, don Todescato: «I miei ricordi custoditi a Sant'Agnese in Agone»", lastampa.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Meloni, Insediamento umano nella Sardegna settentrionale. I possedimenti dei Doria alla metà del XIV secolo, in "Atti del XIV Congresso di Storia della Corona d'Aragona", Sassari-Alghero, 19-24 maggio, 1990, vol. II, La Corona d'Aragona in Italia (secc. XIII-XVIII), 1, Il “regnum Sardiniae et Corsicae” nell'espansione mediterranea della Corona d'Aragona, tomo II, Sassari, 1995, pp. 573-593.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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