Corte Brugnatella

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Corte Brugnatella
comune
Corte Brugnatella – Stemma Corte Brugnatella – Bandiera
Corte Brugnatella – Veduta
Veduta di Marsaglia e Brugnello
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoMauro Guarnieri (lista civica di centro-sinistra Riscopriamo Corte Brugnatella) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate44°43′N 9°23′E / 44.716667°N 9.383333°E44.716667; 9.383333 (Corte Brugnatella)Coordinate: 44°43′N 9°23′E / 44.716667°N 9.383333°E44.716667; 9.383333 (Corte Brugnatella)
Altitudine476 m s.l.m.
Superficie46,31 km²
Abitanti588[1] (31-3-2019)
Densità12,7 ab./km²
FrazioniBotteri, Brugnello, Carana, Casaldrino, Castelvetto, Collegio, Confiente, Cornareto, Lago, Lama Superiore, Lupi, Marsaglia (sede comunale), Metteglia, Montarsolo, Ozzola, Pietranera, Pieve di Montarsolo, Poggio Rondino, Roncoli, Rossarola, Rovaiola, Sanguineto, Valle Inferiore
Comuni confinantiBrallo di Pregola (PV), Bobbio, Cerignale, Coli, Ferriere
Altre informazioni
Cod. postale29020
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033017
Cod. catastaleD054
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 902 GG[2]
Patronosan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corte Brugnatella
Corte Brugnatella
Corte Brugnatella – Mappa
Posizione del comune di Corte Brugnatella nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Corte Brugnatella (Curt ad Bergnèll in dialetto bobbiese[3]) è un comune italiano sparso di 588 abitanti della val Trebbia in provincia di Piacenza.

Il centro più importante e sede dell'amministrazione comunale è Marsaglia (Marsàia).

Il nome del comune deriva dal fatto che il territorio storicamente apparteneva al feudo della famiglia Brugnatelli.

Corte Brugnatella è il nome della prima sede comunale, sorta nell'odierno borgo medioevale di Brugnello (Bergnèll), poi trasferita a Confiente e infine a Marsaglia nella posizione attuale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato in alta val Trebbia nella catena dell'Appennino Ligure (di cui fa parte l'Appennino piacentino), nei pressi della confluenza tra il fiume Trebbia ed il torrente Aveto.

Nel territorio di Corte Brugnatella il paesaggio della val Trebbia è ordinatamente coltivato fino alle altitudini in cui i boschi ricoprono fittamente le pendici dei monti. Sullo stesso territorio insistono delle pinete, piantate dall'uomo nell'immediato dopoguerra.

Il fiume Trebbia, dalle acque cristalline, è uno dei pochissimi fiumi italiani ancora balneabili. Lungo il suo corso, che attira ogni estate numerosi sportivi e bagnanti, è possibile praticare canoa, pesca, torrentismo e altri sport. L'affluente principale della Trebbia è il torrente Aveto. Gli altri affluenti, sulla riva destra, il Rio Cordarezza ed il Rio Curiasca, sulla riva sinistra il Rio Villeri.[4]

Il comune possiede anche due exclavi, corrispondenti alle località Lama superiore e Valle inferiore, situate all'interno del comune Brallo di Pregola in provincia di Pavia. Queste due località costituiscono dei rari esempi di enclavi interregionali.

Panorama dell'antico borgo di Brugnello a picco sul Trebbia

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Corte Brugnatella.

Le zone vicine a Corte Brugnatella erano già abitate in età neolitica (5.000-2.300 a.C.) e nell'età del bronzo (2.300-1.100 a.C.), ma è all'inizio dell'età del ferro (1.100 a.C.) che inizia l'insediamento nel territorio del popolo dei Liguri, che vi rimarrà indisturbato per parecchi secoli. La tribù che si stanziò era quella dei Bagienni, proveniente dall'odierno basso Piemonte. Attorno al 220 a.C., come in altre zone giunsero i Galli della tribù dei Boi, ma ben presto assieme i liguri vennero assoggettati dai Romani che avevano fondato nel 218 a.C. la città di Piacenza.

La zona faceva parte dell'antico pagus Bagienno di Bobbio, insieme a Coli, che dopo la dominazione romana sotto il Municipio di Velleia, passa ai Longobardi e quindi nel 614 a San Colombano e all'Abbazia di Bobbio, inserita nei possedimenti del grande feudo monastico imperiale bobbiese. Sotto la dominazione longobarda attorno al 580 vi era una Corte Reale (o Villa reale) con sede a Brugnello, che sovrintendeva al dissodamento del terreno ed ai lavori agricoli di tutte le terre del territorio, come viene indicato dal prenome Corte di questo comune. Il sistema curtense, tipicamente feudale, viene conservato anche nella successiva dominazione dei Franchi. Essi dominavano il territorio assegnatogli per conto del monastero bobbiense, che ben presto costituì celle monastiche che erano amministrate direttamente dai monaci. Oltre a Brugnello le prime celle monastiche documentate sono quelle di Carana, Rossarola, Marsaglia vecchia, Poggio Villeri e Villeri, Montarsolo e la Pieve di Montarsolo (Pieve di S. Giacomo o oracolo), Lago, Castelletto o Castel del Lago, Confiente, Casaldrino (Casale Rodolino), Sanguineto, Ozzola, Metteglia[5][6][7]. Un antico documento, conservato presso l'Archivio di Bobbio, informa che a capo della Corte vi era un certo Breno, un capitano del popolo dei Franchi che, ferito in battaglia, si sarebbe ritirato in questa zona della Val Trebbia. Egli era il capostipite della famiglia Brugnatelli, che esercitò a lungo il suo dominio su Brugnello e sulle zone circostanti.

Dopo il mille, la famiglia Brugnatelli fortifica il borgo di Brugnello, ad oggi rimangono ben poche tracce delle mura e del castello. Essi sono inoltre signori di Rossarola e di Bondaneto, due vicine frazioni, e si fanno pagare il pedaggio da chi transita nella zona. Dopo la metà del 1100, assume importanza nel territorio la famiglia dei Malaspina, i cui possedimenti riguardano anche Brugnello. Infatti nel 1164 un diploma dell'imperatore Federico Barbarossa al marchese Obizzo Malaspina, che ne parla come di un antico possedimento fortificato della famiglia Brugnatelli, che ha sede nella frazione di Brugnello, assegna ai Malaspina tre parti del castello di Brugnello, mentre solo un quarto rimane in possesso dei Brugnatelli.

Nel 1361, Azzo Malaspina è costretto a cedere il castello di Brugnello, insieme ad altri a Galeazzo II Visconti, duca di Milano. Nel 1367 i Visconti di Milano affidano il feudo di Brugnello assieme al castello di Zerba a Simone de Novanton della Savoia, detto "lo scudiero verde". Nel 1371 dopo una congiura ai danni del duca di Milano, il de Novanton venne arrestato e decapitato e i suoi beni assieme a Brugnello passarono alla famiglia Porro. Nel 1404 il feudo di Brugnello ritornò ai Brugnatelli dopo la decapitazione per tradimento dei fratelli Porro, infatti essi colsero l'occasione per impadronirsi del feudo di Zerba e Pej dei Malaspina di Pregola.

Nel 1436 Corte Brugnatella entra a far parte dei feudi dei conti feudatari Dal Verme, conti di Bobbio, Voghera con l'Oltrepò ed ai feudi vermeschi, Castel San Giovanni e tutta la val Tidone, fino all'abolizione dei feudi in epoca napoleonica nel 1805.

Unita con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, entrò a far parte della Provincia di Bobbio. Nel 1859 entra a far parte nel Circondario di Bobbio della provincia di Pavia.

Attorno al 1920 si decide di spostare la sede comunale dapprima nel borgo di Confiente e poi nella nuova Marsaglia, in frazioni toccate dal nuovo tracciato della strada statale che un tempo passava più a monte (il vecchio tracciato, percorribile ancora oggi, toccava dopo Bobbio i centri di Carana, Rossarola, Lago e Pieve di Montarsolo, per poi scendere a Ponte Organasco). Nel 1929 è deciso anche lo spostamento della sede parrocchiale nella nuova chiesa di S. Giuseppe di Marsaglia. A questo punto inizia il declino e lo spopolamento dell'antico borgo di Brugnello, recuperato solo di recente.

Nel 1923, in seguito allo smembramento del circondario di Bobbio, il territorio comunale passa alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna[8].

Il 17 luglio del 1908[9] si verificò un violento nubifragio con una piena straordinaria del Trebbia che devastò case e campagne, ma le distruzioni più imponenti si verificarono con l'alluvione della val Trebbia del 19 settembre 1953[10].

Nel 1952 le frazioni di Ozzola e Metteglia ed il loro territorio vengono scorporate dal comune di Coli ed aggregate al comune di Corte Brugnatella[11].

L'alluvione del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte fra il 14 e il 15 settembre 2015 una parte della provincia di Piacenza fu devastata dalle esondazioni improvvise del Nure dell'Aveto e del Trebbia, dovute al maltempo e ad ammassi di detriti, che causarono danni ingenti, il crollo del Ponte di Barberino sul Trebbia e la morte di tre persone. Le località più colpite furono Roncaglia, Ponte dell'Olio, Bettola, Farini, Ferriere, Rivergaro, Bobbio, Corte Brugnatella e Ottone.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale

D'oro ad una pergola di verde ondata d'argento, accompagnata in capo da un prugno sradicato al naturale fruttato d'argento e fiancheggiata da uno spino secco di nero e da una pastorale di rosso posti in palo.
Concessione stemma con D.P.R. del 22 luglio 1982.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio.[12]

  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe di Marsaglia. Risale al 1912, e vi è stata trasferita la parrocchia nel 1929.
  • Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, ex parrocchiale eretta nell'XI secolo dell'antico Borgo medioevale di Brugnello (ex capoluogo). La chiesa, edificata su parte delle rovine del castello in parte ancora visibili davanti il Palazzo Brugnatelli (privato), è stata ristrutturata negli anni novanta ed offre una splendida vista sul Trebbia. La ricorrenza si celebra in occasione della Festa della Madonna degli Angeli la prima domenica di agosto.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione di Ciregna (Ferriere), alle dipendenze della parrocchia di Metteglia e Ciregna.
  • Oratorio di Santa Maria Madre della Divina Grazia, nella frazione di Cornareto, alle dipendenze della parrocchia di Pieve di Montarsolo.
  • Oratorio di San Gioacchino, nella frazione di Lama, alle dipendenze della parrocchia di Pieve di Montarsolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Rocco, nella frazione di Metteglia del XVII secolo, assieme alla chiesa di Ciregna formano la parrocchia di Metteglia e Ciregna.
  • Oratorio di Sant'Antonio da Padova, nella frazione di Montarsolo del XIII secolo, alle dipendenze della parrocchia di Pieve di Montersolo.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonino, nella frazione di Ozzola del 1579.
  • Oratorio di Sant'Anna, nella frazione di Pietranera del 1667, alle dipendenze della parrocchia di Marsaglia.
  • Chiesa parrocchiale di San Giacomo - Santuario di Nostra Signora della Guardia, nella frazione di Pieve di Montarsolo. Antica pieve romana, su cui sorse il Monastero di San Giacomo per mano dei monaci di Bobbio da cui dipendeva. Nel IX secolo la pieve divenne una delle più antiche parrocchie della diocesi di Bobbio. Qui si trova una rovere millenaria la Rovere Grossa (a rura) meta della celebrazione della Madonna della Guardia, che cade il 29 luglio.
  • Chiesa di Sant'Antonio Gianelli, nella frazione di Rovaiola.
  • Oratorio della Beata Vergine, nella frazione di Torre Metteglia del XVIII secolo, alle dipendenze della parrocchia di Metteglia e Ciregna.

Architetture storiche e civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Borgo antico di Marsaglia Vecchia
  • Borgo medioevale di Brugnello, nei pressi della chiesa il Palazzo dei Brugnatelli ed i resti del castello.
  • Bricco di Carana, monte di pietra nera ofiolitica nei pressi della frazione di Carana. Un tempo la Rocca di Carana con il castello e la torre sul bricco, di proprietà del monastero di Bobbio e dogana sul Caminus Genua. Passo ai Malaspina, ai Visconti e ai Dal Verme, nel 1530 passò nel territorio di Corte Brugnatella, demolito in epoca napoleonica, ne rimangono poche tracce.
  • Borgo di Confiente, alla confluenza del fiume Trebbia e del torrente Aveto, famosa per i celebri "meandri" disegnati dalle anse del Trebbia.
L'Elefante del Trebbia ed i Meandri di Confiente fra Cerignale e Corte Brugnatella
  • Borgo di Lago, nei pressi i resti del Castello del Lago o dei Balbi.
  • Borgo di Metteglia, tracce della Torre di Metteglia, appartenuta ai Boccaccia, passò nel cinquecento ai Nicelli e nel 1653 ai Grassi, in seguito abbandonata ne rimangono le tracce.
  • Torre di Tortàro del XVI secolo, nella frazione Lupi.
  • Borgo di Montarsolo, nei pressi i resti del Castello del X secolo.
  • Torre di Marsaglia.
  • Torre di Ozzola, risalente al X secolo.
  • Borgo di Pietranera, resti del Castello dei Ghigliani ed in basso il Palazzo fortificato.
  • Casa fortificata di Botteri, del XVI secolo, detta Palazzo, in seguito trasformata in dogana, poi in caserma e prigione.
  • Casa-Torre di Poggio Villeri.

Elefante del Trebbia[modifica | modifica wikitesto]

L'Elefante del Trebbia è una curiosa formazione montuosa, appena sotto Cerignale, che fa capo al complesso del Monte Cerello che degrada nel fiume Trebbia fino nei Meandri di Confiente nel comune di Corte Brugnatella. La sagoma del monte ha l'aspetto curvilineo del dorso dell'elefante, disegnato dai meandri nelle estremità basse (piedi e proboscide). Figura colta per la prima volta nel 2009, in un famoso scatto fotografico di Paolo Guglielmetti, che ne diede il nome e fama internazionale.[13]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Il territorio comunale, oltre al capoluogo, consta di numerose frazioni sparse, alcune molto popolate anche se solo nei fine settimana e nel periodo estivo.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017[15] i cittadini stranieri residenti nel comune di Corte Brugnatella sono 42, pari al 7,24% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questi paesi fanno parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province: Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza, caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Carlin di Maggio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Carlin di maggio.
I canterini

Nell'abitato di Marsaglia si è conservata la tradizione di celebrare il rito del calendimaggio, che qui viene chiamato anche carlin di maggio, con la partecipazione di tutto il paese. Il coro dei canterini porta l'augurio per l'arrivo della bella stagione con una questua che, passando casa per casa, raccoglie le uova in cambio del canto beneaugurante.

Comunità montane[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della nuova Unione Montana Valli Trebbia e Luretta.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 giugno 1985 9 giugno 1990 Fausto Silva Democrazia Cristiana Sindaco [16]
9 giugno 1990 24 aprile 1995 Fausto Silva Democrazia Cristiana Sindaco [16]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Mauro Guarnieri centro-sinistra Sindaco [16]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Mauro Guarnieri lista civica di centro-sinistra Sindaco [16]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Ettore Bossini lista civica di centro-sinistra Sindaco [16]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Ettore Bossini lista civica di centro-sinistra: Per Corte Brugnatella Sindaco [16]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Stefano Gnecchi lista civica di centro: Partecipazione è Cambiamento Sindaco [16]
27 maggio 2019 in carica Mauro Guarnieri lista civica di centro-sinistra: Riscopriamo Corte Brugnatella Sindaco [16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 232.
  4. ^ Bruna Boccaccia - "Val Trebbia. Il territorio di Corte Brugnatella-Marsaglia" - Edizioni Pontegobbo
  5. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia, Genova 1962, pp. 136 (Fonti e studi di storia ecclesiastica, II) - Tabella II dei possedimenti limitrofi - Pag 33
  6. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  7. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  8. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  9. ^ Da "La Trebbia del 26 luglio 1908
  10. ^ Da La Trebbia del 25 settembre 1953
  11. ^ Decreto del presidente della Repubblica 16 agosto 1952, n. 1240
  12. ^ ParrocchieMap.it
  13. ^ Home Surus, L'elefante del Trebbia
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  16. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Bobbi, Storia Ecclesiastica Diocesana di Bobbio - Pievi e Parrocchie della Diocesi - Archivi Storici Bobiensi, Bobbio
  • Leonardo Cafferini - Guida turistica “Piacenza e la sua provincia”, Corte Brugnatella.
  • Daniele Bertacchi - Monografia di Bobbio (La provincia di Bobbio nel 1858), Comune di Corte Brugnatella, Ristampa Bobbio 1991
  • Luisella Gemma, Bruna Boccaccia - "Val Trebbia. Il territorio di Corte Brugnatella-Marsaglia" - Edizioni Pontegobbo 1999, ISBN 88-86754-25-6
  • Vittorio Pasquali - La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44), il Contado di Ottone, Ed. Amici di San Colombano, Bobbio 2004
  • Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi 1978
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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