Cortemaggiore

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Cortemaggiore
comune
Cortemaggiore – Stemma
Cortemaggiore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
Sindaco Gabriele Girometta (Fi - LN - FdI-An) dal 06/06/2016 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 45°00′N 9°56′E / 45°N 9.933333°E45; 9.933333 (Cortemaggiore)Coordinate: 45°00′N 9°56′E / 45°N 9.933333°E45; 9.933333 (Cortemaggiore)
Altitudine 48 m s.l.m.
Superficie 36,47 km²
Abitanti 4 645[1] (30-09-2014)
Densità 127,36 ab./km²
Frazioni Chiavenna Landi, San Martino in Olza
Comuni confinanti Besenzone, Cadeo, Caorso, Fiorenzuola d'Arda, Pontenure, San Pietro in Cerro, Villanova sull'Arda
Altre informazioni
Cod. postale 29016
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033018
Cod. catastale D061
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Cortemaggioresi o magiostrini (aggettivo di uso locale)
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cortemaggiore
Cortemaggiore
Cortemaggiore – Mappa
Posizione del comune di Cortemaggiore nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Cortemaggiore (Curtmagiùr in dialetto piacentino) è un comune italiano di 4.645 abitanti della provincia di Piacenza.

Il borgo si trova nella zona della Pianura Padana definita "Bassa piacentina"; dista infatti circa 20 km sia dal capoluogo Piacenza che dalla città di Cremona.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si trova ad un'altitudine media di 50 m s.l.m.[2] ed è completamente pianeggiante, non presentando nessun rilievo significativo[3]. A 5 km ad ovest del capoluogo si trova la frazione di Chiavenna Landi, posta sulla riva sinistra dell'omonimo torrente[4], mentre ad est del centro abitato scorre il fiume Arda, al di là di questo, a circa 1,5 km dal capoluogo, si trova la frazione di San Martino in Olza[5].

Cortemaggiore, così come tutta la pianura piacentina, è caratterizzato da un clima temperato subcontinentale con elevate escursioni termiche giornaliere ed annuali[6]. Le precipitazioni annue sono di circa 850/900 mm distribuiti su 80-85 giorni piovosi. In inverno si assiste alla formazione di nebbia, dovuta principalmente al fenomeno dell'Inversione termica[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Cortemaggiore si trova per la prima volta in un diploma di re Ludovico di Francia, che nell'845 concede il territorio in feudo alla nipote Ermengarda. Nell'890 il territorio viene poi donato dall'imperatrice Angilberga alle monache della chiesa di San Sisto di Piacenza[7]. Coinvolta nelle lotte comunali è invasa dai cremonesi nel 1214 e poi dalle truppe di Federico II di Svevia nel 1243. Nel 1290 passa sotto il controllo della famiglia Pallavicino[7].

L'edificio del pretorio antico, attuale sede del Comune.

L'attuale centro di Cortemaggiore venne fondato nel 1479 per volere del Marchese Gian Ludovico Pallavicino[8], sul territorio di insediamenti già presenti in età romana, come testimoniato dalle tombe risalenti a quell'epoca ritrovate nei pressi del paese[7]. Il nome originale dato dal fondatore all'abitato era "Castrum Laurum", ma questa denominazione ebbe una vita assai breve; infatti tra la popolazione rimase in uso il nome antico di "Curtis Major", a causa del suo essere capoluogo del Contado Aucense, da cui derivò poi il nome Cortemaggiore[7]. Il paese venne eretto dai Pallavicino con la funzione di essere la capitale del loro piccolo stato, che si estendeva per un territorio comprendente, oltre al capoluogo, il territorio degli attuali comuni di Busseto, Besenzone, Villanova sull'Arda, Monticelli d'Ongina, Castelvetro Piacentino, Polesine Zibello, Fidenza, Salsomaggiore Terme, Roccabianca, Noceto, Medesano, Varano de' Melegari[8]. I Pallavicino vollero la loro piccola capitale bella e ricca d'arte come quella delle signorie più grandi; la pianta della cittadina fu disegnata dall'architetto Maffeo Vegio da Como, seguendo gli schemi della città ideale di Leon Battista Alberti[9], con le strade ortogonali fra di loro e imperniate sul tracciato del cardo e del decumano dell'antico accampamento romano e con le facciate degli edifici non più alte della larghezza delle strade stesse, cosicché i viali fossero sempre illuminati e ben arieggiati. Inoltre la via principale del paese fu dotata di ampi portici sotto cui gli abitanti del paese potevano circolare senza timore delle intemperie[10].

Nel centro del paese, all'incrocio delle due vie principali, venne posizionata la piazza, oggi Piazza dei Patrioti, ed eretta la maestosa Collegiata, elevata nel 2008 al rango di Basilica, dedicata a Santa Maria delle Grazie, i cui interni sono decorati con pregiati dipinti[10]. Nel contempo tutto intorno alla cittadina venne innalzata una cinta muraria dotata di quattro porte di accesso lungo le vie principali e fu eretta anche una fortezza, notevole per dimensioni, nella periferia sud del paese; di queste costruzioni non resta più nulla in quanto furono abbattute dal governo napoleonico del corso dell'Ottocento, per ricavarne materiale da costruzione. Solo una parte del complesso del castello, quella più "residenziale", si è salvata, ed ora di proprietà privata[10]. Notevole è il salone in cui Rolando II Pallavicino fece attrezzare una tipografia per Benedetto Dulcibello da Carpi e per la zecca del piccolo stato. L'indipendenza di Cortemaggiore durò poco più di un secolo, e finì nel 1586 con la morte di Sforza Pallavicino, ultimo Marchese dello stato, che non lasciò figli. Il Duca Ranuccio I Farnese occupò il castello, prese prigioniero Alessandro Pallavicino di Zibello, cugino di Sforza che ne aveva ereditato i beni e lo costrinse a rinunciare a tutti i possedimenti. Cortemaggiore venne annessa così al Ducato di Parma e Piacenza e da quel momento ne seguì le sorti[11].

La cappella Pallavicino, affrescata da Lodovico Carracci.

Nei secoli successivi il paese restò grossomodo immutato, rimanendo sempre un centro prevalentemente agricolo, fino al 1949 quando l'imprenditore Enrico Mattei trovò nelle campagne del paese un giacimento di petrolio. Grazie all'abilità di Mattei, la scoperta ebbe un grande impatto mediatico, cosicché Cortemaggiore si ritrovò sotto i riflettori dei giornali nazionali, in compagnia del vicino paese di Pontenure, presso cui era stato contemporaneamente trovato un giacimento di metano[11]. In realtà il giacimento di Cortemaggiore si rivelò abbastanza modesto; il petrolio da esso estratto venne utilizzato in particolare per produrre una benzina (l'unica raffinata a partire da petrolio proveniente dal sottosuolo italiano) che fu chiamata Supercortemaggiore.

Fino alla fine dell'Ottocento Cortemaggiore fu sede di una comunità ebraica localizzata in un ghetto creato nel 1545 dal Marchese Gerolamo Pallavicino ed al centro del quale si trovava la sinagoga; nessuno di questi elementi è più riconoscibile nella conformazione urbana del paese e l'unica testimonianza visibile di questa antica comunità è il piccolo cimitero ebraico che si trova lungo Via Morlenzo, a nord-est del paese[11].

Dal 1997 Cortemaggiore è stata insignita del titolo di "Città d'arte".

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nello stemma comunale si vede un albero di Lauro, in richiamo al nome originale della borgata (dal latino Castrum Laurum, cioè Borgo Lauro), sormontato da un bambino e cinto nel tronco da un nastro riportante il motto del Comune: "Nihil sanctius quam recta fides cum sororibus associata[12]" ("Nulla è più santo di una retta fede unita alle altre virtù").

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di Santa Maria delle Grazie
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di Santa Maria delle Grazie (Cortemaggiore).
Vista della Basilica di S. Maria delle Grazie.

Già Collegiata, fu iniziata alla fine del 1480 su progetto di Giberto Manzi, la basilica ha una pianta a croce latina a tre navate. La "Collegiata" è stata elevata al rango di basilica il 3 maggio 2008, con una cerimonia officiata dal cardinale Angelo Sodano[13].

Chiesa dell'Annunziata

Detta anche "Chiesa dei frati", fu iniziata nel 1487 su progetto di Gilberto Manzi, è annessa al convento dei Frati Francescani Minori Osservanti. La chiesa è a pianta basilicale a tre navate; le due cappelle a pianta quadrata e con volte a crociera sono adiacenti ad una ottagonale contenente un'Immacolata Concezione, affrescata nel 1530 dal Pordenone, che venne destinata ad ospitare i mausolei dei Pallavicino, i quali vi furono trasportati nel 1499 dalla chiesa di San Lorenzo, salvo poi essere ritrasferite in una cappella laterale della collegiata nel corso dell'Ottocento quando il governo di Napoleone dichiarò la soppressione del convento e della chiesa annessa; inoltre qui è conservato un altro dipinto del Pordenone, una magnifica Deposizione su tela, che sovrasta la porta d'ingresso della clausura. I notevoli affreschi che ornano la cappella gentilizia, invece, sono opera del Carracci. Contemporaneamente alla chiesa fu eretto l'attiguo convento, composto da una struttura a due piani organizzata intorno ad un cortile interno porticato, con pianta rettangolare di circa 55 m per 65, che ne fanno il chiostro più ampio in ambito provinciale[14]. All'interno del convento si trova anche una biblioteca che conserva manoscritti databili fino al 1500. La biblioteca, che è di proprietà dei frati, è normalmente chiusa al pubblico.

Chiesa di San Lorenzo
  • Oratorio di San Giuseppe: eretto sul luogo dove esisteva precedentemente un piccolo oratorio medioevale, fu iniziato per iniziativa di un privato nel 1576, anno di fondazione della confraternita di San Giuseppe. Terminato nel 1593 l'oratorio fu decorato nel 1696 con stucchi di Bernardino Barca e Domenico Dossa. Alle pareti pregevoli dipinti di Giovanni Battista Tagliasacchi. È stato oggetto di un accurato restauro nel corso del 2007, durante il quale è stato aggiunto anche un orologio sulla torre campanaria[15].
  • Oratorio di Santa Maria Maddalena: annesso alla Casa della Misericordia era un edificio a pianta centrale sormontato da un corpo a lanterna a pianta ottagonale. L'edificio, che a inizio Ottocento era diroccato ed utilizzato come fienile, fu demolito nel corso del XIX secolo insieme alla struttura che lo collegava alla Casa della Misericordia.
  • Chiesa di San Lorenzo: L'edificio attuale sorge sull'area precedentemente occupata dal cimitero e dell'antica chiesa di San Lorenzo, che dipendeva dalla pieve di San Martino in Olza e faceva parte del borgo medioevale di Cortemaggiore. Nel 1666 venne eretta una piccola cappella e quindi, nel 1723, la chiesa attuale, a pianta centrale, su progetto del Dosi, che prevedeva pure un ampio pronao fino alla strada antistante, però mai realizzato. La chiesa è intitolata al patrono di Cortemaggiore[16].
  • Oratorio di San Giovanni: la costruzione dell'attuale edificio fu iniziata nel 1625 e conclusa nel 1630 ad opera della Confraternita del Santissimo Sacramento, che fece annettere all'oratorio un edificio riproducente la struttura della Santa Casa di Loreto. Davvero pregevole la cupola affrescata da Robert De Longe detto "Il Fiammingo"[17]. Chiuso al culto, vi si può accedere solo in occasione della fiera, a causa dell'inutilizzo sta subendo un notevole degrado.
  • Oratorio di Santa Maria delle Grazie fuori le mura o "La Madonnina": fu costruito a spese del Sacerdote Antonio Bovarini nel 1661 allo scopo di salvare un'immagine della Beata Vergine situata su di un pilastro ed esposta alle intemperie. L'interno appare tutto decorato con affreschi di Giuseppe Natali e Carlo Bonisoli. Pregevole anche l'organo marca Bossi-Urbani della seconda metà dell'Ottocento[18].

Oltre a queste chiese, esisteva un convento delle Suore Terziarie Francescane, iniziato nel 1719 e che rimase attivo fino al 1800, quando venne confiscato da governo napoleonico. Fu demolito ormai in rovina nel 1969 per fare posto all'edificio che ospita le scuole medie e l'Istituto superiore di Agraria.

  • Mistadelli: La religiosità popolare e rurale ha portato alla costruzione di cappelle votive principalmente poste lungo gli assi viari. Tali monumenti, pur non presentando pregi artistici particolari, sono comunque indicativi della concezione religiosa del mondo agricolo basato principalmente su un rapporto di " do ut des "

Nella frazione di San Martino in Olza, si trova la pieve si san Martino Vescovo, la cui esistenza è documentata sin dal X secolo e che secondo alcune analisi sui materiali risulterebbe fondata nel 416 sul sito di un preesistente tempio pagano. L'edificio è di stile romanico, ma presenta elementi gotici[19].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del teatro "E. Duse".
  • Casa della Misericordia: era la sede dell'"Ospedale dei Pellegrini", fondato nel 1495 da Rolando II Pallavicino. È un edificio a tre piani, dotato di un portico anteriore, cui era addossato un corpo più basso, collegato, tramite un arco dotato di un orologio, all'oratorio di Santa Maria Maddalena. Questo Ospedale offriva ricovero, oltre che ai cittadini, anche ai pellegrini che passando da Cremona si recavano verso la Via Francigena. Passata nel 1750 all'ordine dei Cavalieri Costantiniani, l'ospedale fu soppresso nel 1796. L'edificio ha mantenuto nei secoli la conformazione originale, non subendo mai restauri particolarmente significativi. Per questo motivo, però, ora si trova in cattive condizioni[20].
  • Teatro "Eleonora Duse": l'edificio che ora ospita il teatro era originariamente un oratorio (l'Oratorio della Beata Vergine Immacolata), che venne costruito nel 1755, annesso a quello che era il convento delle suore terziarie francescane; nel 1827 fu trasformato in teatro, destinazione d'uso che mantiene tuttora[21].
  • Palazzo Pallavicino: Complesso fatto costruire a fini residenziali dalla famiglia Pallavicino, originariamente diviso in tre parti: Palzzo Regio dove si trovava la corte signorile in epoca rinascimentale, la Rocca, abbattuta nel 1809 e nella cui area sorgono ora le scuole elementari, e il Palazzo del Giardino, risalente all'epoca tardomedievale, situato alle spalle del palazzo Regio. Di questi edifici rimane metà dell'originario corpo di fabbrica del Palazzo Regio, fondato dal Marchese Gian Ludovico, la cui costruzione fu poi definitivamente portata a termine dal figlio Rolando II dopo il 1481[22].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Vista del centro storico dalla Madonnina

Abitanti censiti[23]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nel weekend più vicino al 19 marzo, data in cui si festeggia San Giuseppe, si svolge la tradizionale Fiera di San Giuseppe[24], manifestazione voluta da Gian Lodovico Pallavicino nel 1480 e da allora mai interrotta; una longevità di oltre 500 anni che ne fanno una delle fiere delle più antiche d'Italia. La sagra ha tenuto fede alla sua origine di fiera agricola: vengono infatti esposte nelle vie centrali del paese macchine e attrezzature destinate all'agricoltura. Inoltre nella pregiata cornice del chiostro adiacente alla "chiesa dei frati", si svolge il Corte Food, una rassegna enogastronomica in cui, oltre ai prodotti della cucina piacentina, non mancano curiosità culinarie da tutta Italia[25].

Il chiostro annesso alla chiesa dei Frati.

Persone legate a Cortemaggiore[modifica | modifica wikitesto]

La Casa della Misericordia.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La conformazione e del centro storico è inquadrata in una "scacchiera" formata dalle vie del paese, tutte perpendicolari tra loro; il disegno della scacchiera viene attraversato al centro dalle due vie principali, dotate di portici, all'incrocio delle quali si trovano la piazza del paese e la Basilica che si affaccia su di essa[30]. L'espansione successiva non si è discostata molto da questo schema, favorita anche dal territorio, ed è costituita essenzialmente dalla prosecuzione dei tracciati delle strade già esistenti.

Le zone residenziali sono tutte intorno al centro storico, mentre le zone artigianali-industriali sono state organizzate in tre aree, di cui una, il polo produttivo CA.RE.CO. Barabasca, zona APEA intercomunale posta 2 km a sud del centro abitato, al confine con il comune di Fiorenzuola d'Arda, una all'ingresso del paese provenendo da Fiorenzuola d'Arda e la terza ad est del torrente Arda[31].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottocento agricoltura ed allevamento erano l'attività economica più sviluppata nel territorio comunale[3]. Il territorio rurale del comune di Cortemaggiore viene considerato ambito ad alta vocazione produttiva agricola per la sua tradizione e specializzazione allo svolgimento di attività agroalimentari ad alta intensità[32]. Nel territorio comunale sono presenti allevamenti bovini, focalizzati principalmente alla produzione del latte per il Grana Padano, nella cui zona di produzione è incluso Cortemaggiore.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

La presenza dell'Eni ha lasciato un'impronta molto forte nell'economia del paese, ma a partire dalla metà degli anni novanta l'ente ha abbandonato ogni attività produttiva, della quale restano attivi solo i centri di formazione per il personale, parte dell'Eni Corporate University[33] Il sottosuolo di Cortemaggiore viene ora utilizzato per lo stoccaggio del gas naturale proveniente dai vari gasdotti, sfruttando le cavità che precedentemente ospitavano il petrolio[34].

A partire dagli anni 2000 ha iniziato lo sviluppo di attività di logistica nel polo CA.RE.CO. al confine col comune di Fiorenzuola d'Arda[35].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Vista della via centrale di Cortemaggiore da Largo Umberto I

Cortemaggiore è collegata a Piacenza dalla ex SS 587, poi passata di competenza provinciale[36], mentre è attraversata dalla ex SS 462 che mette in comunicazione la Via Emilia, distante solo 9 km, con la SS 10[37].

Il casello autostradali più vicino è quello di Fiorenzuola d'Arda, posto sulle autostrade A1 ed A21 dir e distante 5 km. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Fiorenzuola d'Arda, mentre l'aeroporto più prossimo è quello di Parma; in meno di un'ora si possono raggiungere anche gli aeroporti di Milano Linate e di Brescia Montichiari.

Tra il 1900 e il 1923 Cortemaggiore fu servita da una fermata della tranvia Cremona-Lugagnano[38].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 luglio 1988 7 giugno 1993 Valda Monici Democrazia Cristiana Sindaco [39]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Valda Monici Democrazia Cristiana Sindaco [39]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Valda Monici centro-destra Sindaco [39]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Gianluigi Repetti centro-destra Sindaco [39]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Gianluigi Repetti centro-destra Sindaco [39]
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Gabriele Girometta Il Popolo della Libertà, Lega Nord Sindaco [39]
6 giugno 2016 in carica Gabriele Girometta Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Sindaco [39]
La chiesa di Santa Maria delle Grazie fuori le mura, o "Madonnina".

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La formazione magiostrina più titolata è la Tennistavolo Cortemaggiore, formazione che vanta la vittoria nel campionato di Serie A1 femminile nella stagione 2015-2016[40], oltre a diversi titoli nazionali giovanili[41]. In campo calcistico il comune è rappresentato dall'ASD Corte Calcio, militante in Seconda Categoria dopo la retrocessione avvenuta nel 2014[42]. La stessa società include anche una squadra di calcio a 5, militante in serie D, campionato in cui milita anche un'altra società magiostrina l'Olympia Futsal.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dati generali comune.cortemaggiore.pc.it
  3. ^ a b Molossi, p. 117
  4. ^ Molossi, p. 88
  5. ^ Molossi, p. 492
  6. ^ a b Clima meteovalnure.it
  7. ^ a b c d La storia - Il periodo romano comune.cortemaggiore.pc.it
  8. ^ a b La storia comune.cortemaggiore.pc.it
  9. ^ La storia - Cittadella fortificata comune.cortemaggiore.pc.it
  10. ^ a b c La storia - La struttura comune.cortemaggiore.pc.it
  11. ^ a b c La storia - Stato Pallavicino comune.cortemaggiore.pc.it
  12. ^ Stemma Comune di Cortemaggiore comuni-italiani.it
  13. ^ Itinerari storico artistici comune.cortemaggiore.pc.it
  14. ^ Itinerari storico artistici - Chiesa dell'Annunziata e Convento comune.cortemaggiore.pc.it
  15. ^ Itinerari storico artistici - Oratorio di San Giuseppe comune.cortemaggiore.pc.it
  16. ^ Itinerari storico artistici - Chiesa di San Lorenzo comune.cortemaggiore.pc.it
  17. ^ Itinerari storico artistici - Oratorio di San Giovanni
  18. ^ Itinerari storico artistici - Chiesa della Madonnina comune.cortemaggiore.pc.it
  19. ^ Chiesa di San Martino Vescovo <San Martino in Olza, Cortemaggiore> chieseitaliane.chiesacattolica.it
  20. ^ Itinerari storico artistici - Casa della Misericordia comune.cortemaggiore.pc.it
  21. ^ Itinerari storico artistici - Teatro Eleonora Duse comune.cortemaggiore.pc.it
  22. ^ Itinerari storico artistici - Palazzo Pallavicino comune.cortemaggiore.pc.it
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ Cortemaggiore emiliaromagnaturismo.it
  25. ^ Fiera agricola di San Giuseppe a Cortemaggiore laprovinciacr.it
  26. ^ Giurleo, p. 207
  27. ^ Home verdipiacentino.it
  28. ^ Verdi e Cortemaggiore verdipiacentino.it
  29. ^ Gennaio 1895, Giuseppe Verdi generoso nei confronti dell'asilo di Cortemaggiore ilpiacenza.it
  30. ^ Molossi, p. 115
  31. ^ Relazione quadro D p.115-116 comune.cortemaggiore.pc.it
  32. ^ Relazione quadro D p.114 comune.cortemaggiore.pc.it
  33. ^ Eni corporate University e POGaMESchool insieme: nasce una scuola di alta formazione sulle energie ilpiacenza.it
  34. ^ Attività di stoccaggio del gas, deposito fiscale, misura delle quantità movimentate e dei consumi interni eni.com
  35. ^ Lo sblocco dell’area della Barabasca strumento utile alla ripartenza dell’economia del territorio comune.fiorenzuola.pc.it
  36. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere provincia.piacenza.it
  37. ^ Piacenza e provincia, dal Po all'Appennino tra borghi, castelli e abbazie, 1998, Touring Club Italiano, p.27
  38. ^ Le "Tramways" piacentine gracpiacenza.com
  39. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  40. ^ Cortemaggiore scrive la storia: la Teco è tricolore nel tennistavolo femminile piacenza24.eu
  41. ^ Il medagliere di Cortemaggiore tennistavolocortemaggiore.it
  42. ^ Dilettatni: i risultati. Retrocede il Corte sportpiacenza.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Giurleo, La famiglia Farnese - Il Ducato di Castro fra storia e leggenda (1537-1649), Edizioni Archeoares
  • L. Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, 1832-1834, Tipografia Ducale, Parma

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN244727588
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