Unione montana Valli Trebbia e Luretta

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Unione Montana Valli Trebbia e Luretta
unione di comuni
Unione Montana Valli Trebbia e Luretta – Veduta
Stemma-Logo dell'Unione Montana Valli Trebbia e Luretta, rappresentato da un triangolo equilatero diviso in tre parti da due diagonali bianche. Le frazioni della figura triangolare indicano poi: la montagna, di colore marrone, i boschi ed i coltivi, di colore verde, ed i corsi d'acqua (Trebbia e Luretta) di colore azzurro, rappresentando così il territorio dell'Unione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
Capoluogo Bobbio
Presidente Lodovico Albasi (sindaco di Travo) (lista civica) dal 2 agosto 2014
Data di istituzione 3 dicembre 1971
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°46′N 9°23′E / 44.766667°N 9.383333°E44.766667; 9.383333 (Unione Montana Valli Trebbia e Luretta)Coordinate: 44°46′N 9°23′E / 44.766667°N 9.383333°E44.766667; 9.383333 (Unione Montana Valli Trebbia e Luretta)
Superficie 503,92 km²
Abitanti 8 900
Densità 17,66 ab./km²
Comuni Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Ottone, Piozzano, Travo, Zerba
Altre informazioni
Cod. postale 29022
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Sito istituzionale

L'Unione Montana Valli Trebbia e Luretta che è subentrata alla ex Comunità Montana Appennino Piacentino, si trova in provincia di Piacenza (Emilia-Romagna), con sede a Bobbio.

L'Unione Montana Valli Trebbia e Luretta è un ente locale pubblico ad appartenenza obbligatoria, costituito con provvedimento del presidente della giunta regionale tra comuni montani e pedemontani con lo scopo della valorizzazione delle zone montane, per l'esercizio di funzioni proprie conferite, nonché l'esercizio associato di funzioni comunali.

L'Unione è costituita da 8 comuni, di cui 6 in val Trebbia:

Uno in val Luretta:

Uno in val Boreca:

Promuove il marchio "Terre di San Colombano" per alcune produzioni locali di pregio: prodotti del sottobosco, farine per la pastificazione e panificazione, formaggi tipici, carne suina e bovina, marmellate, prodotti orticoli, miele, vino; il marchio appare come un doppio medaglione riportante la scritta "Terre di San Colombano" nella parte superiore e "prodotti di montagna" in quella inferiore, con in mezzo la figura di san Colombano su uno sfondo con montagne.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Comunità Montana Appennino Piacentino fu istituita come ente territoriale locale italiano, come ente locale di secondo grado, con legge 3 dicembre 1971, n. 1102[1], in seguito disciplinata dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267[2], che recepisce la legge 3 agosto 1999, n. 265[3], in particolare dall'articolo 32.

L'Emilia-Romagna aveva organizzato il proprio territorio montano in 18 Comunità montane, di cui tre insistevano sulla provincia di Piacenza; con il sostegno regionale per lo sviluppo sociale ed economico delle comunità. In seguito al decreto n. 43 del Presidente della Giunta regionale Emilia-Romagna del 27 febbraio 2009 le comunità montane vengono ulteriormente ridotte nel numero di 9[4].

Con il decreto n. 77 del Presidente della Giunta regionale del 14 maggio 2013 e sulla base della legge regionale 21 del 21 dicembre 2012 di riordino territoriale[5], la Regione Emilia-Romagna ha provveduto all'estinzione della Comunità Montana Appennino Piacentino. Il decreto di scioglimento prevede che l'Unione di comuni che nascerà tra i Comuni del piacentino subentrerà nella proprietà del patrimonio e nella gestione del personale (a cui sarà, quindi, garantito il posto di lavoro) attualmente in forza alla Comunità montana, inoltre i Comuni manterranno i servizi e gli sportelli vicini ai cittadini, mentre centralizzeranno gli uffici interni.

Viene quindi rispettato l'obiettivo delle unioni di comuni al massimo grado: "esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza". Ciò significa che i singoli comuni si uniscono e trasferiscono alle unioni funzioni e servizi. Ciò implica che il servizio o la funzione trasferita all'Unione viene sottratta alla titolarità diretta del Comune, e rientra nella titolarità dell'Unione dei Comuni.

Il nuovo ente, costituito con le nomine della presidenza, giunta, consiglio ed i vari rappresentanti e responsabili, ha il nome di "Unione Montana Valli Trebbia e Luretta".[6]

Il 14 febbraio 2014, alle ore 19, nella sede di Bobbio si procedeva alla nomina della presidenza del nuovo ente, riconfermando il precedente presidente della ex comunità montana Massimo Castelli, sindaco di Cerignale.[7]

Dopo le elezioni amministrative del 25 maggio vengono ufficializzate le dimissioni del presidente Massimo Castelli. In attesa della nomina da parte del nuovo consiglio la presidenza è retta provvisoriamente da Roberto Pasquali, sindaco di Bobbio (come da statuto dal sindaco del comune più numeroso).

Il 2 agosto 2014 il nuovo consiglio dell'unione nomina alla presidenza il sindaco di Travo Lodovico Albasi.

Principi e norme fondamentali[modifica | modifica wikitesto]

L'unione, negli atti e nel sigillo, si identifica con il nome di "Unione Montana Valli Trebbia e Luretta" e con lo stemma e del gonfalone dell'ente, approvati con apposita deliberazione del consiglio e disciplinati da apposito regolamento. L'ambito territoriale dell'unione coincide con quello dei comuni che la costituiscono mediante l'atto costitutivo sottoscritto dai sindaci dei comuni di Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Ottone, Piozzano, Travo e Zerba.

L'unione ha sede legale nel territorio del comune di Bobbio. I suoi organi possono riunirsi anche in sede diversa, purché ricompresa nell'ambito del territorio dell'unione. Possono essere istituite sedi ed uffici distaccati nell'ambito del territorio dell'unione.

L'unione è costituita allo scopo di esercitare in modo più adeguato di quanto non consentirebbe la frammentazione dei comuni membri, funzioni proprie, funzioni conferite e funzioni comunali, e per la valorizzazione e la salvaguardia dei territori di montagna ai sensi dell'art. 44 della Costituzione (proprietà terriera e provvedimenti a favore delle zone montane).

L'Unione subentra a titolo universale, sia in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, che nella titolarità di tutte le funzioni amministrative conferite da Stato, Regione, Provincia e Comuni, intestati alla soppressa Comunità Montana dell'Appennino Piacentino, al fine di garantire con continuità giuridica ed amministrativa la titolarità di tutte le funzioni ed attività da questa precedentemente esercitate.

Lo statuto dell'unione[8], approvato dai singoli consigli comunali dei comuni aderenti, nell'ambito dei principi fissati dalla legge, stabilisce le norme fondamentali dell'ordinamento dell'unione, alle quali devono conformarsi tutti gli atti normativi sotto ordinati. L'unione ha potestà regolamentare per la disciplina della propria organizzazione, per lo svolgimento delle funzioni ad essa affidate, per i rapporti anche finanziari con i comuni e nelle materie di propria competenza. La costituzione dell'unione decorre dalla data di insediamento del suo consiglio, come eletto dai consigli comunali. L'unione è costituita a tempo indeterminato, con effetti giuridici decorrenti dalla data della sua costituzione. L'adesione di nuovi comuni o il recesso dall'unione sono stabiliti dalla legge regionale e dallo statuto.

Organi di governo dell'unione[modifica | modifica wikitesto]

Sono organi di governo dell'unione: il Consiglio, la Giunta ed il Presidente.

Essi costituiscono nel loro complesso, il governo dell'unione, di cui esprimono la volontà politico-amministrativa, esercitando nell'ambito delle rispettive competenze determinate dalla legge e dallo statuto, i poteri di indirizzo e di controllo su tutte le attività dell'ente. L'elezione, la revoca, le dimissioni, la cessazione dalla carica per altra causa degli organi elettivi o dei loro singoli componenti e la loro costituzione sono regolate dalla legge e dalle norme dello statuto.

Il Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio, è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell'unione, esercita le proprie competenze per assicurare che l'azione complessiva dell'ente consegua gli obiettivi stabiliti negli atti fondamentali e nei documenti programmatici. Il consiglio adotta gli atti attribuiti dalla legge alla competenza del consiglio comunale.

Il consiglio dell'unione è composto da due rappresentanti per ciascun comune eletti fra i consiglieri del comune. I consigli comunali eleggono con il sistema del voto limitato un consigliere di maggioranza, che può essere il sindaco, e uno di minoranza. Nel consiglio così costituito i rappresentanti consiliari dispongono di quote ripartite in base alla popolazione residente al 31 dicembre 2011:

  • Bobbio (ab. 3754) - Quote 39 (26 maggioranza, 13 minoranza)
  • Cerignale (ab. 159) - Quote 3 (2 maggioranza, 1 minoranza)
  • Coli (ab. 979) - Quote 12 (8 maggioranza, 4 minoranza)
  • Corte Brugnatella (ab. 668) - Quote 6 (4 maggioranza, 2 minoranza)
  • Ottone (ab. 574) - Quote 6 (4 maggioranza, 2 minoranza)
  • Piozzano (ab. 656) - Quote 6 (4 maggioranza, 2 minoranza)
  • Travo (ab. 2018) - Quote 21 (14 maggioranza, 7 minoranza)
  • Zerba (ab. 92) - Quote 3 (2 maggioranza, 1 minoranza)

In caso di scioglimento di un consiglio comunale o di gestione commissariale, i rappresentanti del comune cessano dalla carica e vengono sostituiti da parte del nuovo consiglio comunale o da membri nominati dal commissario. Ogni consigliere dell'unione, cessando per qualsiasi motivo dalla carica di consigliere comunale del comune membro, decade dalla carica ed è sostituito da un nuovo consigliere.

La Giunta[modifica | modifica wikitesto]

La Giunta dell'unione è composta dai sindaci dei comuni membri. Al sindaco spetta la facoltà di nominare un proprio delegato permanente con delega specifica all'unione che lo sostituisce in caso di sua assenza. I delegati permanenti devono essere scelti tra gli assessori o, esclusivamente nei comuni fino a 1000 abitanti, tra i consiglieri comunali. La cessazione per qualsiasi causa della carica di sindaco nel comune di provenienza determina la contestuale decadenza dall'ufficio di componente della giunta dell'unione. La giunta collabora con il presidente nel governo dell'unione ed opera attraverso deliberazioni collegiali.

Il Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente è il rappresentante legale dell'ente, anche in giudizio, rappresenta l'unione dei comuni ai sensi di legge ed esercita le funzioni attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti. Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'espletamento di tutte le funzioni attribuite e delegate all'unione dei comuni garantendo la coerenza ai rispettivi indirizzi generali e settoriali. Convoca e presiede le sedute del consiglio e della giunta, firmando i relativi verbali congiuntamente al segretario - direttore. Sovrintende le attività del segretario - direttore. Può delegare specifiche funzioni ai singoli componenti della giunta e del consiglio. Garantisce l'unità di indirizzo amministrativa dell'azione dell'ente promuovendo e coordinando l'attività degli assessori che gli rispondono personalmente in ordine alle deleghe ricevute.

Il presidente dell'unione è eletto dal consiglio dell'unione a maggioranza assoluta dei componenti della stessa tra i sindaci e dura in carica per l'intero mandato amministrativo. Nelle more dell'elezione funge da presidente il sindaco del comune avente il maggior numero di abitanti. La cessazione per qualsiasi causa della carica di sindaco del comune di provenienza, determina la contestuale decadenza dall'ufficio di presidente dell'unione. In tale caso si provvede ad una nuova elezione. In caso di assenza o impedimento del presidente e del vicepresidente, i componenti la giunta esercitano le funzioni sostitutive del presidente e del vicepresidente secondo l'ordine di anzianità dato dall'età.

  • Il vicepresidente, scelto dal presidente fra i componenti della giunta, coadiuva il presidente e lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento.
  • Segretario - direttore, nominato dal presidente dell'unione, è il più elevato organo burocratico dell'ente e titolare della funzione apicale.

Gli compete la gestione giuridica amministrativa dell'ente, tutela la legittimità dell'azione amministrativa. A tal fine, oltre al parere di regolarità tecnica se di competenza, su ogni provvedimento esprime obbligatoriamente un visto di congruità dell'atto alle normative vigenti, statutarie e regolamentari.

  • Il presidente temporaneo, è il sindaco del comune avente il maggior numero di abitanti fino all'elezione del presidente, questo a garanzia della continuità amministrativa, in sede di costituzione dell'unione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]