Carpaneto Piacentino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carpaneto Piacentino
comune
Carpaneto Piacentino – Stemma Carpaneto Piacentino – Bandiera
Carpaneto Piacentino – Veduta
Panoramica di Piazza XX Settembre
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
Sindaco Andrea Arfani (lista civica di centrodestra) dal 12/06/2017
Territorio
Coordinate 44°55′N 9°47′E / 44.916667°N 9.783333°E44.916667; 9.783333 (Carpaneto Piacentino)Coordinate: 44°55′N 9°47′E / 44.916667°N 9.783333°E44.916667; 9.783333 (Carpaneto Piacentino)
Altitudine 114 m s.l.m.
Superficie 63,08 km²
Abitanti 7 664[1] (30-09-2014)
Densità 121,5 ab./km²
Frazioni Badagnano, Celleri, Chero, Cimafava, Ciriano, Magnano, Montanaro, Rezzano, Travazzano, Zena
Comuni confinanti Cadeo, Castell'Arquato, Fiorenzuola d'Arda, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda, Pontenure, San Giorgio Piacentino
Altre informazioni
Cod. postale 29013
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033011
Cod. catastale B812
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Carpanetesi
Patrono santi Fermo e Rustico
Giorno festivo 9 Agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carpaneto Piacentino
Carpaneto Piacentino
Carpaneto Piacentino – Mappa
Posizione del comune di Carpaneto Piacentino nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Carpaneto Piacentino (Carpané in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 7.666 abitanti in provincia di Piacenza.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Parte del territorio comunale è compreso nella Riserva naturale geologica del Piacenziano che contiene un cospicuo patrimonio di reperti fossili del pliocene[3].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Carpaneto" ha un'origine incerta; secondo alcuni deriverebbe dalla diffusione nel territorio della carpa; secondo altri dal carpino, albero tipico del territorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del borgo sembrerebbero risalire all'epoca romana, come se Carpaneto fosse stato una sorta di collegamento con Veleia. Molti sono infatti stati i rinvenimenti archeologici, che testimoniano l'antica origine, tuttavia il primo documento che cita Carpaneto è una pergamena carolingia risalente all'anno 815. In esso, Gunderada vende, per un terreno in Carpaneto, un soldo d'oro e mezzo tremisse, suoi terreni in "Fortiniaco" (?) e Mocomeria (Macomero di Vernasca?). In una permuta del 6 luglio 791, rogata a Carpaneto, Lopone ff. Teudoaldo, che abita a Carpaneto, cede al conte Aroin la sua parte di proprietà che possedeva nel casale di Carpaneto, Aroin cede a Lopone beni in "Fortiniaco" (?) e in Albareto (?).(I testimoni provengono da Cascina Romiliana e da Masana).

Un documento molto importante del 7 luglio 801 indica che la chiesa (pieve) di San Fermo e Rustico indica che tale chiesa era localizzata a "Ponziano" (toponimo di origine romana).[4] L'archivio parrocchiale conserva invece una pergamena del 1193. Tra il IX e il XIV secolo, fu teatro di scontri tra Guelfi e Ghibellini, nonché possedimento di importanti famiglie, tra le quali gli Anguissola e gli Scotti. Il castello sembra risalire all'XI secolo, ma viene citato per la prima volta in un documento del 1321, quando le milizie viscontee lo distruggono.

Dal XV secolo alla fine dell'Ottocento, il castello di Carpaneto è stato proprietà della famiglia Scotti Douglas di Vigoleno. Attualmente il palazzo ospita la sede del comune. La chiesa, eretta nel XV secolo, dedicata ai santi Fermo e Rustico (9 agosto), fu costruita sui resti di un precedente luogo di culto. Lo stemma del comune di Carpaneto è rappresentato da una pianta di carpinus betulus, essenza assai diffusa un tempo in questa zona. Un rogito di vendita su pergamena, datato 27 novembre 815, attesta: «Podone, vescovo di Piacenza, comperò da Gausaldo fu Gauperto una selva nel luogo – ubi dicitur Carpenetus».(la selva ubi dicitur Carpenetus non si riferisce alla località della Val Chero, ma ad un "bosco" di carpini localizzabile sul fiume Po).

L'attuale stemma è stato riconosciuto ufficialmente nel 1931 da Re D'Italia Vittorio Emanuele III, che concesse e riconobbe al comune di Carpaneto il diritto di far uso di questo stemma comunale. Carpaneto conserva le sole aeropitture murali del pittore futurista BOT – Barbieri Osvaldo Terribile – (1895 –1958) realizzate nel salone a lui dedicato al piano superiore del palazzo comunale nel 1934. Quelle dello scalone d'accesso furono dipinte nel 1937. Di queste ultime, due pannelli di metri 5x4, realizzate sul tema dell'Impero e le forze armate, sono stati coperti nell'immediato dopoguerra.

A partire dagli anni cinquanta il paese ha subito un grande sviluppo, che è tuttora in corso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Fermo e Rustico
  • Chiesa dei Santi Fermo e Rustico
  • Mistadelli: La religiosità popolare e rurale ha portato alla costruzione di cappelle votive principalmente poste lungo gli assi viari della Val d'Arda. Tali monumenti, pur non presentando pregi artistici particolari, sono comunque indicativi della concezione religiosa del mondo agricolo basato principalmente su un rapporto di do ut des.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La Pro Loco di Carpaneto (tra le più longeve della provincia, nonché terza in Emilia-Romagna per fondazione) organizza nella prima domenica del mese di settembre l'importante rassegna denominata "Festa della Coppa" per la promozione della Coppa Piacentina, salume D.O.P.[6]. Inoltre nell'ultima domenica del mese di aprile ha luogo l'antichissima "Fiera di Primavera", nata nel 1676 per volere del duca Ranuccio II Farnese[7]. Questa importante manifestazione ospita nel Palazzo Comunale il "GUT - Gutturnio Festival" evento di grande successo ove si promuovono l'enogastronomia locale ed i vini piacentini: in particolare il Gutturnio, vino rosso più prodotto e conosciuto della provincia.

Persone legate a Carpaneto Piacentino[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[8][modifica | modifica wikitesto]

Badagnano[modifica | modifica wikitesto]

Si trova sulla riva sinistra del Chero, 9 km a sud del capoluogo. Sono presenti due castelli: quello omonimo, risalente al XIV secolo e di proprietà prima della famiglia Landi e poi dei marchesi Tedaldi, convertito poi ad azienda agricola con l'abbassamento del torrione in sasso sul quale è ancora riconoscibile l'emblema gentilizio, e quello di Olmeto, anch'esso adattato ad uso agricolo con l'abbassamento delle torri circolari, che fu distrutto nel 1216, per poi essere ricostruito appartenendo prima alla parrocchia di S. Maria in Gariverto di Piacenza e poi ai Visdomini, che ne furono marchesi a partire dal 1628. La chiesa della frazione, dedicata a San Giovanni Battista divenne parrocchia nel Cinquecento. Fu poi rimaneggiata in stile neogotico tra la fine dell'ottocento e i primi del novecento.

Celleri[modifica | modifica wikitesto]

Si trova sulla riva sinistra del Vezzeno, 6 km a sud di Carpaneto, sulla strada che conduce a Gropparello; citato nella Tabula alimentaria traianea come fundus Cinnereus, fu teatro nel 1314 di una battaglia tra le truppe di Alberto Scoto e quelle viscontee, in seguito alla battaglia Galeazzo I Visconti ordinò a Oberto Dal Cario di dare alle fiamme il locale castello. La famiglia Confalonieri ebbe la signoria della zona fino al 1515 quando il potere passò ai conti Palastrelli. Il castello fu poi convertito nel settecento a residenza campagnola. Non lontano dal centro abitato, sull'altra sponda del Vezzeno è presente Torre Confalonieri, appartenuta anch'essa all'omonima famiglia, dove sorge un oratorio cinquecentesco dedicata a San Corrado Confalonieri, nativo di Celleri.

Chero[modifica | modifica wikitesto]

Posta sulla riva destra dell'omonimo torrente, 6 km a nord-est del capoluogo; anche qui è presente un castello convertito ad un uso agricolo, che era stato distrutto da truppe ghibelline provenienti da Cremona nel XIII secolo.

Cimafava[modifica | modifica wikitesto]

Si trova 2 km ad ovest di Carpaneto. Appartenuta agli Anguissola era caratterizzata da un castello, poi raso al suolo durante i lavori di costruzione di un'azienda agricola.

Ciriano[modifica | modifica wikitesto]

Ciriano si trova due km ad est del capoluogo, sulle rive del Chero, lungo la strada provinciale che conduce a Castell'Arquato. Vi si trova Palazzo Dodi, costruito sulla base del precedente castello, distrutto nel 1216 da truppe filoimperiali. La famiglia Bracciforti fu feudataria della zona fino al XIX secolo.

Magnano[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Magnano

Si trova 9 km a sud di Carpaneto, vi si trova la rocca in pietra di pianta trapezoidale che si erge sulla sommità di una collina ed è caratterizzata da una complete merlatura guelfa e da due torri, una quadrata ed una circolare. Di proprietà prima dei Landi e poi dei Mancassola. Nel 1460 fu comprata dagli Scotti di san Giorgio.

Montanaro[modifica | modifica wikitesto]

Montanaro si trova 4 km a nord del capoluogo ed è condivisa col vicino comune di San Giorgio: sul territorio di quest’ultimo è posto il castello, mentre la cinquecentesca chiesa di San Michele Arcangelo è situata nel territorio comunale di Carpaneto. La vicina località di Cerreto Landi, posta 2 km a nord di Carpaneto lungo la strada per Cadeo, fu feudo ghibellino fedele ai Visconti e, alla fine del trecento apparteneva ad Oberto Landi. Nel 1736, con l’estinzione del locale ramo della famiglia Landi, il generale Gazzola fu investito del castello. Il forte è a pianta quadrata con muri in sasso e laterizio dotati di feritoie, fossato, merlatura guelfa e ponte levatoio all’ingresso, di cui si notano ancora i segni. Le torri angolari furono abbassate e sono oggi alla stessa altezza dei corpi di guardia, mentre di un’ulteriore torre restano delle trace all’interno del cortile.

Rezzano[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Pietro Apostolo a Rezzano.

Si trova 5 km a sud del capoluogo, sulla riva sinistra del Chero.

Il suo castello fi di proprietà prima del Vescovo di Piacenza Sigifredo, poi della Basilica di San Savino. Nel 1246 fu incendiato da Enzo di Sardegna, destino che si ripete nel 1314 per mano di Galeazzo Visconti. Nel 1412 Filippo Maria Visconti concesse il feudo agli eredi del capitano Niccolò Piccinino. Il forte fu poi acquistato da Vincenzo Scotti. Nel 1636, nell’ambito della Guerra tra Odoardo I Farnese e gli spagnoli fu teatro di una battaglia culminata con la vittoria degli spagnoli che concessero l’onore delle armi ai difensori. Fu poi trasformato in residenza e la torre quadrata fu abbassata nel XIX secolo per evitarne il crollo. La frazione è dominate dalla cinquecentesca Chiesa di San Pietro Apostolo che fu ristrutturata ai primi del Novecento su progetto di Camillo Guidotti.

Travazzano[modifica | modifica wikitesto]

Travazzano si trova sulla strada che conduce a Magnano, 5 km a sud del capoluogo. La locale rocca fu espugnata nel 1088 dai guelfi dopo che vi si erano rifugiati I ghibellini in fuga da Piacenza. Come altri castelli della zona fu distrutta nel 1216, subì poi altre distruzioni tra il 1244 e il 1246. Passò poi nelle mani delle famiglie Scotti e, in seguito, Chiapponi. Dotato di pianta rettangolare, con due torri: una circolare ed una quadrata, coronata da merli guelfi. Nelle vicinanze si trova anche il castello di Masana, di cui sopravvive solo una torre, appartenuto alla famiglia Pallastrelli e, poi, ai conti Chiapponi.

Zena[modifica | modifica wikitesto]

Si trova 3,5 km a nord di Carpaneto, lungo la strada per Cadeo. Il locale castello, ottimamente conservato, fu distrutto nel 1216. Nel quattrocento fu proprietà di una famiglia parmigiana. Nel 1702 Francesco Farnese vi infeudò I fratelli Anviti.

Il castello, che conserva il fossato, ha pianta quadrata e conserva tre dei quattro corpi di fabbrica originari.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 settembre 1984 4 ottobre 1989 Guido Bardi Democrazia Cristiana Sindaco [9]
4 ottobre 1989 13 giugno 1994 Guido Bardi Democrazia Cristiana Sindaco [9]
27 giugno 1994 25 maggio 1998 Guido Palladini Lista Civica di Centrodestra Sindaco [9]
25 maggio 1998 28 maggio 2002 Pier Luigi Caminati Lista Civica di Centrosinistra Sindaco [9]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Pier Luigi Caminati Lista Civica di Centrosinistra Sindaco [9]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Gianni Zanrei Lista Civica di Centrosinistra Sindaco [9]
7 maggio 2012 12 giugno 2017 Gianni Zanrei Lista Civica di Centrosinistra Sindaco [9]
12 giugno 2017 "in carica" Andrea Arfani Lista Civica di Centrodestra Sindaco [9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1897 e il 1938 il comune fu servito dalla tranvia Piacenza-Lugagnano; la stazione era situata in quella che, dismessa la tranvia, divenne piazza Oliveti[10].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è la U.S.D. Vigor Carpaneto 1922 che il 3 maggio 2015 ha vinto il girone A emiliano-romagnolo di Promozione conquistando la promozione in Eccellenza[11]. Al termine della stagione 2016-2017 la squadra conquista la promozione in Serie D[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 146.
  3. ^ Il primo portale di Castell'Arquato - Turismo a Castell'Arquato - Il parco del Piacenziano
  4. ^ Si veda G. Coperchini, Quadro ecologico..1988 e Articolo su Libertà del 1887 (e si veda alla voce Carpaneto in comuni d'Italia).
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Storia della Pro Loco prolococarpaneto.it
  7. ^ 340ª Fiera Agricola di Primavera prolococarpaneto.it
  8. ^ Comune di Carpaneto Piacentino turismoapiacenza.it
  9. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  10. ^ Francesco Ogliari, Francesco Abate, Il tram a vapore tra l'Appennino e il Po. Piacenza, Voghera e Tortona, Arcipelago, Milano, 2011. ISBN 978-88-7695-398-9, pag. 148
  11. ^ Favola Carpaneto a Brescello (2-3) è Eccellenza sportpiacenza.it
  12. ^ La giornata di gloria del Carpaneto. Il film della festa promozione in Serie D sportpiacenza.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN234419327
Emilia Portale Emilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Emilia