Trebbia

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando le battaglie combattute sul fiume Trebbia, vedi Battaglia della Trebbia (disambigua).
Trebbia
Fiume Trebbia presso Gorreto-GE.jpg
Il fiume presso Gorreto prima di entrare nella provincia di Piacenza
StatoItalia Italia
RegioniLiguria Liguria
Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Lombardia Lombardia
Lunghezza120,397 km[1]
Portata media40 m³/s
Bacino idrografico1 000 km²
Altitudine sorgente1 406 m s.l.m.
NasceMonte Prelà
44°31′00.25″N 9°10′18.22″E / 44.516736°N 9.171728°E44.516736; 9.171728
SfociaPo
45°04′19.47″N 9°41′06.6″E / 45.072074°N 9.685167°E45.072074; 9.685167Coordinate: 45°04′19.47″N 9°41′06.6″E / 45.072074°N 9.685167°E45.072074; 9.685167
Mappa del fiume

La[2][3] Trebbia (Trebia in latino, Tröbia in ligure[4]) è un fiume dell'Italia settentrionale lungo 120 km, affluente di destra del Po, che attraversa la città metropolitana di Genova e le province di Piacenza e, per un breve tratto nel comune di Brallo di Pregola, tra il monte Lesima e il comune di Corte Brugnatella, Pavia.

Il corso del fiume[modifica | modifica wikitesto]

La Trebbia nasce in Liguria dalle pendici del monte Prelà (1406 m) scorrendo per parecchi km in territorio ligure dove bagna i centri di Montebruno, Rovegno, Gorreto, dove riceve da sinistra il torrente Terenzone, entrando in territorio piacentino nel Comune di Ottone.

L'Elefante del Trebbia e i Meandri di Confiente tra Cerignale e Corte Brugnatella

Il fiume, mantenendo sempre un andamento tortuoso, passa sotto la località di Traschio nel comune di Ottone, sotto il monte Lesima, dove riceve da sinistra il torrente Boreca, e presso il centro di Ponte Organasco, frazione di Cerignale, incassandosi poi in una serie di gole nel territorio del comune di Corte Brugnatella. Fra il monte Lesima e il comune di Corte Brugnatella il fiume segna il confine fra la Lombardia e l'Emilia-Romagna, rispettivamente tra i comuni di Brallo di Pregola, sulla sponda sinistra, da dove riceve il torrente Avagnone, e Corte Brugnatella, sulla sponda destra.

Terminato questo spettacolare tratto riceve da destra il notevole apporto dell'Aveto, suo principale affluente, raddoppiando così il suo volume medio d'acque[5]. Grazie alla presenza della diga di Boschi l'apporto dell'Aveto è fondamentale per la Trebbia soprattutto d'estate, a causa delle forti magre a cui quest'ultima è soggetta[5]. Da qui la valle si amplia e il fiume si dirige verso Nord.

Panorama dell'antico borgo di Brugnello di Corte Brugnatella a picco sul Trebbia

Subito bagna il centro di Marsaglia, capoluogo del comune di Corte Brugnatella, formando poi un'altra ancor più spettacolare serie di gole sotto il borgo di Brugnello (molto frequentate dai canoisti) fino ai Meandri di San Salvatore e la diga di Buffalora, dopodiché dopo aver ricevuto gli affluenti di sinistra Carlone, nei pressi delle terme di san Martino, e Bobbio che scende dal monte Penice, si appresta ad attraversare a est la città di Bobbio scorrendo sotto le arcate del Ponte Gobbo.

L'antico e irregolare "Ponte Gobbo" di Bobbio

Da qui in poi il fiume assume andamento Nord-Est ampliando sempre più la propria valle e formando spesso larghi ghiaioni. Molti sono i centri situati lungo il suo corso: Mezzano Scotti di Bobbio, Perino, frazione di Coli, dove riceve il contributo dell'omonimo torrente, Travo e Rivergaro.

Madonnina della Val Trebbia, protettrice della valle e della strada posta sulla statale fra i comuni di Ottone e Cerignale

Dopo quest'ultimo centro il fiume entra nella pianura Padana risultando così il fiume dell'Emilia-Romagna di maggiore portata media (40 m³/s.[5], ove si valutino i deflussi allo sbocco in pianura) e con la valle (la val Trebbia) più lunga dell'Appennino settentrionale.

Da qui con letto assai ampio si dirige nuovamente verso nord sino a giungere all'estrema periferia di Piacenza dove confluisce alla destra del Po.

La foce del fiume Trebbia nel Po avviene tra i comuni di Piacenza e di Calendasco, che vede essere posta sulla stessa Trebbia, in località Malpaga, il guado del fiume onde proseguire per la città. Questa è la direttrice stradale conosciuta oggi quale via Francigena.

Col passare dei secoli il corso della Trebbia nella parte pianeggiante si è spostato di alcuni chilometri[6][7] mutando il punto di ingresso nel Po, seguendo la cronaca che Polibio ci ha lasciato della battaglia tra l'esercito di Annibale e quello romano risulta oggi più a ovest che nel 218 a.C.[6][7].

Località attraversate[modifica | modifica wikitesto]

L'antico Ponte Doria a Montebruno

Montebruno, Due Ponti (frazione di Fontanigorda), Loco ed Isola (frazioni di Rovegno), Gorreto, Ottone, Zerba, Pianellette (frazione di Brallo di Pregola), Ponte Organasco (frazione di Cerignale), Marsaglia (sede del comune di Corte Brugnatella), Bobbio, Perino (frazione del comune di Coli), Travo, Rivergaro, Gossolengo, Gragnano Trebbiense, San Nicolò a Trebbia (frazione del comune di Rottofreno).

Regime idrologico[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume nell'alta valle sopra Bobbio

La portata media del fiume Trebbia è nel tratto medio-basso di circa 47,6 m³/s., il che ne fa il fiume con la più alta portata presso lo sbocco vallivo di tutta l'Emilia-Romagna. Tuttavia il fiume è caratterizzato da un regime spiccatamente torrentizio con piene imponenti e turbinose (in caso di eventi estremi, anche superiori ai 3.500 m³/s.) che modificano spesso la conformazione dell'alveo. Per contro, in estate le magre (e la permeabilità del letto di scorrimento) sono talmente accentuate al punto da lasciare il fiume completamente in secca a partire da Rivergaro, sino alla confluenza nel Po. Responsabili della secca estiva sono anche i massicci prelievi di acqua per l'irrigazione, che incominciano nei pressi di Rivalta dove due canali deviano parte della portata per uso agricolo. Nel tratto compreso tra Marsaglia e Bobbio non sono infrequenti, anche durante la stagione estiva, possibili piene improvvise dovute al rilascio di acque da parte della diga di Boschi, situata lungo il corso dell'affluente Aveto, che vengono preannunciate con un sistema di sirene.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Fino a Bobbio, il fiume scorre in una vallata di grande pregio naturalistico che richiama molti turisti ed appassionati di sport acquatici (canoa/Kayak, rafting e torrentismo).

La valle della Trebbia ha il pregio infatti di essere per gran parte ancora incontaminata e soprattutto il tratto dell'alto corso risulta essere una delle più suggestive ed incontaminate valli dell'Appennino. La Trebbia è anche uno corsi d'acqua meno inquinati della zona: nel tratto compreso tra la fonte e la confluenza dell'Aveto le condizioni sono considerate ottime, mentre nel tratto successivo fino alla foce le condizioni sono considerate buone[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume a Rivergaro dove comincia a scorrere in pianura

Lungo le sue rive si sono combattute varie battaglie[9]; nella prima battaglia della Trebbia, avvenuta nel 218 a.C., il condottiero cartaginese Annibale sconfisse i romani guidati dal console Tiberio Sempronio Longo.

In epoca medievale sorsero diversi castelli lungo il corso del fiume, in particolare nella zona in cui il fiume comincia a scorrere in pianura, con la funzione di controllo del passaggio verso il mare e il porto di Genova tramite la val Trebbia. Vennero edificati, quindi, il castello di Rivalta e il castello di Statto posti sulla riva sinistra del fiume, nei comuni di Gazzola il primo e di Travo il secondo, mentre sulla riva destra sorsero il castello di Montechiaro e il castello di Rivergaro, che venne, successivamente, distrutto.

Nel 1746 l'esercito austriaco, alleato del re di Sardegna, si scontrò con le truppe franco-spagnole, costrette poi alla ritirata.

Durante la battaglia della Trebbia del 1799, avvenuta durante le guerre napoleoniche, il generale russo Aleksandr Suvorov sconfisse le truppe francesi guidate dal generale MacDonald.

Il 17 luglio del 1908[10] si verificò un violento nubifragio con una piena straordinaria del Trebbia che devastò case e campagne. Distruzioni imponenti e danni ancora più ingenti si verificarono, invece, con l'alluvione che colpì la val Trebbia il 19 settembre 1953[11].

Nella notte fra il 14 e il 15 settembre 2015 il Trebbia, così come altri corsi d'acqua del piacentino, tra i quali il suo affluente Aveto ed il Nure, a causa del maltempo esondò causando ingenti danni nei comuni di Ottone, Corte Brugnatella, Bobbio, Coli, Travo e Rivergaro, tra i quali il crollo di un ponte, in località Ponte Barberino di Bobbio sul tracciato dismesso della vecchia strada statale 45 di Val Trebbia[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Atlante dei piani, Autorità di bacino del fiume Po. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2009).
  2. ^ http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=7979&r=33520
  3. ^ Trebbia, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  4. ^ Karl Jaberg, Jakob Jud, Atlante linguistico ed etnografico dell'Italia e Svizzera Meridionale, 1928-1940
  5. ^ a b c Geomorfologia parchidelducato.it
  6. ^ a b Annibale alla battaglia della Trebbia: il giallo dei luoghi ilpiacenza.it
  7. ^ a b P. Rumiz, Alla ricerca del fiume Trebbia che nei secoli si è spostato, La Repubblica, 6 agosto 2007
  8. ^ Bacino della Trebbia arpa.emr.it
  9. ^ Il fiume Trebbia teatro di grandi battaglie turismo.provincia.pc.it
  10. ^ Da "La Trebbia del 26 luglio 1908
  11. ^ Da La Trebbia del 25 settembre 1953
  12. ^ Bobbio, crollato il ponte di Barberino. Spezzati i tubi del gas, in Libertà, 14 settembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Siti di interesse[modifica | modifica wikitesto]

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