Rottofreno

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Rottofreno
comune
Rottofreno – Stemma Rottofreno – Bandiera
Rottofreno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Raffaele Veneziani (lista civica Veneziani sindaco) dal 06/06/2016 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 45°03′28.55″N 9°32′56.22″E / 45.057931°N 9.54895°E45.057931; 9.54895 (Rottofreno)Coordinate: 45°03′28.55″N 9°32′56.22″E / 45.057931°N 9.54895°E45.057931; 9.54895 (Rottofreno)
Altitudine 65 m s.l.m.
Superficie 35,17 km²
Abitanti 12 089[1] (30-09-2014)
Densità 343,73 ab./km²
Frazioni Centora, San Nicolò a Trebbia, Sant'Imento
Comuni confinanti Borgonovo Val Tidone, Calendasco, Chignolo Po (PV), Gragnano Trebbiense, Monticelli Pavese (PV), Piacenza, Sarmato
Altre informazioni
Cod. postale 29010
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033039
Cod. catastale H593
Targa PC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti rottofrenesi
Patrono Sant'Elena
Giorno festivo 18 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rottofreno
Rottofreno
Posizione del comune di Rottofreno nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Rottofreno nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Rottofreno (Altufrèi, Artufrèi, Ltufrèi o Rtufrèi in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 12.089 abitanti della provincia di Piacenza.

Insieme ai comuni confinanti (Piacenza ovviamente compresa) crea un agglomerato di 137.093 abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune, posto nella Pianura Padana, è circondato dai fiumi Po a nord e Trebbia a est, dal torrente Tidone a ovest.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Rottofreno fu abitata nell'antichità da Celti e Romani. La località era attraversata dalla Via Postumia costruita a partire dal 148 a.C.[3]. La prima citazione del Locum et Castrum Rotofredo risale al 996 e parla di un centro agricolo dotato di fortilizio[3]. Nel 1174 la chiesa di San Michele Arcangelo e l'hospitale di Sant'Elena sono citati in un documento come possedimenti del monastero di San Michele alla Chiusa di Susa.

Dopo il 1412 il castello di Rottofreno appartenne ai Visconti, prima, e ai loro feudatari Bartolomeo e Filippo Arcelli per poi diventare di proprietà della famiglia Maino e, infine, della Camera Ducale Farnesiana[3]. Nel XVI secolo assunse un importante ruolo nel sistema difensivo farnesiano. Nel 1636 le forze spagnole assediarono il castello, il quale venne consegnato agli assedianti da parte del castellano Cristoforo Ferrari che venne poi condannato a morte dai Farnese per il tradimento[3]. Le truppe occupanti fortificarono ulteriormente la struttura realizzando una cinta muraria con pianta a stella ad otto punte, di cui tuttavia non restano tracce.

Nel 1799 la zona tra Gragnano Trebbiense e Rottofreno fu teatro di una battaglia tra le truppe francesi comandate dal generale MacDonald e quelle austro-russe guidate dal generale Suvorov che costrinsero i francesi alla ritirata verso La Spezia. Durante questa battaglia la roccaforte di Rottofreno subì gravi danneggimenti[3].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del comune è piuttosto singolare e suscita, talvolta, qualche ilarità. Nonostante la particolarità, l'origine del nome Rottofreno non è del tutto chiara. La tradizione vuole che la toponomastica del luogo derivi dalle imprese del generale cartaginese Annibale, il quale, durante un'incursione militare nel corso della seconda guerra punica, e più precisamente della battaglia della Trebbia, fu costretto a fermarsi in questo povero villaggio a causa della rottura del morso ("freno" appunto) del suo cavallo. Questa versione storica ha trovato pieno accreditamento tra la popolazione al punto che l'odierno stemma comunale riproduce la testa di un cavallo grigio con il "freno" rotto[4].

In realtà, studi più seri hanno rivelato come il toponimo abbia le sue radici nelle antiche lingue germaniche e, presumibilmente, nel nome composto di "roth-fried", traducibile come "amico della gloria", ovvero "amico della pace". Il nome sarebbe poi stato storpiato nella pronuncia e nella trascrizione longobarda per giungere, infine, alla latinizzazione in "Rottofridus" ed alla italianizzazione in "rotofredo"[4].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2014 la popolazione straniera residente era di 1.498 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Al territorio comunale di Rottofreno sono stati amministrativamente annessi i centri abitati di San Nicolò a Trebbia, Santimento e Centora.

La chiesa di San Nicola di Bari a San Nicolò

San Nicolò a Trebbia[modifica | modifica wikitesto]

San Nicolò a Trebbia è divenuto, soprattutto negli ultimi tre decenni, il centro abitato più popolato ed importante dell'intero territorio comunale[6]. Il forte sviluppo è certamente dovuto alla sua vicinanza alla città di Piacenza, da cui è separato dal ponte della SS10 "Emilia Pavese" sul fiume Trebbia[6]. L'origine di San Nicolò è abbastanza incerta e i primi "scritti" risalgono al periodo dell'Alto Medioevo quando, in questo luogo, erano presenti due "hospitali" (il primo presso l'attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari, il secondo presso la località "La Noce") per i pellegrini che si recavano a Roma percorrendo la Via Francigena[6].

Santimento[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie di Santimento risalgono al XIII secolo e riguardano alcune informazioni circa il sistema di fortificazioni del suo castello. Di particolare pregio architettonico è la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, chiaro esempio di arte barocca, realizzata nel 1690 su una preesistente costruzione sacra del 1290[7].

Centora[modifica | modifica wikitesto]

Centora è la frazione più piccola del comune di Rottofreno e le sue poche abitazioni sono sorte intorno alla chiesa della Madonna della Neve (originariamente consacrata a San Bartolomeo). Il luogo di culto risulterebbe essere stato edificato intorno all'800 a favore dei contadini che lavoravano i campi ed ospitò dapprima i monaci Benedettini di San Sisto e poi gli Olivetani del monastero di San Sepolcro di Piacenza[8].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di San Nicolò.

Tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1893 e il 1938 Rottofreno fu servita dalla tranvia Piacenza-Pianello-Nibbiano; dalla frazione di San Nicolò si diramava, tra il 1907 e il 1933, la linea per Agazzano[9].

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese dispone di due stazioni ferroviarie sulla linea Alessandria-Piacenza: una a servizio del capoluogo e un'altra nella frazione di San Nicolò.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 settembre 1988 7 giugno 1993 Valter Ozzola Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [10]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Alberto Bottazzi Lega Nord Sindaco [10]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Alberto Bottazzi centro-destra Sindaco [10]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Giulio Maserati lista civica Sindaco [10]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Giulio Maserati lista civica Sindaco [10]
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Raffaele Veneziani Lega Nord, Il Popolo della Libertà, lista civica Sindaco [10]
6 giugno 2016 in carica Raffaele Veneziani lista civica Veneziani sindaco Sindaco [10]
Il ponte ferroviario sul Trebbia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 30 aprile 2014.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 557.
  3. ^ a b c d e Comune di Rottofreno turismopiacenza.it
  4. ^ a b Rottofreno comune.rottofreno.pc.it
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b c San Nicolò comune.rottofreno.pc.it
  7. ^ Santimento comune.rottofreno.pc.it
  8. ^ Centora comune.rottofreno.pc.it
  9. ^ Dalla tranvia alla littorina colombarte.weebly.com
  10. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240121983