Passo della Caldarola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Passo della Caldarola
Passo Caldarola.jpg
Cartello posto in cima al passo
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Provincia Piacenza Piacenza
Località collegate Val Luretta
Val Trebbia
Altitudine 747 m s.l.m.
Coordinate 44°51′18.65″N 9°26′37.92″E / 44.855181°N 9.443867°E44.855181; 9.443867Coordinate: 44°51′18.65″N 9°26′37.92″E / 44.855181°N 9.443867°E44.855181; 9.443867
Pendenza massima 13,3%
Lunghezza Versante da Piozzano 13 km
Versante da Mezzano Scotti di Bobbio 12 km
Versante da Travo 11,8 km
Chiusura invernale no
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo della Caldarola
Passo della Caldarola

Il passo della Caldarola è un valico dell'Appennino ligure, situato in Provincia di Piacenza, al confine tra i comuni di Bobbio e Pecorara che mette in comunicazione la val Trebbia con la val Luretta.

Si trova lungo la strada provinciale 65 del Passo della Caldarola che collega San Gabriele di Piozzano, in Val Luretta, con Mezzano Scotti di Bobbio, in val Trebbia[1], sul crinale che collega il monte Lazzaro (m s.l.m. 987) alla Pietra Parcellara. Il passo è inoltre raggiungibile da Travo, sempre in Val Trebbia, attraverso la strada provinciale 68 di Bobbiano, la cui asfaltatura nell'ultimo tratto è stata completata nel 2007[2], da questo versante, poco prima di raggiungere il passo, si transita nei pressi della base della Pietra Parcellara.

Il fondo stradale della strada provinciale 65 è quasi interamente asfaltato, tranne che per 2,5 km nel comune di Piozzano, nei pressi di Pomaro; questo è l'unico tratto di strada provinciale non asfaltato della provincia[3].

Durante la Seconda guerra mondiale nella zona del passo si formarono diverse bande di partigiani, tra cui la Compagnia carabinieri patrioti, guidata dal tenente dei carabinieri Fausto Cossu, stabilitasi in località Alzanese, nei pressi del passo, e la banda Piccolo, guidata da Giovanni Molinari, stabilitasi sul Monte Lazzaro. I dissapori tra le due bande sfociarono poi nella primavera del 1944 nell'uccisione in località Moiaccio di Pecorara da parte dei partigiani comandati Cossu, di quattro componenti della banda Piccoli, tra cui lo stesso Molinari[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]