Coli

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Coli
comune
Coli – Stemma Coli – Bandiera
Coli – Veduta
I Piani di Coli
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoRenato Torre (lista civica di centro Azione in Comune) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate44°45′N 9°25′E / 44.75°N 9.416667°E44.75; 9.416667 (Coli)Coordinate: 44°45′N 9°25′E / 44.75°N 9.416667°E44.75; 9.416667 (Coli)
Altitudine638 m s.l.m.
Superficie71,69 km²
Abitanti847[1] (30-11-2019)
Densità11,81 ab./km²
FrazioniAglio, Agnelli, Averaldi, Barche, Boioli, Boioli di Perino, Bruni, Caminata Boselli, Cascine, Colombaia, Cornaro, Costa Caminata, Costiere, Faraneto, Ferrari, Filipazzi, Fontana, Forno Sopra, Gavi, Ghini, Marubbi, Molino Pellegri, Osera, Palazzo Torre, Peli, Perino, Pescina, Peveri, Poggio, Poggiolo, Ponte' Sopra, Pradaglione, Pradella, Roncaiolo, Rosso, Santa Cecilia, Scabiazza.
Comuni confinantiBettola, Bobbio, Corte Brugnatella, Farini, Ferriere, Travo
Altre informazioni
Cod. postale29020
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033016
Cod. catastaleC838
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 274 GG[2]
Nome abitanticolesi
PatronoSan Vito sant'Agostino
Giorno festivo15 giugno 28 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Coli
Coli
Coli – Mappa
Posizione del comune di Coli nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Coli (Cor [kɔːr] in ligure e in dialetto piacentino[3]) è un comune italiano di 847 abitanti della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.

Piccolo centro montano dell'Appennino ligure posto ai piedi del monte S. Agostino, in una vallata laterale della val Trebbia, in posizione isolata rispetto alla strada statale 45 e quindi molto tranquilla. È luogo di villeggiatura estiva. Gran parte della popolazione si concentra a Coli e nella frazione di Perino, posta lungo la statale e quindi soggetta a un maggior flusso di lavoratori e studenti pendolari.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Armelio.

Il territorio comunale consta di numerose frazioni sparse, alcune delle quali molto popolate specie nei fine settimana e nel periodo estivo. Il territorio prevalentemente collinare e montuoso ed esteso tra la val Trebbia e la val Perino, è molto vasto, dalla frazione di Perino, situata all'estremità settentrionale del territorio comunale, a nord fino a quella di Rosso, situata all'estremità meridionale, corrono circa 30 km.

A nord, nord-ovest il confine è pressoché segnato dal corso del fiume Trebbia e dal comune di Bobbio, a sud verso Rosso è il torrente Curiasca di Rosso a segnare il confine con il comune di Corte Brugnatella, a est da sud a nord il confine è segnato dal monte Aserei (1.432 m s.l.m.) al passo Santa Barbara con i comuni di Ferriere e, poi, di Farini dopo le pendici del monte Capra (1.310 m s.l.m.) verso Pradovera e la frazione colese di Aglio in val Perino. Da Aglio fino a Perino il confine a nord est con il comune di Bettola segue il corso del torrente Perino, con l'eccezione della zona di Villanova, frazione bettolese situata sulla sponda sinistra del torrente, fino alla frazione di Perino dove il torrente segna il confine con il comune di Travo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo di Coli, sembra derivare da un popolo di Liguri[4] insediatosi nella zona nel I secolo d.C. come riportato nella Tabula Alimentaria di Velleia, ed è citato uno dei villaggi (vici) come Colianum Ambitrebio posto sotto il monte S. Agostino a sinistra del torrente Curiasca nella parte dell'appenninus Caudalasci del pagus Bagienno di Bobbio sotto la dominazione romana, nel Municipio di Velleia; il territorio poi passa ai Longobardi e nel 614 a San Colombano e all'Abbazia di Bobbio, inserita nei possedimenti del grande feudo monastico imperiale bobbiese. Con la fondazione del monastero, Coli divenne una fiorente cella monastica, tanto che nel 615 lo stesso San Colombano vi si trasferisce nell'Eremo di San Michele nella Curiasca di Coli detta la Spelonca. Fu tappa lungo la via degli Abati, il cammino che gli abati di Bobbio percorrevano per recarsi a Roma attraverso la val Nure, la val Ceno, la Val Taro e Pontremoli. Altre proprietà del monastero bobiense citate nel codice diplomatico monastico erano le frazioni di Santa Cecilia, allora chiamata Porcile per l'allevamento dei maiali, la frazione di Scabiazza con la chiesa di S.Anastasio, Forno di Sotto e Forno di Sopra, Caminata Boselli, Costa Caminata, Macerato, Nicelli, Pradella, Barberino, Gavi, Aglio, S. Agostino, Rosso o Rossopiana, Barche, Costiere e Peli[5][6][7][8].

Nel X secolo, dopo la soggezione alla Pieve di Montarsolo, diventa plebana, ma sempre unita a Bobbio. A partire dal XIII secolo, finito il predominio monasteriale, Coli fu sotto la dominazione della famiglia ghibellina dei Grassi (signori di Faraneto e di Peli), che fece costruire il castello detto dei Magrini, e della famiglia Peveri (dell'attuale frazione). Nel 1441 passò ai guelfi Nicelli, vassalli dei Visconti di Milano ed alleati con Piacenza, proprietari poi solo del castello fino al 1860. Le ultime rovine crollarono definitivamente nel 1964 nel sottostante torrente. Ad opporsi in numerose battaglie le fazioni ghibelline rivali e i marchesi Malaspina prima ed i conti Dal Verme poi come signori dell'alta val Trebbia e di Bobbio.

Dal XVI secolo il territorio passò al Ducato di Parma e Piacenza.

Nel 1806 con la riforma napoleonica Coli diviene comune, le frazioni principali e parrocchiali sono: Aglio, Macerato, Metteglia, Ozzola, Peli, Pradovera, Rosso e Scabiazza. La frazione di Rosso, Scabiazza con l'eremo di San Michele ecclesiasticamente rimase inserita nella diocesi di Bobbio fino all'unificazione del territorio nella Diocesi di Piacenza-Bobbio.

Il 30 maggio 1808, per volontà di Napoleone, il Ducato di Parma e Piacenza cessava di esistere e nel 1809 il territorio entrò a far parte del dipartimento del Taro. Con la disfatta di Napoleone, nel 1814, venne ricostituito il Ducato di Parma e Piacenza, al quale il Comune di Coli apparterrà fino al 1860.

Nel 1868 la frazione di Pradovera entrò a far parte del neocostituito comune di Farini d'Olmo[9].

Il 17 luglio del 1908[10] si verificò un violento nubifragio con una piena straordinaria del Trebbia che devastò case e campagne.

Nel 1923, con il passaggio del comune di Bobbio passò dalla provincia di Pavia a quella di Piacenza, esso incorporò le frazioni di Bertuzzi e Callegari, precedentemente sotto Coli. Nel 1952 le frazioni di Ozzola e Metteglia, vennero scorporate dal comune di Coli e aggregate al comune di Corte Brugnatella[11].

Distruzioni e danni ancora più pesanti di quelli del 1908, si verificarono con l'alluvione che colpì l'intera val Trebbia il 19 settembre 1953[12].

Nel 1957 si verificò la grande frana di Perino, che dalle pendici del monte Belvedere, si abbatte sull'antica chiesa e su buona parte del paese verso la piazza del Mercato; in seguito all'evento le case del paese vennero nuovamente ricostruite assieme alla nuova chiesa. Altri dissesti colpirono le frazioni di Pellegri e Cognasso nel 1961 e Braschi nel 1977.

Nella notte fra il 14 e il 15 settembre 2015, parte del comune di Coli, così come il resto della val Trebbia, fu colpita dall'alluvione del fiume Trebbia, dovuta al maltempo, che causò ingenti danni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dalla diocesi di Piacenza-Bobbio[13] Fino al 1989 tutte le parrocchie erano nella diocesi di Piacenza, tranne la parrocchia di S. Lorenzo di Rossopiana di Rosso che assieme all'eremo di San Michele erano un'appartenenza della diocesi di Bobbio.

Resti dell'Eremo di San Michele nella grotta-spelonca di san Colombano.
  • Chiesa parrocchiale di San Vito, Modesto e Crescenzia di Coli. Antica parrocchia con il titolo di arcipretura. La chiesa antica, sorta su un edificio del 1014 un tempo dipendente dal monastero di Bobbio, ad una sola navata è andata distrutta nel XVIII secolo, di quella attuale a tre navate si incominciò la costruzione nel 1775 e venne ultimata solo nel 1825, la navata di sinistra con la torre campanaria furono aggiunte dopo il 1855 e la decorazione interna risale al 1908. All'interno della chiesa, è stata posta la Crux Michaelica o croce di S. Michele, un'antica croce in pietra scolpita in precedenza collocata all'esterno, recuperata nel 1860, quando rovinò l'antica chiesa di S. Michele della Spelonca.
  • Eremo di San Michele nella Curiasca di San Michele di Coli detta la Spelonca o grotta di san Colombano, alle dipendenze oggi della parrocchia di Coli. Venne fondato ed eretto da san Colombano nella Quaresima del 615 e secondo una leggenda devozionale locale fu quello il luogo della sua morte avvenuta il 23 novembre del medesimo anno. Nel X secolo la chiesetta venne ampliata sotto la grotta e dedicata al santo irlandese, mentre venne eretta una seconda costruzione poco distante più ampia sempre dedicata a San Michele Arcangelo come luogo di culto e sede parrocchiale per gli abitanti delle zone e delle frazioni di Costiere, Barche e Rosso. All'inizio del XVII secolo l'antica sede parrocchiale venne trasferita a Rosso sempre come dipendenza della diocesi di Bobbio. Nell'ottocento le due chiese rovinarono e di esse rimangono i resti parzialmente recuperati.
  • Santuario di Sant'Agostino (Santuari ad Sant'Agüsten in dialetto bobbiese) è in località S. Agostino, alle dipendenze della parrocchia di Coli. Venne costruito da parte del vescovo di Bobbio Abbiati (1618-1650), il disegno era molto più ampio, ma ne fu solo ultimata una parte. La prima pietra fu posta il 28 agosto 1622, festa di Sant'Agostino, che passò di qui. quando venne in Italia. Nel 1624 giunse la statua del santo. La nuova facciata con statua in marmo è del 1968. Ogni anno vi si celebra la festa del santo patrono.
  • Chiesa del Sacro Cuore, situata nella frazione di Barche, venne costruita nel 1933 in stile neogotico e posta alle dipendenze della parrocchia di Rossopiana; presenta un'unica navata molto alta con soffitto caratterizzato da archi in stile gotico[14].
  • Chiesa parrocchiale di San Medardo Martire, posta nella frazione di Peli, venne costruita nel XII secolo ed appartenente al monastero di S. Paolo di Mezzano, venne ricostruita nel XVII secolo.
  • Oratorio di San Rocco, posto fra le frazioni di Cornaro e Peli, l'edificio fu costruito nel 1863, mentre il campanile è più recente e risale al 1980. L'oratorio presenta una facciata a capanna con un unico portale sopra al quale si trova un rosone. La pianta è a aula con due campate[15].
  • Oratorio del Cuore Immacolato di Maria, situato nella frazione di Pescina, venne edificato nel 1720[16] ed è posto alle dipendenze della parrocchia di Peli.
  • Oratorio di San Lorenzo, nella frazione di Rosso, alle dipendenze della parrocchia di Rossopiana.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Rossopiana, nella frazione di Rosso. Costruita in stile neoromanico tra il 1929 e il 1933, presenta una pianta a navata singola voltata a botte[17]. A differenza degli altri edifici religiosi del territorio comunale, prima della creazione della diocesi di Piacenza-Bobbio la chiesa e la parrocchia dipendevano dalla diocesi di Bobbio e non dalla diocesi di Piacenza.
  • Chiesa di Santa Cecilia, situata nella frazione di Santa Cecilia a Porcile, posta alle dipendenze della parrocchia di Coli. L'edificio origina da una cella monastica citata negli estimi dell'abbazia di San Colombano di Bobbio nell'862. Sorge nel centro della frazione, sulla sommità di una piccola scalinata e presenta una facciata a capanna intonacata di bianco[18].
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Anastasia, posta nella frazione di Scabiazza, edificata nell'862 dai monaci di Bobbio, fu alle dipendenze del monastero di S. Paolo di Mezzano. Venne riedificata nel XVIII secolo partendo da una cappella risalente al cinquecento che venne allungata e dotata di una nuova facciata a capanna tripartita con due ordini di lesene sovrapposte. Presenta uno schema basilicale a navata unica con cappelle votive che si aprono su essa[19].
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, situata nella frazione di Aglio. Chiesa di origine longobarda inizialmente posta alle dipendenze del monastero di Bobbio, venne ricostruita nel XVII secolo e, poi, ampliata nel XX secolo. La torre campanaria risale al 1950.
  • Chiesa parrocchiale di San Luigi Gonzaga, posta nella frazione di Perino. La chiesa venne eretta tra il 1958 e il 1969 su progetto dell'ingegner Francesco De Benedetti in sostituzione dell'edificio precedente, costruito nel 1895 e pesantemente danneggiato a seguito di una frana caduta su Perino nel marzo 1957. Presenta una facciata in mattoni a vista con pilastri in cemento armato sui lati[20].
  • Oratorio della Beata Vergine del Voto, nella frazione di Perino.
  • Santuario dell'Apparizione della Vergine di Fatima posto nella frazione di Filippazzi, venne costruito nel 1987, conserva al suo interno una statua della Beata Vergine Maria scolpita in Portogallo e benedetta da Papa Giovanni Paolo II nel 1988[21].
  • Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, situata nella frazione di Macerato, è posta alle dipendenze della parrocchia di Perino. Costruita come oratorio privato al servizio del castello prima del XIII secolo, venne ampliata tra quel secolo e il successivo. Nel 1437 divenne chiesa parrocchiale. Presenta una facciata in pietra con un unico portale sormontato da una finestra rettangolare[22].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Vecchio Municipio, costruito sul finire del settecento, è stato adibito a ostello a partire dal 1981 e radicalmente restaurato nel 2011[23].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello dei Magrini, costruito intorno al duecento da parte della nobile famiglia ghibellina dei Grassi, passò alla famiglia Nicelli dopo che i Grassi si erano spostati nel vicino castello di Faraneto. Rimase formalmente di proprietà dei Nicelli fino al 1860, anche se l'edificio, già da tempo, aveva cessato la sua funzione residenziale e militare. Nel 1964 buona parte del castello crollò all'interno del greto del torrente sottostante[24]. Dell'edificio restano soltanto i resti in rovina di una torre di avvistamento[25].
  • Castello di Faraneto, edificato dalla famiglia Grassi che vi si ritirò dopo aver ceduto il castello dei Magrini alla famiglia Nicelli. Nel seicento venne abbandonato dalla famiglia che si spostò a Piacenza. Nel 1828 il nobile Francesco Grassi, una volta ottenuta la carica di podestà di Piacenza, si interessò del castello, facendone restaurare i dipinti e dotandolo di un oratorio realizzato in stile romanico. Nel 1917, acquistato dalla famiglia Platè, che lo trasformò in abitazione di campagna e in ricovero per attrezzi agricoli. L'edificio, che ha subito un restauro completo nei primi anni duemila, presenta un imponente salone lungo 43 m e largo 22[26].
  • Torre di Macerato, ultima parte superstite di un più ampio castello risalente all'epoca alto-medioevale. Fu, a partire dal 1026, fu proprietà del monastero di S. Paolo di Mezzano, al quale rimase fino al XIII secolo, passando, poi, agli Anguissola e poi ai Caracciolo, i quali lo cedettero a agricoltori locali durante l'ottocento[27].
  • Castello di Pozzo, con una torre merlata su pianta quadrata, il cortile del fortilizio è contornato da antiche case in sasso; era un avamposto al vicino castello di Macerato.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Statua dell'Angelone, situata in cima al passo Santa Barbara, valico che separa la val Trebbia dalla val Perino a 1136 m s.l.m.[28]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[29]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2018[30] i cittadini stranieri residenti a Coli sono 64, pari al 7,51% della popolazione comunale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dei Boioli di Perino.

Coli[modifica | modifica wikitesto]

Coli, situato a 639 m s.l.m., è il capoluogo del comune nonché principale centro della val Curiasca ed è situato ai piedi del monte S. Agostino (1.256 m s.l.m.). Il paese è raggiungibile da Bobbio, da cui dista circa km tramite una strada provinciale che si diarama dalla strada statale 45. Il centro abitato si è sviluppato attorno alla chiesa parrocchiale ed a piazza A. Moro, piazza principale dove si svolgono tutte le manifestazioni principali della località e da dove si dipartono le strade che raggiungono varie frazioni.

Perino[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Perino è la più popolata del territorio comunale ed è posta a 208 m s.l.m. sulla riva destra del fiume Trebbia lungo il percorso della strada statale 45. Il paese è all'estremo nord del territorio comunale, sul confine con il comune di Travo, rappresentato dal corso del torrente Perino che, inoltre, dà il nome alla frazione. Il centro è sorto alla fine dell'ottocento e cresciuto rapidamente grazie al collegamento stradale. Nella piazza del Mercato si tiene il mercato comunale e si trova la sede di un ufficio distaccato del comune. Nella piazza vi sono due chiese; la prima, più antica, è stata abbandonata dopo la frana del 1957 e in seguito trasformata in edificio comunale, mentre, di fronte all'edificio storico, è sorta la nuova chiesa parrocchiale, consacrata nel 1970[20].

Pozzo[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Pozzo sorge a 437 m s.l.m. ed è il primo insediamento che si incontra lungo la vecchia strada di collegamento fra Perino e Coli. Presenta un piccolo borgo fortificato con al centro una torre quadrata, ancora in buone condizioni strutturali. Il piccolo insediamento presenta numerose testimonianze di epoca medievale. Dalla sommità della torre merlata si gode un panorama che abbraccia la val Trebbia fino alla pianura Padana, il torrente Perino dal monte Osero fino alla sua foce nel Trebbia e, tutt'intorno, la corona di monti: dalla Pietra Parcellara al Penice, dall'Armelio al massiccio montuoso della Concrena.

Aglio[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Aglio, posta in val Perino, era abitata in antichità da tribù ligure e celtiche che furono, poi, sopraffatte dall'arrivo dei legionari romani che edificarono, nel luogo dell'antico abitato ligure-celtico, un castrum. Un'ipotesi riguardante l'origine del toponimo vuole che il nome Aglio derivi dal termine latino Alium che significa "altro" riferito a un ennesimo accampamento militare presente nella zona. L'abitato venne rifondato nel medioevo dai Longobardi. Un'altra ipotesi riguardante l'origine del toponimo afferma che il nome Aglio venne preso dal nome di un certo Aliano proprietario del territorio e benefattore del monastero di San Colombano di Bobbio, citato nelle pergamene del XII secolo. In seguito Aglio rientrò nel feudo di Pradovera e passò nel 1414 agli Anguissola e nel 1473 ai Caracciolo.

Macerato[modifica | modifica wikitesto]

Situata a 546 m s.l.m., la frazione presenta i resti di quello che doveva essere il maniero d proprietà dei monaci benedettini del monastero di San Paolo di Mezzano Scotti e che costituisce l'esempio più antico di struttura fortificata del comune di Coli, la cui prima realizzazione è databile prima del mille. Dalle residue tracce delle cortine perimetrali si desume che la struttura del castello di Macerato doveva essere rettangolare, con quattro possenti torri tonde agli angoli, delle quali ne resta ancora una in discreto stato di conservazione, anche se probabilmente abbassata rispetto all'origine.

Faraneto[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Faraneto è una piccola località della val Curiasca, centro medioevale della signoria di Faraneto, dominata dalla famiglia ghibellina dei Grassi, a cui si deve la costruzione nel XIII secolo di un imponente castello, trasformato nel XVI secolo in un palazzo signorile, a cui nel 1649 venne aggiunto l'oratorio di San Rocco. La famiglia Grassi nel XVIII secolo si spostò a Piacenza lasciando in decadenza la località[27].

Gavi[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Gavi si affaccia in alto vicino al monte Gavi (1.018 m s.l.m.), sulla sponda destra della vallata del Trebbia di fronte a Mezzano Scotti. Fino all'ottocento era un centro fiorente e più popoloso della stessa Coli, come centro agricolo e di allevamenti, decadde rapidamente per l'infelice collocazione stradale e la difficoltà di spostamento.

Rosso[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Rosso è un piccolo paese posto sulla sponda destra della val Curiasca, sul versante ovest del Monte Aserei; si tratta della frazione posta più a sud di tutto il territorio comunale. Sorse all'inizio del XVI secolo come dipendenza ecclesiastica della parrocchia di San Michele della Spelonca dell'Eremo della Curiasca, assieme alle vicine località di Barche e Costiere. All'inizio del XVII secolo la chiesa dedicata a San Lorenzo divenne la nuova sede parrocchiale denominata Rossopiana, nonostante la forte opposizione del vescovo di Piacenza, cui dipendeva il restante territorio ecclesiastico del comune di Coli; la causa continuò fino al 1647 quando un processo canonico assegnò definitivamente la parrocchia ed il territorio alla diocesi di Bobbio.

Santa Cecilia[modifica | modifica wikitesto]

La piccola frazione di Santa Cecilia fu una cella monastica del monastero di San Colombano di Bobbio con il toponimo di Porcile, per il grande allevamento di maiali e compare nell'estimo monastico dell'862[18]. La locale ed antichissima chiesa dedicata a Santa Cecilia in seguito diede il nome al paese.

Scabiazza[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Scabiazza, raggiungibile dalla statale 45 dalla vicina località di Pradella, divenne una fiorente cella monastica del monastero di San Colombano di Bobbio, venendo documentata già nell'862 come cella ed oratorio di S. Anastasio di Scabiazza. Dopo il Mille fu dapprima unita alla chiesa di S. Ambrogio di Piancasale e poi al monastero di S. Paolo di Mezzano distaccandosene nel 1782 e ritornando, anche ecclesiasticamente, sotto Coli.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Coli è caratterizzata dalla vocazione turistica come centro di villeggiatura estiva[31], in special modo lungo il corso del fiume Trebbia[32]. La zona nord del comune, nei pressi di Perino è anche un centro agricolo, vocato alla produzione del vino Trebbianino DOC[33].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il passo Santa Barbara.

Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 45 di Val Trebbia. Dalla essa si dipanano numerose strade provinciali e comunali; da Perino sale la strada provinciale 39 che, attraverso il passo del Cerro, conduce a Bettola in val Nure, mentre a Coli inizia la strada provinciale 57 di Aserei che, attraverso il passo Santa Barbara e il passo della Cappelletta, conduce a Farini. Coli è collegata a Bobbio dalla strada provinciale 16 di Coli[34].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 giugno 1985 26 maggio 1990 Luigi Bertuzzi Democrazia Cristiana Sindaco [35]
26 maggio 1990 24 aprile 1995 Luigi Bertuzzi Democrazia Cristiana Sindaco [35]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Luigi Bertuzzi centro Sindaco [35]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Luigi Bertuzzi Partito Popolare Italiano Sindaco [35]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Severino Armani lista civica Sindaco [35]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Massimo Poggi lista civica Sindaco [35]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Luigi Bertuzzi lista civica di centro: Insieme per la Nostra Montagna Sindaco [35]
27 maggio 2019 in carica Renato Torre lista civica di centro: Azione in Comune Sindaco [35]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Coli ha fatto parte della comunità montana Appennino Piacentino fino al suo scioglimento, avvenuto nel 2013. In seguito è entrato a far parte dell'Unione Montana Valli Trebbia e Luretta[36].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., p. 218.
  4. ^ Gentili, pp. 23-30.
  5. ^ Polonio Felloni, p. 33 - Tabella II dei possedimenti in Italia.
  6. ^ Polonio Felloni, p. 136.
  7. ^ Destefanis, pp. 67-70 - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b.
  8. ^ Cipolla e Buzzi.
  9. ^ Regio decreto 17 novembre 1867, n. 4066
  10. ^ Da La Trebbia del 26 luglio 1908
  11. ^ Decreto del presidente della Repubblica 16 agosto 1952, n. 1240
  12. ^ Da La Trebbia del 25 settembre 1953
  13. ^ Parrocchie, chiese ed oratorio del comune di Coli, su pmap.it. URL consultato il 4 gennaio 2020.
  14. ^ Chiesa del Sacro Cuore di Gesù <Barche, Coli>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  15. ^ Oratorio di San Rocco <Peli, Coli>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  16. ^ Marco Gallione, Pescina (Coli), su altavaltrebbia.net, 16 dicembre 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  17. ^ Chiesa di San Lorenzo Martire <Rossopiana, Coli>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  18. ^ a b Oratorio di Santa Cecilia <Coli, Coli>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  19. ^ Chiesa di Sant′Anastasia <Scabiazza, Coli>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  20. ^ a b Chiesa di San Luigi Gonzaga <Perino, Coli>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  21. ^ La cappella del voto, su madonnadelpilastro.it. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  22. ^ Oratorio di San Bartolomeo Apostolo <Perino, Coli>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  23. ^ Ostello di Coli, su altavaltrebbia.net, 28 aprile 2012. URL consultato il 4 gennaio 2020.
  24. ^ Marco Gallione, Castello dei Magrini di Coli (ruderi), su altavaltrebbia.net, 17 settembre 2011. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  25. ^ Anello della val Curiasca, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 3 gennaio 2020.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Eleonora Destefanis, Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale.
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  • Daniela Gentili, Val Trebbia. Il territorio di Coli-Perino, Edizioni Pontegobbo, 1999, ISBN 88-86754-26-4.
  • Marco Horak, Le antiche fortificazioni dell'Alta Val Trebbia e della montagna, in Giorgio Eremo, Dalla casatorre al castello, Piacenza, Tip.Le.Co, 2012.
  • Graziano Majavacchi e Dino Schiavi, Cicloturismo in Libertà, Piacenza, Editoriale Libertà, 2014.
  • Valeria Polonio Felloni, Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia, in Fonti e studi di storia ecclesiastica, II, Genova, 1962.
  • Michele Tosi, Bobbio - Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni, in Archivi Storici Bobiensi, 1978.
  • Renata Zanuzzi, La spelonca di San Michele di Coli, prefazione di Franco Cardini, Edizioni Pontegobbo, 2006.

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