Rivergaro

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Rivergaro
comune
Rivergaro – Stemma Rivergaro – Bandiera
Rivergaro – Veduta
Piazza Paolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoAndrea Albasi (lista civica di sinistra Insieme per Rivergaro) dal 25-5-2014 (2º mandato dal 26-5-2019)
Territorio
Coordinate44°54′N 9°36′E / 44.9°N 9.6°E44.9; 9.6 (Rivergaro)Coordinate: 44°54′N 9°36′E / 44.9°N 9.6°E44.9; 9.6 (Rivergaro)
Altitudine140 m s.l.m.
Superficie43,83 km²
Abitanti7 014[1] (30-6-2019)
Densità160,03 ab./km²
FrazioniAcquesio, Ancarano, Bassano, Ca' Buschi, Cisiano, Diara, Fabiano, Larzano, Mirafiori, Mandrola, Niviano, Ottavello, Pieve Dugliara, Pozzolo, Rallio di Montechiaro, Roveleto Landi, Suzzano
Comuni confinantiGazzola, Gossolengo, Podenzano, Travo, Vigolzone
Altre informazioni
Cod. postale29029
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033038
Cod. catastaleH350
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantirivergaresi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rivergaro
Rivergaro
Rivergaro – Mappa
Posizione del comune di Rivergaro nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Rivergaro (Arvargär in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 7.014 abitanti della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Trebbia a Rivergaro

Rivergaro è situato nella bassa val Trebbia, nella zona dei colli piacentini, nel punto in cui la pianura finisce e la valle comincia a stringersi lungo le prime propaggini dell'Appennino ligure. La parte nord del suo territorio è pianeggiante mentre quella sud è collinare. Si trova lungo la strada statale 45 di Val Trebbia sulle riva destra del fiume Trebbia.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva da quello del torrente che lo attraversa il rio Vergario, affluente del Trebbia il cui percorso nel paese è stato completamente tombato, il borgo prese nel tempo i nomi di Rivalgario, Rivalegario, poi in ultimo Rivergaro[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza della posizione strategica di Rivergaro, a controllo dell'accesso alla val Trebbia via di comunicazione con il mare, è testimoniata dai nomi dei presidi e stazioni di posta situati lungo la strada romana, nomi che sono rimasti alle frazioni di Ottavello (octavum milium) e Niviano (nonum milium)[3].

Fin dall'epoca longobarda il territorio era una pertinenza monastica dell'abbazia di San Colombano di Bobbio con il possedimento della corte di Ancarano[4], che includeva Rallio di Montechiaro e Verano di Podenzano[5][6] inseriti nel grande feudo reale ed imperiale monastico.

Ma il periodo più movimentato iniziò nell'XI secolo, con le lotte tra guelfi e ghibellini, quando nella città di Piacenza avevano la meglio i guelfi o popolari i nobili ghibellini trovavano rifugio nei castelli del contado, Montechiaro, Ancarano, Pigazzano, Rezzanello. Nel castello di Rivergaro, distrutto da Carlo VIII di Francia nel 1495, si asserragliarono per un anno i nobili guidati da Obizzo Malaspina nel 1233. La proprietà della rocca fu contesa per secoli fino all'avvento dei Visconti che imposero una figura singolare e nuova: il capitano del Divieto, uomo di fiducia scelto al di fuori delle dispute locali per riscuotere le gabelle e amministrare l'ordine pubblico, che non riuscì a placare la guerra civile in atto tra la nobiltà fino a che nel 1548 tutta la zona divenne possesso degli Anguissola-Scotti[3].

Il 17 luglio del 1908[7] si verificò un violento nubifragio con una piena straordinaria del Trebbia che devastò case e campagne, ma le distruzioni più imponenti si verificarono con l'alluvione della val Trebbia del 19 settembre 1953[8].

Durante la Seconda guerra mondiale fu teatro di scontri con le brigate partigiane guidate dal capitano Alberto Araldi detto Paolo a cui è dedicata la piazza principale e il suo monumento[3].

Nella notte fra il 14 e il 15 settembre 2015, Rivergaro, così come buona parte della val Trebbia e della provincia di Piacenza, fu colpita dall'alluvione del fiume Trebbia, dovuta al maltempo, che causò l'allagamento del lungofiume e della centrale piazza Paolo[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario della Madonna delle Grazie al castello, sorge sulle rovine del castello in posizione elevata sovrastante la piazza, presenta elementi di stile romanico, meta di pellegrinaggi si raggiunge con una strada in forte pendenza.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Agata, posta a fianco della villa del castello, è realizzata in stile neoclassico dall'architetto Tomba, a partire dal 1812 su un preesistente edificio religioso.
  • Oratorio di San Rocco, riedificato nel 1613 su un preesistente edificio religioso, ospita una Madonna con bambino tra i santi Lucia e Biagio del Pitocchetto.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo, situata nella frazione di Pieve Dugliara, fondata in epoca romana dal vescovo di Piacenza San Savino attorno al IV secolo. In epoca longobarda vi è la ripresa delle funzioni religiose pievane, ed è testimoniata ancora come pieve nel 1128 con Gerardo, considerato primo parroco. Essa gestiva almeno diciotto chiese suffraganee fino al XVI secolo. L'edificio è stato ricostruito tra il XVII e il XVIII secolo. La facciata venne ricostruita in stile neoclassico nel 1825.
  • Chiesa parrocchiale di Sant′Ilario vescovo, situata nella frazione di Rallio, di antica edificazione compare in un documento nel 1138 come dipendenza dalla Pieve di Pieve Dugliara, diventando autonoma e parrocchia dopo il 1500. La facciata venne ricostruita in stile neoclassico nel 1794.
  • Chiesa parrocchiale di Sant′Alessandro Martire, situata nella frazione di Suzzano, fondata attorno al X secolo, nel 1461 è documentata alle dipendenze della pieve di Podenzano. L'edificio venne ricostruito nella seconda metà del XIX secolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Anguissola-Scotti, progettata dall'architetto Lotario Tomba nel 1778 sulle fondazioni del castello di Rivergaro, fortilizio che appartenne alla famiglia Malaspina dopo la concessione del 29 settembre del 1164 da parte dell'imperatore Federico I di Svevia detto Barbarossa a Obizzo Malaspina di vari feudi, assieme a quello della val Trebbia. Nei secoli successivi il forte fu caposaldo della resistenza ghibellina a Piacenza. In seguito la zona passò agli Scotti e, poi, agli Anguissola nella Contea vescovile di Piacenza. Dopo il cinquecento venne abbandonato e, infine sui suoi resti venne costruita la villa. Il palazzo è ancora di proprietà privata della famiglia Anguissola-Scotti ed è posto vicino alla chiesa parrocchiale.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Tracce della rocca di San Giacomo, appartenuta ai Malaspina e, in seguito, agli Anguissola. In seguito abbandonata, sui suoi resti sorse il santuario della Beata Vergine del castello.
Castello di Montechiaro visto da Rallio
  • Castello di Montechiaro, situato non lontano dalla località Rallio di Montechiaro, appartenne ai Malaspina, fu assalito dai popolari nel 1234, quando i nobili ghibellini trovarono rifugio tra le sue mura. Passò poi agli Anguissola e ai Morando. Presenta una struttura differente rispetto a quella tradizionale caratterizzata dalla presenza, al centro, di un imponente mastio a base quadrata circondato da tre cinte murarie, la più interna alta 15 m di forma esagonale, le altre ellittiche[10].
  • Castello di Ottavello, citato come proprietà del conte Martino Zanardi Landi in un documento del 1358 venne, poi, convertito a carcere nel XVIII secolo dopo aver perso le proprie funzioni militari. Presenta una pianta quadrangolare, mentre sulla facciata interna sono presenti gli scassi del ponte levatoio, non più presente[11].
  • Castello di Ancarano, documentato nel 1466 come di proprietà di Giovanni Della Guardia, il fortilizio venne danneggiato nel 1521 dai francesei e nel 1526 dai lanzichenecchi, vivendo anni di rovina. Negli anni successivi passò più volte di mano e nel 1704 venne costruito l'oratorio. L'edificio è composto da una parte antica con due torrioni rotondi e mura in sasso e una parte più recente, risalente al periodo a cavallo tra il cinquecento e il seicento, di gusto rinascimentale[12].
  • Castello di Niviano, eretto su costruzioni difensive preesistenti, fu di proprietà dei Malaspina sin dal XII secolo, per poi passare ai Landi nel trecento. Nel 1462 vide una sanguinosa battaglia in cui Ludovico III Gonzaga, inviato da Francesco Sforza, sedò la rivolta dei popolari (7.000 contadini) guidati da Onofrio Anguissola. Presenta una struttura rettangolare con 4 torri rotonde poste ai vertici. Il fronte settentrionale presenta una bassa torre d'accesso, originariamente dotata di ponte levatoio[13].
  • Castello di Larzano costruito prima del XIV secolo, appartenne alla famiglia reggiana dei Cassoli per poi passare agli Anguissola nel 1677 e tornare ai Cassoli rimanendovi di proprietà fino all'estinzione del ramo famigliare, avvenuta nel corso del XIX secolo. L'edificio ha subito nel tempo pesanti rimaneggiamenti ed è caratterizzato dalla presenza di due torri[14].
  • Castello di Roveleto Landi: resti di un edificio con funzioni di avamposto difensivo, originariamente di proprietà della famiglia Landi da cui prende il nome la frazione[15].
  • Resti del castello e della torre di Fabiano, di un edificio costruito con funzione di avamposto rimane una torre dall'altezza modesta che è stata inglobata da costruzioni rurali[16].
  • Torri di vedetta di Bassano, costruite alla fine del settecento in località Bassano e Bassano Sotto con funzioni di controllo dell'accesso alla valle, cos' come una torre gemella, posta a Statto, in comune di Travo, sulla sponda opposta del Trebbia. La torre posta a Bassano è stata ristrutturata e adibita a bed & breakfast[17].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 1º gennaio 2016[19] i cittadini stranieri residenti a Rivergaro sono 605, pari all'8,64% della popolazione comunale. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  1. Albania, 254
  2. Romania, 104
  3. Marocco, 41
  4. Ucraina, 27
  5. Repubblica di Macedonia, 24
  6. Ecuador, 20

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua felice posizione lungo il fiume, con il territorio leggermente digradante sulle prime colline, il comune ha una spiccata vocazione turistica, sia per turismo di passaggio essendo punto obbligato per l'accesso all'alta val Trebbia (esistono punti panoramici e un lungo fiume attrezzato nel capoluogo), sia per quello residenziale con molte seconde case per vacanze. Buona la disponibilità ricettiva con numerosi agriturismi, trattorie e ristoranti, sparsi anche nelle più piccole frazioni, che propongono i piatti della cucina piacentina e i vini locali. Nella parte di pianura è ben sviluppata l'agricoltura, anche se si stanno sviluppando le zone industriali-artigianali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Rivergaro è attraversato dalla strada Statale 45 di Val Trebbia. Da essa nel capoluogo si dirama la strada provinciale 55 del Bagnolo che collega Rivergaro a Ponte dell'Olio. Il territorio comunale è attraversato anche dalla strada provinciale 28 di Gossolengo che collega Piacenza a Rivergaro su un tracciato ad ovest di quello della strada statale 45, dalla strada provinciale 35 di Colonese che collega Niviano, da dove si dirama dalla strada statale 45, a Grazzano Visconti, dove interseca l'ex strada statale 654 di Val Nure e dalla strada provinciale 40 bis di Statto che, tramite un ponte sul fiume Trebbia, collega la strada statale 45 alla strada provinciale 40 sulla sponda opposta del fiume, in comune di Travo[20].

Fra il 1886 e il 1934 Rivergaro ospitò la stazione capolinea della tranvia Grazzano-Rivergaro, diramazione della linea Piacenza-Bettola.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 giugno 1985 8 giugno 1990 Luigi Tacchini Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [21]
8 giugno 1990 24 aprile 1995 Mauro Rai Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [21]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Mauro Rai sinistra Sindaco [21]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Mauro Rai lista civica di sinistra Sindaco [21]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Pietro Martini lista civica di sinistra Sindaco [21]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Pietro Martini lista civica di sinistra Sindaco [21]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Andrea Albasi lista civica di sinistra Democratici per Rivergaro Sindaco [21]
27 maggio 2019 in carica Andrea Albasi lista civica di sinistra Insieme per Rivergaro Sindaco [21]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

A Rivergaro aveva sede la River Volley Piacenza, società pallavolistica femminile che ha militato in Serie A1 femminile FIPAV dal 2009-2010 fino alla chiusura, avvenuta al termine della stagione 2017-2018. A partire dalla promozione in Serie A2 nella stagione 2003-2004 la squadra ha trasferito il suo campo di gioco a Piacenza iniziando a rappresentare anche il capoluogo fino al trasferimento della sede di gioco a Modena, avvenuto nel 2016[23].

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale, l'A.S.D. River è stata fondata nel 2014 e ha come presidente Gianni Buscarini. Il campo di gioco, situato in via Mezzadri, è intitolato ai fratelli Ramponi

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 il territorio comunale è stato interessato dal passaggio della quarta tappa del Giro Rosa con partenza e arrivo nel capoluogo provinciale che prevedeva nel territorio comunale un gran premio della montagna, situato in località Romola, lungo la salita del Bagnolo e vinto da Elisa Longo Borghini[24].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ AA.VV., p. 541.
  3. ^ a b c d La Storia di Rivergaro comune.rivergaro.pc.it
  4. ^ Destefanis, pp. 67-70.
  5. ^ http://www.sancolombano.eu/home/view_file_jolly.php?ID=35
  6. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 215, 253, 246, 252, 278, 333, 375.
  7. ^ La Trebbia, 26 luglio 1908.
  8. ^ La Trebbia del 25 settembre 1953
  9. ^ Alluvione Piacenza: esondato il Trebbia a Rivergaro, in InMeteo.net, 14 settembre 2015.
  10. ^ Castello di Montechiaro, su turismopiacenza.it. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  11. ^ Castello di Ottavello (oetavum milium), su preboggion.it. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  12. ^ Castello di Ancarano, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  13. ^ Monica Bettocchi, 15 - Castello di Niviano, su emiliaromagna.beniculturali.it, 2007. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  14. ^ Marco Gallione, Castello di Larzano, su altavaltrebbia.net, 19 settembre 2012. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  15. ^ Marco Gallione, Roveleto Landi (Rivergaro), su altavaltrebbia.net, 20 dicembre 2011. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  16. ^ Marco Gallione, Fabbiano (Rivergaro), su altavaltrebbia.net. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  17. ^ Torretta di Bassano, su torrettadibassano.it. URL consultato il 1º dicembre 2019.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 1 gennaio 2016, su demo.istat.it. URL consultato il 16 giugno 2016.
  20. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 1º giugno 2019.
  21. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  22. ^ Elisa Malacalza, Rivergaro e Saint Julien si abbracciano, 20 anni di amicizia e mutua solidarietà, in Libertà, 3 novembre 2019.
  23. ^ Giancarlo Tagliaferri, Partì da Rivergaro alla conquista dell'Europa, fu la Rebecchi-Nordmeccanica, in Il Piacenza, 20 maggio 2016.
  24. ^ Alessandro Farina, Giro Rosa 2018: Jolien d’Hoore concede il bis a Piacenza! Battute Marta Bastianelli e Lotta Lepistö, maglia rosa a Kirchmann, in oasport, 9 luglio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996.
  • Carmen Artocchini, Castelli Piacentini, Piacenza, Edizioni TEP, 1967.
  • Eleonora Destefanis, Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale.
  • Mario G. Genesi, S.O.S. per l'organo della Chiesetta di Roveleto Landi di Rivergaro, in Bollettino della Camera di Commercio di Piacenza, 2009.
  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, I.
  • Girovagando...Piacenza e le sue valli, I, Percorsi&Itinerari, 2005.
  • Il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, I, Itinerari, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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