Rottofreno

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Rottofreno
comune
Rottofreno – Stemma Rottofreno – Bandiera
Rottofreno – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Sindaco Raffaele Veneziani (lista civica di centro-destra) dal 30/05/2011 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 45°03′28.55″N 9°32′56.22″E / 45.057931°N 9.54895°E45.057931; 9.54895 (Rottofreno)Coordinate: 45°03′28.55″N 9°32′56.22″E / 45.057931°N 9.54895°E45.057931; 9.54895 (Rottofreno)
Altitudine 65 m s.l.m.
Superficie 34,53 km²
Abitanti 11 524[1] (31-12-2010)
Densità 333,74 ab./km²
Frazioni Centora, San Nicolò a Trebbia, Sant'Imento
Comuni confinanti Borgonovo Val Tidone, Calendasco, Chignolo Po (PV), Gragnano Trebbiense, Monticelli Pavese (PV), Piacenza, Sarmato
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033039
Cod. catastale H593
Targa PC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti rottofrenesi
Patrono Sant'Elena
Giorno festivo 18 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Rottofreno
Posizione del comune di Rottofreno nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Rottofreno nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Rottofreno (Altufrèi, Artufrèi, Ltufrèi o Rtufrèi in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 11.481 abitanti della provincia di Piacenza.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune, posto nella Pianura Padana, è circondato dai fiumi Po a nord e Trebbia a est, dal torrente Tidone a ovest.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

La denominazione del comune è piuttosto singolare e suscita, talvolta, qualche ilarità. Nonostante la particolarità, l'origine del nome Rottofreno non è del tutto chiara. La tradizione vuole che la toponomastica del luogo derivi dalle imprese del generale cartaginese Annibale, il quale, durante un'incursione militare nel corso della seconda guerra punica, e più precisamente della battaglia della Trebbia, fu costretto a fermarsi in questo povero villaggio a causa della rottura del morso ("freno" appunto) del suo cavallo. Questa versione storica ha trovato pieno accreditamento tra la popolazione al punto che l'odierno stemma comunale riproduce la testa di un cavallo grigio con il "freno" rotto. In realtà, studi più seri hanno rivelato come il toponimo abbia le sue radici nelle antiche lingue germaniche e, presumibilmente, nel nome composto di "roth-fried", traducibile come "amico della gloria", ovvero "amico della pace". Il nome sarebbe poi stato storpiato nella pronuncia e nella trascrizione longobarda per giungere, infine, alla latinizzazione in "Rottofridus" ed alla italianizzazione in "rotofredo".

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Al territorio comunale di Rottofreno sono stati amministrativamente annessi i centri abitati di San Nicolò a Trebbia, Sant'Imento e Centora.

San Nicolò a Trebbia è divenuto, soprattutto negli ultimi tre decenni, il centro abitato più popolato ed importante dell'intero territorio comunale. Il forte sviluppo è certamente dovuto alla sua vicinanza alla città di Piacenza, da cui è separato dal ponte della SS10 "Emilia Pavese" sul fiume Trebbia. L'origine di San Nicolò è abbastanza incerta e i primi "scritti" risalgono al periodo dell'Alto Medioevo quando, in questo luogo, erano presenti due "hospitali" (il primo presso l'attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari, il secondo presso la località "La Noce") per i pellegrini che si recavano a Roma percorrendo la Via Francigena.

Le prime notizie di Sant'Imento (che molta toponomastica, anche ufficiale, insiste nel trascrivere nella maniera corretta "Santimento", senza l'apostrofo) risalgono al XIII secolo e riguardano alcune informazioni circa il sistema di fortificazioni del suo castello. Di particolare pregio architettonico è la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, chiaro esempio di arte barocca, realizzata nel 1690 su una preesistente costruzione sacra del 1290.

Centora è la frazione più piccola del comune di Rottofreno e le sue poche abitazioni sono sorte intorno alla chiesa della Madonna della Neve (originariamente consacrata a San Bartolomeo). Il luogo di culto risulterebbe essere stato edificato nei primi dell'Ottocento a favore dei contadini che lavoravano i campi ed ospitò dapprima i monaci Benedettini di San Sisto e poi gli Olivetani del monastero di San Sepolcro di Piacenza.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.390 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 284 2,46%

Marocco Marocco 176 1,53%

Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 162 1,41%

Macedonia Macedonia 125 1,08%

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Tranvie[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1893 e il 1938 Rottofreno fu servita dalla tranvia Piacenza-Pianello-Nibbiano; dalla frazione di San Nicolò si diramava, tra il 1907 e il 1933, la linea per Agazzano.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il paese dispone di due stazioni ferroviarie sulla linea Alessandria-Piacenza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 557.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]