Zerba

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Zerba
comune
Zerba – Stemma Zerba – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
Sindaco Claudia Borrè (lista civica Viviamo la valle) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 44°39′55.84″N 9°17′16.62″E / 44.66551°N 9.28795°E44.66551; 9.28795 (Zerba)Coordinate: 44°39′55.84″N 9°17′16.62″E / 44.66551°N 9.28795°E44.66551; 9.28795 (Zerba)
Altitudine 906 m s.l.m.
Superficie 24,13 km²
Abitanti 77[1] (1-1-2016)
Densità 3,19 ab./km²
Frazioni Capannette di Pej, Conca d'Oro, Cerreto, Pej, Casa della Torre, Codeviglio, Samboneto, Vesimo
Comuni confinanti Brallo di Pregola (PV), Cabella Ligure (AL), Cerignale, Fabbrica Curone (AL), Ottone, Santa Margherita di Staffora (PV)
Altre informazioni
Cod. postale 29020
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033047
Cod. catastale M165
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 449 GG[2]
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Zerba
Zerba
Zerba – Mappa
Posizione del comune di Zerba nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Zerba (Ṡèrba in dialetto piacentino[3]) è un comune italiano di 77 abitanti[1] della provincia di Piacenza, il più piccolo ed il più occidentale dell'Emilia-Romagna, e insieme al limitrofo comune di Ottone, l'unico della regione a confinare con il Piemonte. È il comune più alto della Provincia di Piacenza, nonché quello più piccolo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situato nella media val Trebbia, sull'Appennino Ligure (di cui fa parte l'Appennino piacentino).

Il territorio comunale comprende tutto il versante settentrionale della val Boreca, dalla sorgente dell'omonimo torrente ad ovest, prossima al confine col Piemonte, sino al fiume Trebbia ad est. Fa eccezione una "propaggine" verso nord, che incuneandosi nell'alta valle Staffora comprende la piccola frazione di Samboneto.

Il capoluogo Zerba è un agglomerato di quartieri: Villa Soprana con la chiesa di San Michele, Villa Lisamara, Villa Stana, Villa Scarbione con il municipio e Villa Fontana con il vicino castello di Zerba.

Oltre la cittadina consta di numerose frazioni sparse ed alcune molto popolate specie nei fine settimana e nel periodo estivo.

Il confine tra Piemonte e Emilia-Romagna a Capanne di Cosola (1465 m)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda lega la fondazione del paese ad un gruppo di disertori cartaginesi che abbandonarono l'esercito di Annibale nel 218 a.C., ai tempi della Battaglia della Trebbia. Si dice che, per orientarsi, Annibale sia dovuto salire sul monte Lesima, un'antica mulattiera è ancora chiamata strada di Annibale. In base a ciò, la tradizione vorrebbe che il toponimo derivasse, o comunque avesse la stessa origine, di quello dell'isola nordafricana Djerba. Più probabilmente deriva da gerbo, ossia terreno coperto di sterpaglie, terreno incolto.

Il territorio dopo la conquista romana passa ai Longobardi ed al governo della potente Abbazia di San Colombano di Bobbio fondata nel 614 da San Colombano ed al successivo feudo monastico[4] e dopo il 1000 alla grande contea vescovile di Bobbio. Attualmente al santo irlandese vi una chiesa a lui dedicata nella frazione di Vesimo.

Come molti territori attigui fu poi concessa da Federico Barbarossa ai Malaspina nel 1164. Passò nel XIII secolo nel Marchesato malaspiniano di Pregola, nel XIV alle famiglie Pinotti e Porri, per tornare nel 1404 ai Malaspina fino alla soppressione napoleonica del feudalesimo.

Fino all'abolizione dei feudi imperiali era inserito nel contado di Ottone.

Nel 1801 il territorio è annesso assieme alla Liguria alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1814 gli ex territori del contado di Ottone sono inseriti nella Provincia di Bobbio. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passa dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel circondario di Bobbio della nuova provincia di Pavia e quindi della Lombardia. Nel 1923, smembrato il circondario di Bobbio, passa alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio[6].

  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Villa Soprana di Zerba. Parrocchia eretta nel IX secolo, ha il titolo di arcipretura.
  • Chiesa parrocchiale di San Rocco, nella frazione Cerreto. Parrocchia eretta nel 1926.
  • Chiesa parrocchiale di San Nicola, nella frazione di Pej. Parrocchia passata dalla Diocesi di Tortona a quella di Bobbio nel 1952.
  • Chiesa della Madonna della Salute e degli Alpini, nella frazione Capannette di Pej, alle dipendenze della parrocchia di Pej
  • Chiesa di San Pietro, nella frazione di Samboneto, alle dipendenze della parrocchia di Zerba.
  • Chiesa di San Colombano, nella frazione di Vesimo, alle dipendenze della parrocchia di Zerba.

Architetture storiche e civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del Municipio a Villa Scarbione di Zerba
  • Castello dei Malaspina e Torre di Zerba, nei pressi di Villa Fontana. I resti dell'antico castello, del quale rimangono alcuni tratti di mura e la torre cilindrica. Appartenne da sempre ai Malaspina, fin dal 1164 quando il feudo assieme a molti altri in Val Trebbia divenne possedimento del marchese Obizzo Malaspina, grazie all'imperatore Federico Barbarossa, per la difesa della Via del Sale. Nel 1266 nelle divisioni di famiglia il castello ed il feudo passò assieme ai territori della Val Staffora al marchesato di Pregola. Nel 1361 il castello venne donato a Galeazzo Visconti, duca di Milano il quale nel 1367 lo investiva assieme a quello di Brugnello a Simone de Novanton detto "lo scudiero verde". Nel 1371 dopo una congiura ai danni del duca, il de Novanton venne arrestato e decapitato e sui beni assieme a Brugnello passarono alla famiglia Porri. Nel 1404 il castello ritornò ai Malaspina dopo la decapitazione per tradimento dei fratelli Porri, infatti essi colsero l'occasione per impadronirsi di Zerba e Pej. Verso la fine del XVII secolo il fortilizio abbandonato è in rovina e i feudatari risiedevano nel loro palazzo nella località Caminata. Il feudo venne abolito assieme a tutti i Feudi imperiali dai napoleonici nel 1797. Adiacente ai resti del castello rimane ben visibile la Torre circolare oggi restaurata.
  • Resti del Forte o Torre di Pej, posto in zona Case della Torre, fortilizio del XIII secolo dei Malaspina, ne rimangono poche tracce.
  • Museo contadino di Pej (di proprietà privata), con esposizione di oggetti e modelli legati alle coltivazioni montane.
  • Antico lavatoio di Pej, con strutture ad arco, adiacente la chiesa.
  • Antico mulino di Pej (di proprietà privata), nei pressi del rio Pej.
  • Lavatoio di Codeviglio, antica fonte nei pressi del paese.
  • Fontana di Vesimo, antica fonte ad arco con lavatoio.
  • Antico mulino di Vesimo, nei pressi del torrente Boreca.
  • Antico mulino di Cerreto, nel centro del paese.
  • Lavatoio di Cerreto, antica fonte con lavatoio con dipinto a murale.
  • Antico lavatoio di Zerba, antica fonte con lavatoi ad arco, situata in alto sopra il borgo di Villa Lisamara.
  • Mulino di Zerba, vicino alla diga.
  • Diga di Zerba, sul torrente Boreca.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Situazione del movimento anagrafico del 2009:

  • Residenti 01-01-2009: 105
  • Nati: 0
  • Morti: 7
  • Emigrati: -
  • Immigrati: -
  • Residenti 31-12-2009: 98 (-7) (Dati 2008: Zerba: 42 Capannette di Pey: 10 Pey: 17 Samboneto: 4 Cerreto: 22 Vesimo: 7).

Zerba ha una età media di 64,5. Zerba è uno dei comuni in Italia con l'età media più alta con i 64,3% degli abitanti con un'età superiore di 65 anni. Solo il 4% degli abitanti hanno meno di 14 anni. Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Povera l'agricoltura e l'allevamento, nella frazione di Capannette sono presenti impianti invernali

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º luglio 1985 9 giugno 1990 Giovanni Paolo Borrè Democrazia Cristiana Sindaco [8]
9 giugno 1990 24 aprile 1995 Giovanni Paolo Borrè Democrazia Cristiana Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giovanni Paolo Borrè lista civica Sindaco [8]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giovanni Paolo Borrè lista civica Sindaco [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Claudia Borrè lista civica Sindaco [8]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Claudia Borrè lista civica Sindaco [8]
26 maggio 2014 in carica Claudia Borrè lista civica: Viviamo la valle Sindaco [8]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della nuova Unione Montana Valli Trebbia e Luretta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 718.
  4. ^ Vezimo
  5. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  6. ^ http://www.pmap.it/parrocchiemap/ricerca_pm.jsp?diocesi=Piacenza+-+Bobbio&id_diocesi=&denominazione=Zerba Parrocchie, chiese ed oratori del comune di Zerba
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Bobbi, Storia Ecclesiastica Diocesana di Bobbio - Pievi e Parrocchie della Diocesi - Archivi Storici Bobiensi, Bobbio
  • Leonardo Cafferini - Guida turistica “Piacenza e la sua provincia”, Zerba.
  • Daniele Bertacchi - Monografia di Bobbio (La provincia di Bobbio nel 1858), Comune di Zerba, Ristampa Bobbio 1991
  • Mons. Clelio Goggi Storia dei Comuni e delle Parrocchie della diocesi di Tortona - Tipografia "San Lorenzo" - 4ª Edizione - Tortona 2000
  • A.A.V.V. Selvaggia val Boreca: storia e natura di un confine lungo 4 regioni, Andrea Agogliati: ideazione, commenti; Mauro Germano, Nando Bellani: riprese, montaggio = (Storia e natura delle alte valli piacentine) - Documenti e Video, ASC, Salsominore 2002
  • Vittorio Pasquali - La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44), il Contado di Ottone, Ed. Amici di San Colombano, Bobbio 2004
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN239709796
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