Pontenure

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Pontenure
comune
Pontenure – Stemma Pontenure – Bandiera
Pontenure – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Manola Gruppi (lista civica di centro-sinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°00′N 9°47′E / 45°N 9.783333°E45; 9.783333 (Pontenure)Coordinate: 45°00′N 9°47′E / 45°N 9.783333°E45; 9.783333 (Pontenure)
Altitudine 65 m s.l.m.
Superficie 33,85 km²
Abitanti 6 502[1] (30-09-2014)
Densità 192,08 ab./km²
Frazioni Muradello, Paderna, Valconasso
Comuni confinanti Cadeo, Caorso, Carpaneto Piacentino, Cortemaggiore, Piacenza, Podenzano, San Giorgio Piacentino
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033037
Cod. catastale G852
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pontenuresi
Patrono san Pietro Apostolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pontenure
Pontenure
Posizione del comune di Pontenure nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Pontenure nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Pontenure (Pontnür [poŋt'ny:r] in dialetto piacentino) è un comune italiano di 6.502 abitanti della provincia di Piacenza.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Pontenure è collocato sulla riva destra del torrente Nure, che lo separa dal comune di Piacenza. Il centro abitato è attraversato dal 45° parallelo[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Pontenure fu probabilmente abitata fin dal Neolitico, a causa dei resti dell'epoca ritrovati nel vicino comune di Fiorenzuola d'Arda, in località Capanna di Palazzina di Olza[3]. Con l'arrivo dei romani la zona, grazie alla presenza dei torrenti Nure e Riglio, diventò un importante centro agricolo, ne sono testimoni iscrizioni rinvenute a Paderna, Albiano e nello stesso capoluogo[3].

I ritrovamenti più importanti riguardano una villa con mosaici, oggi conservati al Museo archeologico nazionale di Parma, localizzata nelle vicinanze della cascina San Martino ed una necropoli con una costruzione romano-barbarica ritrovate nel 1952 ad Albiano in seguito alla frana di una sponda del Nure. Si presume che Pontenure possa essere l'l'Emporio di Vicunvia citato da Tito Livio nel dodicesimo libro delle Storie come un emporio fortificato che nei pressi di Piacenza che Annibale aveva cercato di conquistare con fanti, cavalli ed elefanti[3]. Lo stesso toponimo Pontenure risale all'epoca romana: il capoluogo infatti era stato insediato per difendere il vicino ponte sul Nure: dalle parole Pontis e Nurae derivò poi il nome Pontenure[2].

Il toponimo Pontenure è poi citato in carte del IX secolo che parlano di fondus e locus, cioè di un centro di limitata grandezza. Nel secolo successivo si parla invece di castrum a testimonianza della costruzione di fortificazioni. Nel XII secolo si costituì libero comune. Nel 1117, con l'imperatore Enrico V di Franconia accampato nella vicina Roncaglia, frazione di Piacenza, fu teatro di una battaglia tra piacentini e parmigiani[3].

Nel 1216 venne occupato da truppe pavesi, cremonesi e parmigiane in seguito alla sconfitta delle truppe piacentine alleate ai milanesi. In seguito a quest'episodio vennero distrutti molti castelli della zona trai quali quello situato nel capoluogo ed il Castello di Paderna. Nel XIII secolo esisteva a Pontenure un ospedale a testimoniare l'importanza dell'insediamento. Nei primi anni del trecento Alberto Scotti, capo della fazione guelfa appena cacciato da Piacenza occupò la rocca di Pontenure. Nel 1316 le due fazioni si unificarono cedendo il paese a Galeazzo I Visconti che fece ricostruire le fortificazioni del castello, che era stato alla famiglia Mancassola nel 1314. Il castello fu poi raso al suolo nel 1337 da Azzone Visconti[3].

Il castello di Paderna.

Nel 1446 il condottiero Bartolomeo Colleoni venne arrestato nei pressi di Pontenure per ordine del duca Filippo Maria Visconti che temeva collusioni col nemico, per il conto del quale Colleoni aveva radunato un esercito al fine di riconquistare Cremona. Il 7 giugno 1453 l'abate del Monastero di San Savino Ruffino Landi nominò il cognato Melchiorra Marazzani signore delle terre di Paderna. Il 25 agosto 1455 Zanino Nicelli venne investito del feudo di Muradello ricevendo poi dal duca Francesco Sforza il diritto di edificarvi un castello[3].

Nel XVII secolo Pontenure fu duramente colpito dalla Peste del 1630 che causò circa cinquecento vittime che furono sepolte nei pressi del Nure. Nel settecento la zona era sotto il controllo della famiglia Cigala Fulgosi che ogni anno si alternava con la famiglia Fantoni nella giurisdizione del luogo, invece la contea di Muradello era governata dal conte Alessandro Nicelli, quella di Paderna da Antonio Camillo Marazzani Visconti, e Valconasso dal conte Gian Francesco IV Marazzani[3].

Nel 1816 Pontenure ricevette la visita della duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, ospite della famiglia Marazzani; sotto al suo governo le condizioni del paese conobbero un periodo di progressivo miglioramento, culminato nel 1833 con la costruzione del nuovo ponte sul Nure che andava a sostituirne un altro, ormai inadatto a sostenere il traffico che si sviluppava lungo la via Emilia. Dopo l'unità d'Italia il comune conosce l'industrializzazione e nel 1918 la società Rizzi e C., già in attività dal 1908, acquisì la fornace Raggio diventando il punto di rifeimento del sistema industriale locale[3].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Pietro Apostolo, con la sua caratteristica torre medievale.
  • Chiesa parrocchiale di San Colombano di Muradello, dedicata al santo missionario irlandese, sorta suoi resti di un precedente edificio fondato dai monaci di Bobbio.
  • La Bellotta, villa in stile neoclassico costruita tra la fine del settecento e l'inizio dell'ottocento sitauta nella frazione di Valconasso[4].
  • Castello di Paderna, esistente sin dall'XI secolo venne ceduto nel 1453 dai monaci alla famiglia Marazzani dei cui discendenti è ancora di proprietà[5].
  • Castello di Muaradello, fortificazione risalente al '400, in seguito rimaneggiato[6].
  • Parco di Villa Raggio, ideato alla fine dell'ottocento e situato nel centro del paese contiene circa 750 piante[7].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La seconda domenica di settembre è organizzata la Festa dell'asino: la manifestazione trae origine da un episodio avvenuto nel 1901 quando, durante una festa popolare, un asino, legato con un uncino ad una corda tesa all'altro angolo della piazza e dotato di ali posticce, fu calato dalla torre campanaria della chiesa di San Pietro Apostolo. Arrivati a pochi metri d'altezza, il peso dell'animale causò la rottura della corda e la conseguente caduta che, tuttavia, non causò danni né agli spettatori né all'asino. All'evento è dedicata una poesia dialettale di Valente Faustini che, secondo alcuni, fu anche l'ideatore del tutto[9].

Ogni anno a partire dal 2002 nel mese di agosto si tiene nel Parco Raggio il Festival Internazionale del cortometraggio Concorto Film Festival che si pone come obiettivo la ricerca di opere di giovani registi esordienti[10].

Persone legate a Pontenure[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte ferroviario sul Nure.

Il centro del capoluogo è attraversato dalla via Emilia e dalla Ferrovia Milano-Bologna su cui è posta la Stazione di Pontenure. Il territorio comunale è attraversato anche dall'Autostrada del Sole e dalla Ferrovia ad alta velocità Milano-Bologna.

Il capoluogo è collegato con San Giorgio Piacentino dalla strada provinciale 32 di Sant'Agata e con Caorso dalla strada provinciale 53 di Muradolo[13].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 agosto 1985 20 luglio 1990 Adriano Paratici Partito Comunista Italiano Sindaco [14]
20 luglio 1990 23 novembre 1992 Franco Camia Partito Socialista Italiano Sindaco [14]
23 novembre 1992 24 aprile 1995 Luigi Demicheli Democrazia Cristiana Sindaco [14]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Luigi Demicheli centro-sinistra Sindaco [14]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Luigi Demicheli lista civica Sindaco [14]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Angela Fagnoni lista civica Sindaco [14]
9 giugno 2009 26 maggio 2014 Angela Fagnoni lista civica Sindaco [14]
26 maggio 2014 in carica Manola Gruppi lista civica: pontenure nel cuore Sindaco [14]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio di Pontenure è l'A.S.D. Pontenurese 1922 che milita nel girone A di Prima Categoria[15]. La seconda squadra di calcio, fino alla stagione 2015-2016, al termine della quale ha sospeso la propria attività, è stata la F.C. Polisportiva Pontenure militante in Seconda Categoria[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Pontenure - Pontnűr piacenzantica.it
  3. ^ a b c d e f g h Cenni storici a cura del Prof. Giorgi Fabrizio comune.pontenure.pc.it
  4. ^ Valconasso la Bellotta
  5. ^ Castello di Paderna castellodipaderna.it
  6. ^ Muradello dodecapoli.com
  7. ^ Il parco di Villa Raggio comune.pontenure.pc.it
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Pontenure: il paese dell'asino che vola comune.pontenure.pc.it
  10. ^ About concortofilmfestival.com
  11. ^ FAIMALI, Opilio treccani.it
  12. ^ Opilio Faimali (1824-1894) comune.pontenure.pc.it
  13. ^ Classificazione delle strade provicniali ai fini della determinazione del canone di cui all'art. 53 C.7 del D.P.R.495/1992 e per l'applicazione del regolamento COSAP provincia.piacenza.it
  14. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  15. ^ ASD Pontenurese 1922 pontenurese.com
  16. ^ Dilettanti - La Pol.Pontenure non proseguirà l'attività sportpiacenza.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN249440289