Corte Brugnatella

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Corte Brugnatella
comune
Corte Brugnatella – Stemma Corte Brugnatella – Bandiera
Veduta di Marsaglia e  Brugnello
Veduta di Marsaglia e Brugnello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Stefano Gnecchi (lista civica Partecipazione è cambiamento) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°43′00″N 9°23′00″E / 44.716667°N 9.383333°E44.716667; 9.383333 (Corte Brugnatella)Coordinate: 44°43′00″N 9°23′00″E / 44.716667°N 9.383333°E44.716667; 9.383333 (Corte Brugnatella)
Altitudine 476 m s.l.m.
Superficie 46,31 km²
Abitanti 619[1] (30-09-2014)
Densità 13,37 ab./km²
Frazioni Botteri, Brugnello, Carana, Casaldrino, Castelvetto, Collegio, Confiente, Cornareto, Lago, Lama, Lupi, Marsaglia, Metteglia, Montarsolo, Ozzola, Pietranera, Pieve di Montarsolo, Poggio Rondino, Roncoli, Rossarola, Rovaiola, Sanguineto
Comuni confinanti Brallo di Pregola (PV), Bobbio, Cerignale, Coli, Ferriere
Altre informazioni
Cod. postale 29020
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033017
Cod. catastale D054
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 902 GG[2]
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corte Brugnatella
Corte Brugnatella
Posizione del comune di Corte Brugnatella nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Corte Brugnatella nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Corte Brugnatella (Curt in dialetto bobbiese[3]) è un comune sparso italiano di 619 abitanti della provincia di Piacenza.

Il centro più importante e sede dell'amministrazione comunale è Marsaglia (Marsàia).

Il nome del comune (che, contrariamente a quanto solitamente avviene in Italia, non corrisponde a quello del capoluogo) deriva dal fatto che il territorio storicamente apparteneva al feudo della famiglia Brugnatelli. Corte Brugnatella è il nome della prima sede comunale, sorta nel borgo medioevale di Brugnello (Bergnèll), poi trasferita a Confiente e infine a Marsaglia nella posizione attuale.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato in alta val Trebbia nella catena dell'Appennino Ligure (di cui fa parte l'Appennino piacentino), nei pressi della confluenza tra il fiume Trebbia ed il torrente Aveto.

Il paesaggio della val Trebbia, comune a quello del territorio comunale è ordinatamente coltivato fino alle altitudini in cui i boschi ricoprono fittamente le pendici dei monti. Sullo stesso territorio insistono delle pinete, piantate dall'uomo nell'immediato dopoguerra. Il fiume Trebbia, dalle acque cristalline, è uno dei pochissimi fiumi italiani ancora balneabili. Lungo il suo corso, che attira ogni estate numerosi sportivi e bagnanti, è possibile praticare canoa, pesca, torrentismo, e altri sport.

L'affluente principale della Trebbia è il torrente Aveto. Gli altri affluenti, sulla riva destra, il Rio Cordarezza ed il Rio Curiasca, sulla riva sinistra il Rio Villeri.

Il comune possiede anche due exclavi, corrispondenti alle località Lama e Valle inferiore, situate all'interno del comune Brallo di Pregola in provincia di Pavia. Queste due località costituiscono dei rari esempi di enclavi interregionali.

Panorama dell'antico borgo di Brugnello a picco sul Trebbia

Storia[modifica | modifica wikitesto]

[4]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Corte Brugnatella.

Le zone vicine a Corte Brugnatella erano già abitate in età neolitica (5.000-2.300 a.C.) e nell'età del bronzo (2.300-1.100 a.C.), ma è all'inizio dell'età del ferro (1.100 a.C.) che inizia l'insediamento nel territorio del popolo dei Liguri, che vi rimarrà indisturbato per parecchi secoli. La tribù che si stanziò era quella dei Bagienni, proveniente dall'odierno basso Piemonte. Attorno al 220 a.C., come in altre zone giunsero i Galli della tribù dei Boi, ma ben presto assieme i liguri vennero assoggettati dai Romani che avevano fondato nel 218 a.C. la città di Piacenza.

La zona faceva parte dell'antico pagus Bagienno di Bobbio, insieme a Coli, che dopo la dominazione romana sotto il Municipio di Velleia, passa ai Longobardi e quindi nel 614 a San Colombano e al monastero di Bobbio. Sotto la dominazione longobarda attorno al 580 vi era una Corte Reale (o Villa reale) con sede a Brugnello, che sovrintendeva al dissodamento del terreno ed ai lavori agricoli di tutte le terre del territorio, come viene indicato dal prenome Corte di questo comune. Il sistema curtense, tipicamente feudale, viene conservato anche nella successiva dominazione dei Franchi. Essi dominavano il territorio assegnatogli per conto del monastero bobbiense, che ben presto costituì celle monastiche che erano amministrate direttamente dai monaci. Un antico documento, conservato presso l'Archivio di Bobbio, informa che a capo della Corte vi era un certo Breno, un capitano del popolo dei Franchi che, ferito in battaglia, si sarebbe ritirato in questa zona della Val Trebbia. Egli era il capostipite della famiglia Brugnatelli, che esercitò a lungo il suo dominio su Brugnello e sulle zone circostanti.

Dopo il mille, la famiglia Brugnatelli fortifica il borgo di Brugnello, ad oggi rimangono ben poche tracce delle mura e del castello. Essi sono inoltre signori di Rossarola e di Bondaneto, due vicine frazioni, e si fanno pagare il pedaggio da chi transita nella zona. Dopo la metà del 1100, assume importanza nel territorio la famiglia dei Malaspina, i cui possedimenti riguardano anche Brugnello. Infatti nel 1164 un diploma dell'imperatore Federico Barbarossa al marchese Obizzo Malaspina, che ne parla come di un antico possedimento fortificato della famiglia Brugnatelli, che ha sede nella frazione di Brugnello, assegna ai Malaspina tre parti del castello di Brugnello, mentre solo un quarto rimane in possesso dei Brugnatelli.

Nel 1361, Azzo Malaspina è costretto a cedere il castello di Brugnello, insieme ad altri a Galeazzo Visconti, duca di Milano. Nel 1367 i Visconti di Milano affidano il feudo di Brugnello a Simone da Novanton della Savoia, noto come "Lo scudiero verde". Nel 1371 è in mano alla famiglia Porri, ma dopo pochi anni ritorna ai Brugnatelli.

Attorno al 1920 si decide di spostare la sede comunale dapprima a Confiente e poi a Marsaglia, in frazioni toccate dal nuovo tracciato della strada statale che un tempo passava più a monte (il vecchio tracciato, percorribile ancora oggi, toccava dopo Bobbio i centri di Carana, Rossarola, Lago e Pieve di Montarsolo, per poi scendere a Ponte Organasco). Nel 1929 è deciso anche lo spostamento della sede parrocchiale nella nuova chiesa di S. Giuseppe di Marsaglia. A questo punto inizia il declino e lo spopolamento dell'antico borgo di Brugnello, recuperato solo di recente.

Nel 1923, in seguito allo smembramento del circondario di Bobbio, il territorio comunale passa alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna[5].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale

D'oro ad una pergola di verde ondata d'argento, accompagnata in capo da un prugno sradicato al naturale fruttato d'argento e fiancheggiata da uno spino secco di nero e da una pastorale di rosso posti in palo.
Concessione stemma con D.P.R. del 22 luglio 1982.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio.[6]

  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe di Marsaglia. Risale al 1912, e vi è stata trasferita la parrocchia nel 1929.
  • Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, ex parrocchiale eretta nell'XI secolo dell'antico Borgo medioevale di Brugnello (ex capoluogo). La chiesa, edificata su parte delle rovine del castello in parte ancora visibili davanti il Palazzo Brugnatelli (privato), è stata ristrutturata negli anni novanta ed offre una splendida vista sul Trebbia. La ricorrenza si celebra in occasione della Festa della Madonna degli Angeli la prima domenica di agosto.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione di Ciregna (Ferriere), alle dipendenze della parrocchia di Metteglia e Ciregna.
  • Oratorio di Santa Maria Madre della Divina Grazia, nella frazione di Cornareto, alle dipendenze della parrocchia di Pieve di Montarsolo.
  • Oratorio di San Gioacchino, nella frazione di Lama, alle dipendenze della parrocchia di Pieve di Montarsolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Rocco, nella frazione di Metteglia del XVII secolo, assieme alla chiesa di Ciregna formano la parrocchia di Metteglia e Ciregna.
  • Oratorio di Sant'Antonio da Padova, nella frazione di Montarsolo del XIII secolo, alle dipendenze della parrocchia di Pieve di Montersolo.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonino, nella frazione di Ozzola del 1579.
  • Oratorio di Sant'Anna, nella frazione di Pietranera del 1667, alle dipendenze della parrocchia di Marsaglia.
  • Chiesa parrocchiale di San Giacomo - Santuario di Nostra Signora della Guardia, nella frazione di Pieve di Montarsolo. Antica pieve romana, su cui sorse il Monastero di San Giacomo per mano dei monaci di Bobbio da cui dipendeva. Nel IX secolo la pieve divenne una delle più antiche parrocchie della diocesi di Bobbio. Qui si trova una rovere millenaria la Rovere Grossa (a rura) meta della celebrazione della Madonna della Guardia, che cade il 29 luglio.
  • Chiesa di Sant'Antonio Gianelli, nella frazione di Rovaiola.
  • Oratorio della Beata Vergine, nella frazione di Torre Metteglia del XVIII secolo, alle dipendenze della parrocchia di Metteglia e Ciregna.

Architetture storiche e civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Borgo antico di Marsaglia Vecchia
  • Borgo medioevale di Brugnello, nei pressi della chiesa il Palazzo dei Brugnatelli ed i resti del castello.
  • Bricco di Carana, monte di pietra nera ofiolitica nei pressi della frazione di Carana. Un tempo la Rocca di Carana con il castello e la torre sul bricco, di proprietà del monastero di Bobbio e dogana sul Caminus Genua. Passo ai Malaspina, ai Visconti e ai Dal Verme, nel 1530 passò nel territorio di Corte Brugnatella, demolito in epoca napoleonica, ne rimangono poche tracce.
  • Borgo di Lago, nei pressi i resti del Castello del Lago o dei Balbi.
  • Borgo di Metteglia, tracce della Torre di Metteglia, appartenuta ai Boccaccia, passò nel cinquecento ai Nicelli e nel 1653 ai Grassi, in seguito abbandonata ne rimangono le tracce.
  • Torre di Tortàro del XVI secolo, nella frazione Lupi.
  • Borgo di Montarsolo, nei pressi i resti del Castello del X secolo.
  • Torre di Marsaglia.
  • Torre di Ozzola, risalente al X secolo.
  • Borgo di Pietranera, resti del Castello dei Ghigliani ed in basso il Palazzo fortificato.
  • Casa fortificata di Botteri, del XVI secolo, detta Palazzo, in seguito trasformata in dogana, poi in caserma e prigione.
  • Casa-Torre di Poggio Villeri.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Il territorio comunale, oltre al capoluogo, consta di numerose frazioni sparse, alcune molto popolate anche se solo nei fine settimana e nel periodo estivo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questi paesi fanno parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province: Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza, caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Carlin di Maggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Carlin di maggio.
I canterini

Nell'abitato di Marsaglia si è conservata la tradizione di celebrare il rito del calendimaggio, che qui viene chiamato anche carlin di maggio, con la partecipazione di tutto il paese. Il coro dei canterini porta l'augurio per l'arrivo della bella stagione con una questua che, passando casa per casa, raccoglie le uova in cambio del canto beneaugurante.

Comunità montane[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della nuova Unione Montana Valli Trebbia e Luretta.

Persone legate a Corte Brugnatella[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 giugno 1985 9 giugno 1990 Fausto Silva Democrazia Cristiana Sindaco [8]
9 giugno 1990 24 aprile 1995 Fausto Silva Democrazia Cristiana Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Mauro Guarnieri centro-sinistra Sindaco [8]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Mauro Guarnieri lista civica Sindaco [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Ettore Bossini lista civica Sindaco [8]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Ettore Bossini lista civica: Per Corte Brugnatella Sindaco [8]
26 maggio 2014 in carica Stefano Gnecchi lista civica: partecipazione è cambiamento Sindaco [8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 232.
  4. ^ Bruna Boccaccia - "Val Trebbia. Il territorio di Corte Brugnatella-Marsaglia" - Edizioni Pontegobbo
  5. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  6. ^ ParrocchieMap.it
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Cafferini - Guida turistica “Piacenza e la sua provincia”, Corte Brugnatella.
  • Daniele Bertacchi - Monografia di Bobbio (La provincia di Bobbio nel 1858), Comune di Corte Brugnatella, Ristampa Bobbio 1991
  • Bruna Boccaccia - "Val Trebbia. Il territorio di Corte Brugnatella-Marsaglia" - Edizioni Pontegobbo
  • Vittorio Pasquali - La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44), il Contado di Ottone, Ed. Amici di San Colombano, Bobbio 2004
  • Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi 1978
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]