Borgonovo Val Tidone

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Borgonovo Val Tidone
comune
Borgonovo Val Tidone – Stemma Borgonovo Val Tidone – Bandiera
Borgonovo Val Tidone – Veduta
La Rocca Sforzesca
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoPietro Mazzocchi (Insieme per Borgonovo) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate45°01′N 9°27′E / 45.016667°N 9.45°E45.016667; 9.45 (Borgonovo Val Tidone)Coordinate: 45°01′N 9°27′E / 45.016667°N 9.45°E45.016667; 9.45 (Borgonovo Val Tidone)
Altitudine114 m s.l.m.
Superficie51,22 km²
Abitanti8 060[1] (31-10-2019)
Densità157,36 ab./km²
FrazioniAgazzino, Bilegno, Breno, Castelnovo Val Tidone, Corano, Fabbiano, Mottaziana
Comuni confinantiAgazzano, Alta Val Tidone, Castel San Giovanni, Gragnano Trebbiense, Pianello Val Tidone, Rottofreno, Sarmato, Ziano Piacentino
Altre informazioni
Cod. postale29011
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033006
Cod. catastaleB025
TargaPC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiBorgonovesi
PatronoSanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Borgonovo Val Tidone
Borgonovo Val Tidone
Borgonovo Val Tidone – Mappa
Posizione del comune di Borgonovo Val Tidone nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Borgonovo Val Tidone (Burgnöv [burg'nøːv] o [burg'noːv] in dialetto piacentino) è un comune italiano di 8 060 abitanti[1] della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il torrente Tidone

Il comune di Borgonovo Val Tidone è posto sulla confluenza tra la pianura Padana e le prime propaggini collinari dell'Appennino ligure, nella bassa val Tidone[2]. Il territorio comunale è delimitato a est dal corso del torrente Tidone, ed è attraversato anche dai torrenti Torto, Marara, Carona e Corniolo[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona del comune di Borgonovo fu abitata fin dall'antichità, fatto provato dal ritrovamento di reperti nelle zone di Castelnovo e Bilegno[4]. Alla fine del VII secolo venne costituita la pieve di Bilegno, in seguito elevata a collegiata. Tra il X e il XII secolo vennero costruiti i castelli di Corano, Castelnovo e Mottaziana, nonché le chiese di Breno e Bruso.

Il centro di Borgonovo venne fondato nel 1196 da parte del comune guelfo di Piacenza presso la località di Casarnerio (o Casarnello) perché difendesse la bassa val Tidone e il territorio piacentino dalle mire ghibelline di Bobbio e Pavia; l'oppidum, detto di Borgo Novo, era fortificato da mura, fossato, castello e torri. Borgonovo aveva forma rettangolare, con le vie parallele e trasversali ad angolo retto, secondo un piano urbanistico molto ordinato, e era dotato di due porte, una posta verso sud e l'altra posta verso nord. Intorno alle mura fu scavato un profondo fossato che in tempo di guerra pare fosse riempito d'acqua. Dopo tre anni il borgo, la cui costruzione non era stata completata del tutto, fu distrutto da milizie pavesi[4]. Ricostruito dai consoli piacentini, venne dotato di una rocca, situata sul lato nord del borgo.

La Rocca sforzesca in una cartolina degli anni '80

Nel 1215 le truppe pavesi attaccarono nuovamente la zona distruggendo il castello di Castelnovo, ma non riuscendo a prendere la rocca del capoluogo, che era, nel frattempo, diventata la sede del feudo. Nel 1242 i castelli di Corano e Castelnovo vennero distrutti da re re Enzio. Tra il 1267 e il 1272 l'intera val Tidone subì gli attacchi delle truppe ghibelline al comando di Ubertino Landi, a causa di questi attacchi anche la rocca risultò danneggiata[4].

Il feudo fu, negli anni, assegnato in successione a numerose famiglie nobili[5][6]: a cominciare dalla famiglia Arcelli, per poi passare, dopo il 1313, insieme a tutta la val Tidone, nel ducato di Milano sotto il dominio della famiglia Visconti, a Jacopo Dal Verme. Nel 1412 Filippo Arcelli e il fratello Bartolomeo ricevettoro l'investitura sulla valtidone da parte di Filippo Maria Visconti[4].

Con la morte dell'Arcelli, nel 1438, il feudo venne diviso fra Niccolò Piccinino, a cui andò la rocca, Lazzaro Radini Tedeschi, a cui andò Corano, e Luigi Dal Verme, conte di Bobbio e Voghera, signore di Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni, della val Tidone e altri feudi, a cui andò tutto il territorio restante con le località di Castelnovo, Bilegno, Casturzano.

Nel 1447 il duca di Milano Francesco Sforza cacciò Jacopo Piccinino, restaurando il potere della famiglia Arcelli, tuttavia, con la morte di Lazzaro Arcelli, avvenuta due anni dopo, lo Sforza decise di creare il feudo della contea di Borgonovo, assegnandolo nel 1451 in dote al figlio Sforza Secondo Sforza che aveva sposato Antonia Dal Verme, figlia del conte Luigi Dal Verme, assicurandosi così l'appoggio della casata Dal Verme al ducato di Milano. Successivamente, nel 1679 il feudo passò ai Farnese che lo concedettero ai marchesi Zandemaria nel 1701[4].

Alla fine del XVIII secolo, in età napoleonica, il feudo venne requisito agli Zandemaria, ai quali rimase comunque la proprietà della rocca, con la creazione del comune. Nel 1815 venne aggregato al comune di Borgonovo il comune di Castelnovo Val Tidone, fino a quel momento autonomo[7]. Nel 1875 la famiglia Zandemaria vendette la rocca al comune che ne fece la sede del municipio e della pretura, mentre le mura di cinta del borgo vennero completamente abbattute e sostituite da viali di circonvallazione.

L'11 novembre 2015 il consiglio comunale deliberò l'invio alla regione di un'istanza per l'avvio del procedimento di fusione con il confinante comune di Ziano Piacentino; Il successivo 22 dicembre l'assemblea legislativa approvò la proposta di legge sull'indizione di un referendum consultivo, poi deliberato con decreto del presidente della giunta regionale e fissato per il 6 marzo[8]. Il referendum vide la vittoria del no nel comune di Ziano e del sì nel comune di Borgonovo: a causa della vittoria del no a Ziano, l'avanzamento della proposta di fusione venne bloccato[9].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata di Santa Maria Assunta
Edificio in stile gotico costruito nei primi anni del XIII secolo e, in seguito, ricostruito e ampliato nel XV secolo, con la consacrazione avvenuta da parte del vescovo di Piacenza Campesio nel 1455. La torre campanaria in stile romanico è, invece, preesistente alla ricostruzione, risalendo alla prima parte del duecento. L'edificio è realizzato in mattoni rossi a vista e presenta un unico portale sormontato da una lunetta decorata da una Madonna tra i Santi[10].
Chiesa dell'Immacolata Concezione
Chiesa in stile barocco situata nel centro del paese e risalente al seicento; originariamente presentava un campanile su tre livelli sul lato destro della facciata, andato successivamente distrutto e rimpiazzato da un basso campanile posto sul lato opposto del fronte. L'edificio presenta una struttura ottagonale, mentre all'interno sono presenti pavimenti in marmo e la cupola affrescata[11].
Convento e chiesa di san Bernardino
Citati per la prima volta in un testamento del 1414 come destinatari di una donazione, gli edifici vennero ricostruiti in stile neogotico a partire dal 1882 su progetto dell'architetto Barbieri. L'edificio è realizzato in mattoni a vista e presenta una pianta a navata unica[12]. La chiesa contiene al suo interno degli affreschi eseguiti dal pittore piacentino Luciano Ricchetti nel 1957[13].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Baldini Radini Tedeschi
Edificio risalente al XVI secolo[14] situato nei pressi della collegiata e realizzato in mattoni a vista[6]. L'edificio ha subito pesanti modifiche nel corso del settecento. All'interno è presente uno scalone risalente al 1736 che permette l'accesso al salone principale a doppio volume[11].
Villa Calciati con l'annesso oratorio di San Rocco
Villa risalente al XVIII secolo situata nella parte sud del capoluogo comunale[15], all'interno del complesso si trova lo sconsacrato oratorio di san Rocco, risalente al XVI secolo e dedicato a san Rocco, del quale era stato invocato l'aiuto durante un'epidemia di peste. L'edificio, ancora consacrato nel XVIII secolo, venne sconsacrato in un periodo imprecisato[16].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Rocca Sforzesca
Situata all'ingresso del paese, venne costruita nel XIII secolo, subendo, poi, varie distruzioni e ricostruzioni nei secoli successivi. L'edificio presenta una struttura rettangolare con due torri angolari quadrate. L'edificio è circondato da un terrapieno, originariamente fossato riempito d'acqua, che viene superato da due ponti in muratura che hanno sostituito gli originari ponti levatoi. L'edificio ospita la sede comunale e alcune abitazioni private[17].
Il castello di Castelnovo
Castello di Castelnovo
Costruito nel XIV secolo poco distante dalle rovine di un preesistente castello citato per la prima volta poco dopo l'anno mille, presenta una pianta trapezoidale con torri poste su tre dei quattro angoli della struttura e accesso tramite ponte levatoio sormontato da un'ulteriore torre. Il castello è circondato da un parco con piante secolari accessibile tramite un viale alberato risalente all'ottocento e inaugurato alla presenza di Maria Luigia d'Austria[18].
Il castello di Corano
Castello di Corano
Costruito in epoca ignota, venne distrutto nel XII secolo dalle truppe del Barbarossa e, ancora, nel 1241 da re Enzio. Ricostruito, venne occupato dalle truppe pontificie nel 1372 per, poi, venire rapidamente riconquistato dai Visconti. Nel 1417 venne incendiato dal conte di Carmagnola durante un'azione contro la famiglia Arcelli. L'edificio è costituito da un fabbricato monoblocco con struttura a forma di trapezio a cui è addossata, sul lato minore, una torre, che riporta le tracce di uno scomparso ponte levatoio e che, probabilmente, è di costruzione precedente rispetto al resto dell'edificio[19].
Castello di Breno
Castello composto da una torre, probabilmente risalente al periodo compreso tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, e il resto del fortilizio, citato per la prima volta nel 1408 in un documento che attesta la conquista dell'edificio da parte della famiglia Arcelli Fontana e la cattura del castellano Carlo Scotto[20].
Castello di Mottaziana
Citato per la prima volta nella cronaca del Guarino, nel 1314 venne requisito al proprietario Nicolino Ziliani da parte di Galeazzo I Visconti. La famiglia Ziliani rientrò in possesso del forte negli anni successivi, con l'aiuto delle truppe pontificie. Conquistato e distrutto nel 1417 da parte del conte di Carmagnola, venne ricostruito dagli Ziliani a partire dal 1453. Tra il XVII e il XVIII secolo l'edificio viene completamente trasformato in residenza signorile, con l'eliminazione della gran parte degli originari caratteri medievali[21].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera dell'Angelo: tradizionale fiera svolta il lunedì dell'Angelo con bancarelle lungo le vie del paese, esposizione di macchine agricole e animali e rassegna enogastronomica[23].
  • Festa d' la chisöla: sagra organizzata il primo weekend del mese di settembre e dedicata alla chisöla, focaccia tradizionale con i ciccioli, riconosciuta dalla denominazione De.Co.[24]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1894 e il 1938 il comune fu servito dalla tranvia Piacenza-Pianello-Nibbiano.

Il capoluogo è attraversato dalla ex strada statale 412 della Val Tidone che attraversa il territorio comunale da nord a sud. Interessano il comune di Borgonovo anche la strada provinciale 11 di Mottaziana che conduce verso il capoluogo provinciale, la strada provinciale 37 di Sarmato che unisce l'omonimo comune con Borgonovo, la strada provinciale 33 di Cantone che si dirama dalla ex strada statale 412 raggiungendo Agazzano, la strada provinciale 27 di Ziano che da Borgonovo raggiunge Ziano Piacentino per, poi, proseguire fino al confine con la provincia di Pavia e la strada provinciale 44 di Montalbo che unisce Castel San Giovanni a Trevozzo, frazione di Alta Val Tidone[25].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 ottobre 1988 3 febbraio 1993 Bruno Sacchelli PCI, PDS Sindaco [26]
3 febbraio 1993 21 giugno 1993 Loretiana Bevilacqua Comm. pref. [26]
21 giugno 1993 28 aprile 1997 Bruno Sacchelli Partito Democratico della Sinistra Sindaco [26]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Pietro Ozzola centro-sinistra Sindaco [26]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Domenico Francesconi lista civica Sindaco [26]
30 maggio 2006 17 maggio 2011 Domenico Francesconi lista civica Sindaco [26]
17 maggio 2011 5 giugno 2016 Roberto Barbieri Il Popolo della Libertà, Lega Nord Sindaco [26]
5 giugno 2016 in carica Pietro Mazzocchi Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia Sindaco [26]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2019.
  2. ^ PSC - Relazione illustrativa, p. 2.
  3. ^ Molossi, p. 28.
  4. ^ a b c d e Comune di Borgonovo Val Tidone, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  5. ^ Comune di Borgonovo Val Tidone (PC), su araldicacivica.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  6. ^ a b Burgnòv - Borgonovo Val Tidone, su piacenzantica.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  7. ^ Zuccagni-Orlandini, p. 288.
  8. ^ BURERT n.343 del 30-12-2015 (PDF), 30 dicembre 2015.
  9. ^ Borgonovo Val Tidone e ZIano Piacentino: stop alla fusione, su assemblea.emr.it. URL consultato il 13 maggio 2020.
  10. ^ Collegiata di S.Maria Assunta, su turismopiacenza.it. URL consultato il 25 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2020).
  11. ^ a b Agriturismo a Borgonovo Val Tidone, su poderecasale.com. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  12. ^ Chiesa di San Bernardino <Borgonovo Val Tidone>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  13. ^ Chiesa di S.Bernardino, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  14. ^ Palazzo Baldini - Radini Tedeschi, su tourer.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  15. ^ Villa Calciati e Oratorio di San Rocco, su tourer.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  16. ^ La chiesa o oratorio di san Rocco, su web.tiscali.it. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  17. ^ Rocca di Borgonovo, su turismo.provincia.pc.it. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  18. ^ Pierluigi Bavagnoli, Castelnovo val Tidone, Castello, su mondimedievali.net. URL consultato il 24 febbraio 2020.
  19. ^ Marco Gallione, Castello di Corano, su altavaltrebbia.net, 13 settembre 2012. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  20. ^ Pierluigi Bavagnoli, Breno, castello, su mondimedievali.net. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  21. ^ Pierluigi Bavagnoli, Mottaziana, castello, su mondimedievali.net. URL consultato il 26 febbraio 2020.
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Fiera dell'angelo}, su turismo.provincia.piacenza.it. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  24. ^ Festa d’la Chisöla, su prolocoborgonovo.it. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  25. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 25 febbraio 2020.
  26. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  27. ^ Gemellaggi, su comune.rottofreno.pc.it. URL consultato il 27 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • PSC - Relazione illustrativa (PDF), Comune di Borgonovo Val Tidone.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante di mappe geografiche e topografiche e di altre tavole illustrative - Parte VI, Firenze, 1839.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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