Ottone (Italia)

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Ottone
comune
Ottone – Stemma Ottone – Bandiera
Ottone – Veduta
Panorama di Ottone
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoFederico Beccia (lista civica Ottone libera) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate44°37′N 9°20′E / 44.616667°N 9.333333°E44.616667; 9.333333 (Ottone)Coordinate: 44°37′N 9°20′E / 44.616667°N 9.333333°E44.616667; 9.333333 (Ottone)
Altitudine510 m s.l.m.
Superficie98,96 km²
Abitanti516[1] (1-1-2016)
Densità5,21 ab./km²
FrazioniArtana, Barchi, Belnome, Bertassi, Bertone, Bogli, Campi, Cattribiasca, Croce, Fabbrica, Frassi, Gramizzola, La Cà, Losso, Moglia, Monfagiano, Orezzoli là, Orezzoli qua, Ottone Soprano, Pizzonero, Rettagliata, Rocca Corvi, Santa Maria, Semensi, Suzzi, Tartago, Toveraia, Traschio, Truzzi, Valsigiara
Comuni confinantiCabella Ligure (AL), Carrega Ligure (AL), Cerignale (PC), Zerba (PC), Ferriere (PC), Gorreto (GE), Rezzoaglio (GE), Rovegno (GE)
Altre informazioni
Cod. postale29026
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033030
Cod. catastaleG195
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 737 GG[2]
Nome abitantiottonesi
Patronosan Marziano
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ottone
Ottone
Ottone – Mappa
Posizione del comune di Ottone nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Ottone (Utùn in ligure, Utòn in dialetto piacentino[3]) è un comune italiano di 516 abitanti della provincia di Piacenza.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situato nella media val Trebbia, sull'Appennino ligure (di cui fa parte l'Appennino piacentino), lungo la strada statale 45 di Val Trebbia, a circa 70 km da Piacenza e a circa 60 km da Genova, cosa che lo rende il comune emiliano più vicino al capoluogo ligure, oltre ad essere il più occidentale della regione. È inoltre, con il confinante comune di Zerba, uno dei due comuni emiliani a confinare con il Piemonte.

Il territorio comunale oltre la cittadina si estende parte nell'alta val Trebbia e parte nella val Boreca dove consta di numerose frazioni sparse ed alcune molto popolate specie nei fine settimana e nel periodo estivo.

Il paesaggio della val Trebbia e del territorio comunale è coltivato fino alle altitudini in cui i boschi ricoprono fittamente le pendici dei monti. Il fiume Trebbia scorre attraverso la valle con numerosi meandri. Ad arricchire la acque del Trebbia concorre soprattutto l'affluente Aveto, lungo il suo corso, che attira ogni estate numerosi bagnanti, è possibile praticare canoa, nuoto, pesca e altri sport.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico di Ottone

Già insediamento celtico e poi romano.

In epoca romana la zona fa parte del pago Moninas[4] posto fra ii municipi di Velleia e Libarna. Il pago confinava a nord ed est, con il pago Bagienno (Bobbio), a sud con il pago Martius (Rovegno) e ad ovest fra lo spartiacque dai monti Lesima e Chiappo, direttamente con il municipio di Libarna. L'ottonese come l'alta Val Trebbia erano inserite nella Regio IX Liguria.

Il territorio entro poi nei possedimenti dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da san Colombano nel 614.[5] Prima fondazione in Ottone con l'oracolo di San Bartolomeo e le celle di Ottone Soprano e Fabbrica e i possedimenti di Oneto, Cariseto, Croce, Santa Maria e Cà Fredda.

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i feudi imperiali, all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, assegnò Ottone, con molti dei territori limitrofi, alla famiglia dei Malaspina che vi eressero un castello successivamente divenne centro pievano ed il castello della Marca Obertenga, il feudo divenuto marchesato con il titolo di Croce di val Trebbia[6], passò successivamente ai Fieschi ed ai Doria come contado o Feudo di Montagna, unendo al feudo di Croce anche i feudi di Cariseto e Casanova.

Il contado di Ottone[7], dipendente poi dal Marchesato di Torriglia, è documentato ancora come autonomo fra il 1548 e il 1797 sotto i Doria separato dagli altri feudi definiti come Stati o Feudi di Montagna come Torriglia, Carrega Ligure, Garbagna e S. Stefano d'Aveto. I confini sono posti a sud-est con S. Stefano d'Aveto, a sud con Torriglia, Campi e la signoria di Fontanarossa di Gorreto, a sud-ovest con Carrega Ligure, a est in Val Nure con il Ducato di Parma e Piacenza e col piccolo feudo di Orezzoli, a ovest con il Marchesato di Pregòla e a nord con il Ducato di Milano. Le comunità del contado sono composte: Rovegno e Loco, Pietra Nera e Foppiano, Cariseto con Selva, Lisore e Rovereto, Casanova, Ponte e Carisasca con Traschio, Lozo [e Pratolongo], Gramizzola con Croce e Garbarino, Gorreto (fino al 1640), Il borgo di Ottone [Ottone, Frassi e Fabbrica (passati ai Doria dopo il 1652), e Cà], Ottone Soprano e Monfagiano, Oneto e Santa Maria con Abrà, Serra e Castello, Cerignale e Zerba.

Con la nuova dominazione francese napoleonica, vi fu l'abolizione dei feudi imperiali, il contado di Ottone dal 2 dicembre 1797, rientrò nel Dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fa parte del II cantone della Giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 del IV cantone della Trebbia nella Giurisdizione dell'Entella. Dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova aggregandolo alla giurisdizione di Bobbio.

Nel 1815 Ottone come capo mandamento fu inglobato nel Regno di Sardegna, sotto la provincia di Bobbio, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passa dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia e quindi della Lombardia. Nel 1923, smembrato il Circondario, passa alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna[8].

Pietro Toscanini, bisnonno di Arturo Toscanini, nacque nel piccolo e pittoresco borgo di Bogli di Ottone il 19 maggio 1769.[9]

"Ottone genovese"[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 aprile 2010, durante una riunione in Consiglio Comunale, il sindaco Giovanni Piazza ha chiesto di fare al più presto un referendum per l'annessione alla provincia di Genova. I sindaci dell'alta val Trebbia genovese hanno espresso solidarietà con il sindaco di Ottone[10].

Il 15 ottobre 2010 il sindaco torna sui propri passi dichiarando "Ottone si trova bene in Emilia" e frenando di fatto sull'ipotesi del referendum[11]

Il 26 luglio 2012 il sindaco annuncia che durante il mese di agosto 2012 verrà proposto ai 600 residenti un referendum per scegliere a quale provincia essere annessi in seguito alla quasi certa soppressione della provincia di Piacenza. Il quesito potrebbe essere sintetizzato così: “Nel caso di soppressione della provincia di Piacenza vorresti che il Comune di Ottone fosse aggregato a: Parma e Reggio Emilia, Alessandria, Genova, Pavia?".[12] Con oltre il 60% vince l'ipotesi Genova, a conferma della ricerca di quell'identità ligure a cui la gente sente di appartenere ma da lungo tempo è perduta.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Marziano ad Ottone

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, alta val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio[13].

  • Chiesa parrocchiale di San Marziano di Ottone. La parrocchia venne eretta nel X secolo, mentre l'attuale chiesa, sorta probabilmente sulla chiesetta primitiva, risale ad un periodo collocabile tra la fine del XVII sec. e l'inizio del XVIII sec.[14]
  • Chiesa di San Bartolomeo del IX secolo, situata nei pressi del cimitero di Ottone, in una posizione che domina la vallata. Era la sede di un'antica antica cella monastica bobbiese e sede della primitiva pieve. Oggi è alle dipendenze della chiesa di San Marziano.[15]
  • Oratorio di San Rocco di Ottone, alle dipendenze della chiesa di San Marziano.[16]
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, nella frazione di Artana, alle dipendenze della parrocchia di Bogli.
  • Oratorio di Sant'Antonio da Padova, nella frazione di Artana, alle dipendenze della parrocchia di Bogli.
  • Cappelletta del Miracolo di Artana (privata), posta appena sopra il paese di Artana, lungo il sentiero verso Pej.
  • Chiesa parrocchiale Cuore Immacolato di Maria di Monte Alfeo, nella frazione di Barchi. Parrocchia già curazia autonoma eretta nel 1780 con la prima dedicazione a Sant'Andrea apostolo.
  • Oratorio di San Fermo, nella frazione di Belnome, alle dipendenze della parrocchia di Bogli.
  • Oratorio della Beata Vergine Addolorata e Immacolata, nella frazione di Bertone, alle dipendenze della parrocchia di Barchi.
  • Oratorio della Beata Vergine del Carmine, nella frazione di Bertassi, alle dipendenze della parrocchia di Barchi.
  • Chiesa parrocchiale di San Marziano, nella frazione di Bogli.
  • Oratorio Renati (privato), nella frazione Bogli.
  • Cappella di San Rocco di Bogli, posta appena fuori il paese, sul sentiero Cai 121 verso Artana.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, nella frazione di Campi. Parrocchia eretta nel XVI secolo.
  • Oratorio della Beata Vergine Immacolata, nella frazione di Cognolo, alle dipendenze della Parrocchia di Gramizzola.
  • Oratorio di San Rocco, nella frazione di Croce, alle dipendenze della parrocchia di Gramizzola.
  • Chiesa parrocchiale di San Martino, nella frazione di Fabbrica. Parrocchia eretta nel 1670.
  • Chiesa parrocchiale di San Martino, nella frazione di Gramizzola. Parrocchia rieretta nel 1926. Il nome di Gramizzola è accennato in un diploma dell'Imperatore Ottone I e fu già parrocchia in antichità. Dopo la peste del 1525, essendo diminuita la popolazione, venne incorporata alla parrocchia di Ottone. Il vescovo di Bobbio Sant'Antonio Gianelli, nel 1839, eresse la chiesa di Gramizzola al titolo di Vicecura, mentre venne ricostituita la parrocchia nel 1926.[17]
  • Oratorio di San Nicola da Tolentino, nella frazione di Losso, alle dipendenze della parrocchia di Traschio.
  • Oratorio di Nostra Signora di Lourdes, alla vetta del Monte Dego a 1.427 m., alle dipendenze della parrocchia di Fabbrica.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro, nella frazione di Orezzoli.
  • Oratorio di Nostra Signora di Montallegro, nella frazione Orezzoli Là, alle dipendenze della parrocchia di Orezzoli.
  • Chiesa parrocchiale di San Colombano, nella frazione di Ottone Soprano, dedicata al santo missionario irlandese, sorta sui resti di un antico edificio fondato dai monaci di Bobbio.
  • Oratorio di San Bernardo, nella frazione di Pizzonero, alle dipendenze della parrocchia di Bogli.
  • Oratorio di San Ferdinando, nella frazione di Rettagliata, alle dipendenze della parrocchia di Gramizzola.
  • Oratorio della Beata Vergine dell'Aiuto, nella frazione Semensi, alle dipendenze della parrocchia di Ottone Soprano.
  • Oratorio di San Giovanni Battista, nella frazione di Suzzi, alle dipendenze della parrocchia di Bogli.
  • Oratorio di San Giovanni Battista, nella frazione di Tartago, alle dipendenze della parrocchia di Bogli.
  • Cappella della Madonna dell'Aiuto, sulla strada per Toveraia, alle dipendenze della parrocchia di Ottone.
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, nella frazione di Traschio. Parrocchia eretta nel 1952 dopo lo smembramento da Ottone.
  • Oratorio di Santa Maria Regina, nella frazione di Truzzi, alle dipendenze della parrocchia di Campi.
  • Oratorio di Nostra Signora della Guardia, nella frazione di Valsigiara, alle dipendenze della parrocchia di Ottone.

Architetture storiche e civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza della Vittoria, in origine chiamata piazza del Montone o del Mercato, sorse nel 1853 dallo sbancamento di una montagnola.
  • Palazzo Doria, di origini tardo medioevali, rimaneggiato nel XVI secolo, con finestre ad ampia strombatura e un caratteristico pozzo.
  • Palazzo Carboni (di proprietà privata), edificato dall'omonima famiglia nobiliare il cui stemma araldico è collocato sopra l'ingresso, facciata intonacata di rosso mattone e grigio bugnato.
  • Palazzo Balzarini.
  • Palazzo Municipale, ubicato in piazza del Municipio.[18] Adiacente vi è Piazza della Fontana.
  • Museo di arte sacra, inaugurato nell'aprile 2001, conserva oggetti ecclesiastici provenienti dalle chiese del territorio di Ottone: argenterie, mobili, pregevoli stoffe e quadri di scuola genovese e toscana.
  • Castello Malaspina (di proprietà privata), costruito dai Malaspina nel 1164, acquistato da Gian Luigi Fieschi nel XVI secolo e poi passato ai Doria che lo possedettero fino al 1797, quando fu trasformato in carcere.
  • Mulino dei Principi (di proprietà privata), del XIV secolo, ampliato tra il XVII e XIX secolo. Appartenuto ai Doria, con due ruote per la macinazione dei cereali e castagne.
  • Antico lavatoio di Artana, con fonte a struttura ad archi, situata appena fuori il paese lungo il sentiero che da Artana scende a Bogli.
  • Lavatoio-fontana di Belnome, con fonte a struttura ad archi.
  • Fonte salata di Belnome, situata lungo il sentiero Cai 121 che collega Belnome a Tartago.
  • Casa Toscanini, di Bogli, palazzo della famiglia Toscanini della famiglia del direttore di orchestra Arturo Toscanini.
  • Trogoli di Bogli, fontana-lavatoio a più vasche in pietra.
  • Ruderi del castello di Bogli in zona Castello di Bogli, del XIII secolo, appartenuto ai Malaspina e nel 1665 ai Doria.
  • Ruderi del castello della Rocca di Ca' Trebbiasca di Catribiasca, documentato nel 1157 appartenne ai Malaspina e distrutto nel 1404.
  • Ruderi del castello e della torre dei Malaspina di Campi, costruito nel 1197 dai Malaspina di Pregola, nel 1595 subentrarono i Centurione Scotto, signori di Gorreto.
  • Ruderi del castello di Croce, documentato nel 1157 assieme a quello di Catribiasca, controllava l'antico Caminus Genue con un punto di pedaggio. Infeudato nel 1164 da Federico Barbarossa ai Malaspina, passato ai Fieschi e in seguitgo ai Doria fino al 1750.
  • Resti del castello di Orezzoli, antichissimo marchesato dei Malaspina, feudo e castello vennero confermati nel 1164 al marchese Obizzo Malaspina da Federico I Barbarossa.
  • Resti del castello di Rebroio, posto nell'omonima località ora abbandonata vicino alla località di Campi. Apparteneva ai Malaspina fino al 1300, un secolo dopo era già in rovina.
  • Resti della torre di Semensi dei Malaspina.
  • resti del Mulino di Suzzi, sul torrente Boreca, nei pressi la cascata.
  • Trogoli di Suzzi, antica fontana-lavatoio con struttura ad archi.
  • Resti del Castelluccio di Tartago, fortificazione sul colle appena sopra il Mulino vicino al ponte sul Boreca.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Situazione del movimento anagrafico del 2009:

  • Residenti 01-01-2009: 623
  • Nati: 1 femminuccia
  • Morti: 13 persone (3 maschi e 10 femmine)
  • Emigrati: 20
  • Immigrati: 10
  • Residenti 31-12-2009: 601 (-22).
  • Fonte: Demo Istat

Abitanti censiti[19]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Madonnina della Val Trebbia, protettrice della valle e della strada posta sulla statale fra i comuni di Ottone e Cerignale

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strada Statale 45 di Val Trebbia.

Il comune di Ottone è attraversato principalmente dalla strada statale 45 di Val Trebbia che collega Piacenza a Genova e che gli permette il collegamento stradale con il comune genovese di Gorreto, a sud, e il comune di Cerignale a nord.

Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Genova Est sull'autostrada A12 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Le autolinee piacentine SETA assicurano inoltre il servizio pubblico di trasporto lungo la val Trebbia dal capoluogo di provincia a Ottone.

Dal Comune di Genova un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce limitati collegamenti bus con Ottone e per le altre località del territorio comunale.

Vi è inoltre un servizio di trasporto pubblico locale delle autolinee pavesi che collega Ottone con Varzi (PV) attraverso la strada provinciale 186 del Passo del Brallo, e un servizio pubblico di trasporto interno montano fra Ottone e Cerignale passante per alte frazioni dei due comuni.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 luglio 1985 9 giugno 1990 Luigi Devoti Democrazia Cristiana Sindaco [20]
9 giugno 1990 11 aprile 1994 Roberto Filippini Democrazia Cristiana Sindaco [20]
10 giugno 1994 14 dicembre 1994 Giorgio Valla Democrazia Cristiana Sindaco [20]
14 dicembre 1994 24 aprile 1995 Marilena Razza Comm. pref. [20]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giorgio Valla centro Sindaco [20]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giorgio Valla lista civica Sindaco [20]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Mirco Carbone lista civica Sindaco [20]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giovanni Piazza lista civica Sindaco [20]
26 maggio 2014 in carica Federico Beccia lista civica: Ottone libera Sindaco [20]
Scorcio di Ottone

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In val Trebbia:

  • Barchi: 830 m.
  • Bertassi: 840 m.
  • Bertone: 1.068 m.
  • Campi: 750 m.
  • Cattribiasca: 550 m.
  • Croce: 498 m.
  • Fabbrica: 877 m.
  • Frassi: 830 m.
  • Gramizzola: 645 m.
  • La Cà: 515 m.
  • Losso: 522 m.
  • Moglia: 720 m.
  • Monfagiano: 880 m.
  • Orezzoli là
  • Orezzoli qua
  • Ottone Soprano: 760 m.
  • Rettagliata: 530 m.
  • Santa Maria: 879 m.
  • Semensi: 850 m.
  • Toveraia: 500 m.
  • Traschio: 469 m.
  • Truzzi: 588 m.
  • Valsigiara: 500 m.

In val Boreca:

  • Artana: 1.138 m.
  • Belnome: 865 m.
  • Bogli: 1.067 m.
  • Pizzonero: 1.034 m.
  • Suzzi: 967 m.
  • Tartago: 708 m.

Le frazioni di Barchi, Bertone e Suzzi e Pizzonero sono raggiungibili solo dal comune di Gorreto (GE), mentre le frazioni di Artana, Belnome, Bogli e Tartago sono raggiungibili solo dal comune di Zerba.

Comunità montane[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della nuova Unione Montana Valli Trebbia e Luretta.

Persone legate a Ottone[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Pecchenino (1934-1988), giornalista, pittore e caricaturista naturalizzato cileno

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 463.
  4. ^ M. Tosi Il Pagus Moninas (Ottonese) nell'assetto territoriale Veleiate-Libarnense ed il tragitto di Annibale verso l'Etruria, Atti del Convegno di Ottone 8 giugno 1991 - Archivum Bobiense n. 18-19 - pag. 155-168, Bobbio 1996
  5. ^ Flavio G. Nuvolone L'influenza del monastero di Bobbio in una porzione dell'Ottonese, Atti del Convegno di Ottone 8 giugno 1991 - Archivum Bobiense n. 18-19 - pag. 169-202, Bobbio 1996
  6. ^ P. Castiglioni La condizione giuridico-economica degli abitanti del Feudo d'Ottone, Archivum Bobiense n. 22 - pag. 313-336, Bobbio 2000
  7. ^ William Henry Kleckner Ottone, giurisdizione degli "Stati di Montagna" dei Doria, Atti del Convegno di Ottone 8 giugno 1991 - Archivum Bobiense n. 18-19 - pag. 225-240, Bobbio 1996
  8. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  9. ^ origini della famiglia di A.Toscanini
  10. ^ Il Secolo XIX, edizione Genova - 14 aprile 2010 pag. 27
  11. ^ Libertà (quotidiano), - 15 ottobre 2010 pag. 11
  12. ^ Piacenza 24 (quotidiano online) - 26 luglio 2012
  13. ^ ParrocchieMap.it Parrocchie, chiese ed oratori del comune di Ottone
  14. ^ San Marziano - Comune Di Ottone
  15. ^ San Bartolomeo - Comune Di Ottone
  16. ^ San Rocco - Comune Di Ottone
  17. ^ La Diocesi di Bobbio - Guida ufficiale, Bobbio 1961 - Parrocchie della diocesi, Gramizzola pag. 44-45
  18. ^ Piazza Del Municipio - Comune Di Ottone
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Trebbia presso Ottone
  • A Brian - Da Torriglia a Ottone per la giogaia dei monti, Rivista del CAI. 28, 1909
  • Cesare Bobbi, Storia Ecclesiastica Diocesana di Bobbio - Pievi e Parrocchie della Diocesi - Archivi Storici Bobiensi, Bobbio
  • Leonardo Cafferini - Guida turistica “Piacenza e la sua provincia”, Ottone.
  • Daniele Bertacchi - Monografia di Bobbio (La provincia di Bobbio nel 1858), Comune di Ottone, Ristampa Bobbio 1991
  • G. Malaspina - Gli Statuti dei Doria di Ottone, Archivio Storico per le Province Parmensi, S. IV, 21, 1969 (publ. 1970), p. 143-201
  • Lotte Zörner - L'ottonese: un dialetto ligure, da Studi linguistici sull'anfizona ligure-padana, Alessandria 1992
  • Vittorio Pasquali - La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44), il Contado di Ottone, Ed. Amici di San Colombano, Bobbio 2004
  • W. -H. Kleckner, Ottone, giurisdizione degli "Stati di Montagna" dei Doria, Archivum Bobiense 18-19, Bobbio 1996/97, p. 223-238
  • Piero Castignoli, La condizione giuridico-economica degli abitanti del Feudo d'Ottone (sec. XVII-XVIII), Archivum Bobiense n. 22, Bobbio 2000, p. 313-336
  • Carmen Artocchini La legislazione statutaria dei marchesi Malaspina per i feudi di Val Trebbia (sec. XIV), Archivio Storico per le Province Parmensi, S. IV, 15, 1963, p. 111-169
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • G. Fiori, I Malaspina. Castelli e feudi nell'Oltrepò Piacentino, Pavese e Tortonese, Piacenza 1995
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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