Fascia (Italia)

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Fascia
comune
Fascia – Stemma
Fascia – Veduta
Panorama di Fascia. Sullo sfondo la parrocchiale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Città metropolitana Città metropolitana di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Elvio Varni (Lista civica di centro-sinistra "Spiga di grano") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1861
Territorio
Coordinate 44°33′57.24″N 9°14′15.36″E / 44.5659°N 9.2376°E44.5659; 9.2376 (Fascia)Coordinate: 44°33′57.24″N 9°14′15.36″E / 44.5659°N 9.2376°E44.5659; 9.2376 (Fascia)
Altitudine 1 118 m s.l.m.
Superficie 11,25 km²
Abitanti 81[1] (31-12-2015)
Densità 7,2 ab./km²
Frazioni Beinaschi, Carpeneto (sede comunale), Casa del Romano, Cassingheno, Fascia
Comuni confinanti Carrega Ligure (AL), Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Rovegno
Altre informazioni
Cod. postale 16020
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010022
Cod. catastale D509
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 655 GG[2]
Nome abitanti fasciotti
Patrono san Guglielmo di Aquitania
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fascia
Fascia
Fascia – Mappa
Posizione del comune di Fascia nella città metropolitana di Genova
Sito istituzionale

Fàscia (Fascia in ligure[3]) è un comune sparso italiano di 81 abitanti[1] della città metropolitana di Genova in Liguria. La sede comunale si trova nella frazione di Carpeneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato a mezza costa sulle pendici meridionali del monte Carmo (1.641 m), spartiacque tra la val Trebbia e la val Borbera, nella zona superiore della valle del torrente Cassingheno, ad est di Genova.

Il comune fa parte del Parco naturale regionale dell'Antola, che si sviluppa lungo le pendici del monte omonimo (1.596 m): è uno dei parchi naturalistici liguri più suggestivi, soprattutto per le sue fioriture, fra cui quella del lichene islandico, della digitale purpurea e della pulmonaria.

Come per tanti altri paesi simili della val Trebbia, i pochi abitanti invernali si moltiplicano per dieci in estate, essendo meta di villeggiatura di molte famiglie genovesi, che soprattutto dalla val Bisagno vanno a cercare refrigerio sull'Appennino Ligure.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antiche case del centro storico di Fascia

La nascita e lo sviluppo di Fascia[4] sono sicuramente legati alla sua posizione geografica - territorio comunale tra i più alti della città metropolitana genovese e della Liguria, e sicuramente fu scelto nel Medioevo come posto sicuro in cui rifugiarsi.

La prima citazione ufficiale del borgo di Fascia risale al 12 febbraio del 1235 grazie al ritrovamento di un documento testamentario di una certa Beldì, moglie di Beltramo di Torriglia. La fondazione di un primitivo insediamento abitativo potrebbe risalire al I o II secolo a seguito del ritrovamento di alcuni reperti presso l'odierno abitato. In particolare, lungo l'antico valico di Casa del Romano sono stati trovati i ruderi di un tempio religioso o cappella, forse di un preesistente complesso monastico fondato dai monaci di san Colombano di Bobbio in epoca longobarda lungo la strada che da Genova portava a Pavia.

Il borgo di Fascia fece parte dei Feudi imperiali e compreso nel feudo imperiale di Torriglia di cui seguì le sorti. Nel X secolo[5] apparteneva all'abbazia di San Colombano in Bobbio, passò nel 1153[5] al monastero di San Marziano di Tortona, quindi nel 1180[5] ai Malaspina e nel 1252[5] (o poco dopo) ai Fieschi.

Secondo un documento del 1468 i due rappresentanti del borgo, Gullielmus da Faxa e Leonardus de Faxa, firmeranno nella piazza della vicina Torriglia un atto di dedizione verso la vedova di Francesco Sforza, duchessa Bianca Maria Sforza, e al signore di Milano Gian Galeazzo Visconti.

Fu dominio dei conti di Lavagna i Fieschi dal 1493 e poi della famiglia Doria nel 1547; questi ultimi la cederanno alla Repubblica di Genova che sottopose Fascia all'interno dei confini territoriali del neo costituito Marchesato di Torriglia e quindi principato omonimo dal 1760.

Lapide a testimonianza della resistenza partigiana

Con l'avvento del dominio di Napoleone Bonaparte nel 1797 nelle terre liguri (Campagna d'Italia), Fascia si costituì comune autonomo nella neo costituita Repubblica Ligure. Con la nuova dominazione francese Fascia dal 2 dicembre rientrò nel Dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, dal 28 aprile del 1798 sottoposta al capoluogo Torriglia del VI cantone della Giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del IV cantone della Trebbia nella Giurisdizione dell'Entella. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814. Il 7 febbraio del 1819 passò sotto il controllo del mandamento di Ottone nell'allora provincia di Bobbio (oggi entrambi i comuni sono in provincia di Piacenza). Nel luglio del 1835 una violenta epidemia di colera causò la morte di ventiquattro abitanti.

Rientrato nei confini del Regno d'Italia fu inserito nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia. Successivamente il Decreto Reale n° 1726 datato 8 luglio 1923, firmato dal re Vittorio Emanuele III di Savoia, stabilì il passaggio al circondario di Genova nell'omonima provincia[6]. Sul finire dell'Ottocento e l'inizio del XX secolo, come altri paesi valligiani liguri, subì un notevole fenomeno emigratorio verso il continente americano (California e Argentina soprattutto) e nel capoluogo genovese. I primi servizi pubblici alla piccola comunità fasciotta, isolata fino al 1964 per la mancata presenza di un'adeguata strada carrozzabile, arrivarono nel 1929 con il rifacimento di un nuovo acquedotto idrico (grazie al contributo degli abitanti stessi e degli emigranti nelle Americhe) e nel 1942 con l'illuminazione elettrica del paese.

Durante la seconda guerra mondiale fu un centro dell'azione partigiana: a Fascia nacquero le brigate Bisagno e Scrivia, comandate rispettivamente da Aldo Gastaldi e da Aurelio Ferrandi.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Trebbia e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[7], ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana delle Alte Valli Trebbia e Bisagno.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Fascia (Italia)-Stemma.png

« Quadripartito, il primo e quarto di rosso, il secondo e terzo d'azzurro alle tre spighe di grano d'oro, impugnate e legate con un nastro rosso. I quattro riquadri sono separati da una fascia d'argento, posta sulla troncatura. Corona turrita e ornamenti esteriori da comune »

(Descrizione araldica dello stemma)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'osservatorio astronomico del Parco dell'Antola a Casa del Romano

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata nel frazione di Fascia. Sita nel centro del paese, alcuni documenti attestano la sua presenza nel XVII secolo e i primi ampliamenti si attuarono nel corso del XIX secolo. Conserva una statua dell'Annunziata nel presbiterio e un'altra scultura raffigurante il santo Guglielmo di Aquitania, patrono di Fascia. L'attiguo campanile fu edificato tra il 1731 e il 1732.
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Carpeneto.
  • Chiesa parrocchiale di San Carlo nella frazione di Cassingheno. La sua parrocchia fu per molti secoli unita alla comunità di San Michele Arcangelo di Carpeneto; la separazione fu istituita nel 1845.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica dalla frazione di Casa del Romano tra Fascia e Propata

Abitanti censiti[8]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ad Aldo Gastaldi, detto il "Bisagno" presso Fascia.

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Persone legate a Fascia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Emilio Taviani (Genova, 1912 - Roma, 2001), politico, storico, economista e giornalista, dal 1970 al 1973 ricoprì la carica di sindaco di Fascia.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica di Carpeneto vista dal campanile della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. In alto sulla sinistra si intravede Fascia. Al centro la vecchia scuola elementare, ora sede degli uffici municipali

Il territorio comunale comprende le frazioni di Beinaschi, Carpeneto (sede del municipio), Cassingheno, Fascia e Casa del Romano per un totale di 11,25 km2.

Confina a nord-ovest con il comune di Carrega Ligure (AL), a nord-est con Gorreto, a sud-ovest con Rondanina, a sud con Montebruno e Fontanigorda, ad ovest con Propata e ad est con Rovegno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente agricola - se pur in una fase di forte decadenza - con produzione e coltivazione di ortaggi, cereali, foraggi e frutta, e sono inoltre praticate l'allevamento del bestiame e lo sfruttamento del sottobosco. I giovani sono andati tutti a Genova a cercare lavoro più stabile e sicuro. Le sovvenzioni dell'allora Comunità montana delle Alte Valli Trebbia e Bisagno avevano permesso ai contadini rimasti di ricevere in maniera agevolata trattori e altre macchinari per facilitarne il lavoro agricolo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La strada provinciale 16 presso Fascia

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Fascia è attraversato principalmente dalla strada provinciale 16 di Casa del Romano che gli permette il collegamento stradale con Gorreto, ad est, e con la provincia di Alessandria proseguendo a nord sulla strada provinciale 147 di Carrega per raggiungere il comune di Carrega Ligure.

La provinciale 16 si collega a sud, in località Due Ponti, con la strada statale 45 di Val Trebbia a circa 4 km da Montebruno. Ad ovest, nei pressi di Casa del Romano, un bivio permette di collegarsi con la strada provinciale 87 di Propata Alta e quindi ridiscendere verso Propata.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dal comune di Torriglia un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce limitati collegamenti bus con Fascia e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio nella frazione e sede comunale di Carpeneto
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1797 1806 Giacomo Martini Maire
1810 1817 Andrea Ferretti Maire
Sindaco
1818 1821 Giuseppe Bruno Sindaco
1822 1823 Giuseppe Orocchi Sindaco
1823 1827 Andrea Ferretti Sindaco
1827 1829 Giuseppe Barile Sindaco
1829 1831 Giacomo Ghiglione Sindaco
1831 1833 Domenico Varni Sindaco
1833 1833 Andrea Bruno Sindaco
1833 1837 Giuseppe Barile Sindaco
1837 1840 Simone Bruno Sindaco
1840 1862 Giuseppe Barile Sindaco
1866 1874 Carlo Isola Sindaco
1875 1877 Pasquale Bruno Sindaco
1877 1881 Giovanni Muzio Sindaco
1882 1886 Giovanni Isola Sindaco
1886 1895 Nicola Isola Sindaco
1895 1898 Stefano Orocchi Sindaco
1898 1908 Gio Batta De Negri Sindaco
1908 1911 Andrea Re Sindaco
1911 1920 Stefano Orocchi Sindaco
1920 1926 Antonio Barile Sindaco
Podestà
1926 1930 Silvio Baracchi Partito Nazionale Fascista Podestà
1931 1934 Antonio Barile Partito Nazionale Fascista Podestà
1934 1935 Giuseppe Varni Comm. pref.
1935 1945 Giuseppe Varni Partito Nazionale Fascista Podestà
1945 1946 Antonio Bruno Sindaco
1946 1951 Giuseppe Antonio Bruno Sindaco
1951 1956 Luigi Isola Sindaco
1956 1960 Giacomo Maria Varni Sindaco
1960 1970 Fiorindo Orocchi Sindaco
1970 1973 Paolo Emilio Taviani Democrazia Cristiana Sindaco
1973 1980 Elvio Varni Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1995 Marcello Bruno Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1995 1999 Filippo Tirini Lista civica di centro Sindaco
1999 2004 Filippo Tirini Lista civica di centro-sinistra "Spiga di grano" Sindaco
2004 in carica Elvio Varni Lista civica di centro-sinistra "Spiga di grano" Sindaco [9]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fascia fa parte dell'Unione dei comuni montani dell'Alta Val Trebbia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Le notizie e date storiche sono state confrontate dal sito del Comune di Fascia
  5. ^ a b c d Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  6. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Dal 5 dicembre 2014 al 1 aprile 2015 viene eletto alla carica di presidente del Consiglio dell'Unione dei comuni montani dell'Alta Val Trebbia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D.Bertacchi Monografia di Bobbio (La provincia di Bobbio nel 1858), Ristampa Bobbio 1991
  • Mons. Clelio Goggi Storia dei Comuni e delle Parrocchie della diocesi di Tortona - Tipografia "San Lorenzo" - 4ª Edizione - Tortona 2000
  • Vittorio Pasquali La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44) - Ed. Amici di San Colombano 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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