Carpaneto Piacentino

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Carpaneto Piacentino
comune
Carpaneto Piacentino – Stemma Carpaneto Piacentino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Gianni Zanrei (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 44°55′00″N 9°47′00″E / 44.916667°N 9.783333°E44.916667; 9.783333 (Carpaneto Piacentino)Coordinate: 44°55′00″N 9°47′00″E / 44.916667°N 9.783333°E44.916667; 9.783333 (Carpaneto Piacentino)
Altitudine 114 m s.l.m.
Superficie 63,08 km²
Abitanti 7 666[1] (30-09-2014)
Densità 121,53 ab./km²
Frazioni Badagnano, Celleri, Chero, Cimafava, Ciriano, Magnano, Montanaro, Rezzano, Travazzano, Zena
Comuni confinanti Cadeo, Castell'Arquato, Fiorenzuola d'Arda, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda, Pontenure, San Giorgio Piacentino
Altre informazioni
Cod. postale 29013
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033011
Cod. catastale B812
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Carpanetesi
Patrono San Fermo e san Rustico
Giorno festivo 9 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carpaneto Piacentino
Carpaneto Piacentino
Posizione del comune di Carpaneto Piacentino nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Carpaneto Piacentino nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Carpaneto Piacentino (Carpané in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 7.666 abitanti in provincia di Piacenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al centro abitato sono stati rinvenuti resti della colonizzazione romana, tuttavia il primo documento che cita Carpaneto è una pergamena carolingia risalente all'anno 815. In esso, Gunderada vende, per un terreno in Carpaneto, un soldo d'oro e mezzo tremisse, suoi terreni in "Fortiniaco" (?) e Mocomeria (Macomero di Vernasca?). In una permuta del 6 luglio 791, rogata a Carpaneto, Lopone ff. Teudoaldo, che abita a Carpaneto, cede al conte Aroin la sua parte di proprietà che possedeva nel casale di Carpaneto, Aroin cede a Lopone beni in "Fortiniaco" (?) e in Albareto (?).(I testimoni provengono da Cascina Romiliana e da Masana).

Un documento molto importante del 7 luglio 801 indica che la chiesa (pieve) di San Fermo e Rustico indica che tale chiesa era localizzata a "Ponziano" (toponimo di origine romana).[3] L'archivio parrocchiale conserva invece una pergamena del 1193. Dal XV secolo alla fine dell'Ottocento, il castello di Carpaneto è stato proprietà della famiglia Scotti Douglas di Vigoleno. Attualmente il palazzo ospita la sede del comune. La chiesa, eretta nel XV secolo, dedicata ai santi Fermo e Rustico (9 agosto), fu costruita sui resti di un precedente luogo di culto. Lo stemma del comune di Carpaneto è rappresentato da una pianta di carpinus betulus, essenza assai diffusa un tempo in questa zona. Un rogito di vendita su pergamena, datato 27 novembre 815, attesta: «Podone, vescovo di Piacenza, comperò da Gausaldo fu Gauperto una selva nel luogo – ubi dicitur Carpenetus».(la selva ubi dicitur Carpenetus non si riferisce alla località della Val Chero, ma ad un "bosco" di carpini localizzabile sul fiume Po). L'attuale stemma è stato riconosciuto ufficialmente nel 1931 da Re D'Italia Vittorio Emanuele III, che concesse e riconobbe al comune di Carpaneto il diritto di far uso di questo stemma comunale. Carpaneto conserva le sole aeropitture murali del pittore futurista BOT – Barbieri Osvaldo Terribile – (1895 –1958) realizzate nel salone a lui dedicato al piano superiore del palazzo comunale nel 1934. Quelle dello scalone d'accesso furono dipinte nel 1937. Di queste ultime, due pannelli di metri 5x4, realizzate sul tema dell'Impero e le forze armate, sono stati coperti nell'immediato dopoguerra. Le origini del borgo sembrerebbero risalire all'epoca romana, come se Carpaneto fosse stato una sorta di collegamento con Veleia. Molti sono infatti stati i rinvenimenti archeologici, che testimoniano l'antica origine. Tra il IX e il XIV secolo, fu teatro di scontri tra Guelfi e Ghibellini, nonché possedimento di importanti famiglie, tra le quali gli Anguissola e gli Scotti. Il castello sembra risalire all'XI secolo, ma viene citato per la prima volta in un documento del 1321, quando le milizie viscontee lo distruggono. Il territorio di Carpaneto ospita interessanto frazioni ricche di storia: Badagnano, Celleri, Chero, Cimafava, Ciriano, Magnano Montanaro, Rezzano, Travazzano, Zena. A partire dagli anni cinquanta il paese ha subito un grande sviluppo, che è tuttora in corso.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parte del territorio comunale è compreso nella Riserva naturale geologica del Piacenziano che contiene un cospicuo patrimonio di reperti fossili del pliocene[4].

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mistadelli: La religiosità popolare e rurale ha portato alla costruzione di cappelle votive principalmente poste lungo gli assi viari della Val d'Arda. Tali monumenti, pur non presentando pregi artistici particolari, sono comunque indicativi della concezione religiosa del mondo agricolo basato principalmente su un rapporto di " do ut des "

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Carpaneto" ha un'origine incerta; secondo alcuni deriverebbe dalla diffusione nel territorio della carpa; secondo altri dal carpino, albero tipico del territorio.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La Pro Loco di Carpaneto (tra le più longeve della provincia, nonché terza in Emilia-Romagna per fondazione) organizza nella prima domenica del mese di settembre l'importante rassegna denominata "Festa della Coppa" per la promozione della Coppa Piacentina, salume D.O.P.. Inoltre nell'ultima domenica del mese di aprile ha luogo l'antichissima "Fiera di Primavera", nata nel 1676 per volere del duca Ranuccio Farnese. Questa importante manifestazione ospita nel Palazzo Comunale il "GUT - Gutturnio Festival" evento di grande successo ove si promuovono l'enogastronomia locale ed i vini piacentini: in particolare il Gutturnio, vino rosso più prodotto e conosciuto della provincia.

Persone legate a Carpaneto Piacentino[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 settembre 1984 4 ottobre 1989 Guido Bardi Democrazia Cristiana Sindaco [6]
4 ottobre 1989 13 giugno 1994 Guido Bardi Democrazia Cristiana Sindaco [6]
27 giugno 1994 25 maggio 1998 Guido Palladini - Sindaco [6]
25 maggio 1998 28 maggio 2002 Pier Luigi Caminati lista civica Sindaco [6]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Pier Luigi Caminati lista civica Sindaco [6]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Gianni Zanrei lista civica Sindaco [6]
7 maggio 2012 in carica Gianni Zanrei Sindaco [6]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1897 e il 1938 il comune fu servito dalla tranvia Piacenza-Lugagnano; la stazione era situata in quella che, dismessa la tranvia, divenne piazza Oliveti[7].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è la 'U.S.D. Vigor Carpaneto 1922 che il 3 maggio 2015 ha vinto il girone A emiliano-romagnolo di Promozione conquistando la promozione in Eccellenza, vincendo lo scontro diretto contro il Brescello ( che era in testa alla classifica con 2 punti di vantaggio) per 2a3 con le reti di Livelli, Centofanti e Valla. La partita si è disputata davanti ad oltre 1000 spettatori, di cui oltre 200 provenienti da Carpaneto P.no.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 146.
  3. ^ Si veda G. Coperchini, Quadro ecologico..1988 e Articolo su Libertà del 1887 (e si veda alla voce Carpaneto in comuni d'Italia).
  4. ^ Il primo portale di Castell'Arquato - Turismo a Castell'Arquato - Il parco del Piacenziano
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  7. ^ Francesco Ogliari, Francesco Abate, Il tram a vapore tra l'Appennino e il Po. Piacenza, Voghera e Tortona, Arcipelago, Milano, 2011. ISBN 978-88-7695-398-9, pag. 148

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN234419327