Travo

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Travo
comune
Travo – Stemma Travo – Bandiera
Travo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoLodovico Albasi (lista civica di sinistra Siamo Travoi) dall'8-6-2009 (3º mandato dal 26-5-2019)
Territorio
Coordinate44°52′N 9°33′E / 44.866667°N 9.55°E44.866667; 9.55 (Travo)Coordinate: 44°52′N 9°33′E / 44.866667°N 9.55°E44.866667; 9.55 (Travo)
Altitudine171 m s.l.m.
Superficie81,01 km²
Abitanti2 116[1] (30-6-2019)
Densità26,12 ab./km²
FrazioniBobbiano, Caverzago, Cernusca, Denavolo, Donceto, Due Bandiere, Fellino, Fiorano, Marchesi, Montalbero, Pigazzano, Pillori, Quadrelli, Scrivellano, Statto, Viserano
Comuni confinantiAlta Val Tidone, Bettola, Bobbio, Coli, Gazzola, Piozzano, Rivergaro, Vigolzone
Altre informazioni
Cod. postale29020
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033043
Cod. catastaleL348
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 673 GG[2]
Nome abitantitravesi
PatronoSant'Antonino
Giorno festivo4 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Travo
Travo
Travo – Mappa
Posizione del comune di Travo nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Travo (Träv [træ:v] in dialetto piacentino[3]) è un comune italiano di 2 116 abitanti della provincia di Piacenza, situato in val Trebbia.

Sorge sulla riva sinistra del fiume Trebbia ed è collegato alla riva destra da tre ponti: il ponte di Travo che collega il centro abitato con le frazioni di Quadrelli e Due Bandiere, il ponte di Statto che collega la località "I Marchesi" con Rivergaro e il ponte di Perino che collega la frazione di Donceto con Perino, frazione del comune di Coli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Travo si trova interamente in val Trebbia, nel passaggio tra la bassa valle, a nord, e la media valle. Il capoluogo si trova a un'altitudine di 171 m s.l.m.[4], mentre l'altitudine massima del territorio comunale è di 835 m s.l.m.. Una porzione del territorio comunale, a sud, ricade nella val Perino, percorsa dall'omonimo affluente del fiume Trebbia che funge da confine meridionale del comune di Travo con il comune di Coli[5].

La Pietra Parcellara

All'estremità sud-ovest del territorio comunale, sul confine con il comune di Bobbio, si trova il monte noto come Pietra Parcellara. Ofiolite di serpentino nero, pur se non particolarmente alto (836 m s.l.m.) domina le colline circostanti, da cui sporge bruscamente staccandosi per morfologia, colore e forma. Permette, dalla sua cima, una visione panoramica di tutta la val Trebbia, la valle di Bobbiano, la val Luretta e le zone limitrofe.

Nelle vicinanze della Pietra Parcellara è posto un altro monte ofiolitico, la Pietra Perduca[6] (659 m s.l.m.); raggiungibile dalla frazione di Bobbiano. Il luogo, un tempo dedito al culto celtico-ligure del dio Pan, fu un'antica cella monastica che vede la presenza dell'antica chiesa di Sant'Anna, sorta nel X secolo, nei pressi anche i resti di antiche scalinate scolpite nel serpentino dove un tempo sorgeva anche il Castello della Peducca[7]. Nei pressi della Pietra Perduca sono presenti delle vasche di raccolta della acque piovane, abitate da tritoni alpini.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Travo Statto.

Il clima di Travo, così come delle parti della provincia di Piacenza pianeggiante e collinare, è di tipo temperato subcontinentale, con inverni freddi ed estati calde. Rispetto alla pianura Padana le escursioni termiche annuali e giornaliere sono minori e il clima è più mite e temperato. Essendo posto al di sopra della sommità media delle inversioni termiche della val Padana, a Travo non si verificano, solitamente, fenomeni come afa o nebbia[8].

Di seguito si riporta la tabella con le temperature massime e minime mensili riscontrate nella stazione meteorologica di Travo Statto[9].

TRAVO STATTO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 3,66,311,616,119,724,627,226,121,915,49,35,35,115,826,015,515,6
T. min. mediaC) −0,51,35,29,013,017,119,619,216,011,25,81,70,89,118,611,09,9

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda il toponimo Travo deriverebbe dal nome del suo fondatore, un condottiero di stirpe gallica di nome Triverio vissuto all'epoca del re cretese Minosse. Un'altra teoria vedrebbe il nome Travo derivare dalla radice celtica trev significante villa. Più probabilmente, il nome deriva dal latino Tres Vici indicante la presenza di tre distinti villaggi nella zona: Santo Stefano, diventato, poi, Caverzago, San Michele, diventato, poi, Bobbiano, e Sant'Antonino, il capoluogo[10].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Travo fu abitata fin dal paleolitico, come testimoniato dagli scavi, iniziati nel 1995, situati in località Sant'Andrea presso la quale è visitabile il Parco Archeologico Villaggio Neolitico di S. Andrea[11], realizzato grazie ai finanziamenti congiunti del comune, della Regione, della Comunità Europea, della Fondazione di Piacenza e Vigevano, con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna; La maggior parte dei reperti rinvenuti sono conservati nel locale museo archeologico.

Vide la presenza dei Liguri e fu colonia romana col nome di Trivia.

Nelle vicinanze di Travo intorno al 303, secondo la tradizione, si consumò il martirio di Sant'Antonino, santo patrono del paese, ed anche del capoluogo provinciale e della diocesi di Piacenza-Bobbio.

Il territorio in epoca longobarda entrò poi nei possedimenti dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614. I possedimenti di Travo-Caverzago, Stazzano, Murlo[12][13] ed altri come la Pietra Parcellara (Prescigliera), S.Anna (ant. S.Michele) della Perduca, S. Andrea, S. Maria, Signano, Fellino, Fiorano, Mezzanello, Pigazzano, Bobbiano, Denavolo, Chiosi, Quadrelli, Scarniago, Statto, Viserano.[14][15][16], il territorio con vari possedimenti era inserito nel grande feudo reale ed imperiale monastico.

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i Feudi Imperiali, all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, assegnò Travo, con molti dei territori limitrofi, alla famiglia dei Malaspina che vi eressero un castello (Castrum Trabani) nel XII secolo, distrutto nel 1255 da Oberto Pallavicino. Il feudo con l'arrivo dei Visconti a Piacenza fu assegnato alla famiglia Anguissola nel 1302. Divenne, infine, sede comunale nel 1805 sotto la dominazione napoleonica.

Nel 1927 la frazione Mezzano Scotti venne scorporata dal comune di Travo e aggregata al comune di Bobbio.

Il 17 luglio del 1908[17] si verificò un violento nubifragio con una piena straordinaria del Trebbia che devastò case e campagne; distruzioni ancora più imponenti si verificarono con l'alluvione che colpì la val Trebbia il 19 settembre 1953[18].

Nel castello Anguissola, donato al comune dalla contessa Maria Salini nel 1978, è ospitata la sede del Museo Civico Archeologico, aperto nel 1997, che espone reperti risalenti al paleolitico, ceramiche del neolitico, testimonianze dell'età del rame, del bronzo e del ferro, dei Liguri, dei Celti e degli Etruschi fino all'epoca romana.

Nella notte fra il 14 e il 15 settembre 2015, Travo, così come buona parte della val Trebbia e della provincia di Piacenza, fu colpita dall'alluvione del fiume Trebbia, dovuta al maltempo, che causò ingenti danni tra i quali la distruzione del centro sportivo del paese[19].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Denavolo

Le parrocchie dipendono dal vicariato Bassa e Media Val Trebbia e Val Luretta della diocesi di Piacenza-Bobbio[20].

  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonino Martire in Travo. L'edificio sorse all'epoca della primitiva evangelizzazione in epoca romana, ampliato nel XIV secolo, venne rimaneggiato in tempi successivi.
  • Chiesa della Beata Vergine Addolorata, nella località di Santa Maria di Travo. L'edificio in posizione panoramica, sorse nel IV secolo su un'area di un tempio pagano o con materiale proveniente dal tempio della dea Minerva di Caverzago. In origine la chiesa, dedicata a S. Andrea, era alle dipendenze dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, nel XII secolo passò alle dipendenze del monastero di San Paolo di Mezzano. La chiesa, che presenta una facciata in pietra a vista, pur rimaneggiata nel XVI secolo, mantiene l'aspetto medioevale. La torre campanaria risale al XII secolo, mentre i rustici adiacenti fanno parte del Convento dei Serviti, risalente al XVI secolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, nella frazione di Bobbiano. Sorse in epoca medioevale come cappella privata a servizio del castello di Bobbiano, edificio già documentato nel 1037; la chiesa venne ampliata all'inizio del XVIII secolo.
  • Chiesa di San Bartolomeo, nella frazione di Castellaro, alle dipendenze della parrocchia di Fellino.
  • Oratorio della Beata Vergine delle Grazie, nella frazione di Castellaro, alle dipendenze della parrocchia di Fellino. La chiesa, sorta nel XV secolo, fu ampliata nel 1830 e sorge nei pressi dei resti del fortilizio dei Malaspina.
  • Chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire, posta nella frazione di Caverzago. Sorta in epoca medioevale insieme alla rocca di Caverzago, venne ampliata nel XVII secolo, subendo, infine, altre modifiche nel corso del XX secolo.
  • Oratorio della Beata Vergine, situata nella frazione di Cernusca, alle dipendenze della parrocchia di Viserano. Venne realizzato negli anni '60 del novecento dietro impulso di don Grossetti. La facciata è di forma rettangolare con un portico centrale formato dalla falda del tetto al centro del quale si trova il portale di accesso. La struttura è a aula a pianta rettangolare[21].
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita, posta nella frazione di Denavolo. Venne costruita nel 1656 e elevata a parrocchia nel 1767. Il timpano è decorato con un motivo realizzato in stucco, a rosone fiorito. Dispone di un unico portale, sormontato dalla dedica ai santi Faustino e Giovita[22].
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Alessandro Martire, situata nella frazione di Fellino. L'edificio, documentato nel 1605, sul luogo in cui sorgeva già una precedente chiesa, citata in un atto del 1317, venne rimaneggiato nel XVIII secolo. L'edificio presenta una facciata a capanna dotata di cuspide poligonale con cornice modanata in aggetto[23].
  • Chiesa di San Lorenzo, posta nella frazione di Fiorano, già parrocchia, passata, poi, alle dipendenze della parrocchia di Statto. L'edificio, risalente al XVI secolo, è stato pesantemente rimaneggiato nel XIX secolo. Si caratterizza per una facciata a capanna tripartita con lesene di ordine dorico sugli angoli. La pianta della chiesa è basilicale a singola navata con un'unica volta a botte[24].
  • Oratorio di Sant'Anna, situato sulla sommità della Pietra Perduca e posto alle dipendenze della parrocchia di Caverzago, venne costruito nel XV secolo su di un edificio preesistente risalente al XII secolo, a sua volta realizzato in sostituzione di un'altra chiesa, datata al X secolo e crollata nel terremoto del 1117. Presenta una facciata a capanna in pietra a vista accessibile tramite una scalinata[25].
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, posta nella frazione di Pigazzano, si caratterizza per la terrazza panoramica su cui dà il sagrato. Essa è un'antica chiesa medioevale, ricostruita alla fine del XVII secolo. Già parrocchia, la chiesa è alle dipendenze della parrocchia di Statto.
  • Chiesa parrocchiale di San Cristoforo, situata nella frazione di Pillori. Citata per la prima volta nel 1343 come dipendente dalla pieve di Travo, si caratterizza per una pianata basilicale con un'unica navata con lesene doriche a tre campate. La facciata è a vento con doppio ordine di lesene binate[26].
  • Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo, situata nella frazione di Quadrelli. La chiesa sorse nel 1935, su iniziativa del cavalier Mazzotti che donò il terreno e né curò la progettazione, in sostituzione di un precedente oratorio situato nella località Masera e ormai inadeguato a causa dello sviluppo urbano della frazione. Nel 1961 gli interni vennero affrescati da Luciano Ricchetti con un ciclo dedicato alla vita di San Paolo[27].
  • Chiesa di San Giovanni Battista, nella frazione di Scrivellano, già parrocchia, passata, in seguito, alle dipendenze della parrocchia di Statto. Originariamente unita in un'unica parrocchia con la chiesa di Fiorano, venne consacrata nel 1776 da parte di monsignor Pellizzari. È dotata di un'unica navata con due campate e volte a botte[28].
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate, nella frazione di Statto. Riedificata su di un poggio nel 1930 in stile neoromanico dopo la caduta in decadenza del precedente edificio, sorto nel 1340, dedicato anch'esso a S. Antonio abate e situato nelle vicinanze del Castello.
  • Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, nella frazione di Viserano, costruita tra il 1847 e il 1863 su di un edificio preesistente già citato nei verbali delle visite apostoliche condotte da monsignor Castelli nel 1579. Presenta una facciata a vela tripartita con singolo accesso e una pianta centrale circolare con abside[29].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Anguissola, situato nel capoluogo, sorse nel XII secolo quando il feudo apparteneva ai Malaspina, passò agli Anguissola alla fine del XVIII secolo che poi lo trasformarono in dimora signorile. Nel 1978 la contessa Maria Salini Anguissola donò il castello al Comune. Dal 1997 è sede del museo civico.
  • Rocca di Caverzago, situata nei pressi della frazione omonima, sorse nei pressi del Tempio della dea Minerva, un antico santuario romano dedito alla dea Minerva, con numerosi cippi votivi rinvenuti e trasferiti nella locale chiesa. La Rocca arroccata su di una rupe a strapiombo sul fiume Trebbia con il castello, fu documentata nel XII secolo come possedimento dei Malaspina e poi dal XIV secolo degli Anguissola. Accanto ai ruderi del castello, la chiesa parrocchiale medioevale di S. Stefano e i resti della torre d'avvistamento edificata nel 1337. Una leggenda tramanda che nei pressi del santuario sarebbe stato martirizzato il legionario Antonino, proclamato poi santo patrono di Travo e Piacenza.
Il castello di Statto
  • Castello di Pigazzano (di proprietà privata), documentato nel XIII secolo, passò poi agli Anguissola, venne successivamente trasformato in villa ottocentesca.
  • Ruderi del Castello dei Volpi di Pigazzano, nel 1576 apparteneva a Carlo Volpe Landi, famiglia dalla quale prese il nome.
  • Castello di Statto, citato per la prima volta in un atto di vendita del 1296, venne edificato sulla sponda sinistra del Trebbia, di fronte all'abitato di Rivergaro con la funzione di controllo dell'accesso alla valle. Nel 1323 divenne di proprietà della famiglia Anguissola, per, poi, passare ai Caracciolo nel XVI secolo, tornando agli Anguissola nel 1926 e venendo da questi ristrutturato[30].
  • Torre di Bobbiano (di proprietà privata), rimanenza del castello sorto su di un colle, documentato nel 1037, feudo dei Malaspina, e distrutto nel 1255 da Oberto Pallavicino. La torre venne edificata successivamente dagli Anguissola. Adiacente alla torre, si trova la chiesa medioevale di S. Michele, sorta come cappella privata del maniero ed ampliata all'inizio del XVIII secolo.
  • Torre di Campadello (di proprietà privata), uno dei capisaldi della cintura difensiva attuata dagli Anguissola, eretto nel tardo quattrocento, subì modifiche divenendo un'abitazione patronale.
  • Castello di Chiosi, (di proprietà privata), edificio con loggiato, sorto come un fortilizio documentato nel 1164 come possedimento dei Malaspina, in seguito appartenuto agli Anguissola.
  • Tracce del Castello di Fellino, documentato nel 1210 come possedimento dei Malaspina. Passò ai Caracciolo, agli Anguissola e poi ai Morandi signori di Montechiaro, venendo infine abbandonato. Ne rimangono alcune tracce nei pressi dell'oratorio di Santa Maria del Castellaro.
  • Tracce del Castello della Perducca, posto sulla Pietra Perduca, originariamente di proprietà dell'omonima famiglia, passò , in seguito, ai Malaspina. Nel 1170, dopo l'occupazione guelfa di Piacenza, venne completamente distrutto.
  • Tracce del Castello della Pietra Parcellara, l'antica Prescigliera, posto sulla vetta della Pietra Parcellara come possedimento del monastero di San Paolo di Mezzano. In seguito passò ai Malaspina. Nel 1120 venne occupato dai guelfi piacentini, mentre nel 1155 divenne di proprietà dei nobili Perducca feudatari di Perduca. Nel 1164 i Malaspina ripresero il feudo, per poi passerlo nel 1170 a Oberto da Perducca. Il castello, rioccupato da Piacenza nel 1269, venne infine distrutto nonostante le proteste del vescovo di Bobbio.
  • Tracce del Castello di Pillori, posto nella val Perino nell'omonima località, apparteneva alla famiglia nobiliare Rossi; in seguito abbandonato, vi erano documentati ruderi nella prima metà del seicento.
  • Castello dei Romani o di Scrivellano, posto nella località di Scrivellano, era il castello dell'antica Scrovellanum. Fu distrutto nel 1234 da forze guelfe piacentine e cremonesi. Ricostruito dagli Scotti nel 1312, passò poi agli Anguissola, ai Landi ed infine nel XIX secolo ai Romani, cui si deve il nome. L'edificio, pesantemente rimaneggiato rispetto alla sua struttura originaria, conserva l'antica torre quadrata che è stata sottoposta a lavori di restauro.
  • Tracce del Castello di Spinello, situato alle pendici di Monte Martini verso Pillori, venne documentato nel 1401 con il passaggio dai Landi alla famiglia Rossi assieme al feudo annesso. I Rossi ne rimasero proprietari per tutto il XV secolo; successivamente venne abbandonato e già alla metà del seicento ne risultavano pochi resti.
  • Rocca di Viserano, antico borgo alto-medioevale denominato Vìxirano, caratterizzato da case-torri medioevali. Il castello, più volte distrutto e riedificato, appartenne dal 1164 ai Malaspina, passando poi agli Anguissola e, dal 1652, ai conti Morando di Montelupo.
  • Tracce del Castello di Visignano, testimoniato ancora nella seconda metà del seicento come fortilizio eretto nel sistema difensivo degli Anguissola a difesa di Statto e Travo, ne rimangono solo tracce storiche.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco Archeologico Villaggio Neolitico di S. Andrea, situato in località S. Andrea, nei pressi del capoluogo, sulla sponda ovest del fiume Trebbia, presenta i resti di una serie di strutture abitative risalenti al Neolitico, nonché il muro a secco che circondava originariamente il villaggio. Nel 2010 sono state realizzate delle riproduzioni a grandezza naturale di alcuni edifici di epoca neolitica[11].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[31]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017[32] i cittadini stranieri residenti a Travo sono 154, pari al 7,26% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

La frazione di Pigazzano

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni del comune di Travo sono: Bobbiano, Caverzago, Cernusca, Donceto, Due Bandiere, Fellino, Fiorano, Pigazzano, Pillori, Quadrelli, Scrivellano, Statto e Viserano.

Le località del comune di Travo sono: Boelli, Campadello, Casino Agnelli, Castana, Chiosi, Coni, Costa Cassano, Denavolo, Dolgo, Fornace, Fradegola, Guardarabbia, I Marchese, I Pilè, Lentià, Le Piane, Missano, Madellano, Quaraglio, Pietra, Rivebelle, Rocca di Viserano, Ronco Oste, Roncole, Rondanera, Sacchelli, Scarniago, Scrivellano, Spinello, Stazzano, Vei, Villa Bianca e Villa Nera.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato da nord a sud dalla strada statale 45 di Val Trebbia, dalla strada provinciale 40 di Statto che percorre la valle sulla sponda opposta rispetto alla strada statale 45 alla quale è collegata con un ponte sul Trebbia nei pressi del capoluogo, un altro ponte collega la strada provinciale 40 alla strada statale 45 tra i comuni di Travo e Rivergaro, prendendo il nome di strada provinciale 40 bis di Statto, dalla strada provinciale 76 di Pigazzano che si dirama dalla strada provinciale 40 e permette di raggiungere Pigazzano, dalla strada provinciale 68 di Bobbiano che collega il capoluogo comunale con il passo della Caldarola e dalla strada provinciale 39 del Cerro che collega Perino di Coli con Bettola attraverso l'omonimo passo[33].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 luglio 1985 29 maggio 1990 Giorgio Reggiani Partito Comunista Italiano Sindaco [34]
29 maggio 1990 10 gennaio 1992 Giorgio Reggiani Partito Comunista Italiano Sindaco [34]
10 gennaio 1992 24 aprile 1995 Annibale Gazzola Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [34]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Annibale Gazzola lista civica di sinistra Sindaco [34]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Annibale Gazzola lista civica di sinistra Sindaco [34]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Albino Cassinari lista civica di sinistra Sindaco [34]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Lodovico Albasi lista civica di sinistra Sindaco [34]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Lodovico Albasi lista civica di sinistra: siamo Travoi Sindaco [34]
27 maggio 2019 in carica Lodovico Albasi lista civica di sinistra: siamo Travoi Sindaco [34]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale fa parte dell'Unione Montana Valli Trebbia e Luretta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., p. 664.
  4. ^ La scheda del comune, su comune.travo.pc.it. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  5. ^ Viola Sturaro, Perino e la curiosa storia di "Due Bandiere", in IlPiacenza, 10 giugno 2019.
  6. ^ Pietra Perduca, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  7. ^ Artocchini, p. 230.
  8. ^ Clima, su meteovalnure.it. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  9. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  10. ^ Zuccagni-Orlandini, pp.342-343.
  11. ^ a b Il parco, su archeotravo.com. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  12. ^ Polonio Felloni, p. 16A - Tabella I dei possedimenti in Italia.
  13. ^ Destefanis, pp. 67-70 - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b.
  14. ^ http://www.sancolombano.eu/home/view_file_jolly.php?ID=35
  15. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 140, 205, 234, 246, 252, 278, 323, 333, 359.
  16. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 36, 39, 46.
  17. ^ Da La Trebbia del 26 luglio 1908
  18. ^ Da La Trebbia del 25 settembre 1953
  19. ^ Travo, rinasce il centro sportivo dopo l’alluvione del 2015. In arrivo la banda larga, in Libertà, 22 aprile 2017.
  20. ^ Parrocchie, chiese ed oratori del comune di Travo, su pmap.it. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  21. ^ Oratorio della Madonna <Viserano, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  22. ^ Chiesa dei Santi Faustino e Giovita <Denavolo, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 25 dicembre 2019.
  23. ^ Chiesa di Sant′Alessandro Martire <Fellino, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 25 dicembre 2019.
  24. ^ Chiesa di San Lorenzo <Statto, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 25 dicembre 2019.
  25. ^ Oratorio di Sant′Anna <Caverzago, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 25 dicembre 2019.
  26. ^ Chiesa di San Cristoforo Martire <Pillori, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  27. ^ Chiesa di San Paolo Apostolo <Quadrelli, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  28. ^ Chiesa di San Giovanni Battista <Statto, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 25 dicembre 2019.
  29. ^ Chiesa di San Giorgio Martire <Viserano, Travo>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  30. ^ Castello di STatto, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 24 dicembre 2019.
  31. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  32. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  33. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  34. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996.
  • Carmen Artocchini, Castelli piacentini, Piacenza, TEP, 1967.
  • Leonardo Cafferini, Guida turistica “Piacenza e la sua provincia” - Travo.
  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, I.
  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, II.
  • Eleonora Destefanis, Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale.
  • Valeria Polonio Felloni, Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia.
  • Michele Tosi, Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni, Archivi Storici Bobiensi, 1978.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante di mappe geografiche e topografiche e di altre tavole illustrative - Parte VI, Firenze, 1839.

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