Rivalta (Gazzola)

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Rivalta
frazione
Rivalta – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
ComuneGazzola-Stemma.png Gazzola
Territorio
Coordinate44°57′09″N 9°35′12″E / 44.9525°N 9.586667°E44.9525; 9.586667 (Rivalta)Coordinate: 44°57′09″N 9°35′12″E / 44.9525°N 9.586667°E44.9525; 9.586667 (Rivalta)
Altitudine136 m s.l.m.
Abitanti104 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale29010
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantirivaltesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rivalta
Rivalta

Rivalta è una frazione del comune italiano di Gazzola, in provincia di Piacenza.

Situata all'imbocco della val Trebbia, dopo la fondazione della prima colonia romana nell'Italia settentrionalePlacentia”, (l'attuale Piacenza) distante solo 16 km, ebbe nei secoli un'importanza strategica per le spedizioni militari ed i commerci tra pianura Padana e il porto di Genova. Per questo venne eretta una torre di guardia sulla riva più alta del fiume, dalla cui definizione, “Ripa Alta”, la frazione prende il nome. Comprende il borgo medievale costituito da un complesso fortificato con l'imponente castello, la cui prima edificazione risale all'XI secolo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Itinerario ciclabile della Ciclovia del Trebbia
Itinerario ciclabile della Ciclovia del Trebbia

Situata sulla riva sinistra della Trebbia, all'altezza dell'attuale borgo fortificato si estraggono le acque rispettivamente nei due rivi: “Rio Comune di Destra” e “Rio Comune di Sinistra” per condurle alla città di Piacenza, ad uso irriguo e delle attività di pianura. Tuttora queste canalizzazioni rappresentano le due maggiori condotte idriche della provincia piacentina.[1]

Bosco di Croara[modifica | modifica wikitesto]

Il Trebbia e i rivi derivati di destra e di sinistra da Rivalta a Piacenza con rappresentazione prospettica del Castello di Rivalta (sec. XVIII)
Il Trebbia e i rivi derivati di destra e di sinistra da Rivalta a Piacenza con rappresentazione prospettica del Castello di Rivalta (sec. XVIII)

A differenza di gran parte dei territori della pianura Padana, sottoposti nel tempo ad un elevato disboscamento ed opere di bonifica, per ricavare legname ed aprire ampie superfici da destinare al pascolo, a prato o seminativo, il Bosco di Croara rappresenta un'eccezione. Si è conservato fino ad oggi grazie ai proprietari, che hanno utilizzato le radure al suo interno per il pascolo di bovini di razza Limousine, lasciando così inalterata la foresta planiziale tipica della pianura con alberi di Quercia, Acero, Frassino, specie protette di orchidee, anemoni, gigli, e in particolare il raro pungitopo.[2]

Parco Fluviale del Trebbia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 la Regione Emilia-Romagna ha istituito il Parco Regionale Fluviale del Trebbia per tutelare le ampie zone ripariali e di greto del fiume Trebbia.[3]

Importante è la presenza di uccelli migratori, tra cui l'Occhione (simbolo del Parco), l'Airone, la Sterna e il Gruccione. Il parco comprende i territori fluviali dei Comuni di: Rivergaro, Gazzola, Gragnano Trebbiense, Gossolengo, Piacenza, Rottofreno, Calendasco.[4]

Nell'ambito delle attività sul territorio, il Parco sta realizzando una rete di percorsi tematici ed itinerari ciclabili. [5]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della frazione deriva dal nome della ripida scarpata su cui si trova il castello, Ripa Alta lungo la strada romana che risaliva la Val Trebbia[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Abitato sin dall'antichità, il territorio di Rivalta fu occupato da Liguri, Etruschi e Celti. Questi subirono una lenta ma inesorabile colonizzazione romana e, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio divenne presidio dei Longobardi e poi dei Franchi. Le successive invasioni barbariche costrinsero la fortificazione del villaggio che si era nel tempo venuto a formare. Rivalta divenne uno dei più importanti baluardi militari dell'Emilia occidentale.

L'imperatore Enrico II di Franconia nel 1048 lo donò come feudo al monastero dei padri benedettini di San Savino di Piacenza, i quali affidarono la conduzione alla locale famiglia “de Ripalta” che da livellaria ne diventò in seguito proprietaria.

Nel 1255 il podestà di Piacenza Oberto Pallavicini ordino la distruzione del castello di Rivalta, insieme ad altri castelli della zona, nell'ambito degli scontri tra guelfi e ghibellini[6]. All'inizio del XIV secolo il castello fu acquistato dal nobiluomo Obizzo Landi di Cerreto, poco dopo, nel 1322 fu però distrutto da Galeazzo I Visconti, forse invaghitosi della moglie di Obizzo[6].

Nel 1372 la zona fu occupata dalle truppe pontificie in guerra contro Galeazzo II Visconti[6].

I Landi, nominati Conti nel 1412 per la fedeltà alla dinastia del Ducato di Milano che governava Piacenza, ricostruirono il borgo e nel 1507 ottennero la licenza ducale di tenere all’interno del borgo un mercato che attirò traffici e cambia valute ebrei, a beneficio della popolazione locale.

Il borgo subì poi diversi assedi: nel 1636 ad opera di soldati spagnoli in guerra contro Odoardo Farnese, nel 1746 durante la guerra di secessione austriaca e nel 1799 dalle truppe napoleoniche nell'ambito della Battaglia della Trebbia[6].

Rivalta fu capoluogo di Comune fino all'Unità d'Italia del 1861 e nel 1862 cambiò la sua denominazione in Rivalta-Trebbia[7]; nel 1889 in Gazzola con conseguente trasferimento nell'attuale sede del Comune [8].

Le battaglie della Trebbia[modifica | modifica wikitesto]

«Il Trebbia è uno dei primari torrenti di questi stati, ...rivolgendosi al Nord corre a Rivalta; entra pomposamente e largo e minaccioso nella fertile pianura rammentando le feroci battaglie che insanguinarono le sue acque...[9]»

(Lorenzo Molossi,  Vocabolario Topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla)

Nel corso dei secoli i principali eventi bellici che si svolsero in questa zona vengono ricordati come le “Battaglie della Trebbia":

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Rivalta: Complesso fortificato medievale la cui prima menzione risale al 1025, trasformato poi in residenza dalla famiglia Landi tra il XV e il XVIII secolo.
  • Chiesa di San Martino: Costruzione quattrocentesca con soffitto a capriate, decorazioni in cotto, ospita tele del pittore seicentesco Ferrante di Bologna.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La bottega del vasaio nel Presepe vivente
La bottega del vasaio nel Presepe vivente

Presepe vivente[modifica | modifica wikitesto]

La notte di Natale nel borgo di Rivalta si svolge dal 1990 la rievocazione della Natività. La popolazione locale anima la rappresentazione in tutta la sua interezza: l’ingresso nel paese dei soldati romani, il censimento della popolazione ordinato da re Erode, il consulto dei Re Magi dall’astrologo, la ricerca di un alloggio di Giuseppe e Maria e le botteghe artigiane di Betlemme.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondazione di Piacenza e Vigevano, su www.lafondazione.com. URL consultato il 12 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  2. ^ Il Bosco di Croara, su parchidelducato.it.
  3. ^ Istituzione del Parco Regionale Fluviale del Trebbia, in Legge Regionale E.R. 04/11/2009 n.19.
  4. ^ Fauna del Parco Fluviale, su parchidelducato.it.
  5. ^ Regione Emilia Romagna, I 10 itinerari ciclabili delle "Ciclovie dei Parchi", su ambiente.regione.emilia-romagna.it.
  6. ^ a b c d e Comune di Gazzola turismopiacenza.it
  7. ^ Progetto Au.Gu.Sto. - DigitPA, Regio Decreto Regio Decreto 05/12/1862 Num. 288, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia.
  8. ^ Progetto Au.Gu.Sto. - DigitPA, Regio Decreto 31/05/1889 Num. 129, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia.
  9. ^ Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  10. ^ La cronaca degli avvenimenti fu scritta dal prevosto don Gian Maria Tombi conservata nella chiesa parrocchiale di Lisignano. (il documento è stato dattiloscritto dalla scuola elementare di Gazzola a.s. 2000-2001)
  11. ^ Con il presepe vivente Rivalta rivive la notte che cambiò il corso della storia, su liberta.it. URL consultato il 12 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boccia Viaggio ai monti di Piacenza (1805), Piacenza 1977
  • Lorenzo Molossi Vocabolario tipografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla Parma, Tipografia Ducale 1832-1834
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • Gazzola Emergenze e Territorio a cura di Valeria Poli, Comune di Gazzola 2002
  • Alessandra Mordacci Castelli del piacentino Rivalta Editoriale Libertà, Piacenza 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]